Morto dentro.

Stato
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Sole

Escluso
Forse potrebbe aiutarci sapere che atteggiamento ha tua moglie nei confronti delle 'scappatelle': condanna ferma e intransigente o la vedi più possibilista?
Allo stesso evento non tutti reagiscono allo stesso modo, nè nel breve nè nel lungo periodo.
Mah, non so.

Io sono sempre stata possibilista con il mio ex. Sempre detto 'Stiamo insieme da quando entrambi avevamo vent'anni, può succedere in fondo, non è la fine del mondo'.
Eppure quand'è successo è stato terribile.
Terribile scoprirlo per caso, terribile sapere che ero stata ingannata, terribile ripercorrere i nostri ultimi due anni sotto un'altra luce. Terribile. Lui sapeva che, nel caso, mi sarei impegnata per capire e accettare e così l'inganno mi ha bruciato ancora di più.

Invece so di persone molto intransigenti che davanti all'impatto con la realtà diventano inaspettatamente comprensive.

Nessuno può sapere come reagirà di fronte a un tradimento finché non ci passa. Ancora meno è possibile prevedere come reagirà il partner, temo.
 

Diletta

Utente di lunga data
No amico non per quello...ha 39 anni e 2 figli,giusto trovi loro un padre,poveretta..non mi e'mai piaciuto illudere.anche se facendo cosi'ne ho perse tante..sai Conte anche la penultima,perche'quando mi disse''se potessi mi separerei'',le risposi ''a casa mia sto benissimo''.immagina come sia finita...


...eppure fra le righe dei tuoi scritti si intravvede un accenno di "conversione", di cambio di rotta.
E non posso che essere contenta per tua moglie, se così è, ma anche per te.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Forse potrebbe aiutarci sapere che atteggiamento ha tua moglie nei confronti delle 'scappatelle': condanna ferma e intransigente o la vedi più possibilista?
Allo stesso evento non tutti reagiscono allo stesso modo, nè nel breve nè nel lungo periodo.
Bella domanda questa. Posso dirti che non è una bacchettona. Mi ha addirittura accennato di averlo fatto lei stessa, in una storia precedente, anche se da quel che ho capito (non ho voluto approfondire) è stata una ripicca o comunque la conseguenza di una degenerazione del rapporto.

Ma credo di poterti dire anche che mi considera l'amore della sua vita, quello "riuscito". Lo so per certo. Quindi, anche se credo che potrebbe persino cercare di capire davvero cos'è accaduto, prima di decidere definitivamente di allontanarmi, temo comunque che il dolore la ferirebbe irrimediabilmente.

Una parte di me spera, d'altra parte, che condividere una cosa del genere potrebbe fornire un motivo, un'occasione imperdibile, per tornare a lavorarci ancora, sulla nostra relazione. Per rimuovere dall'ingranaggio gli ultimi granelli di sabbia che talvolta rischiano di farlo inceppare (ma credo di stare parlando della normalità di chiunque). Ma questa comincio ormai a credere che sia una giustificazione al dolore che le procurerei se decidessi di parlare.
 

Sole

Escluso
Diletta, ti ringrazio. Mi fai sentire per lo meno un po' meno goffo, perchè rispetto a tutte le voci del coro sto cominciando veramente a sentirmi un ingenuo. Il fatto è che il tuo punto di vista è il più vicino al mio. Concordo sul ritenere che adesso sia meglio che tra 1 anno, concordo sul fatto che se un caso remoto ed improbabile mi tradisse sarebbe peggio che fare i conti con la realtà adesso. Non so davvero se esistano argomentazioni sufficienti a decidere in astratto una cosa del genere. Mi sembrano più onesti i dubbi che anche tu proponi. Certo, non credo esista una via razionale per arrivare ad una soluzione; le valutazioni che fai anche tu mi sembrano le più ragionevoli, quelle che anche io sto considerando e che mi avevano lasciato considerare una confessione. Sono confuso, come mai prima. Riesco ad ammettere anche che in questa situazione forse il punto di vista che condividiamo non sia, pragmaticamente, quello che produrrebbe meno danni. Ma la cosa più difficile da credere, per me, è di riuscire davvero a lasciar che la cosa si chiuda così - quali che siano le conseguenze per me.
Senti Giorgio. Io ti capisco benissimo. Io ho sempre sentito il bisogno di raccontare tutto al mio ex marito, anche a costo di scatenare liti e crisi che ci facevano stare male. E anche quando l'ho lasciato, anziché tenermi dentro certe cose, alle sue domande io ho sempre risposto con sincerità. Tu e Diletta avete ragione: con la verità si vive meglio. Io sono un'altra da quando non mento più a nessuno. Mi sono riconciliata con me stessa e col mondo. E sono sicura che una confessione ti toglierebbe un peso enorme dallo stomaco.

