Incoerenza? Sadismo? Pazzia? O cosa?

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Brunetta

Utente di lunga data
Andiamo per ordine:
A) come moglie sorvoliamo..ma come mamma è da 110 e lode. Non ha parlato con i bambini e anzi ha spesso parlato con me di come comportarci con loro. I bambini sono l'unica sua reale preoccupazione, pur essendo (per assurdo) uno dei principali motivi di un'estrema stanchezza "esistenziale" che l'attanaglia;

B) qui non è questione di tenere o non tenere a mia moglie. Ci ho parlato per nottate intere, ho cercato di ragionare, ho esaminato i nostri errori e i miei errori, ho esternato ogni mio sentimento con parole e concetti che probabilmente molte donne nella loro vita non si sono mai sentite dire e pagherebbero di tasca propria per sentirli. L'unico risultato è stato un muro. Anzi, ho fatto anche male a tentare così passionalmente di salvare la baracca, perché mi sono messo nelle sue mani, quelle stesse che avevano appena tirato lo sciacquone per mandarmi nella fogna;

C) i bambini devono stare lei e quella è la loro casa, quindi lei da quella casa non si muove. Può ugualmente darsi alla pazza gioia se vuole, basta far venire sua madre che abita a 100 metri, basta inventarsi un turno di lavoro e vedere se posso andare io, basta una babysitter all'occorrenza.

D) me ne sono andato perché stavo uno schifo e perché lei stava un schifo.

E) i giudici e le leggi li conosco fin troppo bene, essendo un avvocato. Quindi so perfettamente quanto sia fondamentale sistemare tutto bene e con accordo.

F) con il lavoro che faccio l'avrei potuta stroncare visto il modo in cui tutto sta finendo, ma non lo farei mai perché: guadagnerei solo una nemica, non starei meglio, scenderei al livello di chi mi ha massacrato l'anima e l'esistenza, e perché comunque continuo a volerle bene.

Lo so, sono complicato e probabilmente penso anche troppo.
Per arrivare a fare quello che ha fatto, tradirti e poi dirtelo, lei si è creata una sua realtà in cui tu, probabilmente, non l'amavi e non la capivi come avresti dovuto e che, in fondo, anche a te avrebbe fatto piacere riavere la tua libertà.
Il muro c'è per non intaccare questa costruzione.
Col tempo farà autocritica (hai letto le cose che ha capito Traccia).
Non adeguarti alla sua costruzione.
Chiarisci i limiti anche durante questa vacanza. Tipo: messaggiare con l'altro solo a orari fissi in cui tu non dovrai assistervi.
 

Stark72

Utente Bestemmiante
La questione chattate credo che sia chiarita. Era un modo di fare insensibile ed anche estremamente maleducato. Inutile mettere paletti, mi sentirei un idiota e mi mostrerei vittima di un suo atteggiamento. E' lei che deve gestire la cosa da persona adulta. Puo' smessaggiare tranquillamente quando mi allontano per qualunque motivo e stando con i bambini i momenti non saranno pochi. Se a Casanova prude il ditino dovra' aspettare i suoi tempi di risposta. Tanto in 3 settimane dovra' rassegnarsi a tenersi ogni altro "prurito" :mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

