Purtroppo adesso tocca a me. Tradito ma voglio riprovarci oltre ogni ragione.

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filippo67

Utente di lunga data
ciao, stai mettendo da parte il tuo dolore e ti stai colpevolizzando tanto x cercare di salvare tutto. e ti auguro di riuscirci. ma quando avrai superato i momenti forti e sarete dinuovo una famiglia, verranno a trovarti quei sentimenti che adesso stai reprimendo. non sei arrabbiato? non sei deluso? se non scavate nel profondo x liberare il pozzo dalla melma, l'acqua nuova che ci butterete prima o poi verrà contaminata. .
Arrabbiato e deluso, deluso e arrabbiato, certo. Ma anche consapevole dei miei errori. Mia moglie non crede possibile liberare il pozzo dalla melma. Io invece so che, se si vuole, è possibile. In questo momento tocca a me volerlo per tutti e due, e per riuscirci andrei anche a piedi sulla luna. Se ci si dovesse riuscire (anzi, quando ci si riuscirà, dal momento che non deve esistere un "se"), si vedrà se quei sentimenti che ora mi sforzo di chiudere in un barattolo ermetico salteranno fuori di nuovo. Se però perdo tempo ora a pormi questa domanda, vuol dire che ho già perso in partenza.
 

Diletta

Utente di lunga data
Diletta, proseguo nella risposta alle tue osservazioni davvero così centrate. Non sono integerrimo, il compromesso purtroppo, contrariamente alle mie posizioni apparentemente dure, mi è consueto. Ma le parole "nella buona e nella cattiva sorte" per la scelta più importante della mia vita, in nome della quale ho rivoluzionato tutto me stesso, sono sacre. E non nel senso cristiano, lo ripeto, perché tra l'altro non mi riconosco nel cristianesimo né in alcuna religione rivelata. Ma nel senso della sacralità di un impegno che, se si è uomini, si rispetta fino in fondo. Rispondere alla tua domanda è molto difficile. Anche perché non credo - salvo prova contraria - che mia moglie abbia l'abitudine di concedersi avventure. Anzi, sono certo del contrario. Ed anche quello che ho scoperto ha più le caratteristiche di una sorta di gioco di ruolo con un coinvolgimento intellettuale piuttosto spinto. Non che la cosa sia migliore, per carità, anzi. Una botta e via è molto più sopportabile e comprensibile di un coinvolgimento sentimentale platonico (o anche no). Il punto è che le dimensioni e l'estensione di questo che ho definito "lato oscuro", al momento, sono davvero imperscrutabili con certezza.

Però se soltanto come ipotesi di ragionamento, raggiungessi la certezza di una serialità irrecuperabile, sarebbe lei a doverne trarre le conseguenze. Assumendosene ogni responsabilità di ogni ordine, e la responsabilità di tutte le conseguenze che ne deriverebbero sui figli e in merito alle mie decisioni personali conseguenti. Nulla avrebbe più senso, a quel punto.

Hai ragione, la sacralità di un impegno si riconosce anche in senso non cristiano ed è in virtù di questo impegno che mi sono posta l'obiettivo di accettare il mio compagno di vita per come è stato e di amarlo nonostante gli sbagli che mi sto sforzando di accantonare per ricominciare.
Questo non vuol dire assolutamente dimenticare, ma "solo" passare oltre. Detto così sembra facile: un atto di volontà, basta volerlo e si fa no?
Inutile dire che solo chi ci è passato sa quanto sia difficile...è l'emotività che ci frega con tutte le sue emozioni negative, quali l'umiliazione, l'offesa, la rabbia, la cocente delusione per aver creduto in una cosa che non è...
Ora, anche tu sei stato catapultato nella disillusione e nel disincanto e questa dimensione cambierà profondamente la tua vita.
Dovrai rivedere necessariamente il concetto che avevi del rapporto di coppia e adattarlo alla nuova situazione.
Ora che hai scoperto il lato oscuro di tua moglie ti ci devi addentrare perché tutto dovrà esserti chiaro e lei ti deve aiutare in questo.
Scruta il suo animo per comprenderne la debolezza.
Sei sulla buona strada, anzi, se riesci a far prevalere la ragione sulle emozioni sei in salvo.
 

