Pensieri sparsi

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Non diciamo scemenze.
La monogamia è un'esigenza di alcuni, e non lo è per altri.
Basterebbe parlar chiaro fin dall'inizio, invece che contrarre legami lasciando intendere che sia qualcosa che interessa e sta bene ad entrambi. Sincerità preventiva, conte, non tardiva.
Ma la verità è che sono in pochi a interrogarsi a fondo, a conoscersi e farsi conoscere per quel che sono, e molti invece sono quelli che fanno le pecore, seguono la massa, ragionano nei termini di 'si fa così' e non si chiedono nulla, fino a che la bomba non scoppia in mano a loro e a quei poveracci che stanno loro accanto.
Per capirci: se uno venisse da me a dirmi che per lui la monogamia non è importante, gli direi 'ok, preferirei stare con qualcun altro'. Punto. Nessun mondo che cade in testa. Semplice diversità di intendere e sentire, che merita tutto il mio rispetto. Se questo stesso qualcuno incontrasse Tebe, per dire, riceverebbe un'accoglienza diversa.
Ma Tebe la fatica di scoprire chi è l'ha fatta, e il coraggio di dire che posizioni occupa ce l'ha e Mattia l'ha scelta a ragion veduta. E' di questa verità che stiamo parlando.
E se proprio fosse una verità scoperta in ritardo, bisognerebbe avere le palle in due di scoprirla.
I tradimenti alla fine sono il frutto della paura di scoprirsi, di uno o di entrambi, vediamo di capirci.
La monogamia, in etologia, per le specie a riproduzione sessuata è una forma di unione sessuale a carattere esclusivo, in contrapposizione alla poligamia in cui un individuo non ha un unico compagno.
La monogamia può riferirsi ad una relazione esclusiva tra due esseri umani, a prescindere dalla loro unione matrimoniale. In biologia la monogamia fa riferimento al comportamento riproduttivo, ricreativo e sociale di una specie, in cui un animale si accoppia con un unico individuo nel corso di una o più stagioni riproduttive.

I biologi, antropologi biologici, ed etologi comportamentali spesso usano la monogamia come termine sessuale, se non genetico. Essi postulano i seguenti quattro aspetti della monogamia:

Monogamia coniugale si riferisce a unioni di solo due individui.
Monogamia sociale si riferisce a due individui che vivono insieme, praticano sesso con l'altro, e collaborando ad acquisire risorse di base, come un riparo e cibo.
Monogamia sessuale si riferisce a due individui restanti sessualmente esclusivi l'un l'altro senza avere partner sessuali ulteriori.
Monogamia genetica si riferisce alle relazioni sessualmente monogama con prove genetiche di paternità.

Quando gli antropologi culturali o sociali e altri scienziati sociali usano il termine monogamia, il significato è monogamia sociale o civile. La monogamia coniugale può essere ulteriormente distinta tra:

matrimonio, una volta nella vita;
matrimonio con un solo soggetto alla volta, a differenza di bigamia o poligamia;
monogamia seriale, nuovo matrimonio dopo la morte o il divorzio del patner.
 
Poligamia e poligenia poi le donne non son troie ma poliandre...

Nel caso di rapporti tra appartenenti all'uomo nella società, il termine diviene più restrittivo quando ci si riferisca ad una pratica matrimoniale e non ai soli rapporti relazionali. Per quanto concerne l'istituzionalizzazione, ovvero il contratto matrimoniale inteso in senso legale, è ammessa tuttora in alcuni paesi, considerata reato in altri, nella legislazione della maggioranza degli stati occidentali. Con poligamia spesso ci si riferisce, erroneamente, alla sola poliginia. Dal punto di vista sociale, ai basilari rapporti etologici se ne aggiungono di differenti, come il matrimonio di gruppo, eccetera.

