Fantastica
Utente di lunga data
Sono d'accordo. Ciascuno di noi, anche il più avveduto e sospettoso verso se stesso, tende inesorabilmente a raccontarsela, SOPRATTUTTO quando è convinto di amare una persona, perché effettivamente ci sta proprio bene insieme. Un giorno scopre che invece non ci stava così proprio perfettamente bene insieme. E in effetti questa è la verità: nessuno è migliore di noi stessi nello stare insieme a noi. E puoi sapere e sentire che con quell'uomo hai realizzato il 99 su 100 della tua gioia. Ma c'è sempre quell'1... E quando ti capita di finire a letto con un altro, per un po' pervicacemente svaluti l'episodio; invece quell'episodio parla... a volte lo fa dopo anni, come giustamente scrivi tu.A me è capitato di tradire un uomo che amavo come mai avevo amato prima, e non riuscivo a trovare alcuna giustificazione. Mi dicevo, ma perchè? Non avevo mai tradito nessuno prima, anzi mi reputavo rigidamente monogama. Con quest'uomo, mi pareva, era tutto perfetto: la convivenza era magnifica, il sesso era magnifico, eravamo molto vicini, ci conoscevamo e capivamo profondamente, eravamo migliori amici, crescevamo insieme. Mi sentivo consumata dal senso di colpa e da un senso di schizofrenia, mi sembrava di non conoscermi più, non mi capivo, non trovavo una motivazione. Però, allo stesso tempo, avevo la forte impressione di aver fatto la cosa meno deleteria per la coppia possibile, che al contempo salvaguardasse la mia salute mentale. Anni dopo, infatti, ho capito, col senno di poi: quello che mi sembrava perfetto non lo era. Mi sentivo in gabbia, repressa (non sessualmente, ma come essere umano), tradita e angosciata. Eh ma c'ho messo del tempo per rendermene conto. è difficile valutare una soluzione quando ci nuoti in mezzo.
Anche senza arrivare a parlare di salute mentale, non esiste la perfezione nei rapporti, nemmeno nei migliori.
Come dice Woody Allen, alla fine "basta che funzioni".