Innominata

Utente che predica bene
Per me i figli si domandano: "Ma se vanno tanto d'accordo, perché si sono separati?"
E soprattutto; "Se si trattano così bene e stanno bene insieme eppure si sono lasciati, che sicurezza ho che non lasceranno me?"
Tra l'altro. E questo avviene maggiormente proprio quando si vuole passare alla fase "amichevole" senza voler attraversare tutto l'impervio che c'è prima, scavalcando inoltre la fase del necessario rispetto (che è anche una cosa concreta e operativa, non solo un atteggiamento declamato...) per il dolore e lo smarrimento di chi non avrebbe voluto e si sente come in un deserto senza viveri. Se si pretende di rappresentare accordo e amichevolezza quando questi ancora non ci sono, quando ancora non si è fatto il lavoro del tempo, dell'elaborazione del dolore, sulle proprie identità mutate, di ridefinizione di un rapporto che andiamo, non può essere rappresentato come prima perché non lo è, quello che secondo me viene fuori è un immenso pastrocchio onnipotente, che magari i figli non capiscono in coscienza, ma i cui elementi vengono percepiti e presi, depositandosi silenti dentro, salvo poi riattivarsi un giorno con conseguenze difficilmente prevedibili. E' ovvio che in quello stare insieme quando ancora non si è fatto il lavoro del lutto e altro, c'è tutto uno spazio del non detto, che comprende anche tutto quello che S. ha raccontato qui, riguardante i due coniugi, che è silente e occultato, ma che non può non essere operativo e oscuramente percepito. E anche se i bimbi non arrivano a farsi le domande che tu immagini, è in questo spazio, semplicemente perché esistente, che possono coltivarsi i semi dell'ambiguità e di scomode domande future.
 
Ultima modifica:

sienne

lucida-confusa
Tra l'altro. E questo avviene maggiormente proprio quando si vuole passare alla fase "amichevole" senza voler attraversare tutto l'impervio che c'è prima, scavalcando inoltre la fase del necessario rispetto (che è anche una cosa concreta e operativa, non solo un atteggiamento declamato...) per il dolore e lo smarrimento di chi non avrebbe voluto e si sente come in un deserto senza viveri. Se si pretende di rappresentare accordo e amichevolezza quando questi ancora non ci sono, quando ancora non si è fatto il lavoro del tempo, dell'elaborazione del dolore, sulle proprie identità mutate, di ridefinizione di un rapporto che andiamo, non può essere rappresentato come prima perché non lo è, quello che secondo me viene fuori è un immenso pastrocchio onnipotente, che magari i figli non capiscono in coscienza, ma i cui elementi vengono percepiti e presi, depositandosi silenti dentro, salvo poi riattivarsi un giorno con conseguenze difficilmente prevedibili.

Ciao

quoto tutto ...


sienne
 

Eratò

Utente di lunga data
Tra l'altro. E questo avviene maggiormente proprio quando si vuole passare alla fase "amichevole" senza voler attraversare tutto l'impervio che c'è prima, scavalcando inoltre la fase del necessario rispetto (che è anche una cosa concreta e operativa, non solo un atteggiamento declamato...) per il dolore e lo smarrimento di chi non avrebbe voluto e si sente come in un deserto senza viveri. Se si pretende di rappresentare accordo e amichevolezza quando questi ancora non ci sono, quando ancora non si è fatto il lavoro del tempo, dell'elaborazione del dolore, sulle proprie identità mutate, di ridefinizione di un rapporto che andiamo, non può essere rappresentato come prima perché non lo è, quello che secondo me viene fuori è un immenso pastrocchio onnipotente, che magari i figli non capiscono in coscienza, ma i cui elementi vengono percepiti e presi, depositandosi silenti dentro, salvo poi riattivarsi un giorno con conseguenze difficilmente prevedibili. E' ovvio che in quello stare insieme quando ancora non si è fatto il lavoro del lutto e altro, c'è tutto uno spazio del non detto, che comprende anche tutto quello che S. ha raccontato qui, riguardante i due coniugi, che è silente e occultato, ma che non può non essere operativo e oscuramente percepito. E anche se i bimbi non arrivano a farsi le domande che tu immagini, è in questo spazio, semplicemente perché esistente, che possono coltivarsi i semi dell'ambiguità e di scomode domande future.
Quoto tutto tutto
Prendo il tuo post, lo stampo e me lo leggo ogni volta che mi chiederà di venire a cena perché avrà il frigo vuoto (e sarà moooolto spesso)......
 

