disincantata
Utente di lunga data
:up::up::up:Non ho capito niente :mexican:
Cioè forse ho capito ma non la vedo come risposta a quel che dicevo.
Uscendo dalle enunciazioni generiche io pensavo che se una persona non regge il tradimento (molto probabilmente con tutte le sue buone ragioni. Io non l'ho retto) dovrebbe chiudere la relazione. Se si costringe a sopportarlo (cercando di reprimere la rabbia, la delusione, il disgusto) poi la rabbia resta e, anzi, i pensieri che la creano (visioni, ricordi di atteggiamenti vissuti in contemporanea al tradimento) non fanno che alimentarla.
Ma a quel punto non ci si sente più di fare quel che sarebbe stato comprensibile se fatto subito e così ci si ritrova a vedersi guardato da matto se, a distanza di mesi o di anni, si è ancora lì a rivangare.
La rabbia si accumula, diventa rancore e finisce per esser indirizzata su altri che nulla c'entrano con la propria vicenda.
Insomma uno dà della troia a y mentre si tiene la traditrice, una dà dell'uomo schifoso a x mentre si tiene il marito.