Una chicca

Stato
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http://www.huffingtonpost.it/2013/07/23/roberto-speciale-condanna_n_3639749.html?utm_hp_ref=italy

COndannato a 200 mila euro.

Roberto Speciale generale dei finanzieri...

Ora se io sono industriale veneto e devo farmi far i conti in tasca da sta gente mi viene da sentirmi come Goering davanti ad un tribunale presieduto da Stalin eh?

Cioè tu Stalin mi fai storie perchè ho perseguitato gli ebrei?
TUUUUUUUUUUUUUUUUUUU?

Tu Roosvelt parli di razzismo con me?
TU che spacchi il culo ai negri ogni giorno?

Ma fatemi il piacere...
Io Goering militare vi mando a cagare e mi suicido sottraendomi così al giudizio di un tribunale INIQUO.
 
Proprio una chicca...

La vicenda risale all’agosto del 2005 e fu denunciata da Carlo Bonini su Repubblica nel 2007. Il generale aveva fatto partire da Pratica di Mare un aereo Atr-42 diretto in Trentino, a Predazzo. Su quel velivolo in due occasioni avevano viaggiato i familiari del generale, mentre il 26 agosto addirittura un carico di pesce, secondo l’accusa destinato ad allietare la cena di Speciale e dei suoi ospiti, che in quel periodo si godeva le vacanze in montagna. E pensare che quel velivolo avrebbe dovuto servire per pattugliare le coste dell’Italia per prevenire fenomeni di contrabbando.

Dopo otto anni, i reati di peculato e abuso d’ufficio sono ormai prescritti. Il danno patrimoniale e, soprattutto di immagine per lo Stato italiano, quello sì che è rimasto lì negli archivi dei giornali o dei tg. E i giudici di appello hanno chiesto a Speciale di pagare fino all’ultimo centesimo. Circa 30mila euro per il consumo del carburante dell’aereo, altri 7mila euro per le spese del personale impegnato nell’organizzazione di quel viaggio; ben 170mila euro a titolo di risarcimento del danno di immagine. Il collegio presieduto dal giudice Ignazio de Marco ha, infine, stabilito una pena forfetaria di 200mila euro, ribaltando la sentenza di primo grado che nel 2009 aveva assolto il generale perché “il fatto non sussiste”.

La difesa di Speciale aveva retto all’urto di ben due processi, uno dei quali di fronte ai giudici militari. L’ex comandante delle Fiamme gialle, poi prestato alla politica nelle fila del centrodestra aveva fornito una ricostruzione diversa: quel carico di dieci casse di pesce era diretto alla sede di Predazzo in vista della visita del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, che avrebbe dovuto ispezionare la sede della scuola Alpina. In realtà, come hanno fatto notare i magistrati, non ci fu alcuna visita del presidente della Repubblica. E il pesce fresco in piena montagna fu solo un peccato di gola che il generale concesse a sé e ai suoi ospiti durante una villeggiatura. Ad incastrare l’ex comandante della Guardia di finanza non solo le testimonianze dei sottoposti, ma anche un video in cui Speciale atterrava in compagnia della moglie e di altri familiari.

Furono due le condanne rimediate da Speciale per la “cena delle spigole”, entrambi pronunciate dai giudici militari. Una condanna a un anno e otto mesi, con sospensione condizionale, per l’utilizzo del carburante; un’altra, poi annullata dalla Cassazione nel 2011, a 18 mesi per il peculato e l’abuso d’ufficio relativo all’utilizzo di automezzi e aereo. In merito a quest’ultimo reato la Cassazione stabilì che avrebbe dovuto occuparsene la giustizia ordinaria. Nel frattempo il trascorrere inesorabile del tempo, tra passaggi di carte bollate e udienze, ha fatto sì che lo scorso maggio il gup Alessandrina Tudino dichiarasse estinti i reati per intervenuta prescrizione.

Dopo la condanna inflittagli dalla Corte dei Conti (che ha invece assolto l’ex comandante del comando aeronavale di Pratica di Mare, Ugo Baielli), Roberto Speciale, chiusa l’esperienza in Parlamento, potrà comunque consolarsi con il Premio Servitore dello Stato, che gli verrà consegnato il prossimo 7 settembre a Palermo, nell’ambito della quattordicesima edizione del Premio Liolà. “Premio speciale Servitore dello Stato”, proprio questo il titolo del riconoscimento che è stato stabilito dal Comitato d’onore, presieduto dal governatore siciliano Rosario Crocetta, e che vede tra i componenti il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Brochure e locandine dell’evento, con il nome di Speciale tra i premiati, sono state già stampate. E’ possibile che qualcuno cambi idea quando l’eco della sentenza arriverà anche in Sicilia, insieme a quel profumo di spigole del Tirreno. Pesantissime da digerire.

