Salve a tutti. Sono nuovo del forum. Non credevo di poter scrivere in un sito per chiedere aiuto. Non so con chi parlare e ho bisogno di uno sfogo. Ho 38 anni e sposato da 8. Ho due meravigliosi bimbi. Con mia moglie siamo insieme dal periodo universitario. Lei, un anno più grande di me, lavora ed è una donna in gamba non solo nel lavoro. L’ho amata tanto da fidanzati, le sono andato tanto dietro. Sono riuscito a conquistarla. Dopo sette anni di fidanzamento, più spinto da lei, decidiamo di sposarci. Non ho vissuto bene il giorno del mio matrimonio. Avevo 29 anni, avevo la paura nel cuore. Anche perchè all’epoca temevo la sua famiglia (molto presenti e con un carattere forte), e, francamente, non mi sentivo ancora pronto. Mi dicevo che era giusto, era un passo obbligato. Non potevo deluderla dopo le “preghiere” fatte per averla. Il matrimonio è andato sempre bene. Non siamo due tipi che si scontrano, ma pacifici. Siamo due bravi ragazzi, voluti da tutti bene. Anche le rispettive famiglie ci voglio molto bene. All’inizio ho avuto un pò di scontri con la sua famiglia. Lei ne è un pò succube. Non è mai riuscita a gestire bene la situazione, non è mai riuscita a distaccarsi e creare il “proprio” nucleo familiare. Il loro rispetto me lo sono guadagnato da me, confrontandomi con loro a tu per tu, soprattutto con mia suocera. Ora i miei suoceri mi vogliono bene forse anche più delle loro figlie ed io sono contento di essere stato in grado di raggiungere questo obiettivo. Oramai sono un riferimento fisso anche per le sue sorelle che io sento mie sorelle e le voglio bene come tali. Per me un clima sereno in famiglia è un obiettivo da raggiungere. Ormai sono un uomo. Sono sicuro di me. Quando mi sposai non lo ero ancora. Mi mancavano tante esperienze e lavoravo ancora da qualche annetto. Cosa c’è che non va? Ho sempre tenuto dentro me quella strana sensazione che di “errore” nella strada intrapresa. Mia moglie è un tipo molto affettuoso, gioioso, carina, semplice ed affermata nel lavoro che fa e riesce, nonostante i numerosi impegni, ad andare dietro anche alle esigenze della casa e persino della sua famiglia, seppur con qualche giustificabile negligenza. Io non ho un atteggiamento “passivo” nella vita familiare. Collaboro (faccio sicuramente meno rispetto a lei) in tutto anche nello stirare i panni, in cucina, nei lavori domestici insomma. Cerco di essere presente con i bimbi, anche se lavoro fuorisede tutto il giorno fino alle 17.00. Riesco anche a curarmi la mia piccola passione per la musica. Sessualmente andiamo benino. Lei ha sempre avuto un approccio “represso”...questo dovuto sicuramente all’educazione ricevuta. Con lei non abbiamo mai avuto una profonda intimità di dialogo, soprattutto con riferimento a quest’ultimo aspetto. Non prende mai l’iniziativa. Sono sempre io a prenderla. Però lei c’è sempre quando la cerco, a meno che non sia indisposta. Cosa è accaduto che mi porta a scrivervi? L’azienda per la quale lavoro periodicamente ospita degli studenti universitari per l’effettuazione di stages/tirocini formativi. Ebbene era l’anno scorso. Una ragazza fu assegnata al mio ufficio per un periodo di due mesi. Ci guardammo subito con gli occhi dolci. Lei era bella, alta ed in gamba nello studio. Fidanzata. Tuttavia, io non sono mai stato il tipo che se le cerca. Sono un bel ragazzo, così mi dicono (non mi ci sento poi tanto), sono stato, e lo sono tuttora, corteggiato anche se sposato. Tuttavia faccio sempre finta di niente anche di fronte a commenti espliciti e che in diverse condizioni avrei assecondato. L’unica che all’epoca mi fece “impazzire” fu mia moglie. Le andai dietro per due anni. Così anche con questa ragazza mi comportai in maniera professionale seppur con mille attenzioni nei suoi riguardi. Lei mi guardava sempre in modo particolare e arrivava anche a farmi espliciti complimenti. Io la prendevo in giro, anche se dentro di me avrei voluto ricambiare. Capitava ogni tanto che l’accompagnavo a casa nel dopolavoro, perchè anche lei era fuorisede e la sua città mi veniva di passaggio al ritorno. Arrivò l’ultimo giorno di stage. Era aprile. La giornata lavorativa proseguì come le altre. Ero un pò triste quel giorno. Sapevo che non l’avrei più rivista nella quotidianità. Arrivarono le 17.00. In quel momento lei era nel corridoio vicino la mia stanza per salutare qualche altro collega. Andai per salutarla. Avevo un groppo in gola. “Ciao..., in bocca al lupo per il tuo futuro, sei una ragazza in gamba”. Queste furono le mie parole. Ci salutammo come due amici. Chiusi la porta d’uscita e andai verso l’ascensore. Ero solo nell’attesa. Si aprì la porta. Era lei. Mi disse: “.....sei una persona speciale, non ti dimenticherò mai!”