La vita mi ha segnato così forte che ricominciare mi sembra impossibile

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Alessandra

πιθηκάκι
Non sono d'accordo.
Se mi avesse lasciato con rispetto ne avrei sofferto, ovvio, ma avrei capito e di certo non nutrirei tanto risentimento.

concordo....per esperienza personale...condivido...

fa sempre male la fine di una storia...ma il modo in cui ti sei stata lasciata e' ignobile...comprensibilissimo il tuo rancore...
 

Sole

Escluso
Grazie a tutti per le molte opinioni e i molti spunti.
Impossibile rispondere a tutti, ma cercherò.

Ho letto che alcuni affermano che io ho AUTORIZZATO il mio ex ad andare altrove. In realtà il senso di colpa nei suoi confronti era tale che mi sono fatta andare bene il fatto che lui si trovasse qualche distrazione ogni tanto. Avevamo provato ad andare in terapia, ma lui il fatto che l'intervento mi avesse devastata non lo poteva capire in alcun modo, non riusciva ad accettarlo. Per essere terra terra, per un po' ho anche accettato che i nostri rapporti fossero solo orali/anali, ma anche quelle mucose con i farmaci erano ipersensibili... sanguinavo sempre, e non vi dico il dolore. Oltre a questo anch'io sentivo la mancanza della mia vita sessuale eh? Non sono mai stata frigida! E soffrivo da MORIRE all'idea di dovervi rinunciare. Il mio ex poi era una persona a cui non piacevano le coccole, quindi l'intimità per me era completamente preclusa.

Che mi manchi e che spero torni pentito vi sconvolge tanto? Anche a me sapete? Come vi ho scritto sono sopraffatta dal rancore. Lo odio moltissimo, vorrei avere una bacchetta magica per cancellarlo dalla mia mente. Forse non sono stata abbastanza chiara... l'umiliazione mi uccide, la sofferenza mi distrugge. Di come lui sia stato con me 10 anni, 10 anni in cui sono successe tante disgrazie, ma in cui io gli ho sempre detto che se era troppo per lui poteva andarsene, bastava farlo con rispetto. 10 anni in cui ho lavorato come una pazza per comprare la casa dove vivevamo, mettevo su cene per familiari ed amici, lavavo, stiravo, pulivo... SEMPRE. Anche quando sono stata male. Meritavo più rispetto, questo dico. So anch'io che non è facile stare con qualcuno malato, che non è obbligatorio essere degli eroi. Io stessa non so cosa avrei fatto in una circostanza simile.
Ma di certo non mi sarei comprata una casa e non sarei rimasta con lui fintanto che i lavori in casa nuova non fossero finiti così per comodità.
Non avrei fatto festeggiamenti.
E mi sarei vissuta una nuova storia in discrezione.
Per rispetto di 10 anni passati insieme.
10 anni in cui c'è stato anche MOLTO amore.

E in tutto ciò una riflessione mi fa pensare. Qualcuno mi dice di cercare di lasciarlo andare e di ricordare i momenti belli. Ma se ci penso un'oscura parte di me mi dice che se mi fossi sforzata di più, se gli avessi magari fatto meno pesare la malattia, se avessi chiuso non solo un occhio anzi due, se mi fossi sforzata di uscire di più, se avessi se avessi... ma no credetemi. Ho fatto del mio meglio. Non ho voluto mai lasciarmi andare, se piangevo piangevo da sola... anche questo mi ha rinfacciato... di essere stata troppo fredda... e allora lo ODIO TANTO, capite, lo ODIO.
E questo ODIO non mi lascia dormire.
Penso anch'io che meritassi più rispetto, eccome.

Provo a mettermi nei panni di lui e ti dico che arrivo a capire la sua difficoltà a gestire una situazione tanto difficile, arrivo a capire la sua frustrazione e anche il suo desiderio di fuggire via. Ma tutte queste sensazioni (umanissime) una persona dotata di cuore e buon senso cerca di rielaborarle e incanalarle nel modo giusto: magari affrontando una psicoterapia, cercando persone che possano capirla e aiutarla, ritagliandosi momenti per sé in cui tirare una boccata d'ossigeno.

Covare un simile rancore per anni e scaricarlo addosso alla persona che dici di amare e che ha vissuto esperienze così devastanti, è semplicemente da stronzi.
E questa cosa della festa è la ciliegina sulla torta, è intollerabile per me.

Perciò: io capisco il tuo odio e ti dico che sarebbe assurdo se tu non lo provassi. L'odio ci sta tutto e ci sta che in questo momento tu ne sia schiava, non riesca a liberartene.
Io però credo anche che tu sia una persona forte, che ha delle risorse. E che arriverà un momento in cui sentirai il bisogno di liberarti dall'odio per poter guardare avanti. Perché è naturale che sia così.

Quindi... crogiolati pure in quest'odio e vivilo fino in fondo. E ti dirò, se poi riesci pure a toglierti qualche piccola soddisfazione non esitare: se lo meriterebbe. Un po' di Attack nella serratura dell'automobile ha sempre il suo perché :D

Però mantieni sempre una parte di testa altrove: sulle cose positive che ci sono nella tua vita (nonostante lui), sulle possibilità che ti si presenteranno... non chiudere mai del tutto i ponti con tutta quella parte di mondo fatto di cose belle. Perché passata la fase dell'odio, saranno quelle cose a cui dovrai aggrapparti e che ti salveranno.

