Di depressione, insomma, a volte si uccide.

Stato
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giorgiocan

Utente prolisso
continuo a no capire
e ripeto secondo me questo questo disastro non ha niente a che vedere con la depressione ...
fammi capire in che differenza consiste ...
cosi da poter capire il tuo ragionemento
Se fosse venuto fuori che il pilota era sotto l'effetto di LSD, ti sembrerebbe più comprensibile quello che è successo? Chiedo, prima di articolare una lunga risposta che non ti soddisfi.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Certo che fa paura, ma è un evento di una rarità tale che (almeno per quanto mi riguarda) porta a pensare con più leggerezza che a me non capiterà.
Ti fa pensare di più alla sfiga di essere colpito da un fulmine.
Un atto terroristico è molto peggio a livello di psicosi, ti fa sentire assolutamente insicuro. Ma anche un cedimento strutturale è peggio, perché ti ricorda improvvisamente che voli sopra un bestione che è pur sempre un prodotto dell'uomo e quindi non perfetto.
Sulla rarità e l'atteggiamento "statistico" sono completamente d'accordo con te. Ma ti faccio notare che da un terrorista (e ce lo ricordano tutto il giorno da decenni che i terroristi sono ovunque pronti a farci la festa) ti aspetti esattamente una cosa del genere. E' da una persona come te che non te lo aspetti! Da uno di cui la società ti ha spiegato che puoi fidarti, come ti fidi del chirurgo cui affidi la tua vita quando ne hai bisogno.

Sul cedimento strutturale/problema tecnico sono ancora d'accordo, ma le statistiche dicono che almeno il 60% degli incidenti aerei (parliamo sempre di aviazione civile: tecnologia nota, collaudata, mai portata nemmeno lontanamente vicina al limite) è causato dall'errore umano. Per quello citavo il dibattito attualmente in corso su un ulteriore alleggerimento del carico tecnico sul piloti.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Credo che la condizione depressiva, cioè la malattia vera e propria, sia una bomba a orologeria.

Credo che chi ne soffre ne soffra perché "cattivo", cioè prigioniero e che per liberarsene possa fare qualsiasi cosa e soprattutto in qualsiasi momento.

Io riesco a immaginare quel giovane uomo che si è vendicato dell'umanità infierendo anche sugli altri, per farlo sapere al mondo. Alcuni suicidi plateali vogliono rimarcare quella che non saprei chiamare diversamente da una specie di vendetta contro il mondo ai loro intimi (chi si impicca in casa, per esempio). Qui, in una solitudine credo estrema di relazioni, la vendetta è stata consumata davanti al solo "legame" che immagino quest'uomo avesse: quello con degli sconosciuti che portava in aereo e, di riflesso, con tutti quegli sconosciuti che pure erano e sono uomini come lui, che sono nel mondo.

... La dimensione globale del suicidio, qualcosa del genere, in un' immersione totale nella solitudine più terribile: quella che ti vede perfettamente funzionale a quello stesso mondo che per altri versi ti fa sentire la tua assoluta insignificanza. Il luogo di lavoro: esemplare...
 
Ultima modifica:

lunaiena

Scemo chi legge
Se fosse venuto fuori che il pilota era sotto l'effetto di LSD, ti sembrerebbe più comprensibile quello che è successo? Chiedo, prima di articolare una lunga risposta che non ti soddisfi.
no...no
percarita
lascia stare la lunga risposta
con questi presupposti io non discuto ...

dovresti fare una conferenza stampa sarai l'unico
che per ora ha compreso l'accaduto e il perché ...
 

giorgiocan

Utente prolisso
Giorgi, ti quoto quasi in tutto, ma se scrivi ancora una cosa del genere ti faccio bannare!!!!:cool:
Guarda, io non sono assolutamente del mestiere, ma di proteste di addetti ai lavori ne trovi in qualsiasi compagnia. Si parla principalmente di:

- personale esausto/sottopagato
- budget ridotti all'osso sotto ogni profilo
- produttività/efficienza spinta al parossismo

Poi sono anche convinto che gli standard tecnici di sicurezza siano pienamente soddisfatti, altrimenti non credo li lascerebbero fare. Ma ripeto, riporto semplicemente quel che leggo in giro. Se sai e vuoi approfondire ulteriormente sei il benvenuto.