Relativamente alla poliginia, accenni si ritrovano e si motivano con varie argomentazioni sia nelle Sacre Scritture che in altri testi antichi. Presso il mondo semitico era ritenuta pratica fondamentale riservata a ceti sociali elevati o prestigiosi, in quanto permetteva la generazione di rampolli di "stirpe reale" atti ad espandere il buon nome della casata; in particolare vengono citati gli episodi di Abramo e Sara, la quale essendo sterile, "offre" una consenziente Agar ad Abramo, al fine di renderlo finalmente padre. Il figlio di quella unione è conosciuto come Ismaele, il proto-fondatore di tutti quelli che si riconoscono appartenenti alla religione Islamica (vedi Ismaeliti). Un altro esempio fu Salomone con uno stuolo di mogli e concubine impressionante, atto a dare prestigio ed a sancire alleanze, più che a dare effettiva praticità a rapporti sentimentali tra padre, mogli e relativa prole.

Storicamente, numerose società hanno ammesso la poliginia. Nella società greca e romana tuttavia non ve ne è traccia almeno come forma legalizzata. Nelle lettere di San Paolo si legge di come egli raccomandi ai vescovi di essere mariti di una sola moglie. Ma il contesto fa capire il senso autentico: "aver preso moglie una sola volta". Difatti si parla subito dopo di iscrivere nell'elenco delle vedove solo quelle "mogli di un solo marito".

Nella seconda metà dell'Ottocento, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni predicò e vide diversi dei suoi fedeli praticare il matrimonio plurimo, una forma di poliginia, basato sul modello del matrimonio degli antichi patriarchi biblici, Abramo, Isacco, ecc. Il 24 settembre 1890, la Chiesa rinunciò ufficialmente alla poligamia, sanzionando con la scomunica chiunque avesse contratto nuovi matrimoni poligami. Questa posizione causò il malcontento di alcuni fedeli che si dissociarono dal mormonismo e proseguirono, autonomamente, la pratica del matrimonio plurimo. Da queste gruppi derivano gli odierni poligamisti, scorrettamente definiti mormoni.

La Cina è passata dal consentire la poligamia all'ammettere solo la monogamia nella legge sul matrimonio del 1953, dopo la rivoluzione maoista. La maggior parte delle società africane e islamiche continua a consentire la poligamia. Questo comprende l'India dove la poligamia è ammessa per i cittadini musulmani. Probabilmente, tuttavia, meno del 3% di tutti i matrimoni musulmani è poligamo[senza fonte]. La poligamia è sempre più costosa in un ambiente urbano.

Le unioni poligame (soprattutto per il caso della poliginia) sono state da taluni studiosi interpretate come forme particolari comunque tendenti a favorire la riproduzione in ambiti in cui elevati fattori di mortalità rendevano opportuno per la comunità di riferimento massimizzare la potenzialità di fecondazione per garantirsi un adeguato numero di adulti i quali, superate favorevolmente le condizioni di rischio, potessero a loro volta riprodursi.

La poliandria, una donna che ha più patner si verifica o si è verificata in contesti differenti, come in India, in Tibet, Africa, Oceania, più raramente un contesti europei recenti, dove prima del XX secolo i resoconti risalgono a citazioni romane sui Britanni, e altre popolazioni dell'impero; ciò a volte in congiunzione con altre forme di rapporto (poliginandria in India); tra i gruppi etnici coinvolti troviamo Kinnaur, Toda, Kerala, Jaunsar Bawar, in Asia, i Masai in Africa, i Bororo e i Tupi-Kawahib in sudamerica noti per anche praticare la poliandria fraterna. Altre società includono alcune tribù degli Inuit canadesi, sebbene la pratica sia diminuita bruscamente nel XX secolo a causa del cambiamento dalla religione tribale alla religione Moravian.
 

Leda

utente Olimpi(c)a
La monogamia, in etologia, per le specie a riproduzione sessuata è una forma di unione sessuale a carattere esclusivo, in contrapposizione alla poligamia in cui un individuo non ha un unico compagno.
La monogamia può riferirsi ad una relazione esclusiva tra due esseri umani, a prescindere dalla loro unione matrimoniale. In biologia la monogamia fa riferimento al comportamento riproduttivo, ricreativo e sociale di una specie, in cui un animale si accoppia con un unico individuo nel corso di una o più stagioni riproduttive.

I biologi, antropologi biologici, ed etologi comportamentali spesso usano la monogamia come termine sessuale, se non genetico. Essi postulano i seguenti quattro aspetti della monogamia:

Monogamia coniugale si riferisce a unioni di solo due individui.
Monogamia sociale si riferisce a due individui che vivono insieme, praticano sesso con l'altro, e collaborando ad acquisire risorse di base, come un riparo e cibo.
Monogamia sessuale si riferisce a due individui restanti sessualmente esclusivi l'un l'altro senza avere partner sessuali ulteriori.
Monogamia genetica si riferisce alle relazioni sessualmente monogama con prove genetiche di paternità.