Stark72

Utente Bestemmiante
Quoto tutto tutto
Prendo il tuo post, lo stampo e me lo leggo ogni volta che mi chiederà di venire a cena perché avrà il frigo vuoto (e sarà moooolto spesso)......
Nel mio caso e' piu' facile che accada il contrario :mrgreen:
 

free

Escluso
La meta che mi prefiggo è proprio questa.
Il problema è che sono passati solo 4 mesi, sono stato reso alla sprovvista e mi sono dovuto "inventare" una nuova strada senza avere neanche idea di dove stia andando.
I bambini ancora non sanno niente, forse il grande (8 anni) ha intuito qualcosa ma non sanno nulla di "ufficiale".
Questo perché lei è stata calcolatrice.
Se n'è uscita ad aprile, a ridosso della chiusura delle scuole. Un mese e mezzo di complicata (per me convivenza) cercando di capire che cavolo fosse successo, poi i bambini al mare dai nonni materni. Campo libero per lei, uscite, pazza gioia, vita adolescenziale e spensierata mentre io mi facevo il valigione e me ne andavo, iniziando a cercarmi un buco dove vivere (compito raggelante a Roma...).
Sono due mesi e mezzo che lei fa la single, si gode questo momento in assenza dei figli, perché pur amandoli da morire lei "soffre" la famiglia e l'enorme impegno che essa comporta.
E' una vera e propria fuga da una vita che tutto sommato non le piace e l'unico modo di cambiarla in qualche modo era far fuori me, togliere almeno UNA delle tante responsabilità.
Per questo dico che è stata calcolatrice, il momento non è stato affatto casuale, ne sono assolutamente convinto.
A settembre prenderà una tranvata che si ricorderà, quando la vita normale le pioverà di nuovo addosso.

Quoto poi Farfalla, niente guerre, anche se è vero che devo tutelare la mia dignità.

da queste descrizioni, tua moglie in questo periodo sembra tipo una cicala, che insensatamente non pensa/non vuol pensare all'inevitabile futuro che la aspetta, a settembre
ma a te torna questa impressione, tu che la conosci?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Tra l'altro. E questo avviene maggiormente proprio quando si vuole passare alla fase "amichevole" senza voler attraversare tutto l'impervio che c'è prima, scavalcando inoltre la fase del necessario rispetto (che è anche una cosa concreta e operativa, non solo un atteggiamento declamato...) per il dolore e lo smarrimento di chi non avrebbe voluto e si sente come in un deserto senza viveri. Se si pretende di rappresentare accordo e amichevolezza quando questi ancora non ci sono, quando ancora non si è fatto il lavoro del tempo, dell'elaborazione del dolore, sulle proprie identità mutate, di ridefinizione di un rapporto che andiamo, non può essere rappresentato come prima perché non lo è, quello che secondo me viene fuori è un immenso pastrocchio onnipotente, che magari i figli non capiscono in coscienza, ma i cui elementi vengono percepiti e presi, depositandosi silenti dentro, salvo poi riattivarsi un giorno con conseguenze difficilmente prevedibili. E' ovvio che in quello stare insieme quando ancora non si è fatto il lavoro del lutto e altro, c'è tutto uno spazio del non detto, che comprende anche tutto quello che S. ha raccontato qui, riguardante i due coniugi, che è silente e occultato, ma che non può non essere operativo e oscuramente percepito. E anche se i bimbi non arrivano a farsi le domande che tu immagini, è in questo spazio, semplicemente perché esistente, che possono coltivarsi i semi dell'ambiguità e di scomode domande future.
L'evitamento del dolore si fa in molti modi. Certi tradimenti sono mezzucci per evitare il dolore per consolarsi senza affrontare i propri problemi irrisolti. E' naturale che se si attua questo espediente si tenda a continuare su questa linea anche dopo una separazione che invece rappresenta un lutto che va affrontato, vissuto ed elaborato.
A volte vedo questo atteggiamento nel confronti dei figli che "vanno sempre preservati" sì, giusto e bello, ma preservati da cosa?
Vanno preservati dalla conflittualità violenta, ma non dalla conflittualità che esiste ed è anche presente dentro di loro e nelle loro relazioni.
La conflittualità va accolta, mostrata, elaborata anche per loro, per offrire un modello di risoluzione dei conflitti e anche di accettazione del fatto che certi conflitti non sono risolvibili ma si può trovare una modalità di relazione civile che tenga conto del conflitto e non lo neghi.
Quello che si cerca di nascondere ai figli (convinti di tutelarli) è a volte non assumersi la responsabilità adulta dei propri errori, dei propri rimpianti e della propria fallacità. E' come quando muore un parente e non si sa come parlarne a un bambino. Il problema non è nel bambino ma nell'adulto.
 