JON

Utente di lunga data
Anni fa leggevo questo forum, per farmi un'idea di situazioni da evitare, di esperienze che volevo conoscere per poterle esorcizzare, con rispetto umano per i protagonisti (niente morbosità, intendo) ma con la certezza che non mi avrebbeor riguardato. E ora invece sono tornato qui, dalla parte dei traditi. Storia complicata e assurda. Sposato da nove anni dopo quattro di convivenza con una donna che, prima di me, aveva avuto una vita piuttosto libea e movimentata. L'opposto mio. Quattro figli ancora piuttosto piccoli, di cui uno adottato.
Da due anni andava male. Da quando ero stato accusato ingiustamente di un tradimento mai compiuto. Avevo mal compeso e gestito ancora peggio le avances piuttosto pesanti di una collega di lavoro che, approfittandosene del mio stato depressivo causato dalla malattia e dalla morte di mia madre, si era fatta dei film da crocerossina nei miei confronti. Mia moglie l'aveva scoperto con mail (sue) deliranti che mi avevano sorpreso e avevo spostato in un'altra casella -della quale peraltro mia moglie aveva la password, e non certo per bearmene in privato (non le avevo nemmeno lette tutte) ma per affrontare la situazione assurda in un secondo tempo e non averle sotto gli occhi in quel periodo. Dovevo lavorare e gestire il lutto che sarebbe arrivato - come poi arrvò - di lì a poco.
Queste le premesse. Due anni di sofferenze atroci, per me. Un lutto mai elaborato anche a causa dell'assenza di mia moglie nei miei confronti, delle mie estreme difficoltà di tipo sessuale e comportamentale con i figli. Un dolore reso insopportabile dalla mia leggerezza NON di traditore (tra l'altro l'aspirante crocerossina in questione era anche un simile cesso che nemmeno dopo vent'anni di astinenza, e io alla fedeltà coniugale verso mia moglie che amo alla follia credo più che alla stessa mia vita) ma di mancanza di chiarezza per gli attacchi che stavo subendo senza rendermi conto della loro pericolosità. Mia moglie non mi ha creduto. Tutto si era combinato contro di me, come in un processo in cui si condanna l'imputato innocente semplicemente su base indiziaria, senza prove ma senza possibilità di demolire gli indizi. FIn qui le premesse.
Ora i fatti. Avevo dubbi pesanti sul comportamento di mia moglie, abile quanto mai a cancellare tracce informatiche di ogni genere. Poi l'imprevisto: la scoperta, da parte mia, di un profilo Fb inequivocabilmente suo, al quale ne corrisponde come "fidanzato" quello di un altro. L'idiota in questione, un quarantottenne che nemmeno in seconda media, ha pubblicato idiote foto parziali i varie località (dove naturalmente mia moglie ci era andata "per lavoro"), nelle quali mia moglie era riconoscibilissima per accessori indossati. Salvati i file in posti sicuri ho messo alle strette mia moglie. Da qui in poi, il tutto come da copione. Prima, il negare l'evidenza (non sono io, lo giuro), poi l'ammettere il minimo sindacale. "Un amico speciale che ha compreso le mie difficoltà di vivere con un uomo che si comporta come te". Quindi il rovesciamento completo di ruoli, la