Quando gli antropologi culturali o sociali e altri scienziati sociali usano il termine monogamia, il significato è monogamia sociale o civile. La monogamia coniugale può essere ulteriormente distinta tra:

matrimonio, una volta nella vita;
matrimonio con un solo soggetto alla volta, a differenza di bigamia o poligamia;
monogamia seriale, nuovo matrimonio dopo la morte o il divorzio del patner.

E quindi? :rolleyes:
Se socialmente una persona sposata o impegnata con un'altra ha relazioni sessuali o sentimentali con altri è monogama oppure no? Secondo me (e anche secondo gli etologi) no.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Non diciamo scemenze.
La monogamia è un'esigenza di alcuni, e non lo è per altri.
Basterebbe parlar chiaro fin dall'inizio, invece che contrarre legami lasciando intendere che sia qualcosa che interessa e sta bene ad entrambi. Sincerità preventiva, conte, non tardiva.
Ma la verità è che sono in pochi a interrogarsi a fondo, a conoscersi e farsi conoscere per quel che sono, e molti invece sono quelli che fanno le pecore, seguono la massa, ragionano nei termini di 'si fa così' e non si chiedono nulla, fino a che la bomba non scoppia in mano a loro e a quei poveracci che stanno loro accanto.
Per capirci: se uno venisse da me a dirmi che per lui la monogamia non è importante, gli direi 'ok, preferirei stare con qualcun altro'. Punto. Nessun mondo che cade in testa. Semplice diversità di intendere e sentire, che merita tutto il mio rispetto. Se questo stesso qualcuno incontrasse Tebe, per dire, riceverebbe un'accoglienza diversa.
Ma Tebe la fatica di scoprire chi è l'ha fatta, e il coraggio di dire che posizioni occupa ce l'ha e Mattia l'ha scelta a ragion veduta. E' di questa verità che stiamo parlando.
E se proprio fosse una verità scoperta in ritardo, bisognerebbe avere le palle in due di scoprirla.
I tradimenti alla fine sono il frutto della paura di scoprirsi, di uno o di entrambi, vediamo di capirci.
Come fai a saperlo in anticipo?
Io quando mi sono sposata ero convinta per la fedeltá assoluta. Giudicato sempre chi tradisce una merda. Altro che valigie fuori dalla porta. E dopo 21 anni ho tradito.
Un conto é essere cosciente di non riuscire ad essere fedele un conto è essere fermamente vonvinta di esserlo e poi invece...
 
Non diciamo scemenze.
La monogamia è un'esigenza di alcuni, e non lo è per altri.
Basterebbe parlar chiaro fin dall'inizio, invece che contrarre legami lasciando intendere che sia qualcosa che interessa e sta bene ad entrambi. Sincerità preventiva, conte, non tardiva.
Ma la verità è che sono in pochi a interrogarsi a fondo, a conoscersi e farsi conoscere per quel che sono, e molti invece sono quelli che fanno le pecore, seguono la massa, ragionano nei termini di 'si fa così' e non si chiedono nulla, fino a che la bomba non scoppia in mano a loro e a quei poveracci che stanno loro accanto.
Per capirci: se uno venisse da me a dirmi che per lui la monogamia non è importante, gli direi 'ok, preferirei stare con qualcun altro'. Punto. Nessun mondo che cade in testa. Semplice diversità di intendere e sentire, che merita tutto il mio rispetto. Se questo stesso qualcuno incontrasse Tebe, per dire, riceverebbe un'accoglienza diversa.
Ma Tebe la fatica di scoprire chi è l'ha fatta, e il coraggio di dire che posizioni occupa ce l'ha e Mattia l'ha scelta a ragion veduta. E' di questa verità che stiamo parlando.
E se proprio fosse una verità scoperta in ritardo, bisognerebbe avere le palle in due di scoprirla.
I tradimenti alla fine sono il frutto della paura di scoprirsi, di uno o di entrambi, vediamo di capirci.
in realtà credo che ci sia una terza opzione; quella di chi crede di farcela e pensa di adattarsi alla regola dell'altro ma rimane il fatto che non è la sua.allora s'innestano quegli ibridi di situazione dove la coppia non è chiusa ma aperta solo da una parte.
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Nel caso di rapporti tra appartenenti all'uomo nella società, il termine diviene più restrittivo quando ci si riferisca ad una pratica matrimoniale e non ai soli rapporti relazionali. Per quanto concerne l'istituzionalizzazione, ovvero il contratto matrimoniale inteso in senso legale, è ammessa tuttora in alcuni paesi, considerata reato in altri, nella legislazione della maggioranza degli stati occidentali. Con poligamia spesso ci si riferisce, erroneamente, alla sola poliginia. Dal punto di vista sociale, ai basilari rapporti etologici se ne aggiungono di differenti, come il matrimonio di gruppo, eccetera.

