Se il buongiorno si vede dal mattino ... eheeheheheheeh ...

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Non c'è di che sperare che...eheheeheheheheeh...
Il buon Sergio, copi da Bergoglio...eheheheeheheheheeh...

Soprattutto per non deludere il figlio eheheeheheheheh....

https://www.mulino.it/isbn/9788815118240


BERNARDO GIORGIO MATTARELLA
Le regole dell'onestà
Etica, politica, amministrazione

Le statistiche internazionali mostrano che la debolezza del settore pubblico italiano è, innanzitutto, debolezza del personale, anche sul piano dell'etica. Dai concorsi truccati al voto di scambio, agli sprechi di risorse pubbliche, a pratiche tangentizie: nel 2005 il costo della corruzione in Italia è stato calcolato in 70 miliardi di euro (2,5% del Pil). Spesso l'amministrazione pubblica ne è stato il luogo privilegiato. Sebbene la vita quotidiana delle istituzioni fornisca molti ammirevoli esempi di correttezza, le regole di comportamento dei politici e degli impiegati risultano complessivamente ambigue e lacunose, i controlli sulla loro applicazione sporadici e inefficaci. Questo libro fa chiarezza su un tema eticamente rilevante come quello dei doveri di quattro o cinque milioni di persone: tutti coloro che, in Italia, svolgono a vario titolo funzioni nell'interesse della collettività. Dopo aver esaminato i possibili rimedi preventivi alla corruzione e le più significative esperienze internazionali, l'autore considera varie categorie di funzionari: i politici e i loro conflitti di interesse; gli impiegati e i loro codici di comportamento; i magistrati e, più in generale, gli organi di garanzia; i privati che svolgono funzioni pubbliche.

Bernardo Giorgio Mattarella è professore straordinario di Diritto amministrativo presso l'Università di Siena. Tra le sue pubblicazioni: "L'imperatività del provvedimento amministrativo" (Cedam, 2000) e "Sindacati e pubblici poteri" (Giuffrè, 2003). Per il Mulino ha curato "Democrazia e cariche pubbliche" (con S. Cassese, 1996). Ha condotto ricerche in materia di etica pubblica per conto, tra l'altro, del Ministro della funzione pubblica, della Camera dei deputati, del Consiglio d'Europa e dell'Ocse. E' tra gli autori di una recente proposta di legge in materia di valutazione dell'efficienza dei dipendenti e degli uffici pubblici.


Eheheheeheheh...Ultimo...eheheheeheheh...ecco che cosa intendevo...eheheheheeheh...
 

free

Escluso
Non c'è di che sperare che...eheheeheheheheeh...
Il buon Sergio, copi da Bergoglio...eheheheeheheheheeh...

Soprattutto per non deludere il figlio eheheeheheheheh....

https://www.mulino.it/isbn/9788815118240


BERNARDO GIORGIO MATTARELLA
Le regole dell'onestà
Etica, politica, amministrazione

Le statistiche internazionali mostrano che la debolezza del settore pubblico italiano è, innanzitutto, debolezza del personale, anche sul piano dell'etica. Dai concorsi truccati al voto di scambio, agli sprechi di risorse pubbliche, a pratiche tangentizie: nel 2005 il costo della corruzione in Italia è stato calcolato in 70 miliardi di euro (2,5% del Pil). Spesso l'amministrazione pubblica ne è stato il luogo privilegiato. Sebbene la vita quotidiana delle istituzioni fornisca molti ammirevoli esempi di correttezza, le regole di comportamento dei politici e degli impiegati risultano complessivamente ambigue e lacunose, i controlli sulla loro applicazione sporadici e inefficaci. Questo libro fa chiarezza su un tema eticamente rilevante come quello dei doveri di quattro o cinque milioni di persone: tutti coloro che, in Italia, svolgono a vario titolo funzioni nell'interesse della collettività. Dopo aver esaminato i possibili rimedi preventivi alla corruzione e le più significative esperienze internazionali, l'autore considera varie categorie di funzionari: i politici e i loro conflitti di interesse; gli impiegati e i loro codici di comportamento; i magistrati e, più in generale, gli organi di garanzia; i privati che svolgono funzioni pubbliche.

Bernardo Giorgio Mattarella è professore straordinario di Diritto amministrativo presso l'Università di Siena. Tra le sue pubblicazioni: "L'imperatività del provvedimento amministrativo" (Cedam, 2000) e "Sindacati e pubblici poteri" (Giuffrè, 2003). Per il Mulino ha curato "Democrazia e cariche pubbliche" (con S. Cassese, 1996). Ha condotto ricerche in materia di etica pubblica per conto, tra l'altro, del Ministro della funzione pubblica, della Camera dei deputati, del Consiglio d'Europa e dell'Ocse. E' tra gli autori di una recente proposta di legge in materia di valutazione dell'efficienza dei dipendenti e degli uffici pubblici.