PS - Ad ogni modo, questo ha poco a vedere col discorso generale. Se uno l'areo vuole proprio portarselo giù (e ne ha possibilità e capacità), tutte queste considerazioni hanno poco valore.
 

giorgiocan

Utente prolisso
dovresti fare una conferenza stampa sarai l'unico
che per ora ha compreso l'accaduto e il perché ...
Veramente io sono convinto del contrario, nè ci vedo alcunchè di oscuro.

PS - Ah, circa la differenza tra "umore depresso" (stato dell'umore) e "depressione" (disturbo dell'umore), bastano pochi secondi e Google. Siccome stiamo comunicando, comprendere termini e lingua che utilizziamo per farlo sarebbe utile.
 
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giorgiocan

Utente prolisso
come ho assistito dei folli ...e quest'ultimi tra questi ultimi differenza dei depressi c'è si la voglia di suicidarsi
per un qualche motivo che hanno nella testa in quel momento preciso ma c'è anche il desiderio di portare con se
"altri" per cercare di salvarlio anche no da un qualcosa che hanno in testa ...
Vorrei che tu mi fornissi una definizione della condizione clinica di "folle", magari citando gli strumenti diagnostici utili a individuarla con precisione. O in alternativa smettessi di pronunciare ovvietà da rivista Mondadori.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Credo che la condizione depressiva, cioè la malattia vera e propria, sia una bomba a orologeria.

Credo che chi ne soffre ne soffra perché "cattivo", cioè prigioniero e che per liberarsene possa fare qualsiasi cosa e soprattutto in qualsiasi momento.

Io riesco a immaginare quel giovane uomo che si è vendicato dell'umanità infierendo anche sugli altri, per farlo sapere al mondo. Alcuni suicidi plateali vogliono rimarcare quella che non saprei chiamare diversamente da una specie di vendetta contro il mondo ai loro intimi (chi si impicca in casa, per esempio). Qui, in una solitudine credo estrema di relazioni, la vendetta è stata consumata davanti al solo "legame" che immagino quest'uomo avesse: quello con degli sconosciuti che portava in aereo e, di riflesso, con tutti quegli sconosciuti che pure erano e sono uomini come lui, che sono nel mondo.

... La dimensione globale del suicidio, qualcosa del genere, in un' immersione totale nella solitudine più terribile: quella che ti vede perfettamente funzionale a quello stesso mondo che per altri versi ti fa sentire la tua assoluta insignificanza. Il luogo di lavoro: esemplare...
Il neretto è proprio il motivo per cui speravo si approfittasse di questo disastro per sensibilizzare e informare, piuttosto che ingigantire la notizia per vendere qualche copia o palinsesto pubblicitario in più. Il problema è proprio il numero enorme di persone che sperimentano una condizione più o meno grave nel corso della vita. E che il più delle volte non hanno accesso ad alcuna cura o trattamento. O evitano deliberatamente di farvi ricorso. Il problema è di una gravità inaudita, in termini sociali e culturali.

Poi, lo spettro delle varianti depressive è difficilmente schematizzabile. Per assurdo, possono coesistere tendenze opposte. Mi sembrano tutte valide, le tue considerazioni. Ricorderete, per quanto riguarda il sottoscritto, sfoghi sulla falsariga del "Perchè proprio a me!!". Ma questo è, in parte, un problema di impreparazione, disinformazione, ignoranza.

Il significato iniziale del mio post era esattamente questo. Grazie a chi* oggi ha accomunato (ed è il significato che leggo nei titoli dei giornali del pomeriggio) disagio mentale e spregio della vita umana, chi già normalmente fa una fatica dannata a chiedere aiuto - avendone necessità e diritto - avrà un argomento in più per abbandonarsi alla disperazione, per vergognarsi di sè e della propria vita, e trovarsi ad alimentare ulteriormente il problema.

*Figli di puttana.
 

lunaiena

Scemo chi legge
Veramente io sono convinto del contrario, nè ci vedo alcunchè di oscuro.

PS - Ah, circa la differenza tra "umore depresso" (stato dell'umore) e "depressione" (disturbo dell'umore), bastano pochi secondi e Google. Siccome stiamo comunicando, comprendere termini e lingua che utilizziamo per farlo sarebbe utile.
no io sto cercando di comunicare tu cerchi di sovrastare
in quasi tutte le risposte che HAI dato...
per logica ed in risposta alla tua domanda :
bastano poche secondi su google anche a te per definire follia ...
 