Relativamente alla poliginia, accenni si ritrovano e si motivano con varie argomentazioni sia nelle Sacre Scritture che in altri testi antichi. Presso il mondo semitico era ritenuta pratica fondamentale riservata a ceti sociali elevati o prestigiosi, in quanto permetteva la generazione di rampolli di "stirpe reale" atti ad espandere il buon nome della casata; in particolare vengono citati gli episodi di Abramo e Sara, la quale essendo sterile, "offre" una consenziente Agar ad Abramo, al fine di renderlo finalmente padre. Il figlio di quella unione è conosciuto come Ismaele, il proto-fondatore di tutti quelli che si riconoscono appartenenti alla religione Islamica (vedi Ismaeliti). Un altro esempio fu Salomone con uno stuolo di mogli e concubine impressionante, atto a dare prestigio ed a sancire alleanze, più che a dare effettiva praticità a rapporti sentimentali tra padre, mogli e relativa prole.

Storicamente, numerose società hanno ammesso la poliginia. Nella società greca e romana tuttavia non ve ne è traccia almeno come forma legalizzata. Nelle lettere di San Paolo si legge di come egli raccomandi ai vescovi di essere mariti di una sola moglie. Ma il contesto fa capire il senso autentico: "aver preso moglie una sola volta". Difatti si parla subito dopo di iscrivere nell'elenco delle vedove solo quelle "mogli di un solo marito".

Nella seconda metà dell'Ottocento, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni predicò e vide diversi dei suoi fedeli praticare il matrimonio plurimo, una forma di poliginia, basato sul modello del matrimonio degli antichi patriarchi biblici, Abramo, Isacco, ecc. Il 24 settembre 1890, la Chiesa rinunciò ufficialmente alla poligamia, sanzionando con la scomunica chiunque avesse contratto nuovi matrimoni poligami. Questa posizione causò il malcontento di alcuni fedeli che si dissociarono dal mormonismo e proseguirono, autonomamente, la pratica del matrimonio plurimo. Da queste gruppi derivano gli odierni poligamisti, scorrettamente definiti mormoni.

La Cina è passata dal consentire la poligamia all'ammettere solo la monogamia nella legge sul matrimonio del 1953, dopo la rivoluzione maoista. La maggior parte delle società africane e islamiche continua a consentire la poligamia. Questo comprende l'India dove la poligamia è ammessa per i cittadini musulmani. Probabilmente, tuttavia, meno del 3% di tutti i matrimoni musulmani è poligamo[senza fonte]. La poligamia è sempre più costosa in un ambiente urbano.

Le unioni poligame (soprattutto per il caso della poliginia) sono state da taluni studiosi interpretate come forme particolari comunque tendenti a favorire la riproduzione in ambiti in cui elevati fattori di mortalità rendevano opportuno per la comunità di riferimento massimizzare la potenzialità di fecondazione per garantirsi un adeguato numero di adulti i quali, superate favorevolmente le condizioni di rischio, potessero a loro volta riprodursi.