In bocca al lupo :)
 
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disincantata

Utente di lunga data
Una cosa credo importante.Ci tengo a sottolineare che non è che quando ci siamo messi insieme 10 anni fa lui già costruisse la culla eh? Nel senso che non è che avesse tutto quel gran istinto paterno. Si parlava che ne avremmo avuti ma che prima ci saremmo dovuti sistemare, sposare etc etcPoi è subentrata la malattia.Il discorso incentrato sul fatto che non potessi avere figli ha più senso per me che non per lui. Avete idea di cosa potesse significare per me? E dei sensi di colpa che ho provato anche nei SUOI confronti? Mi sono sentita ben prima io UNA MEZZA DONNA, ben prima che lui me lo dicesse in faccia.E ancora una parte di me lo sente.Ma cosa posso fare? Cosa posso fare???Nulla.La realtà è questa.E di figli non ne parlammo più... fino al RUSH finale...
Io non penso affatto che una donna sterile sia incompleta. Altra cosa e' la sofferenza che prova nell'esserlo.Il problema piu' grave e' stata la menomazione che ti ha impedito una soddisfacente vita sessuale e di conseguenza anche a lui.Sicuramente la 25enne ha cercato la gravidanza, non lui.Non crearti sensi di colpa. Per stare bene in questi casi servono solo dei bei 'vaffanculo' e girare pagina.
 

nate

Utente di lunga data
Ma normale ai giorni nostri un bel paio di ciuffoli! Che cazzo dici???
Da quando in qua la disumanità è normale?
GRANDE LEDA QUOTO TANTISSIMO STA FACENDO DEI DISCORDI ASSUDI IO SONO STATO OTTO ANNI CON UNA RAGAZZA CHE SOFFRIVA DI DEPRESSIONE ENON FACEVAMO L'AMORE,MA L'AMORE è UN ALTRA COSA. POVERA LA SIGNORA CHE STA CON STO TIZIO
 

feather

Utente tardo
boh, non so, ma chiudere gli occhi
non mi pare buono.
qua, chiudendo gli occhi, guardate
come è andata alla fine.....
i tuoi amici, dipende anche dall'età.....
Si, anche secondo me non è stata una bella idea far finta di non vedere.
Quello che non vedi non è che non esista. Esiste e anzi, non guardandolo ne perdi la misura..
Se davvero era pronta ad accettare una cosa del genere doveva farlo alla luce del sole.
Non che sia facile eh, tutt'altro.
E non è neanche forse il problema più grosso che ha al momento..
Ma direi che può essere una lezione da imparare per il futuro. Mai mettere la testa sotto la sabbia. Mai.
Tutti i non detti creano distanza.. Fino a che... È troppa da coprire.
 

