Il destino

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Ciao nicola,

il nostro volere, non è isolato in uno spazio vuoto.
stimoliamo e rispondiamo a stimoli ...
a volte ci troviamo a dover rispondere a cose,
che mai avremmo voluto dover arrivare ...
Questa coincidenza può avere più definizioni.
Ma quanto dipende da noi? In un senso concreto?

sienne

Nicola ha ragione, come te d'altronde.

Il destino siamo noi e le nostre azioni, influenzate da quello che siamo e da fattori esterni che condizionano le scelte.
 

nicola

Utente di lunga data
Ciao nicola,

il nostro volere, non è isolato in uno spazio vuoto.
stimoliamo e rispondiamo a stimoli ...
a volte ci troviamo a dover rispondere a cose,
che mai avremmo voluto dover arrivare ...
Questa coincidenza può avere più definizioni.
Ma quanto dipende da noi? In un senso concreto?

sienne
qualsiasi decisione presa con la testa la considero mia. Se devo parlare di destino posso immaginare che mentre cammino x il corso mi cade un vaso in testa. Quello è destino ..e sfiga.
E poi scusami se devo dirla tutta (e l'ho gia scritta qst cosa), lei un giorno mi ha detto :<< era destino che accadesse>>. Posso dire che ho sul cazzo questa parola?.
 

oscuro

Utente di lunga data
Ma

Nicola ha ragione, come te d'altronde.

Il destino siamo noi e le nostre azioni, influenzate da quello che siamo e da fattori esterni che condizionano le scelte.
Il destino siamo noi o noi siamo il destino?
 

sienne

lucida-confusa
Nicola ha ragione, come te d'altronde.

Il destino siamo noi e le nostre azioni, influenzate da quello che siamo e da fattori esterni che condizionano le scelte.

Ciao

vedi, faccio un distinguo.

Il destino ... il fato ... siamo noi.

Posso solo decidere come gestire un avvenimento,
che mi viene gettato addosso, ma non posso evitarlo ...
Penso ad una malattia, ad un incidente ecc.
La mia condizione cambia per forze di cose.
Sarà destino che abbia Lupetta? Non lo so ...
So solo, che sta ora a me decidere come gestirla,
una condizione ... non voluta da me ...

sienne
 

danny

Utente di lunga data
Una gran parte dipende da noi.
Dalla voglia di uscire dalla gabbia che ci siamo costruiti.
Magari questa gabbia ci piace pure.
Ma se siamo infelici, non prendiamocela col destino, non convinciamoci che il ruolo nel mondo
è già stato scritto per ognuno di noi.
Palle.
Domani potrei lasciare il mio posto di lavoro, mia moglie, mia figlia, andarmene in Egitto e mescolarmi con i beduini.
Vendere casa e aprire un negozio alle Canarie.
Anni fa capitai per Boavista e conobbi dei miei concittadini che avevano aperto un'attività di noleggio quad.
Il destino è la lunghezza della catena che ci siamo inflitti.
Può darsi che questa catena ci faccia stare bene.
Può darsi che neppure ci accorgiamo se stiamo bene.
Ma non troviamo al di fuori di noi le cause della nostra infelicità.
Altrimenti facciamo come quelli che si alzano la mattina e ce l'hanno su con lo stato, con il comune, con i politici, con le donne, con gli uomini, con quelli che hanno il suv, quelli che vanno in bici senza mani, contro i rom, gli extracomunitari, i fascisti, i ricchi, contro Berlusconi, contro il PD, contro Grillo, contro gli evasori fiscali, contro...
e che cazzo.... se siamo un po' troppo contro non è che siamo anche un po' troppo infelici?
Non è il destino nostro essere infelici, ma trovare un posto dove stare bene.
Magari è pure qui ma non ne siamo consapevoli.
Diamo valore a quello che abbiamo e se non ne ha più, cambiamo.
 

sienne

lucida-confusa
qualsiasi decisione presa con la testa la considero mia. Se devo parlare di destino posso immaginare che mentre cammino x il corso mi cade un vaso in testa. Quello è destino ..e sfiga.
E poi scusami se devo dirla tutta (e l'ho gia scritta qst cosa), lei un giorno mi ha detto :<< era destino che accadesse>>. Posso dire che ho sul cazzo questa parola?.

Ciao

Ho capito bene, cosa intendi ...
e certo che ti può stare sul cappero quel termine, figurati.
Non uso questo termine, ma come già scritto,
un coincidere di più volontà - escludendo fattori naturali.

La sua volontà di allora, ti costringe ora ad attuare una tua.
Lo preferisco anche alla parola "caso" ... perché le cose
non accadono così, privi di volontà. Anche quel vaso, è stato
posto male da qualcuno, disattento ... e te lo sei beccato poi tu.

