sienne
lucida-confusa
E' difficile dichiararmi d'accordo o non d'accordo parlando così in generale.
Parlavi di violenza carnale.
O posso pensare a un ragazzino che viene triturato da genitori egoisti. Come fa a proteggersi?
Ma parlando di relazioni, pochissime, pochissimissime volte mi è capitato di assistere a casini che non erano stati preannunciati ben prima (forse solo due)... in cui uno o una era patentemente vittima, ma che aveva fornito all'altro ogni possibile arma.
Capisco la fiducia dell'amore... figurati se non la capisco. L'affidarsi all'altro. La fiducia, abbassare le armi proprio perchè l'altro è diventato casa nostra.
Ma questo stesso gesto di aprire le porte e renderci vulnerabili è, nella visione di MK -credo- il primo atto della nostra responsabilità verso noi stessi di quanto di brutto ci può venire dall'altro.
Senza contare quando questo "altro" era più o meno palesemente pericoloso per noi fin dal principio.
Anche il non poterne uscire, da una relazione, senza danni... come mai succede?
Vedi, io sto pensando a me, adesso, alla mia storia, non sto parlando in generale, non posso, le variabili sono troppe.
Ma, tanto per dire, la maggior parte dei casini economici in seguito alla separazione è venuto dal fatto che io, per amore, per rassicurarlo, per venire incontro alle sue insicurezze... bè, gli avevo intestato tutto quel che avevo.
Lui poi se ne è approfittato. A man bassa. Ma la responsabilità iniziale... è mia. Io la sento mia.
Ciao
ho fatto confusione con i termini ...
in un rapporto, anche con certe difficoltà o con tradimento,
non userei le parole vittima e carnefice (su questo secondo termine,
non sono più tanto sicura se è stato usato così ...).
Per me, vittima e carnefice ... hanno dei significati molto specifici,
proprio situazioni ... nelle quali la "vittima" è "vittima" in quanto tale!
Cioè, non ha via di scampo ... o per motivi fisici o psicologici ...
OK ... ora ho capito ... grazie! :smile:
sienne