Ecate

Utente di lunga data
Buongiorno a tutti,
sono nuova in questo forum e spero di avere da parte di voi utenti un po' di aiuto e di sostegno, visto il particolare periodo che sto vivendo.
Ho quasi 40 anni, dal di fuori sono la classica donna in carriera che sembra vivere una vita perfetta, ma non è così. Convivevo con il mio compagno da quasi 10 anni ( non potevamo sposarci causa il mio primo matrimonio, separazione e divorzio entrambi giudiziali hanno comportato quasi 11 anni di battaglie nonostante non ci fossero figli di mezzo ), la nostra storia per me era molto importante, nonostante i normali alti e bassi, all'esterno eravamo la coppia modello, l'esempio per tutti gli amici e parenti, belli, realizzati, in carriera. In realtà, da dentro non andava così bene...
8 anni fa mi ammalai di tumore all'utero e al seno, ne sono uscita dopo 1 anno e mezzo di battaglie, tra chemio e intervento mi dissero non solo che non avrei potuto avere figli, ma la cosa ha comportato dei gravi disturbi di natura sia emotiva che sessuale. Negli anni mi sono sottoposta a tutti, plastiche, riabilitazioni, medicine... lungi dal guarire, non volevo mollare non solo per rispetto del mio compagno, ma anche mio. Ritengo di essere ancora giovane, e pur sempre una donna. Tengo a specificare che ho provato anche la terapia di coppia di natura sessuologica, ma non ha funzionato, il terapista mi disse a chiare lettere che il mio compagno rifiutava di accettare la malattia. Quindi la nostra storia era una sorta di matrimonio "bianco", con sofferenza di entrambi, almeno mia lo era di certo. Più volte ne abbiamo parlato, io gli dissi che se voleva "sfogarsi" poteva farlo, bastava che non ne sapessi nulla... in realtà molte volte sapevo, ma che potevo farci? Dovevo accettare, il problema era mio... Per il resto eravamo sempre insieme, parlavamo di tutto e facevamo tutto insieme.
Lui era il classico bravo ragazzo, libero professionista lanciato in carriera, molto stimato, legatissimo alla famiglia d'origine.
Beh, circa 6 mesi fa, trovo dei documenti sulla sua scrivania, scopro che ha acquistato una casa??? Lo affronto e scopro che ha acquistato un appartamento e lo sta restaurando. Perché??? Al che gli dico che è intollerabile, che quando pensava di dirmelo? Lui mi risponde: "A cose fatte." Trovo il tutto inaccettabile, e senza scenate (non è nella mia natura, credetemi, poi ero davvero sconvolta) gli intimo di fare i bagagli. E lui, molto freddamente, in un discorso che mi ha levato ogni briciolo di cuore mi ha accusato in sequenza: 1- di essere una mezza donna perché non in grado di fare sesso nè di procreare 2- di essere solo bella all'esterno ma freddissima all'interno ( forse è vero, ma la vita mi ha molto segnato, soprattutto negli ultimi anni, la malattia, numerosi lutti ravvicinati, il licenziamento e la ricerca di una nuova occupazione, il divorzio infinito, ma ancora prima ho avuto un'infanzia dura, un'adolescenza precaria, mi sono fatta da sola... ) 3- di essere un'accozzaglia di disgrazie che hanno funestato la nostra famiglia (anzi la mia... lui se n'è tirato fuori) negli ultimi anni, come dicevo appunto, malattie, la perdita di entrambi i miei genitori e di 2 nonni et etc.
Mi sono sentita morire, credetemi.
E la notte prima di andarsene ha voluto anche fare sesso con me, nonostante le mie difficoltà, dicendomi che ero tanto bella, irresistibile... l'ho fatto come un automa, ero sotto shock... come fisicamente lui ha fatto non lo so... Ho impiegato 2 settimane a "risvegliarmi" dallo shock, è stata quasi una violenza.
E nel mentre lui ha tenuto una FESTA nel locale più "in" della nostra cittadina per la ritrovata libertà, ho scoperto essersi fidanzato ufficialmente dopo nemmeno 10 giorni con una 25enne, che ora è INCINTA e tra qualche mese partorirà. Oltretutto lui va a dire a destra e a manca che ha perduto tanti anni con me, in quanto per lui la cosa primaria era la famiglia e io ero sterile. Ma questo lo dice anche a persone poco conosciute, viviamo in una piccola cittadina, le voci girano... sapeste che vergogna, che umiliazione!
Non riesco a farmene una ragione in nessun modo, ha deluso tutti quanti (tranne i suoi parenti che a quanto pare sapevano dei suoi progetti e lo hanno spalleggiato), da lui una cosa del genere non me la sarei mai aspettata.
Come può una persona cambiare così radicalmente e fare tanto male a colei alla quale era legato da così tanto tempo? Ho una rabbia in corpo che non riesco a placare in alcun modo, in testa ho solo tanti bei ricordi che mi fanno malissimo, lo amavo tanto, non riesco a capacitarmi, il rancore mi pervade in ogni cellula.
E ora che qualcuno di nuovo si fa avanti, mi corteggia, non riesco a vivere nulla con serenità: l'idea che lui riservi tutti i suoi pensieri, il suo amore, ad un'altra donna, mi fa morire e mi spezza dentro.
Come si può superare un dolore così forte e dilaniante? Lo sogno ogni notte. Sogno che torna pentito, che mi dice che proveremo a superare tutti i problemi.
Lo so che non merita le mie lacrime visto il male che mi ha fatto e detto, ma mi manca da morire!!! Quanto ci vorrà per riprendermi? Vorrei cancellare tutto, ma non riesco. E la notte non dormo perché temo di sognarlo ancora. La mattina mi sveglio pensandolo, lo stomaco mi si spezza dal profondo risentimento che provo.
Sono in cura da uno psicologo e da uno psichiatra ma non sto vedendo alcun miglioramento. Ho bisogno di urlare tutto il mio dolore, seppure solo in queste righe.
VI RINGRAZIO TANTO
Tanta solidarietà e un abbraccio.
Lui è una persona disgustosa.

Mi permetto solo di darti un consiglio su di un aspetto marginale della tua storia...
Attak nella serratura, sterco sotto casa e altre sorprese che meriterebbe sicuramente... NO!
Penso che al verme faresti solo un grande favore, arricchirebbe di aneddoti dimostrabili l'osceno e traballante teatrino che sta sostenendo nella vostra città di provincia. Evidentemente si sta parando le terga dalla disapprovazione sociale, che -come tutta la gente che vale poco- teme più di qualsiasi altra cosa.
 
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Designz

Utente
Come?

Non crearti sensi di colpa. Per stare bene in questi casi servono solo dei bei 'vaffanculo' e girare pagina.
Sapete, in un momento simile mi sarebbe d'aiuto un qualche pensiero pratico... come posso fare per stare meglio? Come si stempera tutto questo odio? Il rancore è così forte ed i sogni così reali che mi impediscono una vita normale. Lo psichiatra mi ha prescritto dello xanax, ma è troppo forte per me, mi fa avere vuoti di memoria, e mi impedisce di lavorare. E ora come ora non posso non lavorare.
Avete qualche consiglio? Purtroppo i giorni per me non durano 24 ore ma 48 come minimo, e sono ore in cui lo stomaco mi si stringe in una morsa, e non mi lascia andare.
 