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perplesso

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Ma non è solo quello, è che più sconti fatture in banca più interessi paghi, più interessi paghi meno incassi e via discorrendo.
corretto. tanto corretto che può divenire anche il motivo per cui ti chiudono il rubinetto.....con l'epilogo che si può immaginare
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
No, scusami. Io non mi rivolgevo a te ma al Conte. Che non parlava di contraddizione nel modo di gestire la propria situazione finanziaria (questi sono affari di chi ha un'azienda e, giorno per giorno, decide assumendo il rischio sulla propria pelle). Il Conte diceva che quello che io ho scritto non è possibile e qualunque imprenditore lo sa. Vorrei sapere il perché. Cosa c'è di impossibile in quello che ho detto. Tutto qui.
ok
 
La chicca di oggi...

Si finge morto per frodare il fisco
"resuscita" dopo un incidente d'auto
Un panettiere di Beinasco per evadere le tasse si fece fare una dichiarazione dei redditi in cui risultava defunto. Qualche giorno fa ha avuto un incidente d'auto ed è fuggito per non essere scoperto. Ma le indagini hanno portato a lui.


Si finge morto per frodare il fisco "resuscita" dopo un incidente d'auto
Nel 2010 aveva fatto presentare una dichiarazione dei redditi in cui era dichiarato morto. In realtà è vivo e vegeto e gestisce una panetteria. L'escamotage per frodare il fisco è stato scoperto indagando su un incidente d'auto in cui il conducente era fuggito, a Nichelino nell'hinterland di Torino, dove l'uomo abita insieme alla sua convivente straniera.
Tutto parte da un'auto che va sbattere contro la palina segnaletica di un autobus a Nichelino. L'auto, una Ford Escort, non è assicurata e viene lasciata sul posto perché troppo danneggiata per ripartire. Alcuni testimoni riferiscono ai vigili che al volante c'è un uomo. La polizia municipale si mette al lavoro e dopo alcuni appostamenti risale dall'intestataria della vettura all'uomo che vive con lei e che guidava nel momento dell'incidente.
La sorpresa maggiore però arriva dall'ufficio tributario del Comune, al quale Giovanni F., 52 anni, risulta morto dal 2010.
Panettiere a Beinasco e abitante a Nichelino, l'uomo è così riuscito a non pagare le tasse per circa tre anni. Del caso ora si occuperà la Guardia di Finanza.
 
Si finge morto per frodare il fisco
"resuscita" dopo un incidente d'auto
Un panettiere di Beinasco per evadere le tasse si fece fare una dichiarazione dei redditi in cui risultava defunto. Qualche giorno fa ha avuto un incidente d'auto ed è fuggito per non essere scoperto. Ma le indagini hanno portato a lui.


Si finge morto per frodare il fisco "resuscita" dopo un incidente d'auto
Nel 2010 aveva fatto presentare una dichiarazione dei redditi in cui era dichiarato morto. In realtà è vivo e vegeto e gestisce una panetteria. L'escamotage per frodare il fisco è stato scoperto indagando su un incidente d'auto in cui il conducente era fuggito, a Nichelino nell'hinterland di Torino, dove l'uomo abita insieme alla sua convivente straniera.
Tutto parte da un'auto che va sbattere contro la palina segnaletica di un autobus a Nichelino. L'auto, una Ford Escort, non è assicurata e viene lasciata sul posto perché troppo danneggiata per ripartire. Alcuni testimoni riferiscono ai vigili che al volante c'è un uomo. La polizia municipale si mette al lavoro e dopo alcuni appostamenti risale dall'intestataria della vettura all'uomo che vive con lei e che guidava nel momento dell'incidente.
La sorpresa maggiore però arriva dall'ufficio tributario del Comune, al quale Giovanni F., 52 anni, risulta morto dal 2010.
Panettiere a Beinasco e abitante a Nichelino, l'uomo è così riuscito a non pagare le tasse per circa tre anni. Del caso ora si occuperà la Guardia di Finanza.
Pare che ora dovrà pagare 400mila euro...
Secondo me si uccide per davvero...:cool:
 
Alcune Chicche...