colpa che era mia, soltanto mia, il fatto che mi diceva da tempo che non mi amava più, oltre al fatto che "non è una relazione" e che "non ci ho mai scopato, almeno l'avessi fatto". E che non mi mentiva quando mi aveva chiesto di "essere uomo" d'ora in poi, e che non mi avrebbe persa. Tralascio la descrizione del mio stato d'animo perché inutile. Successivamente mi ha proposto di separarci, perché non avremmo funzionato più. Ma io non ci penso nemmeno. La amo nonostante tutto, più della mia vita. E non sono disposto a vedere i mei figli crescere senza mamma e papà insieme. Le parole che ho pronunciato, "nella salute e nella malattia, nella buona e nella cattiva sorte", e "fin che morte non ci separi" le considero un giuramento sacro da portare alle estreme conseguenze. Voglio fare tesoro delle mie "mancanze" che mi sono state rinfacciate e cambiare il mondo per riaverla. Cerco di non essere assillante nei confronti del suo rapporto con quell'essere. Cerco di non parlarne affatto, conscio che piangere, supplicare, ordinare, non servirebbe assolutamente a nulla. Ma come andare avanti, cercando di essere brillante, assertivo, "uomo" quando il cuore è sommerso e affogato in una vasca di letame? Grazie per chi ha avuto la pazienza di leggere fino in fondo, e per le eventuali risposte.
Quello di tua moglie appare un malcelato tentativo di manipolare i fatti a suo tornaconto. E' chiaro che ci si basa sulla descrizione che ne fai, sia dei fatti che di lei come persona. E' la tua campana. Però i fatti sono fatti e, se una personalità è troppo articolata da poter essere descritta senza il rischio di essere imprecisi e scorretti, i fatti invece sono come pietre miliari che indicano qualcosa di più tangibile. Mi riferisco alla vita precedente "libertina e movimentata" di tua moglie. Lungi da me fare voler fare qualsivoglia tipo di morale, l'unica cosa che vorrei dire è che lo scarso grado di comprensione di tua moglie nei tuoi confronti non mi pare propriamente corretto e disinteressato. Sempre stando ai "tuoi" fatti azzarderei dire che sembra abbia preso la palla al balzo per giustificare la sua vena libertina che non è mai svanita. Dopotutto se c'è una cosa che ho imparato è che le persone possono cambiare relativamente alle proprie "tendenze", che possono essere modificate ma sono sempre li come parte di noi stessi. Altrimenti non saremmo noi stessi. Insomma, l'unico valido motivo che avrebbe tua moglie per alterarsi di fronte a quello che ti è capitato sarebbe quello per cui, dopo aver messo tutta se stessa per cambiare la sua natura a favore del vostro rapporto e la sua esclusività, la sua delusione sia cosi forte da non poter tollerare l'accaduto. Ma, francamente, tua moglie non mi pare uno stinco di santo per cui il pulpito e la predica sono del tutto inattendibili. Cosa che ti ha dimostrato col suo di tradimento. Da parte tua invece trovo poco chiaro il tentativo di insabbiare quelle mail e allo stesso tempo mantenerle in vita ma nascoste. Se lo hai fatto è perché tua moglie non doveva sapere. I motivi reali li conosci solo tu.
 