Sapete, in un momento simile mi sarebbe d'aiuto un qualche pensiero pratico... come posso fare per stare meglio? Come si stempera tutto questo odio? Il rancore è così forte ed i sogni così reali che mi impediscono una vita normale. Lo psichiatra mi ha prescritto dello xanax, ma è troppo forte per me, mi fa avere vuoti di memoria, e mi impedisce di lavorare. E ora come ora non posso non lavorare.
Avete qualche consiglio? Purtroppo i giorni per me non durano 24 ore ma 48 come minimo, e sono ore in cui lo stomaco mi si stringe in una morsa, e non mi lascia andare.
sarebbe bello poterlo vomitare tutto fisicamente; l'odio è tossico e inutile come una zavorra che ti impedisce di alzarti.
buttati nel lavoro e nelle cose che ti piacciono, fai dello sport tipo corsa o nuoto ,vai dal parrucchiere, fai dei massaggi....
pensa a te, poi a te e ancora a te
 

Designz

Utente
Concordo

Mi permetto solo di darti un consiglio su di un aspetto marginale della tua storia...
Attak nella serratura, sterco sotto casa e altre sorprese che meriterebbe sicuramente... NO!
Penso che al verme faresti solo un grande favore, arricchirebbe di aneddoti dimostrabili l'osceno e traballante teatrino che sta sostenendo nella vostra città di provincia. Evidentemente si sta parando le terga dalla disapprovazione sociale, che -come tutta la gente che vale poco- teme più di qualsiasi altra cosa.
Anch'io penso che questo genere di vendetta sia inutile.
La userebbe contro di me, aggiungendola ai vari torti che lui "ritiene" io gli abbia inflitto, tra cui a detta di comuni amici e parenti:
In primis l'avergli negato la possibilità di farsi una famiglia.
Poi l'avergli reso la vita impossibile con la malattia (sempre in ansia, niente viaggi lunghi, iter su e giù dagli ospedali...)
E poi essermi rifiutata di vendere la casa (intestata solo a me con mutuo che pago IO e che ho sempre pagato solo io) e dividere il ricavato per cui lui ha DOVUTO prendersi almeno tutto quello che poteva portare via... sai tante spese casa nuova...
Argh :(
 

feather

Utente tardo
Sapete, in un momento simile mi sarebbe d'aiuto un qualche pensiero pratico...
Anch'io ho il cervello in loop sulla donna sbagliata. L'unica cosa che riesce a togliermi la mente da lì, almeno per qualche ora sono degli sport. Abbastanza impegnativi da tenere occupata la mente. Non so quali sport tu possa fare o non fare che siano compatibili con le tue condizioni però. Nel mio caso funziona bene arrampicata. L'arrampicata si può anche fare la sera, dopo lavoro in palestre artificiali e ti lascia tanto sfinito da dormire come un sasso.
Iscriviti al CAI, conoscerai un po' di gente e dei bei posti.
Se ti piacciono i cani vai a fare la volontaria in un canile.
Leggere un libro, ci riesco ora, ma i primi tempi non bastava, il pensiero tornava là.
Scrivere qui mi ha aiutato molto. Con la mente occupata a cercare i perché e i percome non sentivo il dolore troppo acutamente.
E stare da solo in un bel posto. A me una bella passeggiata nel bosco -da solo- mi donava serenità. Anche nei momenti peggiori.

Intanto il tempo passa e l'odio si stempera da sé. Non mi risulta che ci sia modo di accelerare il processo, purtroppo.

Spero che qualcosa sia applicabile al tuo caso...
 

Fantastica

Utente di lunga data
Sapete, in un momento simile mi sarebbe d'aiuto un qualche pensiero pratico... come posso fare per stare meglio? Come si stempera tutto questo odio?
Facendo del bene a chi sta peggio di te. Ti suggerisco il volontariato ai bambini ammalati gravi in ospedale. E' un'esperienza che dà tantissimo, soprattutto a chi non ne può avere. Se hai amato molto i tuoi genitori, potresti occuparti degli anziani, rivedendo in loro i tuoi. Comunque: fare qualcosa per gli altri stempera l'odio. Tutto il resto lo accresce.
 