Eheheheeheheh...Ultimo...eheheheeheheh...ecco che cosa intendevo...eheheheheeheh...

soluzione semplice e drastica: responsabilità civile (risarcimento danni) non solo in seguito alla commissione di reati (corruzione, abuso o omissione di atti d'ufficio, etc,), ma anche per colpa (cioè per imprudenza, negligenza e imperizia), vale a dire per il COMPORTAMENTO, non a caso citato
boom di atti di citazione:D
 
soluzione semplice e drastica: responsabilità civile (risarcimento danni) non solo in seguito alla commissione di reati (corruzione, abuso o omissione di atti d'ufficio, etc,), ma anche per colpa (cioè per imprudenza, negligenza e imperizia), vale a dire per il COMPORTAMENTO, non a caso citato
boom di atti di citazione:D
Beh staremo a vedere...
Non so per cosa stia Mattarella...

Ma in veneto il Mattarello è una cosa ben precisa...:p:p:p:p
 
ecco perchè berluscona sta incazzato....

C’è solo un caso in cui il neo presidente della Repubblica Sergio Mattarella perde il suo proverbiale aplomb britannico e si rivolge ai giudici: quando viene attaccata la memoria di suo padre Bernardo. È per questo motivo che nel 2008 il neo capo dello Stato, insieme ai nipoti Maria e Bernardo (figli del fratello Piersanti, ucciso da Cosa Nostra il 6 gennaio del 1980, quando era presidente della Regione Siciliana) decide di fare causa alla Rti e alla Taodue, produttori della fiction Il Capo dei Capi. Il motivo? Nella mini serie televisiva di Canale 5, alla figura di Bernardo Mattarella “si attribuiscono allo stesso amicizie o comunque frequentazioni mafiose che non hanno riscontro alcuno, ricorrendo ad artifici anche grossolani”. Una vecchia diatriba quella dei presunti contatti tra il fondatore della dinastia dei Mattarella e Cosa Nostra.

Nato nel piccolo comune di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, nel 1905, Bernardo Mattarella fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana, arrivando a ricoprire più volte l’incarico di Ministro negli anni ’50 e ’60. Nemico storico del separatismo (“Un movimento che bisogna seguire e vigilare anche per l’elemento poco buono da cui è circondato, la mafia“, scrive in una lettera ad Alcide De Gasperi), nel 1958 si dice favorevole alla nascita della prima commissione parlamentare antimafia. Poi nel 1965 arrivano le accuse del sociologo Danilo Dolci, con un dossier, poi pubblicato con il titolo Chi gioca da solo, nel quale si accusava Mattarella senior di aver avuto contatti con Cosa Nostra. Il padre dell’attuale capo dello Stato querelò Dolci, ottenendo la condanna del sociologo a due anni di reclusione.

Cinquant’anni dopo nuova querela, questa volta civile e nei confronti della fiction di Mediaset, e nuova vittoria. Nella mini serie televisiva “veniva evocata nel pubblico dei telespettatori la falsa credenza che l’onorevole Mattarella fosse amico e conviviale di Vito Ciancimino, al punto da intrattenersi a casa sua per giocare a carte e che fosse vicino ad ambienti mafiosi e del malaffare imprenditoriale con l’amicizia dell’imprenditore Caruso” scrivono gli eredi dell’ex ministro nella citazione. E il 3 ottobre del 2013, il giudice monocratico Sebastiana Ciardo dà ragione ai Mattarella. “La diffamazione operata ai danni di Bernardo Mattarella – scrive il giudice – scaturisce dalla non veridicità dei fatti narrati, giacché non vi sono elementi per ritenere provato il rapporto di amicizia con Ciancimino, e non è veritiera la comunanza di interessi politici giacché è, piuttosto, provata la militanza in correnti diverse della Democrazia Cristiana (si vedano gli articoli di giornale prodotti da parte attrice) e l’assenza di qualsiasi legame tra i due”. Alla fine i produttori televisivi sono stati condannati a risarcire con settemila euro a testa Sergio, Maria e Bernardo Mattarella.