Fantastica

Utente di lunga data
Il neretto è proprio il motivo per cui speravo si approfittasse di questo disastro per sensibilizzare e informare, piuttosto che ingigantire la notizia per vendere qualche copia o palinsesto pubblicitario in più. Il problema è proprio il numero enorme di persone che sperimentano una condizione più o meno grave nel corso della vita. E che il più delle volte non hanno accesso ad alcuna cura o trattamento. O evitano deliberatamente di farvi ricorso. Il problema è di una gravità inaudita, in termini sociali e culturali.

Poi, lo spettro delle varianti depressive è difficilmente schematizzabile. Per assurdo, possono coesistere tendenze opposte. Mi sembrano tutte valide, le tue considerazioni. Ricorderete, per quanto riguarda il sottoscritto, sfoghi sulla falsariga del "Perchè proprio a me!!". Ma questo è, in parte, un problema di impreparazione, disinformazione, ignoranza.

Il significato iniziale del mio post era esattamente questo. Grazie a chi* oggi ha accomunato (ed è il significato che leggo nei titoli dei giornali del pomeriggio) disagio mentale e spregio della vita umana, chi già normalmente fa una fatica dannata a chiedere aiuto - avendone necessità e diritto - avrà un argomento in più per abbandonarsi alla disperazione, per vergognarsi di sè e della propria vita, e trovarsi ad alimentare ulteriormente il problema.

*Figli di puttana.
Anche io mal digerisco il termine "folle" adattato per insipienza giornalistica (ma si sa, eh, che i giornalisti sono superficiali) a qualsiasi gesto appaia inconsueto alla pubblica opinione. E' comodo e quindi ... è sbagliato.

Condivido il tuo disagio circa il rischio che si profila, ma è pur vero che c'è anche tanta letteratura (intendo divulgatia e scientifica, e anche divulgativo-scientifica, la più utile in questo caso) che ha abituato molte persone a non sottovalutare o perlomeno a capire la malattia depressiva.
Intendo che non sarei così catastrofista sugli effetti della pessima stampa di questi giorni sulle convinzioni delle persone.
 

giorgiocan

Utente prolisso
no io sto cercando di comunicare tu cerchi di sovrastare
in quasi tutte le risposte che HAI dato...
per logica ed in risposta alla tua domanda :
bastano poche secondi su google anche a te per definire follia ...
Ma cristo!!! E lo devo fare io!!!

Da Wikipedia:

FOLLIA

[...] "La definizione di follia è influenzata dal momento storico, dalla cultura, dalle convenzioni, quindi è possibile considerare folle qualcosa o qualcuno che prima era normale e viceversa."

[...] "Nell'uso moderno follia è più comunemente usato come termine informale che denota instabilità mentale, o nel contesto più ristretto giuridico dell'instabilità mentale. Nella professione medica il termine è ora evitato, in favore di diagnosi più specifiche di malattie mentali."

Traduzione per i più piccini: non vuol dire niente di preciso, non indica niente al di fuori di un contesto soggettivo e variabile!!

DEPRESSIONE

Il disturbo depressivo maggiore, MDD (Major depressive disorder, noto anche come depressione clinica, depressione maggiore, depressione endogena, depressione unipolare, disturbo unipolare o depressione ricorrente, nel caso di ripetuti episodi) è una patologia psichiatrica o disturbo dell'umore, caratterizzata da episodi di umore depresso accompagnati principalmente da una bassa autostima e perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli (anedonia). Questo gruppo di sintomi (sindrome) è stato identificato, descritto e classificato come uno dei disturbi dell'umore nell'edizione del 1980 del manuale diagnostico edito dall'American Psychiatric Association. [...]

Traduzione per i più piccini: è una patologia, viene diagnosticata ed esistono modalità e procedure (così come per qualsiasi altra patologia) per definirne natura e trattamento!!

--

Adesso è chiaro cosa intendo quando dico che o ci capiamo sui termini o tanto vale che stiamo zitti?
 

giorgiocan

Utente prolisso
Intendo che non sarei così catastrofista sugli effetti della pessima stampa di questi giorni sulle convinzioni delle persone.
La stampa purtroppo ha gioco facile. Lo stigma verso il disagio psichico, in questo paese, è già così enorme che basta veramente poco per mantenerlo in ottima salute.