filippo67

Utente di lunga data
Hai ragione, la sacralità di un impegno si riconosce anche in senso non cristiano ed è in virtù di questo impegno che mi sono posta l'obiettivo di accettare il mio compagno di vita per come è stato e di amarlo nonostante gli sbagli che mi sto sforzando di accantonare per ricominciare.
Questo non vuol dire assolutamente dimenticare, ma "solo" passare oltre. Detto così sembra facile: un atto di volontà, basta volerlo e si fa no?
Inutile dire che solo chi ci è passato sa quanto sia difficile...è l'emotività che ci frega con tutte le sue emozioni negative, quali l'umiliazione, l'offesa, la rabbia, la cocente delusione per aver creduto in una cosa che non è...
Ora, anche tu sei stato catapultato nella disillusione e nel disincanto e questa dimensione cambierà profondamente la tua vita.
Dovrai rivedere necessariamente il concetto che avevi del rapporto di coppia e adattarlo alla nuova situazione.
Ora che hai scoperto il lato oscuro di tua moglie ti ci devi addentrare perché tutto dovrà esserti chiaro e lei ti deve aiutare in questo.
Scruta il suo animo per comprenderne la debolezza.
Sei sulla buona strada, anzi, se riesci a far prevalere la ragione sulle emozioni sei in salvo.
Diletta, la tua esperienza è quindi simile alla mia? Scusami, ma non posso non farti allora alcune domande. Il tuo compagno che ti sei impegnata ad accettare ha "sbagliato" una volta sola o di più? Come si è mostrato, come si mostra con te? "Scruta il suo animo", dici, ed è l'unica possibilità che ho, perché le domande dirette non avrebbero senso e tantomeno avrebbero senso le risposte. Qualche volta so che ci cadrò, ma dovrei evitarlo. E non per paura delle risposte (che potrebbero indifferentemente dire tutto e il contrario di tutto, perché indimostrabili), ma perché non è questo l'atteggiamento che paga.
Le emozioni le sto rinchiudendo il più possibile in spazi solo miei, dove alla mia disperazione assiste soltanto uno specchio. Ragione e amore sono gli unici elementi che devo avere come alleati nella mia lotta impari. Grazie per le tue parole, ancora una volta.
 

filippo67

Utente di lunga data
Quello di tua moglie appare un malcelato tentativo di manipolare i fatti a suo tornaconto. E' chiaro che ci si basa sulla descrizione che ne fai, sia dei fatti che di lei come persona. E' la tua campana. Però i fatti sono fatti e, se una personalità è troppo articolata da poter essere descritta senza il rischio di essere imprecisi e scorretti, i fatti invece sono come pietre miliari che indicano qualcosa di più tangibile. Mi riferisco alla vita precedente "libertina e movimentata" di tua moglie. Lungi da me fare voler fare qualsivoglia tipo di morale, l'unica cosa che vorrei dire è che lo scarso grado di comprensione di tua moglie nei tuoi confronti non mi pare propriamente corretto e disinteressato. Sempre stando ai "tuoi" fatti azzarderei dire che sembra abbia preso la palla al balzo per giustificare la sua vena libertina che non è mai svanita. Dopotutto se c'è una cosa che ho imparato è che le persone possono cambiare relativamente alle proprie "tendenze", che possono essere modificate ma sono sempre li come parte di noi stessi. Altrimenti non saremmo noi stessi. Insomma, l'unico valido motivo che avrebbe tua moglie per alterarsi di fronte a quello che ti è capitato sarebbe quello per cui, dopo aver messo tutta se stessa per cambiare la sua natura a favore del vostro rapporto e la sua esclusività, la sua delusione sia cosi forte da non poter tollerare l'accaduto. Ma, francamente, tua moglie non mi pare uno stinco di santo per cui il pulpito e la predica sono del tutto inattendibili. Cosa che ti ha dimostrato col suo di tradimento. Da parte tua invece trovo poco chiaro il tentativo di insabbiare quelle mail e allo stesso tempo mantenerle in vita ma nascoste. Se lo hai fatto è perché tua moglie non doveva sapere. I motivi reali li conosci solo tu.
Anche le tue sono parole, Jon, che mi aiutano in ogni caso a riflettere. Particolarmente centrate le tue osservazioni: "l'unico valido motivo che avrebbe tua moglie per alterarsi di fronte a quello che ti è capitato sarebbe quello per cui, dopo aver messo tutta se stessa per cambiare la sua natura a favore del vostro rapporto e la sua esclusività, la sua delusione sia cosi forte da non poter tollerare l'accaduto". Credo proprio sia così. Sulle mail di cui ho parlato e che tu hai richiamato, ho agito in modo del tutto stupido ed irrazionale. Me le sono volute togliere dalla casella di lavoro perché in quel momento non volevo capire, avevo ben altri problemi da affrontare, ed in effetti non le avevo nemmeno lette tutte. Forse, irrazionalmente, volevo evitare la cosa più logica, cioè di doverne parlare con mia moglie come sicuramente avrei dovuto fare, per timore di non essere creduto e, in quel momento di immane turbinio di problemi, doverne affrontare un altro. Che però è arrivato con gli interessi, direi. Non può però essere definito il mio un tentativo di insabbiamento, perché le ho spostate non in una mail "anonima" che avrei potuto creare tranquillamente in due minuti, ma in un'altra mail "ufficiale" mia, della quale peraltro mia moglie conosceva l'esistenza e la password. Ci sono momenti in cui si fanno cose senza pensare, quello era uno di quelli. Capisco però che come spiegazione è un po' difficile da accettare. Vale allora la spiegazione "a contrario": se proprio avessi voluto conservare quelle stramaledette mail per "bearmene" o per farne altro, perché mai le avrei messe alla luce del sole?
 