Dalida

Utente di lunga data
Andiamo per ordine:
A) come moglie sorvoliamo..ma come mamma è da 110 e lode. Non ha parlato con i bambini e anzi ha spesso parlato con me di come comportarci con loro. I bambini sono l'unica sua reale preoccupazione, pur essendo (per assurdo) uno dei principali motivi di un'estrema stanchezza "esistenziale" che l'attanaglia;

B) qui non è questione di tenere o non tenere a mia moglie. Ci ho parlato per nottate intere, ho cercato di ragionare, ho esaminato i nostri errori e i miei errori, ho esternato ogni mio sentimento con parole e concetti che probabilmente molte donne nella loro vita non si sono mai sentite dire e pagherebbero di tasca propria per sentirli. L'unico risultato è stato un muro. Anzi, ho fatto anche male a tentare così passionalmente di salvare la baracca, perché mi sono messo nelle sue mani, quelle stesse che avevano appena tirato lo sciacquone per mandarmi nella fogna;

C) i bambini devono stare lei e quella è la loro casa, quindi lei da quella casa non si muove. Può ugualmente darsi alla pazza gioia se vuole, basta far venire sua madre che abita a 100 metri, basta inventarsi un turno di lavoro e vedere se posso andare io, basta una babysitter all'occorrenza.

D) me ne sono andato perché stavo uno schifo e perché lei stava un schifo.

E) i giudici e le leggi li conosco fin troppo bene, essendo un avvocato. Quindi so perfettamente quanto sia fondamentale sistemare tutto bene e con accordo.

F) con il lavoro che faccio l'avrei potuta stroncare visto il modo in cui tutto sta finendo, ma non lo farei mai perché: guadagnerei solo una nemica, non starei meglio, scenderei al livello di chi mi ha massacrato l'anima e l'esistenza, e perché comunque continuo a volerle bene.

Lo so, sono complicato e probabilmente penso anche troppo.
Stark, per quello che vale, io trovo che la tua lucidità sia apprezzabile, come pure il fatto che tu ci tenga a sottolineare i lati positivi di tua moglie.
Ti dico però che con il tuo primo post sei tu ad aver scritto di avere difficoltà a rapportarti con lei, perché ritieni abbia delle pretese assurde da parte tua.
Sono d'accordo con tutto quello che dici, mi limito a riconsigliarti, di nuovo, di non assecondare richieste che esulano da quello che è umanamente tollerabile [tipo gli sms davanti a te].
 
