Ma stai rinunciando alla tua dignità e al tuo amor proprio.
E credimi, quando ti sveglierai da questo incubo sarà la cosa che ti farà più male.
Dignità, amor proprio... le solite parole.
Tutti quanti quando vengono traditi si sentono offesi, e reagiscono di conseguenza, pretendendo che
l'altro li capisca in questa loro richiesta, che si adegui prontamente ai dictat della promessa matrimoniale. Ma all'altro non gliene frega niente della dignità vostra, della dignità mia, all'altro preme divertirsi con l'amante, questa cosa prima di tutto.
Che si fa allora? Per orgoglio ferito si butta via l'acqua con tutta la pentola.
Io so solo una cosa: non voglio arrivare a una separazione, che sia ufficiale, che sia in casa come fanno tanti.
Questa è probabilmente una sbandata, una coda adolescenziale...
Quello che mi preme è che mia moglie ci arrivi da sola a capire la cazzata che sta facendo, non che sia io a impedirgli di farlo. Non è mia figlia a cui posso dire "non fare questo". E' una persona adulta che deve gestire in autonomia la propria vita assumendosi le responsabilità di ciò che fa.
Vuole avere una storiella perché cerca dei brividi adolescenziali? Vuole solo questo? Bene, che ce l'abbia: mi cambia qualcosa se poi mi trovo a casa una moglie più attiva sessualmente, meno rompicoglioni (che se gliela proibissi), con qualche senso di colpa che non guasta, magari riconoscente nei miei confronti?
Sì, mi cambia, ma in meglio.
Glielo proibisco? Beh, lì sono sicuro che lei alla prossima occasione si farà più furba e mi nasconderà meglio le cose. Perché se vuole fuggire dalla prigione ora o domani lo farà, non sarò io a poterglielo impedire, in qualsiasi maniera.