Però... però c'è qualcosa nelle tue parole e nel tuo modo di tormentarti che va oltre.

Allora io mi chiedo se questa esigenza sia una pura esigenza di verità o se sia, come ti ho già detto, una ricerca di perdono che compensi la tua incapacità di gestire questa tua crisi esistenziale.

E così ribadisco: la prima cosa che devi fare, è capire perché sei tanto tormentato. Escludere che questa tua inquietudine sia un fatto tuo personale, il frutto di una tua debolezza.

Perché niente di quello che lei dirà o farà quando le racconterai tutto, potrà guarirti, se quello che ho ipotizzato è vero.

Prima di chiedere perdono, perdonati. Contestualizza ciò che hai fatto.

Allora, e solo allora, potrai chiedere anche la sua comprensione. E sarai pronto per accettare tutte le conseguenze che ne deriveranno. Perché sarai forte della tua consapevolezza e della tua capacità di perdonarti.

Se non ti perdoni tu, non ti basterà essere onesto, non servirà a nulla.

C'è gente che quando tutto viene a galla, crolla più di prima, perché non è in grado di reggere l'urto.

Tu sei in grado? La consapevolezza che il tuo è stato solo un errore (grave, ma un errore umano) sa darti la serenità che ti servirà per affrontare il suo dolore, le sue domande, la sua grande rabbia?

Pensa a questo, innanzitutto.
 

Calipso

Utente Eclettica
Senti Giorgio. Io ti capisco benissimo. Io ho sempre sentito il bisogno di raccontare tutto al mio ex marito, anche a costo di scatenare liti e crisi che ci facevano stare male. E anche quando l'ho lasciato, anziché tenermi dentro certe cose, alle sue domande io ho sempre risposto con sincerità. Tu e Diletta avete ragione: con la verità si vive meglio. Io sono un'altra da quando non mento più a nessuno. Mi sono riconciliata con me stessa e col mondo. E sono sicura che una confessione ti toglierebbe un peso enorme dallo stomaco.

Però... però c'è qualcosa nelle tue parole e nel tuo modo di tormentarti che va oltre.

Allora io mi chiedo se questa esigenza sia una pura esigenza di verità o se sia, come ti ho già detto, una ricerca di perdono che compensi la tua incapacità di gestire questa tua crisi esistenziale.

E così ribadisco: la prima cosa che devi fare, è capire perché sei tanto tormentato. Escludere che questa tua inquietudine sia un fatto tuo personale, il frutto di una tua debolezza.

Perché niente di quello che lei dirà o farà quando le racconterai tutto, potrà guarirti, se quello che ho ipotizzato è vero.

Prima di chiedere perdono, perdonati. Contestualizza ciò che hai fatto.

Allora, e solo allora, potrai chiedere anche la sua comprensione. E sarai pronto per accettare tutte le conseguenze che ne deriveranno. Perché sarai forte della tua consapevolezza e della tua capacità di perdonarti.

Se non ti perdoni tu, non ti basterà essere onesto, non servirà a nulla.

C'è gente che quando tutto viene a galla, crolla più di prima, perché non è in grado di reggere l'urto.

Tu sei in grado? La consapevolezza che il tuo è stato solo un errore (grave, ma un errore umano) sa darti la serenità che ti servirà per affrontare il suo dolore, le sue domande, la sua grande rabbia?

Pensa a questo, innanzitutto.

Ho provato a scrivere una cosa del genere... ma le tue parole sono davvero correttissime.. quoto ogni singola riga...
 

devastata

Utente di lunga data
Secondo me il fatto che tu abbia capito cancella tutte le colpe!

Tante persone tradiscono senza che gli importa nulla!

Non rovinarti la vita, vivi quello che hai capito di volere!

Vedilà così, che grazie al passo falso hai capito quello che volevi veramente!

Poche persone sanno cosa vogliono!