Ultima modifica:
Tra l'altro. E questo avviene maggiormente proprio quando si vuole passare alla fase "amichevole" senza voler attraversare tutto l'impervio che c'è prima, scavalcando inoltre la fase del necessario rispetto (che è anche una cosa concreta e operativa, non solo un atteggiamento declamato...) per il dolore e lo smarrimento di chi non avrebbe voluto e si sente come in un deserto senza viveri. Se si pretende di rappresentare accordo e amichevolezza quando questi ancora non ci sono, quando ancora non si è fatto il lavoro del tempo, dell'elaborazione del dolore, sulle proprie identità mutate, di ridefinizione di un rapporto che andiamo, non può essere rappresentato come prima perché non lo è, quello che secondo me viene fuori è un immenso pastrocchio onnipotente, che magari i figli non capiscono in coscienza, ma i cui elementi vengono percepiti e presi, depositandosi silenti dentro, salvo poi riattivarsi un giorno con conseguenze difficilmente prevedibili. E' ovvio che in quello stare insieme quando ancora non si è fatto il lavoro del lutto e altro, c'è tutto uno spazio del non detto, che comprende anche tutto quello che S. ha raccontato qui, riguardante i due coniugi, che è silente e occultato, ma che non può non essere operativo e oscuramente percepito. E anche se i bimbi non arrivano a farsi le domande che tu immagini, è in questo spazio, semplicemente perché esistente, che possono coltivarsi i semi dell'ambiguità e di scomode domande future.
tutto vero ma che va affrontato con equilibrio scremando comunque rancori e vendette psicologiche
 

Dalida

Utente di lunga data
L'evitamento del dolore si fa in molti modi. Certi tradimenti sono mezzucci per evitare il dolore per consolarsi senza affrontare i propri problemi irrisolti. E' naturale che se si attua questo espediente si tenda a continuare su questa linea anche dopo una separazione che invece rappresenta un lutto che va affrontato, vissuto ed elaborato.
A volte vedo questo atteggiamento nel confronti dei figli che "vanno sempre preservati" sì, giusto e bello, ma preservati da cosa?
Vanno preservati dalla conflittualità violenta, ma non dalla conflittualità che esiste ed è anche presente dentro di loro e nelle loro relazioni.
La conflittualità va accolta, mostrata, elaborata anche per loro, per offrire un modello di risoluzione dei conflitti e anche di accettazione del fatto che certi conflitti non sono risolvibili ma si può trovare una modalità di relazione civile che tenga conto del conflitto e non lo neghi.
Quello che si cerca di nascondere ai figli (convinti di tutelarli) è a volte non assumersi la responsabilità adulta dei propri errori, dei propri rimpianti e della propria fallacità. E' come quando muore un parente e non si sa come parlarne a un bambino. Il problema non è nel bambino ma nell'adulto.
Quando i miei si sono lasciati ero adolescente e ricordo che fui così sollevata da mettermi quasi a saltare.
Capisco che con un bambino piccolo vadano considerati anche altri fattori, ma i figli ovviamente si accorgono di tutto.
Mostrargli un tableau vivente non solo non serve a molto, ma è anche controproducente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quando i miei si sono lasciati ero adolescente e ricordo che fui così sollevata da mettermi quasi a saltare.
Capisco che con un bambino piccolo vadano considerati anche altri fattori, ma i figli ovviamente si accorgono di tutto.
Mostrargli un tableau vivente non solo non serve a molto, ma è anche controproducente.
Il sentirsi sollevati è normale perfino davanti alla morte, se la malattia e l'agonia sono stati strazianti.
Portano spesso un po' di sensi di colpa.
Ma qualunque agonia deve avere un limite.
 

Dalida

Utente di lunga data
Il sentirsi sollevati è normale perfino davanti alla morte, se la malattia e l'agonia sono stati strazianti.
Portano spesso un po' di sensi di colpa.
Ma qualunque agonia deve avere un limite.
Appunto.
Da quello che scrive Stark, non ci sono stati particolari momenti [se non periodi] di manicomio domestico, quindi al netto di sfuriate e liti, i figli vanno informati.
Probabilmente non dovrei permettermi di sciverlo ma Stark, se posso chiedere, perché questa vacanza insieme?
Non era evitabile?
 