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JON

Utente di lunga data
Anche le tue sono parole, Jon, che mi aiutano in ogni caso a riflettere. Particolarmente centrate le tue osservazioni: "l'unico valido motivo che avrebbe tua moglie per alterarsi di fronte a quello che ti è capitato sarebbe quello per cui, dopo aver messo tutta se stessa per cambiare la sua natura a favore del vostro rapporto e la sua esclusività, la sua delusione sia cosi forte da non poter tollerare l'accaduto". Credo proprio sia così. Sulle mail di cui ho parlato e che tu hai richiamato, ho agito in modo del tutto stupido ed irrazionale. Me le sono volute togliere dalla casella di lavoro perché in quel momento non volevo capire, avevo ben altri problemi da affrontare, ed in effetti non le avevo nemmeno lette tutte. Forse, irrazionalmente, volevo evitare la cosa più logica, cioè di doverne parlare con mia moglie come sicuramente avrei dovuto fare, per timore di non essere creduto e, in quel momento di immane turbinio di problemi, doverne affrontare un altro. Che però è arrivato con gli interessi, direi. Non può però essere definito il mio un tentativo di insabbiamento, perché le ho spostate non in una mail "anonima" che avrei potuto creare tranquillamente in due minuti, ma in un'altra mail "ufficiale" mia, della quale peraltro mia moglie aveva la password. Ci sono momenti in cui si fanno cose senza pensare, quello era uno di quelli. Capisco però che come spiegazione è un po' difficile da accettare. Vale allora la spiegazione "a contrario": se proprio avessi voluto conservare quelle stramaledette mail per "bearmene" o per farne altro, perché mai le avrei messe alla luce del sole?
Io non credo che tu le abbia messe, propriamente, alla luce del sole. Non sei un traditore è chiaro, traspare benissimo. Ma quella casella potrebbe essere stata un luogo comunque ritenuto sicuro perché non frequentato da tua moglie, tantomeno sospettabile visto la tua reputazione (sino ad allora) di uomo onesto. Non credo tu abbia agito senza pensare, non parlarne a tua moglie e l'atto di spostare le mail sono azioni ragionate invece. In sostanza hai fatto quello che continui a fare tuttora, omettere il fatto che quelle mail in qualche modo ti abbiano "alterato" e messo in luce un tuo lato che anche tu rifiuti ad accettare. A me non sorprenderebbe se tu ammettessi che in qualche modo quelle lettere ti hanno fatto piacere o quantomeno incuriosito. Al posto di tua moglie sarei sicuramente comprensivo su questo, perché allo stesso tempo riconoscerei la tua natura di non traditore quale sei e, come ti ho detto, si vede. Il punto è che siamo tutti dei potenziali traditori, a fare la differenza sono i fatti messi in campo. Qualcosa le hai nascosto e se c'è qualcosa su cui non hai riflettuto e la tua inesperienza sul tradimento quale campo di tuo NON interesse. In sostanza hai pensato di agire in buona fede, e lo hai fatto relativamente alla tua etica (tendenze personali di cui ti parlavo). Ti prego di non ritenere le mie supposizioni accuse alla tua persona, non lo sono minimamente e sono sempre pronto ad essere smentito. Mi piace solo ragionare, per ribadire il fatto che tua moglie sarebbe dovuta essere più comprensiva e per approfondire questo suo tentativo di strumentalizzazione.
 
