Salve a tutti! Ho già scritto la mia storia in un post precedente, ma avendola inserita all'interno di un'altra discussione ("come vi sentite voi traditi"), è passata inosservata.
Non sono io il traditore seriale pentito, parlo del mio ex marito....due tradimenti grossi, uno durato almeno un anno a cavallo tra la mia gravidanza e il primo anno di vita di nostra figlia (2007-2008), un altro (con collega diversa dalla prima) iniziato come flirt verso il 2010, consumatosi nel 2012 e scoperto a Natale 2014 (tanti auguri!).....Tutte e due le volte una tragedia da parte di entrambi: da parte mia per ovvi motivi, da parte sua per la paura di perdermi........Ora è quasi un anno che viviamo da separati, anche se le occasioni per stare insieme sono sempre tante (bimba piccola).....e lui che non mi molla, che dice che è cambiato, che ha altre priorità (roba già sentita dopo il primo tradimento), che non lo devo buttare via perché insieme siamo grandi (come no, io lui e tutte le altre).
Se sto qui a parlarne è perché, purtroppo, non riesco a voltare pagina, non riesco a capirci niente....sono anni che vado in terapia (io...lui si rifiuta), ma quando mi fa la manfrina mi instilla il dubbio che le cose possano essere diverse............So che ogni storia è a sè, ma mi farebbe piacere sentire la vostra esperienza, sia il punto di vista delle tradite, che quello dei traditori seriali....soprattutto questi ultimi, è mai possibile un pentimento profondo che ti porti a resistere alle continue tentazioni?
Grazie a tutti
Come siamo noi?
Ci farà bene farci soltanto una domanda: chi sono io? Chi sono io, davanti al mio Signore? Chi sono io, davanti a Gesù che entra in festa in Gerusalemme? Sono capace di esprimere la mia gioia, di lodarlo? O prendo distanza? Chi sono io, davanti a Gesù che soffre?
Abbiamo sentito tanti nomi, tanti nomi. Il gruppo dei dirigenti, alcuni sacerdoti, alcuni farisei, alcuni maestri della legge, che avevano deciso di ucciderlo. Aspettavano l’opportunità di prenderlo. Sono io come uno di loro?
Abbiamo sentito anche un altro nome: Giuda. 30 monete. Sono io come Giuda? Abbiamo sentito altri nomi: i discepoli che non capivano niente, che si addormentavano mentre il Signore soffriva. La mia vita è addormentata? O sono come i discepoli, che non capivano che cosa fosse tradire Gesù? Come quell’altro discepolo che voleva risolvere tutto con la spada: sono io come loro? Sono io come Giuda, che fa finta di amare e bacia il Maestro per consegnarlo, per tradirlo? Sono io, traditore? Sono io come quei dirigenti che di fretta fanno il tribunale e cercano falsi testimoni: sono io come loro? E quando faccio queste cose, se le faccio, credo che con questo salvo il popolo?
Sono io come Pilato? Quando vedo che la situazione è difficile, mi lavo le mani e non so assumere la mia responsabilità e lascio condannare – o condanno io – le persone?
Sono io come quella folla che non sapeva bene se era in una riunione religiosa, in un giudizio o in un circo, e sceglie Barabba? Per loro è lo stesso: era più divertente, per umiliare Gesù.
Sono io come i soldati che colpiscono il Signore, Gli sputano addosso, lo insultano, si divertono con l’umiliazione del Signore?
Sono io come il Cireneo che tornava dal lavoro, affaticato, ma ha avuto la buona volontà di aiutare il Signore a portare la croce?
Sono io come quelli che passavano davanti alla Croce e si facevano beffe di Gesù: “Era tanto coraggioso! Scenda dalla croce, a noi crederemo in Lui!”. Farsi beffe di Gesù…
Sono io come quelle donne coraggiose, e come la Mamma di Gesù, che erano lì, soffrivano in silenzio?
Sono io come Giuseppe, il discepolo nascosto, che porta il corpo di Gesù con amore, per dargli sepoltura?
Sono io come le due Marie che rimangono davanti al Sepolcro piangendo, pregando?
Sono io come quei capi che il giorno seguente sono andati da Pilato per dire: “Guarda che questo diceva che sarebbe risuscitato. Che non venga un altro inganno!”, e bloccano la vita, bloccano il sepolcro per difendere la dottrina, perché la vita non venga fuori?
Dov’è il mio cuore? A quale di queste persone io assomiglio? Che questa domanda ci accompagni durante tutta la settimana.