negli ultimi tempi (ma forse anche nei primi) aveva problemi di erezione. tieni conto che era un alcolista e anche un cocainomane. comunque dava la colpa al mio ragazzo, lo umiliava dicendo che invece gli altri si che sapevano farci e mi sa che umiliare e alzare la mani, alla fine, era rimasto il suo modo per eccitarsi. non ci penso volentieri.
la cattiveria estrema stava nelle parole, nei gesti (matteo ha più di una cicatrice) ma anche nella relazione in cui si collocavano: il mio ragazzo era fuori casa, si manteneva e studiava, era lontano da tutti, era molto giovane e lui gli si era fatto vicino, vicinissimo, gli si era reso importante, gli diceva a sua volta che non avrebbe potuto vivere senza di lui, che lui, il mio ragazzo, era tutta la sua vita... e poi dentro a questa relazione in cui lo faceva sentire felice, le pugnalate alla schiena, sadiche. credo che per lui sia stato difficile allontanarsi fino a che il male che riceveva da lui ha davvero superato ogni bene (o parvenza di bene). prima credo che fosse come intrappolato.