La poliandria, una donna che ha più patner si verifica o si è verificata in contesti differenti, come in India, in Tibet, Africa, Oceania, più raramente un contesti europei recenti, dove prima del XX secolo i resoconti risalgono a citazioni romane sui Britanni, e altre popolazioni dell'impero; ciò a volte in congiunzione con altre forme di rapporto (poliginandria in India); tra i gruppi etnici coinvolti troviamo Kinnaur, Toda, Kerala, Jaunsar Bawar, in Asia, i Masai in Africa, i Bororo e i Tupi-Kawahib in sudamerica noti per anche praticare la poliandria fraterna. Altre società includono alcune tribù degli Inuit canadesi, sebbene la pratica sia diminuita bruscamente nel XX secolo a causa del cambiamento dalla religione tribale alla religione Moravian.
Ma guarda che non metto in dubbio che esistano centomila modi di intendere psicologicamente, emotivamente, sessualmente, socialmente e storicamente un legame affettivo.
Io sto parlando di come lo vivo e lo intendo io, e non sento il bisogno di pezze giustificative per il comportamento mio o altrui. Non voglio far cambiare idea a nessuno, o imporre la mia visione a chicchessia. Ma allo stesso modo pretendo che non mi venga spacciato per normale quello che per me non lo è, fossi anche l'unica a pensarla come la penso. Una volta appurato che sono diversa da molti altri (che poi, a giudicare dalla moltitudine di posizioni, hanno ottime probabilità di essere a loro volta diversi da molti altri) cosa si suppone che io faccia? Che mi uniformi? Che mi faccia il lavaggio del cervello? Che mi lanci da una rupe? Non penso proprio.
Io sono così.
So distinguere sfumature nei termini: relazione, monogamia, amore, legame, rapporti sessuali.
Tutti questi termini hanno delle valenze precise nella mia testa.
Allora, se hai bisogno di un computer, entri in un negozio e chiedi: "Buongiorno, mi dà un computer?"
Suppongo di no. Vorrai sapere di quanta memoria dispone, sceglierai la dimensione dello schermo, la risoluzione, il sistema operativo, il numero di prese USB, il lettore di dispositivi mobili, il costo e sa il cielo cos'altro.
E lo fai per una roba tutto sommato marginale.
E per un rapporto non lo fai?
Lo ripeto: si tratta di un sistema di priorità, che vengono gestite per lo più nell'implicito quando si tratta di rapporti.
Io esplicito, perchè per me è importante, e conosco le mie esigenze.
Cosa fanno gli altri sono cazzi loro, basta che non lo facciano con me, facendomi credere di volere altro.
 
E quindi? :rolleyes:
Se socialmente una persona sposata o impegnata con un'altra ha relazioni sessuali o sentimentali con altri è monogama oppure no? Secondo me (e anche secondo gli etologi) no.
SI.
E' monogama poligenica.
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Come fai a saperlo in anticipo?
Io quando mi sono sposata ero convinta per la fedeltá assoluta. Giudicato sempre chi tradisce una merda. Altro che valigie fuori dalla porta. E dopo 21 anni ho tradito.
Un conto é essere cosciente di non riuscire ad essere fedele un conto è essere fermamente convinta di esserlo e poi invece...
E' il caso della verità tardiva. Qualcosa, nel tuo sistema di motivazioni, è diverso da come eri convintissima che fosse. Avrà alterato degli equilibri interni, questa scoperta... o no?

in realtà credo che ci sia una terza opzione; quella di chi crede di farcela e pensa di adattarsi alla regola dell'altro ma rimane il fatto che non è la sua.allora s'innestano quegli ibridi di situazione dove la coppia non è chiusa ma aperta solo da una parte.
Esatto.
 
Come fai a saperlo in anticipo?
Io quando mi sono sposata ero convinta per la fedeltá assoluta. Giudicato sempre chi tradisce una merda. Altro che valigie fuori dalla porta. E dopo 21 anni ho tradito.
Un conto é essere cosciente di non riuscire ad essere fedele un conto è essere fermamente vonvinta di esserlo e poi invece...
infatti non credo che tu sia contraria alla monogamia ; hai tradito un tipo di relazione che non penso vorresti riformare nei suoi principi.
 
Come fai a saperlo in anticipo?
Io quando mi sono sposata ero convinta per la fedeltá assoluta. Giudicato sempre chi tradisce una merda. Altro che valigie fuori dalla porta. E dopo 21 anni ho tradito.
Un conto é essere cosciente di non riuscire ad essere fedele un conto è essere fermamente vonvinta di esserlo e poi invece...
Almeno il tuo cadere dal piedistallo
ti ha insegnato a rivedere il dogma chi tradisce è una merda?
Ricorda che hai detto che tu non perdoneresti.