Su libero di oggi, ma che penso potrò postare domani...

1) La fuga delle imprese dal bel paese verso paesi dove la pressione fiscale è minore.

2) Il nord paga un mucchio di tasse in più del sud.

3) Ricolfi che dice che se facciamo pagare tutti il sud crolla subito.
 
Evasione di sopravvivenza

Chi dice che nel Pd non vi siano che la pensi come l'altro, trova nuovo pane per i suoi denti: mentre il Presidente del Consiglio Enrico Letta annuncia tolleranza zero su paradisi fiscali ed evasione, il suo viceministro dell'economia, Stefano Fassina, parla di "un'evasione di sopravvivenza". Ovvero, che molti evasori sono costretti a sfuggire alle tasse italiane troppo alte per arrivare a fine mese. "Senza voler strizzare l'occhio a nessuno - dice il "giovane turco" a un convegno della Confcommercio - ci sono ragioni profonde e strutturali che spingono molti soggetti a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno. Non è una questione di carattere prevalentemente morale". Dichiarazione che fa specie essendo Fassina uno dei più convinti sostenitori della patrimoniale e che contrasta in modo stridente con le parole pronunciate appena poche ore prima dal premier Letta, che aveva paragonato gli evasori ai dopati del Giro d'Italia, condannando chi sposta enormi capitali all'estero per evitare la pressione fiscale, "rubando" all'Italia e agli italiani.

Benvenuto nel Pdl - A stretto giro risponde subito Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera: "Con Fassina ho vaste ragioni di dissenso, e ci ho polemizzato poco fa sull’Imu. Ma talvolta si lascia trascinare dall’istinto di verità e stupisce piacevolmente. Quando sostiene che questa spaventosa pressione fiscale induce gli onesti a evadere per sopravvivere, mi pare di sentire quel Berlusconi che i compagni del suo partito azzannavano come complice degli evasori. Benvenuto nel Popolo della libertà. Ora mi auguro che Fassina perseveri”.

I dati - Intanto la pressione fiscale effettiva in Italia si attesta quest'anno al 54%, primo fra le economie avanzate. È la stima del rapporto sull'economia sommersa di Confcommercio. Quella apparente, secondo calcoli prudenziali che non includono aumenti Iva, è invece al 44,6% del Pil nel 2013. L'Italia è uno dei paesi in cui è cresciuta di più nel periodo 2000-2013, quindi anche durante la crisi: l'incremento è stato del 2,7%. Per quanto riguarda la pressione fiscale effettiva, nella classifica che emerge dalle elaborazioni della Confcommercio. Dopo l'Italia al 54%, ci sono la Danimarca al 51,1%, la Francia al 50,3%, il Belgio al 49,3%, l'Austria al 46,8%, la Svezia al 46,7%, la Norvegia al 42,3%, l'Olanda al 40,8%, il Regno Unito al 40,4%, la Spagna al 36,7%. In coda il Messico al 26,2%. L'economia sommersa in Italia è pari al 17,4% del Pil: è la stima per il periodo 2012-2013 elaborata sempre dall'ufficio studi di Confcommercio. Questo vuol dire che 272 miliardi è la stima dell'imponibile che ogni anno viene sottratto al fisco.

Le altre voci - Il direttore dell'Ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella, rincara la dose: "Gli italiani sono un popolo di pagatori di tasse", ha affermato alla presentazione dei dati. Secondo l'associazione "l'alto livello della pretesa fiscale" in Italia è "il primo incentivo all'evasione". "Oltre una certa soglia - aggiunge Bella - l'aumento delle imposte genera una riduzione della crescita." La priorità economica è quella di "ridurre l'attuale pressione fiscale, che è incompatibile con qualsiasi concreta prospettiva di ripresa": lo afferma il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, intervenendo al convegno e indicando la necessità «di un patto tra tutti i contribuenti in regola e tra questi contribuenti le istituzioni e l'amministrazione finanziaria, per aprire finalmente una stagione in cui le tasse e la crescita non siano più incompatibili". "Accanto alla riduzione delle tasse - continua - resta davvero necessaria tanta semplificazione di un baroccò sistema fiscale, che richiede alle imprese di sopportare, per far fronte agli adempimenti, costi amministrativi diretti per circa 30 miliardi di euro l'anno". Dal canto suo, il direttore dell'agenzia delle entrate, Attilio Befera, spezza una lancia in favore al lavoro svolto dall'ente contro i "malfattori": "Ogni anno -dice - noi recuperiamo dai 2 ai 3 miliardi in più rispetto a quanto previsto dal bilancio preventivo. Quest'anno a metà anno siamo esattamente in linea con l'anno scorso e a fine anno dovremmo essere a 12-13 miliardi".
 
altra chicca...

