giorgiocan
Utente prolisso
Posto questo aggiornamento tanto per condividere gli sviluppi del mio percorso, quanto per fornire qualche altro dettaglio sulla mia storia, nella speranza che possa essere utile anche a qualcun altro.
Ho trovato finalmente una figura di riferimento che mi sembra valida, si tratta di uno psichiatra e psicoterapeuta che ho trovato grazie al passaparola tra conoscenti. Inutile dire che azzeccare un interlocutore con cui instaurare un dialogo proficuo non è banale: dopo la precedente esperienza - vero che ero in condizioni pietose - posso dire che aver atteso qualche altra settimana, per quanto sia stata un'esperienza terribile, ha fatto la differenza.
Quando ho postato la prima volta qui, molti mi hanno suggerito che più che una storia di infedeltà, la mia fosse una storia di depressione. A quanto pare, era in massima parte vero. Ho imparato sulla mia pelle che il termine spesso è utilizzato a sproposito: io stesso non immaginavo che la sintomatologia di un disturbo depressivo potesse sfociare in uno stato di disagio psicofisico tanto grave. Ma su questo non mi dilungherò: per chi volesse saperne di più, la relativa voce su Wikipedia è piuttosto completa.
Sono attualmente in psicoterapia, affiancando le sedute ad una terapia farmacologica. La prima impressione che ho sull'effetto dei farmaci - per quanto sia ancora vagamente altalenante - è assolutamente positiva. Mi rendo conto che le paure e i pregiudizi che mi hanno portato ad esitare prima di imboccare questa strada erano semplicemente frutto della mia ignoranza in materia. Oggi non mi vergogno ad ammettere che non sarebbe stata possibile alcuna svolta senza questo sostegno: anzi, mi rendo conto di avere rischiato enormemente.
Per farla breve: nelle fasi "positive" il loop di pensieri deliranti inneggianti al disastro tende a cessare, o comunque diventa affrontabile. Contemporaneamente ho ritrovato una buona produttività sul lavoro e riacquistato la capacità di distogliere la mente dalle preoccupazioni quando posso dedicarmi ad altro. Il che, pur non essendo ancora sufficiente, costituisce comunque un bel salto di qualità: mi sta ridando la speranza. Certo, ci sono anche dei momenti di ricaduta (che durano da qualche ora a pochi giorni), e purtroppo in quei momenti torno quasi al punto zero - con il sollievo però di non aver praticamente più registrato attacchi di panico ed aver ripreso a mangiare normalmente. In quei momenti mi aiuta rileggere le vostre prime risposte al mio appello, i vostri incoraggiamenti e i tentativi di rincuorarmi ridimensionando i miei deliri.
La psicoterapia al momento verte su questo: è evidente che, oberato da stress e tensioni enormi su vari piani della mia vita, e nello sforzo immane di mantenere un controllo ferreo su quanto mi stava accadendo, ho preteso troppo da me stesso, e il cedimento è stato completo e improvviso. Soltanto ora mi rendo conto di non essere stato lucido per mesi, e di avere ancora della strada da fare prima di riacquistare un equilibrio stabile. Se penso che entrambi gli specialisti interpellati, oltre a tutti coloro che hanno dialogato con me su questo forum, mi hanno sempre ripetuto che le mie sono soltanto paranoie, che non succederà mai nulla e che l'unico fattore a rischio di far saltare il tavolo sono soltanto io, diventa evidente che è il mio pensiero ad essere in difetto, che sono soltanto io a percepire minacce letali laddove probabilmente non esistono.
Con questa consapevolezza, anche se non ancora metabolizzata, sto cercando ora di rimettere ordine, lasciando al passato (remoto) gli eventi del passato e di riprendere il mio posto nel mio presente e nella mia relazione. Non so quanto ancora ci vorrà, ma già aver trovato questo appiglio per me vuol dire moltissimo. Non escludo di chiedere ancora il vostro aiuto nei momenti di sconforto, non perdete la pazienza se dovessi uscirmene nuovamente con le mie paranoie! Anzi, prima o poi spero di poter esorcizzare definitivamente questa mia paura.
Nel frattempo sto maturando un'altra consapevolezza: credo che avrei avuto bisogno di prendermi cura di me a prescindere dagli eventi più recenti. Per troppo tempo sono rimasto fermo come un ebete, bloccato soprattutto dal pregiudizio e da un atteggiamento adolescenziale nei confronti della mia salute fisica e psicologica. Spero di non averne perso troppo, di tempo. E spero di recuperare quello che ho perduto. Sento la mia storia molto vicina a quelle di MaiPiù e di Millepensieri, ma probabilmente di storie simili qui ce ne sono altre che non conosco. Mi rendo conto che, a ruoli invertiti, sono stato vicinissimo a combinare un disastro. Spero, paranoie a parte, di avere definitivamente evitato di causare tanto dolore a causa di una debolezza che è mia, e della quale finalmente voglio sbarazzarmi, fortuna permettendo.