Vorrei tanto che mio marito facesse un passo falso, se poi pentendosi capisce quello che ha![/QUOTE]



Proprio così, almeno qui c'è vero pentimento, inutile a questo punto far soffrire la moglie felice e innamorata, le rovineresti solo la vita.

A parole, prima, tutti vorremmo sempre sapere, quando poi ti capita, la sofferenza è talmente tanta e prolungata, che, riflettendoci, beata ignoranza.

Credimi, stavo molto meglio quando ignoravo il tradimento di mio marito.

Ora lo guardo e la maggior parte delle volte lo sento estraneo e bastardodentro.

Voi non avete figli, a meno che uno non sia in arrivo, in quel caso ancora meglio tacere, altrimenti ti lascerà al 99%.
 

devastata

Utente di lunga data
Ciao giorgiocan,

c'è una cosa, che chi tradisce ... sottovaluta tremendamente.
il tempo ...
si, il tempo. non solo i grilli che si fa, affinché ci arriva a tradire, ma anche il dopo.
il tempo che si prende, per elaborare, per capire, per desiderare una eventuale meta da ciò.

a lei le dai una doccia ghiacciata ... rischi di spiazzarla completamente.
e di tempo, per elaborare, capire ecc. ... il suo si riduce in una botta.
in una botta, deve ritornare a come e cosa eravate sette anni fa ...
a capire dove state oggi ... a capire che percorso hai fatto ... a capire se ne vale la pena.
metterà in conto anche i sette anni trascorsi ... se li potrà sentire di una falsità da schifo ...

mahh ... ne vale la pena? se oggi state bene e siete cresciuti?
continuate a crescere assieme ... e la consapevolezza, la si raggiunge anche
diversamente ... credimi.

sienne

Straquoto!
 

devastata

Utente di lunga data
Rieccomi. Sono un paio di giorni che gli attacchi di panico hanno smesso di mordere. Non so se durerà ma intanto forse sto riacquistando un barlume di razionalità. E beninteso, la ragione mi dice che dovrei seguire il vostro consiglio e basta. E' da stamattina che sto provando a convincermene con la forza. A momenti mi sembra addirittura di potercela fare. Ma tra gli altri, ecco un altro problema: mentire. Come dicevo nel post di apertura, ai tempi l'ho fatto - anche se ho sempre dubitato della mia menzogna (non ho visto la mia faccia, ma dubito che suggerisse innocenza). Poi è successo anche qualche tempo fa, anche se in quel caso era una battuta mentre guardavamo un film. Ecco, quello che mi suggerite è di non dire, che - lo capisco - in questo caso più che mentire equivale a risparmiare dolore. Razionalmente, posso comprendere una scelta del genere. Ma mentire direttamente? Rispondere "No" a una domanda che non cerca argomentazioni ma soltanto verità? Tu dici: a quel punto valuta, ed eventualmente in quell'occasione parla. Ma questa soluzione mi sembra ancor più bassa di una confessione pur rovinosa. Come ha detto qualcuno: ho già mentito quando lei ha avuto motivo di sospettare di me 7 anni fa, a questo punto, se decidessi di tacere, dovrei portare il segreto nella tomba. Beh, ammesso (e al momento, ancora non concesso) che riesca a superare questo periodo, ricominciare ad affrontare il quotidiano come nulla fosse, a quel punto certamente non vedrei altre opzioni. Siamo ancora relativamente giovani, questo intendevo dire quando mi auguravo per lei una vita nuova, nel caso andasse tutto in malora a causa mia. Tra 5-10 anni magari non ci saranno vie di fuga. Allora provate a spiegarmi meglio questo: in questo caso il silenzio è menzogna (infame e basta) o segreto (tenerla lontano dal dolore)? E continuare, eventualmente, a mentire che cosa sarebbe? Io non sono un'anima candida, questo sia chiaro. Se non fosse un amore vero, credo non mi porrei nemmeno il problema che vi ho proposto all'inizio (o più che altro risolverei la questione molto più facilmente). Sto cercando di immaginarmi a "tenere il segreto", e di certo al momento non mi fa sentire sereno, il futuro. Posso cercare di immedesimarmi in una modalità "protezione" per forzarmi a farmelo andare bene comunque, se questo è per tutelare lei - cosa di cui ormai sto tentando di convincermi anche io perchè mi sento un mezzo imbecille, visto che tutti qui avete le idee chiare tranne me (non sono ironico, mi pare semplicemente evidente). Come dicevo, è scegliere adesso, che fa paura. Ma qualcuno ha scritto giustamente che non ho molto tempo, a questo punto, per fare una scelta definitiva. Allora parlatemi di questa scelta, spiegatemi, convincetemi che posso autorizzarmi a mentire. Ficcatemi in testa a forza che è la cosa migliore che posso fare per proteggerla. Nel frattempo, mi sento un mascalzone a cui vengono impartite le istruzioni per un colpo, ma a questo punto credo che siano fatti miei.
Scusate i toni sarcastici, apprezzo davvero i vostri interventi, ma contemporaneamente comincio a sentirmi cinico, ed anche un po' patetico.
Io sono stata tradita, a lungo, e neppure ha confessato, l'ho saputo dalla sua squallida amica, certo, col senno del poi avrei voluto saperlo immediatamente, all'inizio, ma visto che le cose sono andate diversamente, che la scoperta è stata devastante, che dopo un anno ci penso ancora centinaia di volte al giorno, che ho sbagliato a NON sbatterlo fuori di casa nell'ira dei primi momenti, che la mia vita non è più la stessa, ma nemmeno la sua, credimi, ed è peggiore della mia, lo capisco ogni volta che lo guardo in determinati modi, beh, nel tuo caso, penso proprio che il SILENZIO, sia d'obbligo. Non per te, ma per il suo bene. Se proprio non resisti, lasciala, ma non confessarle il tradimento. Penserebbe al vostro passato come ad una lunga lunghissima finzione.
 