Stark72

Utente Bestemmiante
Appunto.
Da quello che scrive Stark, non ci sono stati particolari momenti [se non periodi] di manicomio domestico, quindi al netto di sfuriate e liti, i figli vanno informati.
Probabilmente non dovrei permettermi di sciverlo ma Stark, se posso chiedere, perché questa vacanza insieme?
Non era evitabile?
No, non era evitabile, per il semplice motivo che i bambini già sapevano che avremmo fatto determinate cose e le aspettano con allegria. Ne ho parlato anche con il mio terapeuta, il quale ritiene che visto che non stiamo ai ferri corti, mettersi a spiegare quello che sta succedendo mentre non sono a casa, sono fuori dal loro ambiente e sono in vacanza, è del tutto inutile, anche perché sono troppo piccoli (la femmina ha appena compiuto 6 anni e il maschio ne ha appena compiuti 8). Non capirebbero in che senso papà vive da un'altra parte. Cambiargli i programmi estivi per poi tornare a Roma e dirgli del vero cambiamento, sarebbe ancora più controproducente.

Comunque non capisco tutte le dissertazioni in ordine a quadretti di famiglia felice eccetera.
Non è che stiamo parlando di una coppia separata da dieci anni. Qua sono pochi mesi, non siamo neanche separati ancora ufficialmente.
Che c'entrano cinema, cene e altre varie?
Quelle cose si riferivamo a me e a lei, mica a loro.
Quando comincia a propormi di andare al cinema lo propone a me, loro non sono contemplati.
Nè mi presterei mai a fare recite ridicole.
Nel momento in cui vedranno che papà c'è, anche se vive da un'altra parte, e che li porta a scuola, alle feste, al cinema, al parco; che quindi fa tutte le cose che faceva prima, solo che la sera dorme da un'altra parte, allora non ci sarà nessun problema a fare vacanze ognuno per conto suo o qualunque altra cosa.
Non capisco perché una bomba atomica che ha destabilizzato me che ho 42 anni debba essere buttata addosso a due poppanti in un periodo di vacanza, solo perché a me rode il chiccherone e lei fa lady godiva. No saranno 3 settimane a rovinarmi l'esistenza. Il mio unico problema è che lei non mi rompa le palle. Per il resto per loro vado in vacanza anche con Satana.
Ogni cosa a suo tempo.

Non so chi è che mi chiedeva se lei può essere definita cicala in questa momento.
La risposta è: assolutamente sì, per questo dico che a settembre prenderà la tranvata. La vita che aveva scelto, quella che AVEVAMO scelto per noi, le ripiomberà addosso prepotentemente, e la botta se la dovrà affrontare da sola.
 

Traccia

Utente di lunga data
No, non era evitabile, per il semplice motivo che i bambini già sapevano che avremmo fatto determinate cose e le aspettano con allegria. Ne ho parlato anche con il mio terapeuta, il quale ritiene che visto che non stiamo ai ferri corti, mettersi a spiegare quello che sta succedendo mentre non sono a casa, sono fuori dal loro ambiente e sono in vacanza, è del tutto inutile, anche perché sono troppo piccoli (la femmina ha appena compiuto 6 anni e il maschio ne ha appena compiuti 8). Non capirebbero in che senso papà vive da un'altra parte. Cambiargli i programmi estivi per poi tornare a Roma e dirgli del vero cambiamento, sarebbe ancora più controproducente.

Comunque non capisco tutte le dissertazioni in ordine a quadretti di famiglia felice eccetera.
Non è che stiamo parlando di una coppia separata da dieci anni. Qua sono pochi mesi, non siamo neanche separati ancora ufficialmente.
Che c'entrano cinema, cene e altre varie?
Quelle cose si riferivamo a me e a lei, mica a loro.
Quando comincia a propormi di andare al cinema lo propone a me, loro non sono contemplati.
Nè mi presterei mai a fare recite ridicole.
Nel momento in cui vedranno che papà c'è, anche se vive da un'altra parte, e che li porta a scuola, alle feste, al cinema, al parco; che quindi fa tutte le cose che faceva prima, solo che la sera dorme da un'altra parte, allora non ci sarà nessun problema a fare vacanze ognuno per conto suo o qualunque altra cosa.
Non capisco perché una bomba atomica che ha destabilizzato me che ho 42 anni debba essere buttata addosso a due poppanti in un periodo di vacanza, solo perché a me rode il chiccherone e lei fa lady godiva. No saranno 3 settimane a rovinarmi l'esistenza. Il mio unico problema è che lei non mi rompa le palle. Per il resto per loro vado in vacanza anche con Satana.
Ogni cosa a suo tempo.