Nel 1992, invece, era stato l’allora guardasigilli Claudio Martelli ad attaccare la memoria di Mattarella senior. “Bernardo Mattarella– disse Martelli – secondo gli atti della Commissione antimafia e secondo Pio La Torre, fu il leader politico che traghettò la mafia siciliana dal fascismo, dalla monarchia e dal separatismo, verso la Dc“. In quel caso Martelli non fu trascinato in tribunale. Ma per la prima (e forse unica) volta il futuro capo dello Stato replicò duramente. “Martelli la deve smettere con questa incivile abitudine di insultare le persone morte da tempo; questo attiene non alla politica ma soltanto alla educazione e alle basi elementari della convivenza civile ed umana. E poi, le sue, sono tutte menzogne. Mio padre fu notoriamente antifascista, contro la mafia che era monarchica e separatista. Fu repubblicano e fu il principale avversario del separatismo in Sicilia”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...la-querelo-capo-dei-capi-vinse-causa/1386858/
 

free

Escluso
Beh staremo a vedere...
Non so per cosa stia Mattarella...

Ma in veneto il Mattarello è una cosa ben precisa...:p:p:p:p
sperem...
poco tempo fa mi sono occupata di un errore di trascrizione della conservatoria immobiliare, errore da loro riconosciuto, già corretto autonomamente ma risbagliando:singleeye:, per correggerlo "seriamente" hanno voluto un'istanza:singleeye:...ho provato ad obiettare: ma se avete sbagliato e risbagliato voi e l'avete anche ammesso?? vabbè, fatta l'istanza ...e saputo più nulla:singleeye:
 
sperem...
poco tempo fa mi sono occupata di un errore di trascrizione della conservatoria immobiliare, errore da loro riconosciuto, già corretto autonomamente ma risbagliando:singleeye:, per correggerlo "seriamente" hanno voluto un'istanza:singleeye:...ho provato ad obiettare: ma se avete sbagliato e risbagliato voi e l'avete anche ammesso?? vabbè, fatta l'istanza ...e saputo più nulla:singleeye:
Sai loro sono persone che dicono: "Io non mi sbaglio mai!":D:D:D:D
 
già...anche "io non mi ri-sbaglio mai!", a quanto pare
ma roba da matti
E mai dimenticare come prima istanza, mai dimenticare
che sono mantenuti con il nostro stipendio eh?

Mai dimenticarlo...
 

disincantata

Utente di lunga data
eh ma se osi ricordarglielo si incazzano...anche se osi chiedere cortesemente: dove cazzo è il direttore di 'sta baracca??:D:D:D
Salvo poi rimediare se, inspiegabilmente per loro, riesci ad arrivare oltre e ad ottenere quello che era un tuo diritto.

Si domandano, dopo, se era proprio il caso. E si, era il caso.
 

Ultimo

Escluso
Non c'è di che sperare che...eheheeheheheheeh...
Il buon Sergio, copi da Bergoglio...eheheheeheheheheeh...

Soprattutto per non deludere il figlio eheheeheheheheh....

https://www.mulino.it/isbn/9788815118240


BERNARDO GIORGIO MATTARELLA
Le regole dell'onestà
Etica, politica, amministrazione

Le statistiche internazionali mostrano che la debolezza del settore pubblico italiano è, innanzitutto, debolezza del personale, anche sul piano dell'etica. Dai concorsi truccati al voto di scambio, agli sprechi di risorse pubbliche, a pratiche tangentizie: nel 2005 il costo della corruzione in Italia è stato calcolato in 70 miliardi di euro (2,5% del Pil). Spesso l'amministrazione pubblica ne è stato il luogo privilegiato. Sebbene la vita quotidiana delle istituzioni fornisca molti ammirevoli esempi di correttezza, le regole di comportamento dei politici e degli impiegati risultano complessivamente ambigue e lacunose, i controlli sulla loro applicazione sporadici e inefficaci. Questo libro fa chiarezza su un tema eticamente rilevante come quello dei doveri di quattro o cinque milioni di persone: tutti coloro che, in Italia, svolgono a vario titolo funzioni nell'interesse della collettività. Dopo aver esaminato i possibili rimedi preventivi alla corruzione e le più significative esperienze internazionali, l'autore considera varie categorie di funzionari: i politici e i loro conflitti di interesse; gli impiegati e i loro codici di comportamento; i magistrati e, più in generale, gli organi di garanzia; i privati che svolgono funzioni pubbliche.

Bernardo Giorgio Mattarella è professore straordinario di Diritto amministrativo presso l'Università di Siena. Tra le sue pubblicazioni: "L'imperatività del provvedimento amministrativo" (Cedam, 2000) e "Sindacati e pubblici poteri" (Giuffrè, 2003). Per il Mulino ha curato "Democrazia e cariche pubbliche" (con S. Cassese, 1996). Ha condotto ricerche in materia di etica pubblica per conto, tra l'altro, del Ministro della funzione pubblica, della Camera dei deputati, del Consiglio d'Europa e dell'Ocse. E' tra gli autori di una recente proposta di legge in materia di valutazione dell'efficienza dei dipendenti e degli uffici pubblici.