Sole

Escluso
Io sono stata tradita, a lungo, e neppure ha confessato, l'ho saputo dalla sua squallida amica, certo, col senno del poi avrei voluto saperlo immediatamente, all'inizio, ma visto che le cose sono andate diversamente, che la scoperta è stata devastante, che dopo un anno ci penso ancora centinaia di volte al giorno, che ho sbagliato a NON sbatterlo fuori di casa nell'ira dei primi momenti, che la mia vita non è più la stessa, ma nemmeno la sua, credimi, ed è peggiore della mia, lo capisco ogni volta che lo guardo in determinati modi, beh, nel tuo caso, penso proprio che il SILENZIO, sia d'obbligo. Non per te, ma per il suo bene. Se proprio non resisti, lasciala, ma non confessarle il tradimento. Penserebbe al vostro passato come ad una lunga lunghissima finzione.
Chi è stato tradito vede la cosa dal punto di vista di lei.
Ma io non credo che questo aiuti Giorgio.
Giorgio deve innanzitutto occuparsi di sé, ridimensionare ciò che ha fatto e lenire il dolore che si porta dentro.
La sua donna è una persona adulta e vaccinata e saprà fare i conti con quello che le riserva la vita. Come abbiamo fatto in tanti qui dentro. Come è costretto a fare chi è tradito.
Resta il fatto che qui non c'è lei, ma Giorgio. E penso sia lui ad aver bisogno d'aiuto, innanzitutto. E io sono convinta che abbia bisogno in primis di capire cosa possa farlo stare meglio, per sé e per la sua donna.
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Chi è stato tradito vede la cosa dal punto di vista di lei.
Ma io non credo che questo aiuti Giorgio.
Giorgio deve innanzitutto occuparsi di sé, ridimensionare ciò che ha fatto e lenire il dolore che si porta dentro.
La sua donna è una persona adulta e vaccinata e saprà fare i conti con quello che le riserva la vita. Come abbiamo fatto in tanti qui dentro. Come è costretto a fare chi è tradito.
Resta il fatto che qui non c'è lei, ma Giorgio. E penso sia lui ad aver bisogno d'aiuto, innanzitutto. E io sono convinta che abbia bisogno in primis di capire cosa possa farlo stare meglio, per sé e per la sua donna.

La vedo come te (ecchetelodicoaffà? :inlove:)!
 
Giorgio
Se una cosa successa sette anni fa ti ha segnato così a fondo dev'essere stata un'esperienza terrificante per te...


Vorrei un attimo riflettere sulle verità scandalose.

A volte noi possiamo dire la verità con l'unico intento di ferire l'altro.
Difficile dire una verità oggettiva.

Senza cadere nell'ideologia.

Quel l'uomo che disse al giudice gobbo...lei ha una gobba...finì dentro per insulto alla corte....