Io ricordo benissimo quando nei miei deliri cercavo di spiegare allo psichiatra che mi sembrava un trauma già essermi dovuto rivolgere a lui! Se ci penso adesso mi vergogno profondamente. Fortuna che in quella fase lui era abilissimo a sdrammatizzare e a palesarmi quanto mi stessi comportando da imbecille....
 
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spleen

utente ?
Giorgio, azzardo una ipotesi,.... azzardo eh!
Se il gesto del pilota fosse stato meditato, nel senso che avesse voluto cercare di "nasconderlo" dentro un "incidente aereo, per evitare la stigmatizzazione del gesto stesso, che pensava inevitabile ma che aveva troppo timore di commettere da solo?
 

lunaiena

Scemo chi legge

lunaiena

Scemo chi legge
Giorgio, azzardo una ipotesi,.... azzardo eh!
Se il gesto del pilota fosse stato meditato, nel senso che avesse voluto cercare di "nasconderlo" dentro un "incidente aereo, per evitare la stigmatizzazione del gesto stesso, che pensava inevitabile ma che aveva troppo timore di commettere da solo?
Paura eh!:carneval:
 

Zod

Escluso
in che senso?

comunque mi sono domandata, se era veramente depresso, come mai non ha affrontato il volo della morte in solitaria su un piccolo veivolo, dato che molto probabilmente ne avrebbe avuto la possibilità, e non ho trovato risposta
Me lo sono chiesto anche io e la risposta è stata che voleva far pagare il conto ad un'altra persona per un torto subito. Della serie, mi hai fatto questo, io ora per la rabbia uccido 149 persone oltre a me, che ti resteranno sulla coscienza. Forse era stato tradito o lasciato dalla ragazza?
 

giorgiocan

Utente prolisso
Giorgio, azzardo una ipotesi,.... azzardo eh!
Se il gesto del pilota fosse stato meditato, nel senso che avesse voluto cercare di "nasconderlo" dentro un "incidente aereo, per evitare la stigmatizzazione del gesto stesso, che pensava inevitabile ma che aveva troppo timore di commettere da solo?
Ciao!

Premesso che non è che adesso voglia passare per esperto di chissachè, visto che io dallo psichiatra ci andavo in quanto paziente e niente più, io credo che non esista persona al mondo capace di rispondere con precisione alla tua domanda.

Un pilota deve sapere che un gesto così estremo non si può nascondere: ci sono la scatola nera, i tracciati radar, le comunicazioni registrate, ci sono i consulenti tecnici, ecc. Ma di questo sicuramente saprà dire Homer meglio di me, che non ho capito se lavora nel settore o cosa: io sono comunque un asino sull'argomento!

Quello che posso dirti io è che in certe condizioni non è nemmeno detto che tu ti ponga questo genere di domande. Da quel che ho letto (e ritengo comunque scarsamente attendibile), gli investigatori parrebbe abbiano trovato segnali del fatto che la decisione di pilotare sia stata piuttosto "improvvisa" (vedi occultamento approssimativo del recente certificato medico in cui le sue condizioni psicologiche erano definite inadatte al servizio); insomma, che questo specifico imbarco si sia presentato più come un'occasione per attuare un idea radicata che una pianificazione precisa.

Non credo che racconterò mai qui, per filo e per segno, la mia esperienza. Ma posso dirti che neanche due anni fa ero così "altrove" rispetto alla realtà da arrivare a vedere complotti e minacce praticamente ovunque. Ed ero così arreso ad un epilogo fatale che se un amico non si fosse messo in mezzo costringendomi "con le cattive" a consultare uno specialista sarei stato sicuramente ospedalizzato a breve - anche solo perchè ero così certo che non ci fosse salvezza da aver anche smesso di mangiare. L'unica regola "lucida" che mi feci fu di evitare di farmi trovare cadavere dalla mia ex compagna.

Per quello non mi stupisco di qualsiasi cosa possa essere passata per la testa di quel disgraziato.
 

giorgiocan

Utente prolisso
certo che se per te questo è comunicare
Esatto. Parlare chiaro e parlare preciso. Annientare le frottole, le ovvietà di comodo, gli atteggiamenti di sufficienza e qualsiasi atteggiamento ipocrita. Siamo chiari: non ce l'ho con nessuno; due anni fa probabilmente ne sapevo meno di te. Oggi invece mi rendo conto della gravità del problema. Che è qualcosa di enorme. Ed è quasi completamente passato sotto silenzio.
 
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Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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