Non so se mi spiego ...

sienne
 

Brunetta

Utente di lunga data

zanna

Utente di lunga data
Una gran parte dipende da noi.
Dalla voglia di uscire dalla gabbia che ci siamo costruiti.
Magari questa gabbia ci piace pure.
Ma se siamo infelici, non prendiamocela col destino, non convinciamoci che il ruolo nel mondo
è già stato scritto per ognuno di noi.
Palle.
Domani potrei lasciare il mio posto di lavoro, mia moglie, mia figlia, andarmene in Egitto e mescolarmi con i beduini.
Vendere casa e aprire un negozio alle Canarie.
Anni fa capitai per Boavista e conobbi dei miei concittadini che avevano aperto un'attività di noleggio quad.
Il destino è la lunghezza della catena che ci siamo inflitti.
Può darsi che questa catena ci faccia stare bene.
Può darsi che neppure ci accorgiamo se stiamo bene.
Ma non troviamo al di fuori di noi le cause della nostra infelicità.
Altrimenti facciamo come quelli che si alzano la mattina e ce l'hanno su con lo stato, con il comune, con i politici, con le donne, con gli uomini, con quelli che hanno il suv, quelli che vanno in bici senza mani, contro i rom, gli extracomunitari, i fascisti, i ricchi, contro Berlusconi, contro il PD, contro Grillo, contro gli evasori fiscali, contro...
e che cazzo.... se siamo un po' troppo contro non è che siamo anche un po' troppo infelici?
Non è il destino nostro essere infelici, ma trovare un posto dove stare bene.
Magari è pure qui ma non ne siamo consapevoli.
Diamo valore a quello che abbiamo e se non ne ha più, cambiamo.
Dici bene danny ... una gra parte ma non tutta ... la parte rimanente dipende dagli altri come peraltro noi "creiamo problemi" agli altri ... sarà mica destino? :confused:
 

zanna

Utente di lunga data

oscuro

Utente di lunga data

Sterminator

Utente di lunga data
il destino, il fato.
l'inevitabilità di un gesto, di un azione.
io al destino ci credo.
secondo me ci è stata assegnata una nascita,
un percorso,
una fine.
non vi sentite mai, partecipi di qualcosa più grande?
Il destino come la sfiga e' una stronzata inventata per giustificare la nostra vita piu' o meno di merda...:mrgreen:

perche' e' sempre meglio dare la colpa a qualcuno o qualcosa che a noi...:mrgreen:

la sfiga per me e' uno stato mentale che avvolge come una nebbia la neuro e t'impedisce di vedere le soluzioni dei problemi che la vita ti pone davanti di volta in volta...

io, anche per carattere, non ho mai avuto la capoccia piena di nebbia e tutte le decisioni prese si sono rivelate poi giuste alla prova dei fatti, tranne qualche cazzatina di poco conto che manco le ho messe nel mio bagaglio che porto appresso...chesso', me credevo che nun me facessero na' multa parcheggiando alla cazzo ed invece...:mrgreen:

quindi alla soglia dei 60anni, mi ritengo contento per come sto messo...ho sempre puntato ad obiettivi ambiziosi e non sempre li ho raggiunti ma non li ho mai vissuti come fallimenti ma come perfezionamenti della conoscenza di me stesso e dei miei limiti che sposto sempre piu' in la' dato che ancora adesso faccio sogni e progetti che chissa' se poi si realizzeranno, ma intanto ho sempre la neuro in funzione....:mrgreen:

in sostanza al destino o al fato o alla sfiga nun ce credo pero' ho sempre avuto un culo incredibile...

:rotfl::rotfl::rotfl:
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Dici bene danny ... una gra parte ma non tutta ... la parte rimanente dipende dagli altri come peraltro noi "creiamo problemi" agli altri ... sarà mica destino? :confused:

No.
Solo una sequenza di azioni che insieme danno un risultato che non è mai scontato.
Come buttare una manciata di monete per aria, non cadranno mai nello stesso posto.
Io sono qui... perché?
Per il destino?
No, perché...
un giorno mia moglie era sola in ufficio.
Era sola perché la sua capa era dovuta andare via. Era dovuta andare via perché altre persone avevano richiesto la sua presenza. E questo perché...
Quel giorno capitò lì lui. E si fermò a parlare. Ma capitò lì perché quel giorno un cliente aveva necessità che lui passasse in zona e...
Avete presente la canzone di Branduardi (che è poi un canto ebraico)?
Vi è una sequenza di azioni che per molti hanno una valenza religiosa http://www.archivio-torah.it/feste/pesach/capretto.pdf, per altri un significato simbolico del "destino", per me è puro caos, indeterminazione completa.
Una parte la decidiamo noi, un'altra la subiamo.
E così vale per tutti.
Come il solito vaso di fiori già citato.
E' caduto per il vento, ma chi l'ha messo male lo ha fatto perché... e si può andare a scavare, indietro, fino a pensare che non sarebbe caduto se chi l'ha comprato non fosse nato etc etc.
Se vogliamo... possiamo appllicare anche qui il principio di indeterminazione...
 