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filippo67

Utente di lunga data
Io non credo che tu le abbia messe, propriamente, alla luce del sole. Non sei un traditore è chiaro, traspare benissimo. Ma quella casella potrebbe essere stata un luogo comunque ritenuto sicuro perché non frequentato da tua moglie, tantomeno sospettabile visto la tua reputazione (sino ad allora) di uomo onesto. Non credo tu abbia agito senza pensare, non parlarne a tua moglie e l'atto di spostare le mail sono azioni ragionate invece. In sostanza hai fatto quello che continui a fare tuttora, omettere il fatto che quelle mail in qualche modo ti abbiano "alterato" e messo in luce un tuo lato che anche tu rifiuti ad accettare. A me non sorprenderebbe se tu ammettessi che in qualche modo quelle lettere ti hanno fatto piacere o quantomeno incuriosito. Al posto di tua moglie sarei sicuramente comprensivo su questo, perché allo stesso tempo riconoscerei la tua natura di non traditore quale sei e, come ti ho detto, si vede. Il punto è che siamo tutti dei potenziali traditori, a fare la differenza sono i fatti messi in campo. Qualcosa le hai nascosto e se c'è qualcosa su cui non hai riflettuto e la tua inesperienza sul tradimento quale campo di tuo NON interesse. In sostanza hai pensato di agire in buona fede, e lo hai fatto relativamente alla tua etica (tendenze personali di cui ti parlavo). Ti prego di non ritenere le mie supposizioni accuse alla tua persona, non lo sono minimamente e sono sempre pronto ad essere smentito. Mi piace solo ragionare, per ribadire il fatto che tua moglie sarebbe dovuta essere più comprensiva e per approfondire questo suo tentativo di strumentalizzazione.
In effetti, Jon, avevo già detto più sopra che, da un'analisi di tipo cognitivo-comportamentale dell'accaduto, era emerso che probabilmente in tutta quella serie di cazzate che ho fatto deve aver avuto un ruolo anche un bel po' di narcisismo. Del mio interscambio con quell'essere schifoso mi faceva però soprattutto piacere (e comodo) un certo feeling professionale, del quale vedevo gli sviluppi in chiave di prospettive lavorative, e di certo nient'altro. Quindi ciò che mi poteva "alterare" come dici tu su un altro piano, era da me stato nettamente sottovalutato, soprattutto nelle sue potenziali conseguenze. Ero concentrato su ben altro, credimi. Però devi credermi anche quando ripeto che quelle lettere famose non le avevo lette se non le prime righe, e che quando mia moglie me le ha citate quasi a memoria sono caduto davvero dal pero. Certe cose inenarrabili che c'erano scritte dentro non le ricordavo affatto.
 