Insomma verità...

Io posso dire a mia moglie senti anche se gli anni passano tuttavia hai ancora un fisico invidiabile...
Ma posso anche dire...ben cara che culo pieno di cellulite che hai eh?
Posso dire quando ti ho conosciuto pesavi venti kili in meno eh?

Sono tutte verità...

TI ho tradito perchè sei poco porca in leto...
Verità no?

Mi spiace ma a casa mia condividere è tutta un'altra faccenda...
Dobbiamo sempre chiederci a chi ci rivolgiamo e come ci rivolgiamo...
 

PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
Sei uno slave perfetto. C'entra più il masochismo, la voglia di sentirsi una merdina, che la voglia di trasparenza.
 

feather

Utente tardo
Io sono quella che avrebbe tanto voluto che mio marito me le dicesse di sua volontà. Una confessione liberatoria per lui e per me, ma erano cose "inconfessabili" a suo dire e non avrebbe mai parlato se non messo alle strette.
Appunto: per lo stesso motivo tuo.
Si, ma tu l'hai messo alle strette perché avevi intuito e volevi sapere la verità. Questo è il tuo carattere e il tuo modo di affrontare la vita.
Lei invece, che pur sette anni fa a sospettato, mi pare di capire non gli abbia mai fatto una domanda diretta dopo di allora. Questo mi fa credere che preferisca mettere una pietra sopra a quello che (nella sua testa forse) è stato, ai suoi sospetti e pensare piuttosto a un futuro. I sospetti li ha avuti e li ha messi in un cassetto, evidentemente preferisce così. Anche questa credo sia una scelta da rispettare.
 

giorgiocan

Utente prolisso
E così ribadisco: la prima cosa che devi fare, è capire perché sei tanto tormentato. Escludere che questa tua inquietudine sia un fatto tuo personale, il frutto di una tua debolezza.

Perché niente di quello che lei dirà o farà quando le racconterai tutto, potrà guarirti, se quello che ho ipotizzato è vero.

Prima di chiedere perdono, perdonati. Contestualizza ciò che hai fatto.

Allora, e solo allora, potrai chiedere anche la sua comprensione. E sarai pronto per accettare tutte le conseguenze che ne deriveranno. Perché sarai forte della tua consapevolezza e della tua capacità di perdonarti.

Se non ti perdoni tu, non ti basterà essere onesto, non servirà a nulla.

C'è gente che quando tutto viene a galla, crolla più di prima, perché non è in grado di reggere l'urto.

Tu sei in grado? La consapevolezza che il tuo è stato solo un errore (grave, ma un errore umano) sa darti la serenità che ti servirà per affrontare il suo dolore, le sue domande, la sua grande rabbia?