OcchiVerdi

Utente di lunga data
Buongiorno a tutti,
sono nuova in questo forum e spero di avere da parte di voi utenti un po' di aiuto e di sostegno, visto il particolare periodo che sto vivendo.
Ho quasi 40 anni, dal di fuori sono la classica donna in carriera che sembra vivere una vita perfetta, ma non è così. Convivevo con il mio compagno da quasi 10 anni ( non potevamo sposarci causa il mio primo matrimonio, separazione e divorzio entrambi giudiziali hanno comportato quasi 11 anni di battaglie nonostante non ci fossero figli di mezzo ), la nostra storia per me era molto importante, nonostante i normali alti e bassi, all'esterno eravamo la coppia modello, l'esempio per tutti gli amici e parenti, belli, realizzati, in carriera. In realtà, da dentro non andava così bene...
8 anni fa mi ammalai di tumore all'utero e al seno, ne sono uscita dopo 1 anno e mezzo di battaglie, tra chemio e intervento mi dissero non solo che non avrei potuto avere figli, ma la cosa ha comportato dei gravi disturbi di natura sia emotiva che sessuale. Negli anni mi sono sottoposta a tutti, plastiche, riabilitazioni, medicine... lungi dal guarire, non volevo mollare non solo per rispetto del mio compagno, ma anche mio. Ritengo di essere ancora giovane, e pur sempre una donna. Tengo a specificare che ho provato anche la terapia di coppia di natura sessuologica, ma non ha funzionato, il terapista mi disse a chiare lettere che il mio compagno rifiutava di accettare la malattia. Quindi la nostra storia era una sorta di matrimonio "bianco", con sofferenza di entrambi, almeno mia lo era di certo. Più volte ne abbiamo parlato, io gli dissi che se voleva "sfogarsi" poteva farlo, bastava che non ne sapessi nulla... in realtà molte volte sapevo, ma che potevo farci? Dovevo accettare, il problema era mio... Per il resto eravamo sempre insieme, parlavamo di tutto e facevamo tutto insieme.
Lui era il classico bravo ragazzo, libero professionista lanciato in carriera, molto stimato, legatissimo alla famiglia d'origine.
Beh, circa 6 mesi fa, trovo dei documenti sulla sua scrivania, scopro che ha acquistato una casa??? Lo affronto e scopro che ha acquistato un appartamento e lo sta restaurando. Perché??? Al che gli dico che è intollerabile, che quando pensava di dirmelo? Lui mi risponde: "A cose fatte." Trovo il tutto inaccettabile, e senza scenate (non è nella mia natura, credetemi, poi ero davvero sconvolta) gli intimo di fare i bagagli. E lui, molto freddamente, in un discorso che mi ha levato ogni briciolo di cuore mi ha accusato in sequenza: 1- di essere una mezza donna perché non in grado di fare sesso nè di procreare 2- di essere solo bella all'esterno ma freddissima all'interno ( forse è vero, ma la vita mi ha molto segnato, soprattutto negli ultimi anni, la malattia, numerosi lutti ravvicinati, il licenziamento e la ricerca di una nuova occupazione, il divorzio infinito, ma ancora prima ho avuto un'infanzia dura, un'adolescenza precaria, mi sono fatta da sola... ) 3- di essere un'accozzaglia di disgrazie che hanno funestato la nostra famiglia (anzi la mia... lui se n'è tirato fuori) negli ultimi anni, come dicevo appunto, malattie, la perdita di entrambi i miei genitori e di 2 nonni et etc.
Mi sono sentita morire, credetemi.
E la notte prima di andarsene ha voluto anche fare sesso con me, nonostante le mie difficoltà, dicendomi che ero tanto bella, irresistibile... l'ho fatto come un automa, ero sotto shock... come fisicamente lui ha fatto non lo so... Ho impiegato 2 settimane a "risvegliarmi" dallo shock, è stata quasi una violenza.
E nel mentre lui ha tenuto una FESTA nel locale più "in" della nostra cittadina per la ritrovata libertà, ho scoperto essersi fidanzato ufficialmente dopo nemmeno 10 giorni con una 25enne, che ora è INCINTA e tra qualche mese partorirà. Oltretutto lui va a dire a destra e a manca che ha perduto tanti anni con me, in quanto per lui la cosa primaria era la famiglia e io ero sterile. Ma questo lo dice anche a persone poco conosciute, viviamo in una piccola cittadina, le voci girano... sapeste che vergogna, che umiliazione!
Non riesco a farmene una ragione in nessun modo, ha deluso tutti quanti (tranne i suoi parenti che a quanto pare sapevano dei suoi progetti e lo hanno spalleggiato), da lui una cosa del genere non me la sarei mai aspettata.
Come può una persona cambiare così radicalmente e fare tanto male a colei alla quale era legato da così tanto tempo? Ho una rabbia in corpo che non riesco a placare in alcun modo, in testa ho solo tanti bei ricordi che mi fanno malissimo, lo amavo tanto, non riesco a capacitarmi, il rancore mi pervade in ogni cellula.
E ora che qualcuno di nuovo si fa avanti, mi corteggia, non riesco a vivere nulla con serenità: l'idea che lui riservi tutti i suoi pensieri, il suo amore, ad un'altra donna, mi fa morire e mi spezza dentro.
Come si può superare un dolore così forte e dilaniante? Lo sogno ogni notte. Sogno che torna pentito, che mi dice che proveremo a superare tutti i problemi.
Lo so che non merita le mie lacrime visto il male che mi ha fatto e detto, ma mi manca da morire!!! Quanto ci vorrà per riprendermi? Vorrei cancellare tutto, ma non riesco. E la notte non dormo perché temo di sognarlo ancora. La mattina mi sveglio pensandolo, lo stomaco mi si spezza dal profondo risentimento che provo.
Sono in cura da uno psicologo e da uno psichiatra ma non sto vedendo alcun miglioramento. Ho bisogno di urlare tutto il mio dolore, seppure solo in queste righe.
VI RINGRAZIO TANTO
La tua storia si avvicina molto a quella della mia attuale donna. 11 anni di convivenza. 18 anni di relazione. Anche lei vicino alla 40ina .... stessa malattia e questo omuncolo che, non, le stava accanto se non fisicamente. Non mi dilungo ma nel primo anno di relazione ho spesso sfiorato l'idea di prenderlo a mazzate sulle gengive.....no comment.