TU ti sei sposata
in una società
in cui l'istituzione del matrimonio
OBBLIGA alla monogamia.

In Italia
voglia o non voglia
dogma o non dogma

La poligamia è un reato.
 
in realtà credo che ci sia una terza opzione; quella di chi crede di farcela e pensa di adattarsi alla regola dell'altro ma rimane il fatto che non è la sua.allora s'innestano quegli ibridi di situazione dove la coppia non è chiusa ma aperta solo da una parte.
O sacripante
vi è la quarta la quinta la sesta

Insomma un conto sono le linee guida

un conto è la vita reala sessuale e sentimentale degli individui.

Da cui io dico
Ufficialmente tutti fedelissimi
ufficiosamente non si sa...

E sono più propenso a pensare che le donne siano poliandriche oltre che poliedriche e lunatiche.
 

lolapal

Utente reloaded
Non diciamo scemenze.
La monogamia è un'esigenza di alcuni, e non lo è per altri.
Basterebbe parlar chiaro fin dall'inizio, invece che contrarre legami lasciando intendere che sia qualcosa che interessa e sta bene ad entrambi. Sincerità preventiva, conte, non tardiva.
Ma la verità è che sono in pochi a interrogarsi a fondo, a conoscersi e farsi conoscere per quel che sono, e molti invece sono quelli che fanno le pecore, seguono la massa, ragionano nei termini di 'si fa così' e non si chiedono nulla, fino a che la bomba non scoppia in mano a loro e a quei poveracci che stanno loro accanto.
Per capirci: se uno venisse da me a dirmi che per lui la monogamia non è importante, gli direi 'ok, preferirei stare con qualcun altro'. Punto. Nessun mondo che cade in testa. Semplice diversità di intendere e sentire, che merita tutto il mio rispetto. Se questo stesso qualcuno incontrasse Tebe, per dire, riceverebbe un'accoglienza diversa.
Ma Tebe la fatica di scoprire chi è l'ha fatta, e il coraggio di dire che posizioni occupa ce l'ha e Mattia l'ha scelta a ragion veduta. E' di questa verità che stiamo parlando.
E se proprio fosse una verità scoperta in ritardo, bisognerebbe avere le palle in due di scoprirla.
I tradimenti alla fine sono il frutto della paura di scoprirsi, di uno o di entrambi, vediamo di capirci.
Leda, quanto mi piace la tua lucidità! :up:
E' difficile, ma se ami una persona veramente devi mostrarle tutto/a te stesso/a anche se hai paura che non ti possa più accettare, anche se hai paura che ti possa giudicare. Se lui/lei ti ama veramente, allora riuscirà a convivere con te, chiunque tu sia.

:)
 

Leda

utente Olimpi(c)a
SI.
E' monogama poligenica.
Non ho evinto questa definizione dalle pappardelle che hai citato prima :D, ma facciamo che non è importante.
Quello che è importante è che per me non lo è.
Però, visto che con le definzioni ti diverti, come chiami due persone che stanno insieme (sposate o meno), non allacciando relazioni nè amorose nè sessuali con altri all'infuori del partner?
 
Non diciamo scemenze.
La monogamia è un'esigenza di alcuni, e non lo è per altri.
Basterebbe parlar chiaro fin dall'inizio, invece che contrarre legami lasciando intendere che sia qualcosa che interessa e sta bene ad entrambi. Sincerità preventiva, conte, non tardiva.
Ma la verità è che sono in pochi a interrogarsi a fondo, a conoscersi e farsi conoscere per quel che sono, e molti invece sono quelli che fanno le pecore, seguono la massa, ragionano nei termini di 'si fa così' e non si chiedono nulla, fino a che la bomba non scoppia in mano a loro e a quei poveracci che stanno loro accanto.
Per capirci: se uno venisse da me a dirmi che per lui la monogamia non è importante, gli direi 'ok, preferirei stare con qualcun altro'. Punto. Nessun mondo che cade in testa. Semplice diversità di intendere e sentire, che merita tutto il mio rispetto. Se questo stesso qualcuno incontrasse Tebe, per dire, riceverebbe un'accoglienza diversa.
Ma Tebe la fatica di scoprire chi è l'ha fatta, e il coraggio di dire che posizioni occupa ce l'ha e Mattia l'ha scelta a ragion veduta. E' di questa verità che stiamo parlando.
E se proprio fosse una verità scoperta in ritardo, bisognerebbe avere le palle in due di scoprirla.
I tradimenti alla fine sono il frutto della paura di scoprirsi, di uno o di entrambi, vediamo di capirci.
Ma quanta parte del tuo io
è naturale

e quanta condizionata da vissuto, epoca, cultura, estrazione sociale, luogo ecc..ecc.ecc..?

