Mi sto domandando perché mai si venga a produrre tanta animosità tra utenti che hanno avuto esperienze per certi versi analoghe. Tizio contro caio, questo che dice a quello che è senza carattere, quello che dice a questo che non capisce, qualcun altro che ride ricordando a tutti che sono cornuti (nel nobile intento, con questa precisazione, di evitare in questo forum che il tema del tradimento svanisca di cadere sullo sfondo, naturalmente). Ora, che uno/a se la possa prenderee con il coniuge, passi, ma che se la prenda con chi sta dalla stessa, dolente, parte... Chiaro che ci sono questioni nella pancia che non riescono a sbollire ed escono a volte quasi a caso, indirizzandosi decisamente dalla parte sbagliata.
Vediamo: era cominciato con un tradimento concluso che creava problemi ad Homer. Tradimento concluso. La questione era come ricucire. Poiché è concluso, ribadire che il tradimento è una cosa sbagliata, che i traditori andrebbero tutti impiccati, che quella (parlo al femminile perché la discussione iniziale riguardava una donna) era una zoccola etc etc... è ormai irrilevante. Tutti coloro che ci sono passati lo hanno pensato, poco o tanto. Ha scopato bene o male, tanto o poco, si è divertita o no, ha amato o no, tutto questo è ora dietro le spalle perché il problema è come ricucire. Se uno/a non vuole ricucire ha sbagliato discussione. Qui si parla di ricucire e non di stabilire se e quanto il tradimento sia sbagliato.
Homer forse non ce la fa. Troppo colpito, è ora anestetizzato. Non sappiamo come uscirà dall'anestesia. Si fida della moglie, ma non riesce più a parlare con lei. Per vari motivi nemmeno lei riesce a parlarne e questo costituisce un elemento del problema. Ricordare a questa signora che ha fatto male, che si è comportata scorrettamente, non serve a risolvere il problema. Lei dovrebbe, verosimilmente, parlarne ma non ce la fa, per motivi che sono stati sviscerati.
Danny vorrebbe farcela e ci sta provando. Ed esce, cosa che sorprende me, che è romantico, che idealizza la moglie. Non la idealizza, la ama. Se Danny pensasse che la moglie è solo una zoccola non ci proverebbe. Anche qui ricordare ai soggetti interessati che lei ha sbagliato è irrilevante: è cosa acquisita da entrambi che c'è stato un errore. Lei non può amare DAnny perché ha tradito? Poiché ha tradito (e dunque è zoccola etc etc...) non può amare sinceramente Danny? Non deve provare DAnny (poiché lei è etc etc...) a ricostruire?
Provo a ripeterlo: tutti poco o tanto hanno pensato che il traditore sia un volgare individuo, degno della forca. Poi c'è chi continua a pensarlo, e rompe, giustamente. Chi invece pensa che ci sia ancora amore, reciproco, e passa ad altro. Tornare sulla forca è fare passi indietro in questi casi.
IN quest'ultimo caso il traditore deve raccontare tutto? A parte che l'espressione "scopava meglio di te" mi sembra sin troppo come racconto ma aggiungere i dettagli (in auto/motel; facevamo questo/facevamo quello...) ha senso? I veri dettagli sono: come hai potuto mettermi da parte, escludermi dalla tua vita? Ma questa domanda, e la risposta che è altrettanto dolorosa per tutti e due, presuppone il ritrovamento di un rapporto che è possibile solo se si accetta per quel che è davvero ciò che è stato, sia per il traditore sia per il tradito. Il quale, da parte sua, qualche responsabilità esistenziale (non morale) ce l'ha sempre. Questo non cancella il fatto che tradire sia sbagliato, avere coscienza di questo non serve a cambiare la morale. Serve a capire se stessi e la situazione.
Se questo non lo capisco il risultato è, con un effetto lievemente comico, che mi metto qui, nel forum, ad accusare la moglie di un altro (non la mia!) di essere zoccola e di rimproverare ad un altro di essere cornuto.