Poi sono arrivato io ed ora è felice. Almeno lei sostiene di esserlo ed a me lo sembra. Tanto felice.
 

Calipso

Utente Eclettica
....Al momento sono senza parole...

mi verrebbe in mente solo di andare a prenderlo e sparagli con un bazooka. (ma la legge italiana non lo permette, mi pare..)

Scusa ma stamattina non riesco ad essere tanto tenera verso il mondo.

Per quello che vale, hai fatto bene a scrivere qui. E' una gabbia di matti...

Ma aiuta.

Sei una donna forte. questo l'hai dimostrato. Verrai fuori anche da questo dolore.

In attesa di riuscire a scrivere delle parole più sensate...

Ti abbraccio forte.
 
Facendo del bene a chi sta peggio di te. Ti suggerisco il volontariato ai bambini ammalati gravi in ospedale. E' un'esperienza che dà tantissimo, soprattutto a chi non ne può avere. Se hai amato molto i tuoi genitori, potresti occuparti degli anziani, rivedendo in loro i tuoi. Comunque: fare qualcosa per gli altri stempera l'odio. Tutto il resto lo accresce.
non vorrei dire una scemata ma mi pare troppo fresca del suo dolore per immergersi in questo
 

viola di mare

utente adolescente
tu non sei una mezza donna... tu sei una donna tutta intera, hai combattuto e vinto e se questa terribile malattia ha lasciato degli strascichi, stai cercando di venirne fuori, lui è una merda... non un mezzo uomo perchè questo presupporrebbe che comunque una parte di uomo lo sia, no, lui è una MERDA e pagherà prima o poi per tutto questo... fregatene della gente, tra un pò il gossip sarà quanto è stronzo lui, non appena il piccolo paese si renderà conto di quello che ti ha fatto e tu - non subito magari - accostati con molta calma a qualcuno sincerandoti che sia degno della tua stima...
ti auguro tutto il meglio possibile :abbraccio:






qui siamo una gabbia di matti, ma ci aiutiamo eccome... anche nelle discussioni :)
 

Sterminator

Utente di lunga data
Grazie a tutti per le molte opinioni e i molti spunti.
Impossibile rispondere a tutti, ma cercherò.

Ho letto che alcuni affermano che io ho AUTORIZZATO il mio ex ad andare altrove. In realtà il senso di colpa nei suoi confronti era tale che mi sono fatta andare bene il fatto che lui si trovasse qualche distrazione ogni tanto. Avevamo provato ad andare in terapia, ma lui il fatto che l'intervento mi avesse devastata non lo poteva capire in alcun modo, non riusciva ad accettarlo. Per essere terra terra, per un po' ho anche accettato che i nostri rapporti fossero solo orali/anali, ma anche quelle mucose con i farmaci erano ipersensibili... sanguinavo sempre, e non vi dico il dolore. Oltre a questo anch'io sentivo la mancanza della mia vita sessuale eh? Non sono mai stata frigida! E soffrivo da MORIRE all'idea di dovervi rinunciare. Il mio ex poi era una persona a cui non piacevano le coccole, quindi l'intimità per me era completamente preclusa.

Che mi manchi e che spero torni pentito vi sconvolge tanto? Anche a me sapete? Come vi ho scritto sono sopraffatta dal rancore. Lo odio moltissimo, vorrei avere una bacchetta magica per cancellarlo dalla mia mente. Forse non sono stata abbastanza chiara... l'umiliazione mi uccide, la sofferenza mi distrugge. Di come lui sia stato con me 10 anni, 10 anni in cui sono successe tante disgrazie, ma in cui io gli ho sempre detto che se era troppo per lui poteva andarsene, bastava farlo con rispetto. 10 anni in cui ho lavorato come una pazza per comprare la casa dove vivevamo, mettevo su cene per familiari ed amici, lavavo, stiravo, pulivo... SEMPRE. Anche quando sono stata male. Meritavo più rispetto, questo dico. So anch'io che non è facile stare con qualcuno malato, che non è obbligatorio essere degli eroi. Io stessa non so cosa avrei fatto in una circostanza simile.
Ma di certo non mi sarei comprata una casa e non sarei rimasta con lui fintanto che i lavori in casa nuova non fossero finiti così per comodità.
Non avrei fatto festeggiamenti.
E mi sarei vissuta una nuova storia in discrezione.
Per rispetto di 10 anni passati insieme.
10 anni in cui c'è stato anche MOLTO amore.

