Incoerenza? Sadismo? Pazzia? O cosa?

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Dalida

Utente di lunga data
Ora siamo passati alla situazione opposta: finito l'amore, si cambia giro. Pazienza se vi sono figli e beni condivisi: l'amore prima di tutto.
Ma non c'è nulla di così indefinibile e aereo dell'amore. Nessuno può sapere quanto dura. Di sicuro non tutta la vita, se lo si scambia per passione.
Questo i nostri vecchi lo sapevano, e cinicamente conservavano il matrimonio oltre la durata dell'amore.
Ovviamente si rendevano necessari dei compromessi.
Non è un mondo che rimpiango, si intende, ma mi sto accorgendo dei limiti del progresso che vi è stato.
Considerare perfetto il modello attuale è invece a mio parere reazionario.
Dobbiamo comprendere i limiti dei modelli attuali, che sono ormai palesi.
La lettura della vicenda di Stark, con questi bambini che aspettano trepidanti le vacanze estive, il secchiello e la paletta sulla spiaggia - che saranno i ricordi degli adulti di domani - mentre una mamma si scopa il collega lasciando andare via il loro padre in un rigurgito di adolescenza perduta (vedendo nell'adolescenza l'eden della deresponsabilizzazione)... è un modello che non trovo così adeguato. E' un eufemismo, si intende.

Accade a mio parere quasi sempre. Dipende da cosa si intende per amore.
Capita anche il contrario, che sia il marito a non amare più la moglie.
La moglie ha ritrovato la passione come sentimento perso nel ricordi di gioventù, scevra finalmente da tutte le responsabilità (che si sa comportano anche noia e fatica) di moglie e madre adulta. E allo stesso tempo l'appagamento narcisistico della seduzione. Oltre a un po' di divertimento che le fa dimenticare temporaneamente la vecchiaia incipiente. Perché oggi una donna vecchia è un modello negativo, tutte devono essere sempre giovani, in pista col tacco 12, anche da nonne. E non tutte ce la fanno. Ma si sa che i confronti si fanno tra non poche donne... soprattutto quando ti trovi certi modelli nei media...
Per non sobbarcarsi anche le ansie di dover nascondere tutto al marito, e quindi godersi la situazione ai limiti dell'onirico che si è trovata tra le mani, ha fatto una confessione per gradi in maniera da trasferire sul marito tutte le responsabilità delle decisioni (tipo l'allontanarsi da casa), tenendo comunque per sé la parte ancora divertente (cinema, cene, vacanze) per quanto possibile.
Diciamo che tra i matrimoni di un tempo e questo "stile", ci dovrebbe essere un modo più costruttivo e rispettoso degli altri di rapportarsi...
In fin dei conti, poteva vivere la storia con quell'altro clandestinamente, no?
Non troveremmo ora uno Stark sofferente sul forum e il rischio di due bambini senza un padre presente in casa (con una madre che li manda via per tre mesi in vacanza coi nonni...).
Ma questo no, non va bene: bisogna inseguire l'amore...
Ma verso chi?
Verso se stessi?
danny, ho unito i tuoi due post di risposta insieme per comodità.
fermo restando che alcuni comportamenti personalmente li considero sciocchi o ridicoli [se non crudeli nei confronti di figli e/o partner] quello che ho contestato, nello specifico, è l'esaltazione di questa passata solidità familiare, per il motivo semplicissimo che spesso non si trattava tanto di solidità quanto di imposizione.
L'attuale società liquida è piena zeppa di derive e aberrazioni, ma permette anche di fare delle scelte che prima erano proprio impensabili, soprattutto per le donne.
Ho sottolineato che non so se sia il caso della moglie di Stark, che nessuno di noi conosce se non attraverso le sue parole, facevo un discorso generale.
 

Dalida

Utente di lunga data
Queste analisi le stiamo facendo Danny, Sbriciolata ed io che viviamo in una realtà del nord e cittadina, dove l'influenza del contesto e il peso dell'opinione del paese e dei vicini è insignificante. Altrove è ancora presente la necessità ipocrita di rimanere insieme ad ogni costo.
io ho vissuto in città diverse per molti anni, tutte del sud.
a napoli ho conosciuto molta gente separata con relativa semplicità, è chiaro che un contesto cittadino è più aperto.
nord o sud che sia, fino a una quarantina d'anni fa il divorzio non c'era, quindi o si piantava in asso la famiglia o si rimaneva imprigionati.
Una separazione e un divorzio sono cose brutte, è ovvio, per i figli, per i coniugi e per tutti.
il fatto che accadano cose brutte e dolorose non implica però che prima fosse meglio perché le persone sapevano impegnarsi, fare compromessi ecc.
questo discorso mi sembra riduttivo e un po' reazionario, tutto qua.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
insomma... quaggiù si stanno separando tutti. Non penso proprio sia una questione nord-sud.
Io mi baso su quello che leggo qui. E qui se ne leggono di coppie rimaste insieme non si capisce per quale ragione.Non vivo ovunque.
 