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JON

Utente di lunga data
In effetti, Jon, avevo già detto più sopra che, da un'analisi di tipo cognitivo-comportamentale dell'accaduto, era emerso che probabilmente in tutta quella serie di cazzate che ho fatto deve aver avuto un ruolo anche un bel po' di narcisismo. Del mio interscambio con quell'essere schifoso mi faceva però soprattutto piacere (e comodo) un certo feeling professionale, del quale vedevo gli sviluppi in chiave di prospettive lavorative, e di certo nient'altro. Quindi ciò che mi poteva "alterare" come dici tu su un altro piano, era da me stato nettamente sottovalutato, soprattutto nelle sue potenziali conseguenze. Ero concentrato su ben altro, credimi. Però devi credermi anche quando ripeto che quelle lettere famose non le avevo lette se non le prime righe, e che quando mia moglie me le ha citate quasi a memoria sono caduto davvero dal pero. Certe cose inenarrabili che c'erano scritte dentro non le ricordavo affatto.
Ma tu rispondevi a quelle lettere? Comunque, mi riferivo proprio al fatto che tu sottovalutassi le conseguenze di quelle mail perché ti ritenevi in buona fede. L'elemento che ti salva e mi porta a crederti è che la considerazione che avevi di quel "rapporto" avesse solo dei risvolti professionali. Dato che la persona che ti rivolgeva quelle attenzioni non era di alcun tuo gradimento (fisico ed intellettuale), posso comprendere il tuo punto di vista che, basato su un compromesso, non può non generare conflitti. Quindi torniamo a tua moglie, alla sua scarsa capacità di comprensione e il suo tradimento.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Tredici anni (età critica, criticissima), femmina.
Lo sospettavo. Ci sono donne (soprattutto se hanno avuto i figli giovani) che vivono la crescita delle figlie da un lato in modo traumatico come una prova di invecchiamento, da un altro con un'identificazione che le porta a ricordare e così a rivivere o a voler rivivere quei primi innamoramenti tanto emozionanti e non certo paragonabili a una relazione adulta e matura, quale quella matrimoniale.
 

filippo67

Utente di lunga data
Ma tu rispondevi a quelle lettere? Comunque, mi riferivo proprio al fatto che tu sottovalutassi le conseguenze di quelle mail perché ti ritenevi in buona fede. L'elemento che ti salva e mi porta a crederti è che la considerazione che avevi di quel "rapporto" avesse solo dei risvolti professionali. Dato che la persona che ti rivolgeva quelle attenzioni non era di alcun tuo gradimento (fisico ed intellettuale), posso comprendere il tuo punto di vista che, basato su un compromesso, non può non generare conflitti. Quindi torniamo a tua moglie, alla sua scarsa capacità di comprensione e il suo tradimento.

Certo che no, che non rispondevo. Le mie comunicazioni con lei via mail erano sì in tono molto cordiale ma gli unici argomenti erano quelli inerenti al lavoro. "Certo che dici così, quelle personali le cancellavi", mi diceva mia moglie. Peccato solo che non potevo cancellare qualcosa che mai mi sarei sognato di scrivere. Ma la presunzione di colpevolezza è qualcosa di impossibile da scrollarsi di dosso. Salvo negare l'evidenza delle fotografie, ovviamente. Riferendomi, in questo caso, a quello che ho trovato io.
 

Sbriciolata

Escluso
Certo che no, che non rispondevo. Le mie comunicazioni con lei via mail erano sì in tono molto cordiale ma gli unici argomenti erano quelli inerenti al lavoro. "Certo che dici così, quelle personali le cancellavi", mi diceva mia moglie. Peccato solo che non potevo cancellare qualcosa che mai mi sarei sognato di scrivere. Ma la presunzione di colpevolezza è qualcosa di impossibile da scrollarsi di dosso. Salvo negare l'evidenza delle fotografie, ovviamente. Riferendomi, in questo caso, a quello che ho trovato io.
... quando fa gioco colpevolizzare qualcuno, in genere.
 

filippo67

Utente di lunga data
Lo sospettavo. Ci sono donne (soprattutto se hanno avuto i figli giovani) che vivono la crescita delle figlie da un lato in modo traumatico come una prova di invecchiamento, da un altro con un'identificazione che le porta a ricordare e così a rivivere o a voler rivivere quei primi innamoramenti tanto emozionanti e non certo paragonabili a una relazione adulta e matura, quale quella matrimoniale.
Sai, non sono propenso a dare un'interpretazione di questo genere. Non abbiamo avuto i figli da giovani. E quando hai un marito che ancorché depresso ti sveglia ogni mattina dicendoti "sei bella", se ti senti vecchia credo sia proprio soltanto perché ti vuoi sentire così.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sai, non sono propenso a dare un'interpretazione di questo genere. Non abbiamo avuto i figli da giovani. E quando hai un marito che ancorché depresso ti sveglia ogni mattina dicendoti "sei bella", se ti senti vecchia credo sia proprio soltanto perché ti vuoi sentire così.
Capirai! Io dicevo ogni sera "Ti amo". Non è paragonabile l'apprezzamento e l'amore tranquillo di chi hai sposato con l'emozione adolescenziale di una conquista nuova.
 