Non so chi è che mi chiedeva se lei può essere definita cicala in questa momento.
La risposta è: assolutamente sì, per questo dico che a settembre prenderà la tranvata. La vita che aveva scelto, quella che AVEVAMO scelto per noi, le ripiomberà addosso prepotentemente, e la botta se la dovrà affrontare da sola.
Avoja se le arriverà la tranvata!!! E chi cercherà x alleviarla? TE! Questo il paradosso! Tieni duro!!! Ora goditi la vacanza con i bimbi, è giusto che tu vada, loro devi spupazzarteli e farli star bene con la tua presenza ogni minuto possibile!
 
Ultima modifica:

disincantata

Utente di lunga data
No, non era evitabile, per il semplice motivo che i bambini già sapevano che avremmo fatto determinate cose e le aspettano con allegria. Ne ho parlato anche con il mio terapeuta, il quale ritiene che visto che non stiamo ai ferri corti, mettersi a spiegare quello che sta succedendo mentre non sono a casa, sono fuori dal loro ambiente e sono in vacanza, è del tutto inutile, anche perché sono troppo piccoli (la femmina ha appena compiuto 6 anni e il maschio ne ha appena compiuti 8). Non capirebbero in che senso papà vive da un'altra parte. Cambiargli i programmi estivi per poi tornare a Roma e dirgli del vero cambiamento, sarebbe ancora più controproducente.

Comunque non capisco tutte le dissertazioni in ordine a quadretti di famiglia felice eccetera.
Non è che stiamo parlando di una coppia separata da dieci anni. Qua sono pochi mesi, non siamo neanche separati ancora ufficialmente.
Che c'entrano cinema, cene e altre varie?
Quelle cose si riferivamo a me e a lei, mica a loro.
Quando comincia a propormi di andare al cinema lo propone a me, loro non sono contemplati.
Nè mi presterei mai a fare recite ridicole.
Nel momento in cui vedranno che papà c'è, anche se vive da un'altra parte, e che li porta a scuola, alle feste, al cinema, al parco; che quindi fa tutte le cose che faceva prima, solo che la sera dorme da un'altra parte, allora non ci sarà nessun problema a fare vacanze ognuno per conto suo o qualunque altra cosa.
Non capisco perché una bomba atomica che ha destabilizzato me che ho 42 anni debba essere buttata addosso a due poppanti in un periodo di vacanza, solo perché a me rode il chiccherone e lei fa lady godiva. No saranno 3 settimane a rovinarmi l'esistenza. Il mio unico problema è che lei non mi rompa le palle. Per il resto per loro vado in vacanza anche con Satana.
Ogni cosa a suo tempo.

Non so chi è che mi chiedeva se lei può essere definita cicala in questa momento.
La risposta è: assolutamente sì, per questo dico che a settembre prenderà la tranvata. La vita che aveva scelto, quella che AVEVAMO scelto per noi, le ripiomberà addosso prepotentemente, e la botta se la dovrà affrontare da sola.
Fai bene a non cambiare i programmi. Sicuramente saprai tenere a bada tua moglie.

Non sarebbe la prima a rinsavire dopo un tradimento. ...sempre tu sia disposto a perdonarla.

Mi ricorda molto la storia di un altro forumista.....dopo le ferie cambio' atteggiamento e sono ancora insieme.

Le sbornia passano. I cocci sono da incollare ma non tutti sono disposti a tenersi un vaso rotto.
 