Pensa a questo, innanzitutto.
Ora che sto recuperando un po' di lucidità, mi rendo conto che hai validi argomenti. E ti ringrazio, perchè lo vedo che stai cercando di aiutarmi davvero.
Ora che non sono più (almeno per il momento) soffocato dalla paura, mi rendo conto che effettivamente c'è molta carne al fuoco: nella mia testa ci sono sia i fantasmi del passato, sia le insicurezze per il futuro. Per quanto riguarda il passato, beh, purtroppo è quello su cui credo di poter lavorare meno. Le mie paure (una tra tutte, quella descritta da Diletta, ovvero che questa storia venga fuori per qualche assurda combinazione del destino fuori dal mio controllo) sono probabilmente legate al mio vecchio io: so che non posso cancellarlo, ma che al limite posso solo cercare di accettarlo, accettare di sentirmi cambiato e lasciare che il tempo sbiadisca definitivamente ciò che nella mia vita vorrei non aver fatto.
Il futuro è qualcosa di ancora diverso. Nei momenti di debolezza ho la visione di strade diverse che si distendono a partire da questo presente, e proseguono verso direzioni diverse. Ora le vedo come possibilità definite, come se si trattasse semplicemente di sceglierne una e seguirla per il resto dei miei giorni. Ma so che non è così: che saranno le mie scelte e gli eventi che da me non dipendono a modellare quest'esistenza un momento alla volta. E so che non posso esercitare su questi scenari il controllo che vorrei.
La cosa che più mi atterrisce è la responsabilità di prendere una decisione per lei, la consapevolezza di dovere e voler prendermi carico di quelle che ancora sono le sue debolezze e fragilità, che ora non condizionano più la sua vita, ma sono affidate al nostro piccolo quotidiano, alla nostra intimità. Qualcuno ha detto giustamente che ora lei è una persona "fatta", in grado di provvedere a se stessa. E' vero, rispetto a molti anni fa adesso lei è forte. Ma temo che io rappresenti il suo tallone d'Achille, una breccia che potrebbe intaccare nuovamente la struttura della sua personalità. E so che preferirei perderla, piuttosto che spegnerne lo sguardo per sempre.
Poi c'è altro ancora, ovvero l'immagine della nostra relazione. Come ho già detto ci sono cose che vorrei migliorare. Aspetti su cui, dopo tanti anni, non abbiamo ancora lavorato. Che sono ancora legati a quei blocchi che all'inizio della nostra storia non sapevamo come affrontare. Cose che ho messo da parte con gli anni, perchè non intaccano il bene che ci vogliamo, la felicità di averci accanto. E su cui ora sarei pronto a soprassedere e basta. Ma so che, volendo, avremmo ancora molto su cui lavorare assieme, per arrivare ad ulteriori traguardi come coppia. Mi piacerebbe molto affrontare, ora, questi sospesi, ma so che in questo momento non ci riuscirei. Sarebbe come chiederle qualcosa in cambio di una menzogna. E' un problema che, quando e se deciderò di affrontarlo, mi riporterà alle mie colpe. Oggi, davvero, non mi sento degno di chiederle di cambiare qualcosa per me (e per noi). So di avere un grosso debito con lei, che durerà per sempre, o almeno è quello che mi racconto (e mi sono raccontato anche allora) per riuscire a rimuovere l'accaduto.
Poi arriviamo a me, all'accetazione di quello che sono - pur ancora in divenire - rispetto alle mie aspettative, rispetto agli schemi (quelli rigidi, di cui si parlava qualche post addietro) che ho ereditato dalla mia educazione. E questo è un lavoro che non finirà mai, anche se sono possibilista sul fatto che non ponga degli ostacoli insormontabili alla nostra relazione. La psicologa cui mi sono rivolto, dopo qualche incontro dedicato a parlare quasi unicamente del mio tradimento, mi ha suggerito che non c'era bisogno di approfondire oltre questo singolo aspetto, ma piuttosto di dedicare del tempo, se avessi voluto, a studiare la mia crescita e trasformazione, alla percezione dei successi e delle aspettative disattese. Mi sembra marginale ora, ma so che potrebbe influenzare la scelta tra confessione e silenzio. Certo, è difficile trovare a ciascuno di questi aspetti un posto funzionale, ed ora, con l'urgenza di queste preoccupazioni, scegliere una strada per andare avanti. Mi sembra che qualsiasi cosa richieda del tempo che non mi sembra di avere - se gli attacchi di panico sono cessati, al momento rimane una buona dose di paranoia. Credo che al momento l'unica soluzione sia di cercare degli appigli lungo il percorso che sceglierò: non sono in grado di prendere alcuna decisione a medio-lungo termine. In questo, già mi state dando una mano. Non sottovaluterò i vostri consigli.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Si, ma tu l'hai messo alle strette perché avevi intuito e volevi sapere la verità. Questo è il tuo carattere e il tuo modo di affrontare la vita.
Lei invece, che pur sette anni fa a sospettato, mi pare di capire non gli abbia mai fatto una domanda diretta dopo di allora. Questo mi fa credere che preferisca mettere una pietra sopra a quello che (nella sua testa forse) è stato, ai suoi sospetti e pensare piuttosto a un futuro. I sospetti li ha avuti e li ha messi in un cassetto, evidentemente preferisce così. Anche questa credo sia una scelta da rispettare.
Ai tempi, una domanda diretta me l'ha fatta. Sono riuscito a mentire soltanto perchè ha formulato al presente, quando in realtà tutta la faccenda s'era già chiusa. Una domanda simile me l'ha fatta qualche tempo fa, ma allora è stato più facile perchè si trattava quasi di una battuta. Comunque sì, ho mentito entrambe le volte.

Se la prima volta mi è sembrato che lei accettasse la mia risposta come vera perchè desiderava che fosse vera, sulla seconda non so cosa dire. Perchè la seconda volta non c'era sospetto, c'era soltanto curiosità. O almeno a me è parsa tale.