Dalla lotta all'evasione fiscale mediatica e spettacolare di Mario Monti a quella silenziosa, capillare e fin troppo invasiva di Enrico Letta. Cambia il metodo, ma non la sostanza: il Fisco rivuole indietro il 'maltolto'. E per riprenderselo è pronto a tutto, anche ad introdursi nella nostra privacy come mai prima d'ora.

Grande Fratello già in vigore - A marzo, l'Agenzia delle Entrate ha emesso l'atto normativo che rende operativo il decreto Salva Italia che, tra le altre cose, stabilisce che ciascun operatore finanziario dovrà inviare all'amministrazione tutti i movimenti (i dati aggregati) dei conto correnti di ciascun contribuente nel corso dell'anno. I dati così ottenuti vengono quindi catalogati e inseriti nella rete dell'Archivio dei rapporti finanziari, lo strumento attraverso cui il Fisco intende combattere gli evasori. In base ai dati raccolti, poi, verranno poi stilate delle liste dei soggetti a 'rischio evasione'. Uno strumento così potente e, almeno nelle intenzioni, efficace nella capacità di scovare gli evasori, che in futuro non ci sarà più bisogno di 'sparare nel mucchio' degli evasori, magari a favor di telecamera, nella speranza che ciò funga da deterrente.

L'inquietante episodio - E proprio qui sta il punto. Perché i dubbi sull'invasività dello strumento nella privacy dei cittadini sono tanti: basti pensare a quanto successo ieri, martedì 23 luglio, quando un'agenzia di stampa, citando un comunicato della Guardia di Finanza, annunciava l'arresto di 7 dipendenti di Equitalia che abusavano delle informazioni inn loro possesso per estorcere denaro a ignari contribuenti dei pagamenti non dovuti. La Gdf, poco dopo, ha smentito l'arresto ma non la vicenda. Sia come sia, la storia evidenzia tutta la pericolosità che uno strumento del genere, se non adeguatamente calibrato, riveste nei confronti dei contribuenti. L'amministrazione sta ora cercando di apportare tutti i dovuti correttivi per salvaguardare la privacy dei cittadini.

Privacy vs reati - Intanto, lo scorso 24 giugno le banche hanno iniziato ad inviare i dati dei propri correntisti al Fisco. Il 31 ottobre, così, quest'ultima avrà a disposizione tutti i dati necessari per effettuare controlli incrociati ed evidenziarne le eventuali incogruenze, che verranno segnalate agli uffici territoriali competenti per eventuali accertamenti fiscali. Di più, al momento, non è dato sapere. Come sottolinea il settimnale Panorama, con uno strumento del genere tutti gli altri strumenti presuntivi potrebbero benissimo essere messi in soffitta. Il problema, come accennato, è sempre lo stesso: bilanciare il principio della lotta agli evasori fiscali con quello, non meno importante, della salvaguardia della privacy e del diritto alla riservatezza. Come dire: ci sono in ballo dei reati, una piaga da estirpare come quella dell'evasione, ma anche la Democrazia.
 
Su libero di oggi, ma che penso potrò postare domani...

1) La fuga delle imprese dal bel paese verso paesi dove la pressione fiscale è minore.

2) Il nord paga un mucchio di tasse in più del sud.

3) Ricolfi che dice che se facciamo pagare tutti il sud crolla subito.
Conte ma non lo sai che leggere Libero nuove gravemente alla salute?
 
Conte ma non lo sai che leggere Libero nuove gravemente alla salute?
Maledette troie del bar...anche loro coalizzate contro di me...
Cazzo sono loro che come mi siedo...mi portano un quotidiano da leggere no?
E mi portano sempre Libero...

pagheranno pure loro...pure loro...

E fanno pure le smorfiose...maestro qui e maestro là...:mad::mad::mad::mad:
 
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