Ultima modifica:

Innominata

Utente che predica bene
Stark, scusasse se allora abbiamo deragliato dal senso puntuale della tua domanda iniziale. Rispetto allora ai quesiti contenuti nel titolo, purtroppo e' sempre piuttosto trendy che anche due giorni dopo la scoperta del tradimento il traditore dia civilmente mostra di non sprezzare il coniuge tradito (mentre invece si sprezza parecchio il concetto di par condicio, perche' uno ha le alucce brillantinate ai piedi per scavalcare le macerie, e l' altro le palle di piombo), di anzi elargirgli nella sua magnanimita' il tributo di considerarlo buon amico e civile collaboratore, come si conviene a persone evolute e soprattutto non cattive. non sei cattivo tu che ti sei fatto tradire, ne' io che ti ho tradito, cosi almeno nessuno dei due e' troppo obbligato a fare conti approfonditi. Altrettanto trendy e' che il tradito dimostri senza punto ferire di essere al di sopra delle umane debolezze, dando prova cosi di levatura, dignita' e nobilta'. Seredova docet, con le commosse celebrazioni che, oltre che averle fornito parecchie copertine, dimenticano di profilare il fatto che probabilmente e' molto ben organizzata per suo conto, e si e' con tanta nobile e umana comprensione guadagnata una mezza dozzina di proposte cinematografiche e televisive.
 

Dalida

Utente di lunga data
No, non era evitabile, per il semplice motivo che i bambini già sapevano che avremmo fatto determinate cose e le aspettano con allegria. Ne ho parlato anche con il mio terapeuta, il quale ritiene che visto che non stiamo ai ferri corti, mettersi a spiegare quello che sta succedendo mentre non sono a casa, sono fuori dal loro ambiente e sono in vacanza, è del tutto inutile, anche perché sono troppo piccoli (la femmina ha appena compiuto 6 anni e il maschio ne ha appena compiuti 8). Non capirebbero in che senso papà vive da un'altra parte. Cambiargli i programmi estivi per poi tornare a Roma e dirgli del vero cambiamento, sarebbe ancora più controproducente.

Comunque non capisco tutte le dissertazioni in ordine a quadretti di famiglia felice eccetera.
Non è che stiamo parlando di una coppia separata da dieci anni. Qua sono pochi mesi, non siamo neanche separati ancora ufficialmente.
Che c'entrano cinema, cene e altre varie?
Quelle cose si riferivamo a me e a lei, mica a loro.
Quando comincia a propormi di andare al cinema lo propone a me, loro non sono contemplati.
Nè mi presterei mai a fare recite ridicole.
Nel momento in cui vedranno che papà c'è, anche se vive da un'altra parte, e che li porta a scuola, alle feste, al cinema, al parco; che quindi fa tutte le cose che faceva prima, solo che la sera dorme da un'altra parte, allora non ci sarà nessun problema a fare vacanze ognuno per conto suo o qualunque altra cosa.
Non capisco perché una bomba atomica che ha destabilizzato me che ho 42 anni debba essere buttata addosso a due poppanti in un periodo di vacanza, solo perché a me rode il chiccherone e lei fa lady godiva. No saranno 3 settimane a rovinarmi l'esistenza. Il mio unico problema è che lei non mi rompa le palle. Per il resto per loro vado in vacanza anche con Satana.
Ogni cosa a suo tempo.

Non so chi è che mi chiedeva se lei può essere definita cicala in questa momento.
La risposta è: assolutamente sì, per questo dico che a settembre prenderà la tranvata. La vita che aveva scelto, quella che AVEVAMO scelto per noi, le ripiomberà addosso prepotentemente, e la botta se la dovrà affrontare da sola.
Non volevo farti innervosire, ho chiesto solo per capire meglio la situazione.
Io poi non ho figli, quindi non ho esperienza di queste cose [se non da figlia, e comunque più grande dei tuoi] e ho parlato un po' in generale.

Nello specifico, mi sembra che tu ti stia comportando con lucidità e questo è un bene, si chiedono particolari in più solo per avere un quadro più definito.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top