Ma ogni tanto ho un tarlo: che lei, in realtà, abbia capito. Se non tutto, quello che basta. Mi rendo conto che probabilmente è solo la mia coscienza a suggerirmi quest'impressione, che probabilmente se così fosse non saremmo qui. Eppure a volte mi pare che a quel periodo risalgano alcune insicurezze inaffrontate, alcuni silenzi diventati inviolabili. Ma probabilmente non è così: risalgono a prima di allora, sono ancora - come dicevo poco fa - piccoli problemi che da allora non abbiamo ritenuto indispensabile risolvere. Ma a volte queste impressioni mi condizionano, mi lasciano credere che, dovessimo mai affrontare il discorso, la sua non sarebbe un'indagine, ma la ricerca di una conferma. Mi rendo conto che c'è ancora gran paranoia nella mia testa, e che sto immaginando molto, ma a volte ho l'impressione che lei mi abbia scelto a prescindere, che come dici abbia deciso di abbandonare i dubbi che pure ha avuto. Ecco, ora non riesco a sostenere quest'immagine e le sue implicazioni, sto ricominciando a tremare. Mi prendo una pausa per riflettere.
 
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giorgiocan

Utente prolisso
Aggiungo un'altra cosa, e qui sto scrivendo per me stesso. Supponiamo che io "mi perdoni", che come mi ha suggerito anche la psicologa possa considerare quanto è successo funzionale all'armonia che abbiamo raggiunto in questo periodo.

Ma come ti (mi) chiedi anche tu, sarei pronto - ora - a reggere le conseguenze di una tempesta del genere? Come hai intuito, no, non lo sono assolutamente. Non sono pronto a perderla, ad esempio, e se è per questo dubito che lo sarò in futuro. Anche se a me sembra questa la parte egoistica: mi sembra quasi che se avesse lei tutti gli elementi per decidere se rimanere o lasciarmi, allora "lasciare che sia" sarebbe più vero. Ma ovviamente non sono pronto nemmeno a lasciarla nel baratro della disperazione. Insomma, non sono pronto a farle del male, non lo sarò mai. Come non sono pronto a distruggere questa storia, è l'ultima cosa che desidero. Non sono pronto a continuare a vivere sapendo di aver rovinato tutto in questo modo. Per paura.

Prima pensavo che forse, in questi anni di sospensione (non saprei come definirli, mi viene a mente il concetto di stanby, ma non è vero - mi trovavo in una via di mezzo tra la rimozione e il ridimensionamento forse, o come hai detto anche tu forse riuscivo a contestualizzare, nei momenti di dubbio) ho semplicemente sostenuto un atteggiamento più vicino di quanto pensassi a quello che tu mi indichi dovrei cercare, per essere sufficientemente pronto a parlare. Ovvero, le rare volte che ripensavo a quel periodo (per assurdo, in qualche modo avevo davvero "dimenticato") lo sentivo come qualcosa di estraneo, e se vogliamo anche di "inerte". Mi sentivo comunque nel pieno delle mie facoltà e della mia operatività, e psicologicamente solido.

Di certo non sono ancora del tutto lucido, ormai lo capisco dalla paura residua. Quando cerco di mettere ordine tra i pensieri di quel periodo, qualsiasi elemento mi fornisce il punto di partenza per un delirio che porta al sentirmi minacciato da quanto accaduto, in un modo o nell'altro. Tra l'altro, non stessi parlando di me, mi verrebbe anche da pensare che più passerà tempo, più quell'episodio si allontanerà dalle vite di quanti ha coinvolto, quindi il tempo in questo senso dovrebbe sembrarmi un alleato. Ma ovviamente visto che si sta ragionando di me, inizio ad avvitarmi e a perdere la strada.

Hai ragione, è comunque ancora troppo presto. Mi serve tempo, è evidente. Mi impegnerò prima di tutto, a questo punto, a cercare di ritrovare ulteriore lucidità. Ora come ora sono bloccato, non si va da nessuna parte.

Grazie, intanto.
 
Ultima modifica:

viola di mare

utente adolescente
Ai tempi, una domanda diretta me l'ha fatta. Sono riuscito a mentire soltanto perchè ha formulato al presente, quando in realtà tutta la faccenda s'era già chiusa. Una domanda simile me l'ha fatta qualche tempo fa, ma allora è stato più facile perchè si trattava quasi di una battuta. Comunque sì, ho mentito entrambe le volte.

