Sono d'accordo su tutto. Nella mia esperienza di coppia quasi ventennale ho sperimentato quello che dici. Un appagamento più diffuso, se vogliamo dire così, e meno centrato sull'eros, senz'altro.
Ma quando mio marito mi ha tradito mi ha fatto un male cane. E in seguito, quando sono diventata indifferente ai rispettivi comportamenti sessuali, ho capito che quello non era più il mio compagno, ma un grande amico a cui volevo un bene immenso e con cui facevo sesso. Io non so se Ipazia sia a questo punto. Ma so che l'indifferenza non è mai un bene in un rapporto.
Quello che fa la differenza, per me, è la volontá di far avanzare ed evolvere il rapporto e non appiattirsi su questo schema giustificatorio tanto caro a molti traditori.
Harley...capisco di cosa parli quando parli di un tradimento che ti ha fatto un male cane.
La parola è uguale, per me e per te, ma è quello che ci si mette dentro che cambia.
per me il tradimento è stato il negare una situazione che doveva essere affrontata, il tradimento è stato non prendere una posizione, quando da quella posizione dipendeva il benessere di entrambi.
Io non sono indifferente al mio compagno. anzi. sono interessata a lui e ai suoi bisogni. e proprio per questo penso che se lui ha dei bisogni, anche di ordine fisico, che non mettono a rischio la nostra salute fisica e mentale, deve poter avere la libertà di soddisfarli nel modo che ritiene più opportuno.
Proprio perchè gli voglio molto bene, non voglio che rinunci a qualcosa per me o per la nostra relazione.
(E questo vale anche per lui).
Perchè se il nostro legame è per davvero come me lo dipingo, il soddisfare i propri bisogni diventa una via per arricchirci vicendevolmente.
Non considero così strano che per un periodo, più o meno lungo, lui possa trovare soddisfacente il rapporto fisico con un altra donna.
Nè ho intenzione di paragonarmi ad un altra donna.
Probabilmente in quel momento lei saprà rispondere meglio di me ad alcuni bisogni del compagno.
Questo non significa però che il nostro legame si perda, o perda d'importanza. perchè quello che ci abbiamo messo dentro appartiene solo a noi. e non è paragonabile ad altro.
e non è paragonabile, non perchè sia di più o di meno, ma semplicemente perchè è unico. perchè non è ripetibile.
se poi, il bisogno estemporaneo dovesse divenire altro. chi sono io per impedirgli di andare? e chi è lui per impedirmi di andare?
credo che il fondo dell'amore sia volere il bene dell'altro, anche quando questo bene non combacia col proprio.
in questi termini parlo di non possesso.