E in tutto ciò una riflessione mi fa pensare. Qualcuno mi dice di cercare di lasciarlo andare e di ricordare i momenti belli. Ma se ci penso un'oscura parte di me mi dice che se mi fossi sforzata di più, se gli avessi magari fatto meno pesare la malattia, se avessi chiuso non solo un occhio anzi due, se mi fossi sforzata di uscire di più, se avessi se avessi... ma no credetemi. Ho fatto del mio meglio. Non ho voluto mai lasciarmi andare, se piangevo piangevo da sola... anche questo mi ha rinfacciato... di essere stata troppo fredda... e allora lo ODIO TANTO, capite, lo ODIO.
E questo ODIO non mi lascia dormire.
Per come vi siete lasciati e' da pirla pensare in un suo ritorno con la coda tra le gambe e quindi l'enumerare se con altri comportamenti sarebbe andata diversamente e' un esercizio inutile...pero' il fatto d'incaponirsi a rivolere un soggettino del genere per giunta che si cosparga il capo di cenere, per me dimostra sempre sta cazzo di dipendenza/possesso che avevi co' sto' pirlone e se te la racconti camuffandolo con odio ne esci peggio...

me pare un capriccio...come ti ripeto, ricostruisciti na' vita con un altro senza menartela che un giorno se ripresenti...

comunque nun me quadra tanto manco il fatto che t'abbia "ripulito" indisturbato di tutto quanto la casa senza esserse beccato na' denuncia perlomeno per appropriazione indebita se non di furto...se eravate conviventi e' lui che doveva dimostrare la proprieta' di qualche suo oggetto...possibile che era padrone anche delle tue mutande?...:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

Ultimo

Escluso
Buongiorno a tutti,
sono nuova in questo forum e spero di avere da parte di voi utenti un po' di aiuto e di sostegno, visto il particolare periodo che sto vivendo.
Ho quasi 40 anni, dal di fuori sono la classica donna in carriera che sembra vivere una vita perfetta, ma non è così. Convivevo con il mio compagno da quasi 10 anni ( non potevamo sposarci causa il mio primo matrimonio, separazione e divorzio entrambi giudiziali hanno comportato quasi 11 anni di battaglie nonostante non ci fossero figli di mezzo ), la nostra storia per me era molto importante, nonostante i normali alti e bassi, all'esterno eravamo la coppia modello, l'esempio per tutti gli amici e parenti, belli, realizzati, in carriera. In realtà, da dentro non andava così bene...
8 anni fa mi ammalai di tumore all'utero e al seno, ne sono uscita dopo 1 anno e mezzo di battaglie, tra chemio e intervento mi dissero non solo che non avrei potuto avere figli, ma la cosa ha comportato dei gravi disturbi di natura sia emotiva che sessuale. Negli anni mi sono sottoposta a tutti, plastiche, riabilitazioni, medicine... lungi dal guarire, non volevo mollare non solo per rispetto del mio compagno, ma anche mio. Ritengo di essere ancora giovane, e pur sempre una donna. Tengo a specificare che ho provato anche la terapia di coppia di natura sessuologica, ma non ha funzionato, il terapista mi disse a chiare lettere che il mio compagno rifiutava di accettare la malattia. Quindi la nostra storia era una sorta di matrimonio "bianco", con sofferenza di entrambi, almeno mia lo era di certo. Più volte ne abbiamo parlato, io gli dissi che se voleva "sfogarsi" poteva farlo, bastava che non ne sapessi nulla... in realtà molte volte sapevo, ma che potevo farci? Dovevo accettare, il problema era mio... Per il resto eravamo sempre insieme, parlavamo di tutto e facevamo tutto insieme.
Lui era il classico bravo ragazzo, libero professionista lanciato in carriera, molto stimato, legatissimo alla famiglia d'origine.
Beh, circa 6 mesi fa, trovo dei documenti sulla sua scrivania, scopro che ha acquistato una casa??? Lo affronto e scopro che ha acquistato un appartamento e lo sta restaurando. Perché??? Al che gli dico che è intollerabile, che quando pensava di dirmelo? Lui mi risponde: "A cose fatte." Trovo il tutto inaccettabile, e senza scenate (non è nella mia natura, credetemi, poi ero davvero sconvolta) gli intimo di fare i bagagli. E lui, molto freddamente, in un discorso che mi ha levato ogni briciolo di cuore mi ha accusato in sequenza: 1- di essere una mezza donna perché non in grado di fare sesso nè di procreare 2- di essere solo bella all'esterno ma freddissima all'interno ( forse è vero, ma la vita mi ha molto segnato, soprattutto negli ultimi anni, la malattia, numerosi lutti ravvicinati, il licenziamento e la ricerca di una nuova occupazione, il divorzio infinito, ma ancora prima ho avuto un'infanzia dura, un'adolescenza precaria, mi sono fatta da sola... ) 3- di essere un'accozzaglia di disgrazie che hanno funestato la nostra famiglia (anzi la mia... lui se n'è tirato fuori) negli ultimi anni, come dicevo appunto, malattie, la perdita di entrambi i miei genitori e di 2 nonni et etc.
Mi sono sentita morire, credetemi.
E la notte prima di andarsene ha voluto anche fare sesso con me, nonostante le mie difficoltà, dicendomi che ero tanto bella, irresistibile... l'ho fatto come un automa, ero sotto shock... come fisicamente lui ha fatto non lo so... Ho impiegato 2 settimane a "risvegliarmi" dallo shock, è stata quasi una violenza.
E nel mentre lui ha tenuto una FESTA nel locale più "in" della nostra cittadina per la ritrovata libertà, ho scoperto essersi fidanzato ufficialmente dopo nemmeno 10 giorni con una 25enne, che ora è INCINTA e tra qualche mese partorirà. Oltretutto lui va a dire a destra e a manca che ha perduto tanti anni con me, in quanto per lui la cosa primaria era la famiglia e io ero sterile. Ma questo lo dice anche a persone poco conosciute, viviamo in una piccola cittadina, le voci girano... sapeste che vergogna, che umiliazione!
Non riesco a farmene una ragione in nessun modo, ha deluso tutti quanti (tranne i suoi parenti che a quanto pare sapevano dei suoi progetti e lo hanno spalleggiato), da lui una cosa del genere non me la sarei mai aspettata.
Come può una persona cambiare così radicalmente e fare tanto male a colei alla quale era legato da così tanto tempo? Ho una rabbia in corpo che non riesco a placare in alcun modo, in testa ho solo tanti bei ricordi che mi fanno malissimo, lo amavo tanto, non riesco a capacitarmi, il rancore mi pervade in ogni cellula.
E ora che qualcuno di nuovo si fa avanti, mi corteggia, non riesco a vivere nulla con serenità: l'idea che lui riservi tutti i suoi pensieri, il suo amore, ad un'altra donna, mi fa morire e mi spezza dentro.
Come si può superare un dolore così forte e dilaniante? Lo sogno ogni notte. Sogno che torna pentito, che mi dice che proveremo a superare tutti i problemi.
Lo so che non merita le mie lacrime visto il male che mi ha fatto e detto, ma mi manca da morire!!! Quanto ci vorrà per riprendermi? Vorrei cancellare tutto, ma non riesco. E la notte non dormo perché temo di sognarlo ancora. La mattina mi sveglio pensandolo, lo stomaco mi si spezza dal profondo risentimento che provo.
Sono in cura da uno psicologo e da uno psichiatra ma non sto vedendo alcun miglioramento. Ho bisogno di urlare tutto il mio dolore, seppure solo in queste righe.
VI RINGRAZIO TANTO

