Però: precisazione.
Sono d'accordo con te sul fatto che spesso il tradito non comprenda.
Ma cosa, esattamente, non comprende?
L'insoddisfazione del traditore e il suo tentativo di difendersi? Le sue responsabilità personali nella tristezza e nell'infelicità del traditore? Che so, prendi il caso di Rosa3. Il marito non ha stigmatizzato la relazione extra di lei, ciononostante non è che il suo comportamento si sia modificato sostanzialmente rispetto a prima.
Allora: ci sono casi di sordità alle esigenze dell'altro pre-tradimento che si mantengono invariate a tradimento scoperto (il tradito dice che è tutta colpa dell'altro e lì ci si ferma);
ci sono sordità che cadono dolorosamente, e la comunicazione riparte (tradito e traditore si fanno carico entrambi delle loro inadempienze).
Questo nell'ottica di accettare che il tradimento sia un modo diciamo estremo per far capire all'altro che non ce la si fa più ad andare avanti in quel modo.
Io contesto che questo sia un modo accettabile di difendere le proprie istanze, soprattutto perchè legittime.
In questo senso trovo che il repertorio di soluzioni e idee di chi lo mette in atto sia drammaticamente povero, così come considero che lo sia quello di chi, in un momento di rabbia, non sa controllare l'istintiva spinta a mollare uno sganassone. Allora, per quello che mi riguarda, posso ammettere tutti i torti di questo mondo ed essere apertissima al cambiamento, ma se mi comunichi malessere mandandomi al tappeto con me hai chiuso, e idem se sfoghi la tua frustrazione tra le cosce di un'altra o scambiandoti mail romantiche. Questo non ha niente a che vedere con il fatto di dare la colpa o di non prendermi le mie; giudicherei altrettanto severamente me stessa se facessi le stesse cose per sfuggire all'insoddisfazione. Perchè so che ci sono altri modi.
Tra l'altro, qui si sta discutendo di tradimenti diciamo 'motivati'.
Il discorso diventa vieppiù vero e concreto di fronte a chi tradisce serialmente.
Che colpa deve prendersi il tradito? Al più quello di essersi legato ad una persona inadatta a sè.