Faccio esempio.
Io sono cristiano credente no?
Bon sono molto convinto che se fossi nato in Turingia sarei un luterano convinto e non un cattolico.

Come mai allora
IO sono stato refrattario a tutti i movimenti della chiesa...tutti...
Ed essermi spostato sempre più verso il mondo dei protestanti?

Ma mica ho bisogno di convertirmi al protestantesimo no?

Bon
Nella chiesa cattolica il celibato è una condiio sine qua non tu puoi diventare sacerdote.
Nella chiesa protestante il pastore è libero di scegliere.

ma cosa diceva Lutero?
Ma porco cazzo egli diceva...ma è meglio che un prete si sposi, pitosto che si riduca ad andar de nascosto con le putane perchè ha bisogno di figa!

Questo insegnava: IL BUON SENSO.

Nella coppia il regno è:
Tolleranza, perdono, venirsi incontro, lungimirare, sopportare...

NO il dogma.

Comunque il mio dogma è:
Tutte le donne sono poliandre.
 
Non ho evinto questa definizione dalle pappardelle che hai citato prima :D, ma facciamo che non è importante.
Quello che è importante è che per me non lo è.
Però, visto che con le definzioni ti diverti, come chiami due persone che stanno insieme (sposate o meno), non allacciando relazioni nè amorose nè sessuali con altri all'infuori del partner?
Le chiamo persone che in quellìhic et nunc.
Stanno bene così...

Che ne so io di come si evolverà la loro esistenza?
Che ne sanno loro di chi incontreranno?

E' il concetto di partner
che mi sta stretto no?

Ma ne convengo io sono molto monogamo.
Infatti allaccio relazioni speciali e univoche con una donna no?

Non ti va di abbracciarmi?
Che problema c'è
vado a farmi abbracciare da chi ha piacere di abbracciarmi no?
 
Infatti UNA è la moglie
UNA è la madre dei tuoi figli.

Le altre ci sono e non ci sono...
Nevvero?

Cosa insegna il sommo e incommensurabile Lothar?
 

MaiPiú

Utente di lunga data
É che nessuno si ferma. Basterebbe un attimo. Solo uno. E invece nessuno lo fa.

Conosco una signora sposata con 3 figli.
Tanto tempo fa, 3 mesi prima del matrimonio il suo fidanzato (oggi suo marito) le ha detto che dovevano fermare tutto, che era andato in crisi, che sarebbe partito per un paio di settimane. Senza dirle altro.

Lei racconta ancora che in quelle due settimane si era disperata.
Poi un giorno, lui aveva suonato alla porta e le aveva detto "sono andato in crisi, c'era una collega sul lavoro a cui mi stavo legando molto, ad un certo punto, prima di fare cavolate, ho voluto capire chi effettivamente volessi accanto nella vita. Sono andato nella casa sul lago ed ho pensato a lungo. Non ho voluto sentire nessuno. Oggi só che voglio te".

Dopo questo, di contro, lei racconta di essere entrata in crisi a sua volta, che poi hanno rinviato il matrimonio di 6 mesi ed hanno seguito una terapia di coppia.

Oggi sono felici ed hanno 3 figli meravigliosi.

Tutti hanno paura di parlare con il partner, tradiscono piú o meno tranquillamente ma che nessuno li obblighi a parlare.

Nessuno, o pochi, capiscono che non occorre parlare...basta prendersi un pó di tempo e riflettere.

Non si fà perchè è piú divertente e trasgressivo tradire?? Ok dopo il bello peró c'è anche il brutto tempo...e si piange.

Io preferisco sempre viaggiare con il tempo sereno....
 
Stato
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