Servirebbe scriverti che quell'uomo non è un uomo? Fino a quando non ti convinci tu stessa della realtà non riuscirai a liberartene.

Sei libera adesso ma schiava di ricordi che ti ha dato un falso uomo. Liberati dei ricordi e viviti serenamente la vita.

Qua potrai sfogarti, ma nello sfogarti devi arrivare al punto di capire che finito lo sfogo devi scordare quella parvenza di uomo.
 

Pan

Utente di lunga data
Ciao, ho letto la tua storia e non mi voglio dilungare nel giudizio sull'atteggiamento del tuo ex. Purtroppo non possiamo pretendere che gli altri si comportino come ci saremmo comportati noi e di questo dobbiamo farcene tutti una ragione.
Sei ancora nel pieno della rabbia, anche se sono certa che il tuo psicologo ti avrà parlato dell'accettazione. Ma ti manca (giustamente) ancora tanta strada da fare.
Sei ancora sul ring, anche se l'incontro è finito da un po', ma hai preso talmente tante mazzate che non ti rendi nemmeno conto di cosa è successo, forse sei così stordita che non riesci nemmeno a sentire tutto il dolore.

Vengo al punto, chiedi consigli pratici. Ci provo.
Quando qualcosa di simile è successo a me e mi sentivo come quel puglie sul ring, ancora gonfia di cazzotti, la prima cosa che ho fatto è stato sedermi un momento. Mica per capire cosa fosse successo, ma per sentire che nonostante tutto avevo ancora sangue nelle vene e io , seppure malconcia, esistevo ancora.

Successivamente è scattato l'istinto di sopravvivenza e ho fatto delle cose che in condizioni normali non avrei mai fatto: sono andata ad una specie di corso -della durata di qualche ora- sulla maglia Aran (ovviamente quando ho deciso di andare, non sapevo cosa fosse), dopo venti minuti sono scappata via, ma me ne sono andata con i ferri da maglia omaggio e soprattutto avevo riempito un po' di tempo guardando l'umanità varia che mi stava intorno. Per placare un po' i pensieri assordanti.
Mi sono iscritta a pilates, con mia sorella, mi guardavo allo specchio durante le lezioni (ma non mi vedevo, non volevo vedere il viso sofferente) e mi domandavo cosa stessi facendo.
In quel periodo facevo tutto senza convinzione, mi alzavo senza convinzione, lavoravo senza convinzione, facevo pilates senza convinzione, mangiavo…se me lo ricordavo.
E' stato un periodo di trance che è durato qualche mese, che quando è terminato nella sua versione più acuta, sono riuscita almeno a tirare" il " sospiro, dopo un'apnea di settimane.
Malconcia, la sera ho iniziato a fare la maglia (mica la aran!) mentre ascoltavo la tv o del jazz. L'ho trovata un'attività zen. Non sapevo fare niente, quindi erano solo delle striscie di lana colorata. Però avevo scelto dei bellissimi colori pastello. Ogni due-tre sere una striscia.
E sono andata avanti così, fino a quando un giorno mi sono resa conto che non ero più in trance. Ed ho perfino ricominciato ad uscire con amiche e colleghe. Piano piano.
Insomma, ho cercato di distrarre la mia mente con attività molto manuali/fisiche che richiedevano attenzione perché non le avevo mai fatte.
Magari è uno spunto per un inizio.


p.s. 5 anni dopo, una di quelle striscioline di lana fatte con i ferri omaggio, è diventata la sciarpina del mio bimbo.

 
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