Sbriciolata

Escluso
E' vero. Maledettamente vero. E a me non fa assolutamente gioco colpevolizzare mia moglie per quello che ho trovato...
immagino... ecco perchè credo che, anzichè essersi convinta del tuo pregresso tradimento, lei ti abbia mostrizzato, ovvero abbia creato un'immagine di te colpevole per potersi dare un alibi.
 

filippo67

Utente di lunga data
Capirai! Io dicevo ogni sera "Ti amo". Non è paragonabile l'apprezzamento e l'amore tranquillo di chi hai sposato con l'emozione adolescenziale di una conquista nuova.
Vero anche questo. Ed è il motivo per cui sono perfettamente cosciente che mettermi in gara, come ho detto, è come correre una maratona partendo un quarto d'ora dopo e con un sacco di cemento sulle spalle. Confido nella forza della disperazione. La stessa che mi fa essere qui in questo posto con voi a ragionare anziché essere già partito per qualche destinazione dalle difficili probabililtà di ritorno.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Vero anche questo. Ed è il motivo per cui sono perfettamente cosciente che mettermi in gara, come ho detto, è come correre una maratona partendo un quarto d'ora dopo e con un sacco di cemento sulle spalle. Confido nella forza della disperazione. La stessa che mi fa essere qui in questo posto con voi a ragionare anziché essere già partito per qualche destinazione dalle difficili probabililtà di ritorno.
Per me hai l'atteggiamento giusto. Il problema è che deve averlo anche lei. Leggo che difficilmente chi tradisce è disponibile a indagare le proprie ragioni profonde.
 

filippo67

Utente di lunga data
immagino... ecco perchè credo che, anzichè essersi convinta del tuo pregresso tradimento, lei ti abbia mostrizzato, ovvero abbia creato un'immagine di te colpevole per potersi dare un alibi.
Ricordo, nella mia vita prima di mia moglie, che questo stratagemma era uno dei più usati anche da me. Un gioco di quelli canonici. Però mia moglie ha sempre avuto la tendenza, anche nei momenti migliori, a dare sempre, delle mie parole che potevano essere equivocate, il significato peggiore. Uno degli aspetti di mia moglie che mi ha sempre dato sofferenza.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ricordo, nella mia vita prima di mia moglie, che questo stratagemma era uno dei più usati anche da me. Un gioco di quelli canonici. Però mia moglie ha sempre avuto la tendenza, anche nei momenti migliori, a dare sempre, delle mie parole che potevano essere equivocate, il significato peggiore. Uno degli aspetti di mia moglie che mi ha sempre dato sofferenza.
Questo mi sembra molto significativo di un atteggiamento di diffidenza di base su cui puoi ragionare.
 

JON

Utente di lunga data
Certo che no, che non rispondevo. Le mie comunicazioni con lei via mail erano sì in tono molto cordiale ma gli unici argomenti erano quelli inerenti al lavoro. "Certo che dici così, quelle personali le cancellavi", mi diceva mia moglie. Peccato solo che non potevo cancellare qualcosa che mai mi sarei sognato di scrivere. Ma la presunzione di colpevolezza è qualcosa di impossibile da scrollarsi di dosso. Salvo negare l'evidenza delle fotografie, ovviamente. Riferendomi, in questo caso, a quello che ho trovato io.
Vedi, è proprio per questo che intendevo puntualizzare la tua posizione. Tua moglie strumentalizza il tutto, banalmente mentre tu ti arrovelli tra le tue presunte responsabilità, per il proprio puro tornaconto. Sei sicuro che il suo tradimento sia iniziato dopo la scoperta di quelle mail e la presunta delusione che ne è conseguita?
 
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