danny

Utente di lunga data
io ho vissuto in città diverse per molti anni, tutte del sud.
a napoli ho conosciuto molta gente separata con relativa semplicità, è chiaro che un contesto cittadino è più aperto.
nord o sud che sia, fino a una quarantina d'anni fa il divorzio non c'era, quindi o si piantava in asso la famiglia o si rimaneva imprigionati.
Una separazione e un divorzio sono cose brutte, è ovvio, per i figli, per i coniugi e per tutti.
il fatto che accadano cose brutte e dolorose non implica però che prima fosse meglio perché le persone sapevano impegnarsi, fare compromessi ecc.
questo discorso mi sembra riduttivo e un po' reazionario, tutto qua.
Dare il giusto peso alle cose.
Una sbandata, una cotta, possono capitare.
Oggi credo che si dia troppa importanza a un ideale di perfezione che non esiste.
Qualsiasi coppia è imperfetta, passa periodi di crisi, di latenza affettiva.
Una persona adulta e matura sa riconoscere le proprie debolezze e trovare delle soluzioni che siano meno dolorose per le persone che ha accanto, oltre che per sé: non è arrendendosi alle prime difficoltà e cercando sbrigative soluzioni altrove - soprattutto quando si ha una famiglia - che si superano i problemi.
Li si trasferiscono su altri, nient'altro.
La moglie di Stark ha trovato la soluzione più veloce: si è ritagliata per sé una vacanza (dalla famiglia, dalla coppia), ma in questo ha delegato ad altri l'onere di trovare delle soluzioni per ritrovare in qualche modo (diverso da prima) l'equilibrio perso. Dopo il marito, toccherà ai figli e in successione all'amante (e forse alla compagna dello stesso).
5 persone coinvolte, quando bastava un no al momento giusto per non far male a nessuno.
O al limite, tenere tutto per sé vivendo al momento come sempre hanno fatto gli amanti.
Stiamo inseguendo modelli di perfezione non raggiungibili.
Nessuno sarà per sempre giovane, per sempre bello, e l'amore non dura l'eternità, ma spesso neppure una vita.
Neppure quello tra due amanti.
Comprenderlo prima magari ci fa scegliere meglio al momento opportuno.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
io ho vissuto in città diverse per molti anni, tutte del sud.a napoli ho conosciuto molta gente separata con relativa semplicità, è chiaro che un contesto cittadino è più aperto.nord o sud che sia, fino a una quarantina d'anni fa il divorzio non c'era, quindi o si piantava in asso la famiglia o si rimaneva imprigionati.Una separazione e un divorzio sono cose brutte, è ovvio, per i figli, per i coniugi e per tutti.il fatto che accadano cose brutte e dolorose non implica però che prima fosse meglio perché le persone sapevano impegnarsi, fare compromessi ecc.questo discorso mi sembra riduttivo e un po' reazionario, tutto qua.
Ti suona reazionario perché non conosci Danny che è tutto meno che tradizionalista
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
No, però voialtri a Milano dovreste essere nuclearizzati per tutti sti modi di dire del cazzo che avete tirato fuori negli anni.
Ma guarda che se li inventa lei
Io sono di Milano da generazioni e non l'ho mai sentito
 

Dalida

Utente di lunga data
Dare il giusto peso alle cose.
Una sbandata, una cotta, possono capitare.
Oggi credo che si dia troppa importanza a un ideale di perfezione che non esiste.
Qualsiasi coppia è imperfetta, passa periodi di crisi, di latenza affettiva.
Una persona adulta e matura sa riconoscere le proprie debolezze e trovare delle soluzioni che siano meno dolorose per le persone che ha accanto, oltre che per sé: non è arrendendosi alle prime difficoltà e cercando sbrigative soluzioni altrove - soprattutto quando si ha una famiglia - che si superano i problemi.
Li si trasferiscono su altri, nient'altro.
La moglie di Stark ha trovato la soluzione più veloce: si è ritagliata per sé una vacanza (dalla famiglia, dalla coppia), ma in questo ha delegato ad altri l'onere di trovare delle soluzioni per ritrovare in qualche modo (diverso da prima) l'equilibrio perso. Dopo il marito, toccherà ai figli e in successione all'amante (e forse alla compagna dello stesso).
5 persone coinvolte, quando bastava un no al momento giusto per non far male a nessuno.
O al limite, tenere tutto per sé vivendo al momento come sempre hanno fatto gli amanti.
Stiamo inseguendo modelli di perfezione non raggiungibili.
Nessuno sarà per sempre giovane, per sempre bello, e l'amore non dura l'eternità, ma spesso neppure una vita.
Neppure quello tra due amanti.
Comprenderlo prima magari ci fa scegliere meglio al momento opportuno.
Io capisco quello che vuoi dire e nel caso della moglie di Stark ciò può essere vero, almeno per quello che ha raccontato lui.
Capisco [e condivido] anche quando dici che, essendoci dei bambini di mezzo, bisogna usare cautela e cercare di salvare il salvabile finché si può.
Volevo però sottolineare due cose: la prima, riguarda il discorso "coppie di un tempo", le quali spesso e volentieri restavano insieme per mancanza di libertà di scelta e non solo perché più propense all'impegno e al compromesso, la seconda riguarda la separazione in sé, che sarà certamente un'esperienza dolorosa e difficile, ma non per forza una catastrofe da fine del mondo.
una mia amica sta insieme ormai da tempo ad un uomo legalmente separato e in attesa di divorzio con una figlia piccola. lui è di Roma quindi ha affrontato tutte le varie difficoltà legate ai soldi, all'alloggio e via dicendo.
Se si vive in un matrimonio infelice si può anche decidere di separarsi senza per questo essere irresponsabili o che.
 