. Le risposi: “Anche tu lo sei”. Si aprirono le porte dell’ascensore. Entrai dentro. Una lacrima scendeva sul mio viso. La sera mi fece la richiesta di amicizia su FB. Accettai. L’indomani mattina fu triste rientrare al lavoro e non trovarla seduta al suo posto. Era strano. Tutto uguale eppure tutto diverso. Dopo una mezz’oretta di lavoro sentii arrivare un messaggio sul telefono. Era lei. Mi ribadì che non mi avrebbe mai dimenticato, che ero speciale, che grazie a me era cresciuta tanto. Le risposi che non ero speciale come lei credeva e che lei era una ragazza in gamba e ce l’avrebbe fatta in tutto. La vita riprese come sempre. Lei mi mancava. Ogni tanto le inviavo una mail per sapere come andava. Lei mi rispondeva sempre con piacere, dicendo che mi pensava. Ci fu l’estate di mezzo. Mi chiamò il giorno del mio compleanno. Aveva la voce tremante. Io cominciai a sudare come se stessi facendo un corsa campestre! Fui contento del pensiero. Le nostre comunicazioni continuarono in maniera sporadica, fino a quando a settembre le chiesi di vederci perchè avevo troppo voglia di scambiare quattro chiacchere a quattr’occhi. Era un sabato mattina, ci incontrammo come due buoni amici su una panchina. Le dissi che provavo qualcosa per lei. Le tenevo un braccio sulla spalla. Le diedi un bacio sulla guancia. Lei mi baciò la mano. Mi disse che ero sposato e che non potevamo essere nulla. Era giusto così. Ci salutammo. Ero distrutto dentro. Mi sentivo traditore, innamorato. Non riuscivo a frenare questo “sentimento”. La settimana successiva fu lei a farmi capire che voleva incontrarmi. Ci incontrammo. Questa volta fui più duro, anche se il cuore mi batteva forte. Lei piangeva dicendomi che provava un forte sentimento nei miei confronti. Le asciugai le lacrime dal viso. Avevo il cuore a pezzi. Da quel momento cominciammo a vederci più spesso. Ci furono baci appassionanti, abbracci. Non abbiamo mai fatto sesso. Decidemmo questo...decidemmo di non rovinare tutto e trasformare tutto in amicizia. Le promisi che ogni giorno fino a quando lei avrebbe voluto le avrei dato con un messaggio il buongiorno. E’ così da quasi un anno. Oggi, nei suoi confronti, dentro me non è cambiato nulla. Quando ci vediamo parliamo, ci confidiamo anche i nostri problemi di coppia. Lei è in crisi col suo ragazzo. Non a causa mia. Era un rapporto già deteriorato da tempo. Nei momenti di bisogno le sto vicino come posso, anche con una semplice telefonata o un messaggio. Lei è il mio primo pensiero del mattino e l’ultimo della sera. Sto male. Amo i miei bimbi. Voglio bene a mia moglie. Non l’ho fisicamente tradita. Anche se forse è peggio il “tradimento” del cuore. Ho parlato anche con mia moglie, non direttamente di lei, ma dei malesseri che ho dentro. Le ho detto tutto quello che tenevo dentro da tempo. Lei è stata molto comprensiva anche se c’è rimasta male. Ci sarebbero tante altre cose e dettagli da raccontare. Mi sono dilungato troppo, vi chiedo scusa per questo. Oggi la mia situazione è questa. Provo un forte sentimento verso questa ragazza. Lo reprimo a più non posso. Ci vediamo circa una volta al mese o ogni due settimane. Non abbiamo appuntamenti fissi. Ci facciamo circa 2/3 telefonate a settimana. Dialoghiamo con immenso piacere per entrambi. Lei mi dice che sono una presenza fondamentale nella sua vita. E’ una ragazza molto insicura, pessimista ed è stata abbastanza sfortunata nelle sue relazioni sentimentali. Mi fa sentire parte integrante nelle decisioni della sua vita. Mia moglie è forte. E’ una donna indipendente. Non ha lo stesso “bisogno” di me che ha lei. Ci sono stati anche momenti in cui pensavo di mollare tutto. Di andare a stare solo, anche per un breve periodo. Provo un forte sentimento per questa ragazza. Non lo chiamo amore (anche se ce lo siamo in passato detti), non ci siamo vissuti nella quotidianità. E’ un sentimento puro. Mi chiedo solo perchè, e mi addanno per questo, un sentimento come questo è qualcosa di sporco e non si può provare se sei già sposato. E’ un sentimento che diventa maledetto in questo caso. In altro caso sarebbe la cosa più bella del mondo. Non so cosa farò, per questo ho bisogno di qualche consiglio. Queste sono le mie alternative:1) Stare a casa con moglie e bimbi cercando di reprimere il più possibile questo sentimento. Donare la mia vita a loro senza pensare ai miei malesseri, anzi convivendoci.2) Andare via da casa per un pò (non so quanto) cercando di fare mente locale (se può servire);In ogni caso: parlarne o no con mia moglie? Le farei tanto male. E’ giusto? Sono confuso.Non ho intenzione di andare da lei. Anche se lo desidero. E’ troppo più giovane di me. E’ bella. Ha diritto di farsi una vita “pulita”. Sarei un peso per lei che verrebbe a farsi carico di una situazione “pesante”. Dovrebbe in ogni caso condividermi. Le ho detto ieri (con immensa difficoltà interiore) di promettermi che se dovesse trovare una persona che le voglia bene anche un 50% di quanto le voglio bene io deve mandarmi da subito a “cagare”. Io non posso farlo. Per ora ha troppo bisogno di me. Sono un suo riferimento anche riguardo la sua situazione familiare non troppo idilliaca. Lei ha il diritto di viversi la sua relazione in pieno e non deve commettere quell’errore che sto commettendo io. Ogni vostro commento/critica è ben accetto/a. Vi prego di non dirmi parolacce, me ne dico già abbastanza io. Grazie a chi avrà la pazienza di leggere.