Eheheheeheheh...Ultimo...eheheheeheheh...ecco che cosa intendevo...eheheheheeheh...

Mi trovo dentro una libreria, conoscendo bene il titolare cominciamo a chiacchierare. Entra un vigile urbano in borghese "amico" di entrambi e si unisce alla chiacchierata. Si comincia a parlare di vendita ambulante ed abusiva dei vari fruttivendoli senza licenza, senza cassa per lo scontrino, senza nulla...Si parla anche delle varie multe che spesso non vengono prese perchè si conosce la persona in questione, di conseguenza parcheggi ovunque e senza limiti.

Gli dico: sai io capisco che una persona di una certa età che vende frutta abusivamente non sia multata o comunque fatta sloggiare, perchè ad una certa età, ormai, trovarsi un lavoro è molto difficile. Ma non capisco perchè, anche quando il fruttivendolo abusivo è uno giovane, non gli dite lo stesso nulla. potreste nel caso del giovane fare qualcosa per non farcelo ritrovare vecchio e dargli le scusanti di cui parlavo prima.
Dico anche: come non capisco il discorso delle varia infrazioni che non vengono multate perchè si conosce la persona. Si potrebbe ovviare con telecamere accese 24 ore su 24.... In questa maniera il discorso dell'amico ed altro ancora si risolverebbe. Etc..


La sua risposta è stata: Sai, è dall'alto che deve venire l'ordine, sono loro che hanno la colpa. Se loro ci dicono, da oggi BASTA, noi siamo pronti..!


Mi veniva da rispondergli: ma vattene a fanculo tu chi ti sta sopra e alle minchiate che mi stai dicendo...! come se per prendere una multa ad un amico o chicchessia devi ricevere l'ordine dall'alto ? Ed ora che minchia di lavoro stai a fare? quello di passeggiare e girare tra bar e bar a minartela? Ma quando hai accettato il tuo incarico, per caso, c'era scritto che per prendere una multa dovevi aspettare l'ordine dall'alto?

E ne avrei da raccontare su timbrature e molto ma molto altro ancora.
 

free

Escluso
Mi trovo dentro una libreria, conoscendo bene il titolare cominciamo a chiacchierare. Entra un vigile urbano in borghese "amico" di entrambi e si unisce alla chiacchierata. Si comincia a parlare di vendita ambulante ed abusiva dei vari fruttivendoli senza licenza, senza cassa per lo scontrino, senza nulla...Si parla anche delle varie multe che spesso non vengono prese perchè si conosce la persona in questione, di conseguenza parcheggi ovunque e senza limiti.

Gli dico: sai io capisco che una persona di una certa età che vende frutta abusivamente non sia multata o comunque fatta sloggiare, perchè ad una certa età, ormai, trovarsi un lavoro è molto difficile. Ma non capisco perchè, anche quando il fruttivendolo abusivo è uno giovane, non gli dite lo stesso nulla. potreste nel caso del giovane fare qualcosa per non farcelo ritrovare vecchio e dargli le scusanti di cui parlavo prima.
Dico anche: come non capisco il discorso delle varia infrazioni che non vengono multate perchè si conosce la persona. Si potrebbe ovviare con telecamere accese 24 ore su 24.... In questa maniera il discorso dell'amico ed altro ancora si risolverebbe. Etc..


La sua risposta è stata: Sai, è dall'alto che deve venire l'ordine, sono loro che hanno la colpa. Se loro ci dicono, da oggi BASTA, noi siamo pronti..!


Mi veniva da rispondergli: ma vattene a fanculo tu chi ti sta sopra e alle minchiate che mi stai dicendo...! come se per prendere una multa ad un amico o chicchessia devi ricevere l'ordine dall'alto ? Ed ora che minchia di lavoro stai a fare? quello di passeggiare e girare tra bar e bar a minartela? Ma quando hai accettato il tuo incarico, per caso, c'era scritto che per prendere una multa dovevi aspettare l'ordine dall'alto?