disincantata

Utente di lunga data
Io capisco quello che vuoi dire e nel caso della moglie di Stark ciò può essere vero, almeno per quello che ha raccontato lui.
Capisco [e condivido] anche quando dici che, essendoci dei bambini di mezzo, bisogna usare cautela e cercare di salvare il salvabile finché si può.
Volevo però sottolineare due cose: la prima, riguarda il discorso "coppie di un tempo", le quali spesso e volentieri restavano insieme per mancanza di libertà di scelta e non solo perché più propense all'impegno e al compromesso, la seconda riguarda la separazione in sé, che sarà certamente un'esperienza dolorosa e difficile, ma non per forza una catastrofe da fine del mondo.
una mia amica sta insieme ormai da tempo ad un uomo legalmente separato e in attesa di divorzio con una figlia piccola. lui è di Roma quindi ha affrontato tutte le varie difficoltà legate ai soldi, all'alloggio e via dicendo.
Se si vive in un matrimonio infelice si può anche decidere di separarsi senza per questo essere irresponsabili o che.
È tutto condivisibile ma sono i comportamenti a fare la differenza.

Se si è in crisi bisognerebbe prima manifestarlo al coniuge non farsi l'amante.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Dare il giusto peso alle cose.
Una sbandata, una cotta, possono capitare.
Oggi credo che si dia troppa importanza a un ideale di perfezione che non esiste.
Qualsiasi coppia è imperfetta, passa periodi di crisi, di latenza affettiva.
Una persona adulta e matura sa riconoscere le proprie debolezze e trovare delle soluzioni che siano meno dolorose per le persone che ha accanto, oltre che per sé: non è arrendendosi alle prime difficoltà e cercando sbrigative soluzioni altrove - soprattutto quando si ha una famiglia - che si superano i problemi.
Li si trasferiscono su altri, nient'altro.
La moglie di Stark ha trovato la soluzione più veloce: si è ritagliata per sé una vacanza (dalla famiglia, dalla coppia), ma in questo ha delegato ad altri l'onere di trovare delle soluzioni per ritrovare in qualche modo (diverso da prima) l'equilibrio perso. Dopo il marito, toccherà ai figli e in successione all'amante (e forse alla compagna dello stesso).
5 persone coinvolte, quando bastava un no al momento giusto per non far male a nessuno.
O al limite, tenere tutto per sé vivendo al momento come sempre hanno fatto gli amanti.
Stiamo inseguendo modelli di perfezione non raggiungibili.
Nessuno sarà per sempre giovane, per sempre bello, e l'amore non dura l'eternità, ma spesso neppure una vita.
Neppure quello tra due amanti.

Comprenderlo prima magari ci fa scegliere meglio al momento opportuno.
Questo dovrebbe essere in ogni mente, come un tempo il ricamo "casa dolce casa".
Si fanno disastri inseguendo il mito dell'amore-passione che è di pe sé un mito perché irrealizzabile.
 

danny

Utente di lunga data
Ti suona reazionario perché non conosci Danny che è tutto meno che tradizionalista

Grazie.
Che poi... reazionario... ciò di cui stiamo parlando ormai è nei gangli della società da almeno 40 anni... non vi è più nulla di progressista... e ora sta dimostrando ampiamente i limiti.
Il progresso dovrebbe vedere un ulteriore cambiamento del modello familiare per adattarsi anche ai cambiamenti economici.
In tempi di precarietà lavorativa crescente in effetti la famiglia dovrebbe allargarsi includendo sempre più membri, diventare una piccola società che sappia anche sostituire (come era un tempo) l'assenza del welfare e del pubblico (a cui dovremo abituarci purtroppo). Oddio, pensando a Fantozzi che citai prima mi viene in mente un altro film di Paolo Villaggio, quello del ragionier Arturo De Fanti. :rolleyes::):DPerò il modello a cui penso non è propriamente quello di quel film, ma a modelli familiari non più mononucleari, piuttosto con condivisione più accentuate di beni e redditi.
Cosa oggi non del tutto vantaggiosa anche in termini fiscali (si tassa sempre l'individuo, non il nucleo familiare) e impraticabile a livelli organizzativi. Ma probabilmente l'unico modello proponibile in futuro.
Perché, personalmente, non ritengo questa crisi passeggera, per me è strutturale.
 
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