oscuro

Utente di lunga data
Danny

No.
Solo una sequenza di azioni che insieme danno un risultato che non è mai scontato.
Come buttare una manciata di monete per aria, non cadranno mai nello stesso posto.
Io sono qui... perché?
Per il destino?
No, perché...
un giorno mia moglie era sola in ufficio.
Era sola perché la sua capa era dovuta andare via. Era dovuta andare via perché altre persone avevano richiesto la sua presenza. E questo perché...
Quel giorno capitò lì lui. E si fermò a parlare. Ma capitò lì perché quel giorno un cliente aveva necessità che lui passasse in zona e...
Avete presente la canzone di Branduardi (che è poi un canto ebraico)?
Vi è una sequenza di azioni che per molti hanno una valenza religiosa http://www.archivio-torah.it/feste/pesach/capretto.pdf, per altri un significato simbolico del "destino", per me è puro caos, indeterminazione completa.
Una parte la decidiamo noi, un'altra la subiamo.
E così vale per tutti.
Come il solito vaso di fiori già citato.
E' caduto per il vento, ma chi l'ha messo male lo ha fatto perché... e si può andare a scavare, indietro, fino a pensare che non sarebbe caduto se chi l'ha comprato non fosse nato etc etc.
Se vogliamo... possiamo appllicare anche qui il principio di indeterminazione...
Caro danny...e se non era il collega sarebbe stato un altro fidati...
 

sienne

lucida-confusa
Ciao dany,

è un rebus ... un bel rebus.
Così come ci può stare il principio di indeterminazione,
così ci può stare quello di determinazione ...
basando il discorso, che una determinante ignota,
ci dà determinati impulsi di reazione o azione,
anche se il come può poi dipendere da noi ...

sienne
 

danny

Utente di lunga data
Più che altro, più che chiedersi se esista il destino, potremmo farci questa domanda:
ma siamo veramente liberi?
Anche qui rispondo allo stesso modo, no.
Non siamo liberi.
Non siamo neppure consapevoli di quando e come moriremo.
Comunque se può far piacere...
stamattina parlavo con mia moglie di un film che avevamo viso con una canzone,
"Killing me soflty".
Beh, in questo momento i miei vicini singalesi, che di solito ascoltano musica loro, la stanno ascoltando.
Mai successo.
Ecco: questo può sembrare destino. :D:D:D:D:D
Invece è il caso...
 

Ultimo

Escluso
Ciao

vedi, faccio un distinguo.

Il destino ... il fato ... siamo noi.

Posso solo decidere come gestire un avvenimento,
che mi viene gettato addosso, ma non posso evitarlo ...
Penso ad una malattia, ad un incidente ecc.
La mia condizione cambia per forze di cose.
Sarà destino che abbia Lupetta? Non lo so ...
So solo, che sta ora a me decidere come gestirla,
una condizione ... non voluta da me ...

sienne

La penso esattamente come te. Ma vedi ci sono drammi della vita e di vario genere che non possono essere rapportati nella quotidianità. Alcuni eventi vanno oltre il destino, sono casualità o quasi, e se questi diventano drammi davvero gravi, bhe allora io mi tiro fuori dal discorso perchè oltre il non volermi addentrare nel discorso ( sensibilità mia) non potrei che esprimermi soltanto per illazione. E io non voglio dare un parere se per volontà mia non voglio addentrarmi nel dolore e non lo conosco essendoci passato.
 

sienne

lucida-confusa
La penso esattamente come te. Ma vedi ci sono drammi della vita e di vario genere che non possono essere rapportati nella quotidianità. Alcuni eventi vanno oltre il destino, sono casualità o quasi, e se questi diventano drammi davvero gravi, bhe allora io mi tiro fuori dal discorso perchè oltre il non volermi addentrare nel discorso ( sensibilità mia) non potrei che esprimermi soltanto per illazione. E io non voglio dare un parere se per volontà mia non voglio addentrarmi nel dolore e non lo conosco essendoci passato.

Ciao

lo rispetto ...

ma è più quotidianità,
di quello che si crede o pensa ...
e a volte, l'estremo può anche
aiutare a capire il piccolo ...

mi tiro fuori anch'io ...


sienne
 
Stato
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