E ne avrei da raccontare su timbrature e molto ma molto altro ancora.

da noi l'anno scorso (ma è comunque un'usanza contadina) un vecchio contadino ha messo su un'allegra brigata di altri vecchi contadini amici suoi e sono andati a finire un lavoro, GRATIS, nei campi, con tanto di grigliata e bottiglioni di vino...risultato: multa astronomica per LAVORO NERO
ma un pò di buon senso?:singleeye:
 

Ultimo

Escluso
da noi l'anno scorso (ma è comunque un'usanza contadina) un vecchio contadino ha messo su un'allegra brigata di altri vecchi contadini amici suoi e sono andati a finire un lavoro, GRATIS, nei campi, con tanto di grigliata e bottiglioni di vino...risultato: multa astronomica per LAVORO NERO
ma un pò di buon senso?:singleeye:

Da un eccesso all'altro.
 
Mi trovo dentro una libreria, conoscendo bene il titolare cominciamo a chiacchierare. Entra un vigile urbano in borghese "amico" di entrambi e si unisce alla chiacchierata. Si comincia a parlare di vendita ambulante ed abusiva dei vari fruttivendoli senza licenza, senza cassa per lo scontrino, senza nulla...Si parla anche delle varie multe che spesso non vengono prese perchè si conosce la persona in questione, di conseguenza parcheggi ovunque e senza limiti.

Gli dico: sai io capisco che una persona di una certa età che vende frutta abusivamente non sia multata o comunque fatta sloggiare, perchè ad una certa età, ormai, trovarsi un lavoro è molto difficile. Ma non capisco perchè, anche quando il fruttivendolo abusivo è uno giovane, non gli dite lo stesso nulla. potreste nel caso del giovane fare qualcosa per non farcelo ritrovare vecchio e dargli le scusanti di cui parlavo prima.
Dico anche: come non capisco il discorso delle varia infrazioni che non vengono multate perchè si conosce la persona. Si potrebbe ovviare con telecamere accese 24 ore su 24.... In questa maniera il discorso dell'amico ed altro ancora si risolverebbe. Etc..


La sua risposta è stata: Sai, è dall'alto che deve venire l'ordine, sono loro che hanno la colpa. Se loro ci dicono, da oggi BASTA, noi siamo pronti..!


Mi veniva da rispondergli: ma vattene a fanculo tu chi ti sta sopra e alle minchiate che mi stai dicendo...! come se per prendere una multa ad un amico o chicchessia devi ricevere l'ordine dall'alto ? Ed ora che minchia di lavoro stai a fare? quello di passeggiare e girare tra bar e bar a minartela? Ma quando hai accettato il tuo incarico, per caso, c'era scritto che per prendere una multa dovevi aspettare l'ordine dall'alto?

E ne avrei da raccontare su timbrature e molto ma molto altro ancora.
Ma ora scommetto che la città sia in festa eh?
Occhio che scende giù tutti i we per andare dal parrucchiere...
E ieri sera sono capottato dal divano...hanno intervistato le persone comuni al mercato di Palermo...
Uno esordisce...meglio uno di noi, piuttosto di un polentone...:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 
Ma allora ditelo eh...

Fino a Mattarella, dei dodici presidenti della Repubblica, la maggioranza assoluta proviene da Campania e Piemonte (sei presidenti): Einaudi, Saragat e Scalfaro in Piemonte e De Nicola, Leone e Napolitano in Campania. Degli altri sei, quattro provengono da due altre Regioni (Toscana: Gronchi e Ciampi; Sardegna: Segni e Cossiga), mentre il quinto è l'unico ligure (Pertini), e il sesto l'unico siciliano (Mattarella). Considerando invece gli stati italiani preunitari, ben sei provengono dal Regno di Sardegna (Piemonte, Sardegna, Liguria), quattro dal Regno delle Due Sicilie (Campania, Sicilia), due dal Granducato di Toscana.

In totale, su dodici presidenti, cinque sono stati democristiani (Gronchi, Segni, Leone, Cossiga e Scalfaro), due liberali (De Nicola ed Einaudi), un socialdemocratico (Saragat), un socialista (Pertini), due indipendenti (Ciampi, che ha però avuto trascorsi nel Partito d'Azione e Mattarella, dopo aver militato sino al loro scioglimento tra le file della DC e del PPI prima e del PD poi) e uno dei DS (Napolitano).

Il presidente più giovane al momento dell'elezione è stato Francesco Cossiga, eletto a 57 anni appena compiuti; il più anziano è stato invece Giorgio Napolitano incaricato per il suo secondo mandato a 88 anni.


Ecco perchè non hanno mai scagato el leon de san marco...ecco parchè...

Ma ora abbiamo un presidente che viene da una regione a Statuto Speciale...quindi insomma l'autonomia ce la darà...no?

Intanto visto sabato?
Grandine.

Chi semina vento raccoglie tempesta!:D
 
Stato
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