Aggiornerò ancora questo mio "diario", che assieme alla vostra compagnia e alla vostra vicinanza mi sta aiutando molto. Intanto come sempre vi ringrazio di cuore.
Ho trovato finalmente una figura di riferimento che mi sembra valida, si tratta di uno psichiatra e psicoterapeuta che ho trovato grazie al passaparola tra conoscenti. Inutile dire che azzeccare un interlocutore con cui instaurare un dialogo proficuo non è banale: dopo la precedente esperienza - vero che ero in condizioni pietose - posso dire che aver atteso qualche altra settimana, per quanto sia stata un'esperienza terribile, ha fatto la differenza.
Quando ho postato la prima volta qui, molti mi hanno suggerito che più che una storia di infedeltà, la mia fosse una storia di depressione. A quanto pare, era in massima parte vero. Ho imparato sulla mia pelle che il termine spesso è utilizzato a sproposito: io stesso non immaginavo che la sintomatologia di un disturbo depressivo potesse sfociare in uno stato di disagio psicofisico tanto grave. Ma su questo non mi dilungherò: per chi volesse saperne di più, la relativa voce su Wikipedia è piuttosto completa.
Sono attualmente in psicoterapia, affiancando le sedute ad una terapia farmacologica. La prima impressione che ho sull'effetto dei farmaci - per quanto sia ancora vagamente altalenante - è assolutamente positiva. Mi rendo conto che le paure e i pregiudizi che mi hanno portato ad esitare prima di imboccare questa strada erano semplicemente frutto della mia ignoranza in materia. Oggi non mi vergogno ad ammettere che non sarebbe stata possibile alcuna svolta senza questo sostegno: anzi, mi rendo conto di avere rischiato enormemente.
Per farla breve: nelle fasi "positive" il loop di pensieri deliranti inneggianti al disastro tende a cessare, o comunque diventa affrontabile. Contemporaneamente ho ritrovato una buona produttività sul lavoro e riacquistato la capacità di distogliere la mente dalle preoccupazioni quando posso dedicarmi ad altro. Il che, pur non essendo ancora sufficiente, costituisce comunque un bel salto di qualità: mi sta ridando la speranza. Certo, ci sono anche dei momenti di ricaduta (che durano da qualche ora a pochi giorni), e purtroppo in quei momenti torno quasi al punto zero - con il sollievo però di non aver praticamente più registrato attacchi di panico ed aver ripreso a mangiare normalmente. In quei momenti mi aiuta rileggere le vostre prime risposte al mio appello, i vostri incoraggiamenti e i tentativi di rincuorarmi ridimensionando i miei deliri.
La psicoterapia al momento verte su questo: è evidente che, oberato da stress e tensioni enormi su vari piani della mia vita, e nello sforzo immane di mantenere un controllo ferreo su quanto mi stava accadendo, ho preteso troppo da me stesso, e il cedimento è stato completo e improvviso. Soltanto ora mi rendo conto di non essere stato lucido per mesi, e di avere ancora della strada da fare prima di riacquistare un equilibrio stabile. Se penso che entrambi gli specialisti interpellati, oltre a tutti coloro che hanno dialogato con me su questo forum, mi hanno sempre ripetuto che le mie sono soltanto paranoie, che non succederà mai nulla e che l'unico fattore a rischio di far saltare il tavolo sono soltanto io, diventa evidente che è il mio pensiero ad essere in difetto, che sono soltanto io a percepire minacce letali laddove probabilmente non esistono.
Con questa consapevolezza, anche se non ancora metabolizzata, sto cercando ora di rimettere ordine, lasciando al passato (remoto) gli eventi del passato e di riprendere il mio posto nel mio presente e nella mia relazione. Non so quanto ancora ci vorrà, ma già aver trovato questo appiglio per me vuol dire moltissimo. Non escludo di chiedere ancora il vostro aiuto nei momenti di sconforto, non perdete la pazienza se dovessi uscirmene nuovamente con le mie paranoie! Anzi, prima o poi spero di poter esorcizzare definitivamente questa mia paura.
Nel frattempo sto maturando un'altra consapevolezza: credo che avrei avuto bisogno di prendermi cura di me a prescindere dagli eventi più recenti. Per troppo tempo sono rimasto fermo come un ebete, bloccato soprattutto dal pregiudizio e da un atteggiamento adolescenziale nei confronti della mia salute fisica e psicologica. Spero di non averne perso troppo, di tempo. E spero di recuperare quello che ho perduto. Sento la mia storia molto vicina a quelle di MaiPiù e di Millepensieri, ma probabilmente di storie simili qui ce ne sono altre che non conosco. Mi rendo conto che, a ruoli invertiti, sono stato vicinissimo a combinare un disastro. Spero, paranoie a parte, di avere definitivamente evitato di causare tanto dolore a causa di una debolezza che è mia, e della quale finalmente voglio sbarazzarmi, fortuna permettendo.
Aggiornerò ancora questo mio "diario", che assieme alla vostra compagnia e alla vostra vicinanza mi sta aiutando molto. Intanto come sempre vi ringrazio di cuore.
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