Se la prima volta mi è sembrato che lei accettasse la mia risposta come vera perchè desiderava che fosse vera, sulla seconda non so cosa dire. Perchè la seconda volta non c'era sospetto, c'era soltanto curiosità. O almeno a me è parsa tale.

Ma ogni tanto ho un tarlo: che lei, in realtà, abbia capito. Se non tutto, quello che basta. Mi rendo conto che probabilmente è solo la mia coscienza a suggerirmi quest'impressione, che probabilmente se così fosse non saremmo qui. Eppure a volte mi pare che a quel periodo risalgano alcune insicurezze inaffrontate, alcuni silenzi diventati inviolabili. Ma probabilmente non è così: risalgono a prima di allora, sono ancora - come dicevo poco fa - piccoli problemi che da allora non abbiamo ritenuto indispensabile risolvere. Ma a volte queste impressioni mi condizionano, mi lasciano credere che, dovessimo mai affrontare il discorso, la sua non sarebbe un'indagine, ma la ricerca di una conferma. Mi rendo conto che c'è ancora gran paranoia nella mia testa, e che sto immaginando molto, ma a volte ho l'impressione che lei mi abbia scelto a prescindere, che come dici abbia deciso di abbandonare i dubbi che pure ha avuto. Ecco, ora non riesco a sostenere quest'immagine e le sue implicazioni, sto ricominciando a tremare. Mi prendo una pausa per riflettere.

e se lei avesse veramente intuito e ci fosse passata sopra perchè comunque è lei che ha scelto di voler restare con te?

sei molto introspettivo, direi troppo e sicuramente starti accanto non è lavoro da poco...

rifletti magari ha scelto lei per tutti e due, si è fatta andare bene un sospetto per amor tuo e suo...

impegnati a mettere la prima pietra per costruire un rapporto dove vengano discusse anche quelle cose che avete lasciato in un angolo, per migliorare la vostra storia

e perdonati per 7 anni fa...

non riesco più a trovare un modo per dirtelo

non distruggere quello che di bello ed intimo c'è tra voi...
 

Diletta

Utente di lunga data
Si, ma tu l'hai messo alle strette perché avevi intuito e volevi sapere la verità. Questo è il tuo carattere e il tuo modo di affrontare la vita.
Lei invece, che pur sette anni fa a sospettato, mi pare di capire non gli abbia mai fatto una domanda diretta dopo di allora. Questo mi fa credere che preferisca mettere una pietra sopra a quello che (nella sua testa forse) è stato, ai suoi sospetti e pensare piuttosto a un futuro. I sospetti li ha avuti e li ha messi in un cassetto, evidentemente preferisce così. Anche questa credo sia una scelta da rispettare.



Certamente, qualche sospetto lei lo avrà sicuramente covato, ma poi ha preferito lasciar perdere.
E' normale che ci si voglia proteggere dal dolore.
Anche la sua è una scelta da rispettare, ma anche quella di Giorgio, se decidesse di aprirsi liberandosi la coscienza.
Penso che non ci sia una regola universalmente valida in questi casi, certo, se si andasse a vedere solo il principio morale, gli idealismi e gli adempimenti che bisogna seguire come credenti ti dovrei dire che Giorgio deve assolutamente rivelarsi.
Ma non glielo dirò mai in questi termini...gli ho detto quello che farei senz'altro io perché sono fatta in questo modo.
Anche lui è una persona sensibile e profonda, una che si analizza molto, quindi sono in sintonia con lui per questo.

Un grande legame d'amore non dovrebbe temere un incidente di percorso che, tra l'altro, è stato funzionale per la loro crescita come coppia. Una vera coppia riesce a comprendere e ad accettare una mancanza perché siamo tutti umani e tutti manchevoli e perfettibili.
Io ho ragionato molto su questo, però ho dovuto fare un lungo e difficile percorso, perché la delusione è tanta e anche questa è umana.

Quindi: siamo al punto di prima...possiamo solo farlo riflettere con le nostre diversità di vedute, quello che non gli augurerò mai è di continuare a vivere sentendo forte quel peso sulla sua anima perché non è giusto e non se lo merita affatto.
L'amore è così bello e può essere anche effimero per non essere goduto pienamente con la giusta serenità.
 
Stato
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