Non riesco mai a darti un verde, arrivano sempre tutti prima di me

! Grazie per la citazione che hai trascritto. Negli ultimi giorni, avendo rifatto il maquillage al mio variopinto tugurio, sono saltati fuori tre o quattro quadernini affollatissimi di proclami amorosi, veicolati evidentemente dalla mia grafia, che tracimavano impatti sensoriali a profusione, riflessioni illuminanti, rivelazioni, improvvisi e definitivi approdi, estasi speciali, uniche e privilegiate. Senza contare poi gli innumerevoli fogli dello zibaldone fotocopiati in quadrupla copia (come minimo) dedicati l'estate scorsa dal consorte al l'unico vero primo ultimo e travolgente amore della sua vita. Premesso che per quanto riguarda i miei quaderni ho motivi per credere che non fossero tutti dedicati alla stessa persona, mi chiedo, senza pretendere risposta, su quali fondamenti poggino queste estasi sempre, ogni volta, uniche e speciali. Forse attecchiscono proprio sulla paura di stare per affogare nell'indifferenziato, e allora quello è il terreno più fertile per entrare in un trip in cui in due si è' unici, irripetibili e specialissimi, differenziatissimi, rispetto a tutti gli altri. Si è' ridicoli forse perché quando non si è in questo trip la realtà ti dice che l'immortalita' non esiste e che siete dei tromboni a credere di essere gli unti del dio dell'Amore. Gli altri (gli altri siamo anche noi quando ne siamo fuori) percepiscono l'inattendibilita', l'imbroglio, la necessaria ottusità verso cose esistenti nonostante il deliroide, la facilità a cadere in una buca (non si sa perché viene da ridere quando un tizio non vede uno spigolo e da' un tranvatone o scivola su una buccia di banana). Fortunatamente non ho molto tempo per scrivere, perché il gatto ha emesso un sonoro stragloooo e ha appena vomitato il bolo sul tappeto per cui devo accorrere. Però voglio aggiungere che non sono d'accordo sulla frase finale di Pessoa, la chiusa. È' chiaramente ad effetto. Celebrativa, con quella ridondanza e quella sottile e un po' sospettabile artificiosità delle cose ad effetto.
Ma forse voleva solo dire che nelle cose d'amore, o fai o non fai, un po' ridicolo sei sempre.
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