Per i "sociologi" del forum.

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brenin

Utente
Staff Forum
"singolarità" forse, é il termine che vai cercando
Concordo pienamente.
" Arriveremo al punto in cui il progresso tecnologico sarà talmente rapido da essere incomprensibile per l'intelletto umano non incrementato. Quel momento contrassegnerà la singolarità. " - tratto da
LA SINGOLARITA' E' VICINA: Quando gli esseri umani trascendono la biologia
di Ray Kurzweil
Viking Press

per chi volesse approfondire : http://www.estropico.com/id259.htm
 

drusilla

Drama Queen
Eh no col cavolo!! Io primo! 😂
ma che bugiardoooooo! riguarda, aoh

le mie ricerche su Google sono a razzo....

EDIT: HAI RAGIONEEEEE SCUSA (non avevo visto te, ne ero convinta) La cena con Giorgio è tutta tua.... :mexican::mexican:
 
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drusilla

Drama Queen

Ghostly

Snow glider
ma che bugiardoooooo! riguarda, aoh

le mie ricerche su Google sono a razzo....

EDIT: HAI RAGIONEEEEE SCUSA (non avevo visto te, ne ero convinta) La cena con Giorgio è tutta tua.... :mexican::mexican:

In realtà i miei messaggi arrivano "dopo" quindi c'è stato un qui pro quo 😁
 

FataIgnorante

Utente di lunga data
Molto interessante.....sto leggendo! Intuitivamente avevo ragionato sul fatto che ci potesse essere un punto di non ritorno con le tecnologie. Cosa che a mio avviso è in parte avvenuta.
 

banshee

The Queen
stavo leggendo anche io..quoto Fata molto interessante

all'università ho studiato il digital divide, ma è un'altra cosa... la singolarità non la conoscevo..

:up:
 

Ghostly

Snow glider
Un esempio dimostrativo perfetto della veridicità di questa teoria é l'abilità di molti nel sostituire un ruota bucata o peggio una lampadina dell'auto. Operazioni banalissime ma impossibili per molti 😂
 

Sbriciolata

Escluso
Io temo che la singolarità tecnologica sia più una chimera fantascientifica che una teoria scientifica. E la sociologia si basa sulla scienza.
Non a caso è nata quando dell'accelerazione tecnologica si aveva una paura quasi superstiziosa, dovuta appunto alla diffusa incapacità di comprenderla.
Adesso basta entrare in una scuola media per vedere quanto i ragazzi seguano in modo armonico l'accelerazione tecnologica senza sforzo alcuno.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Adesso basta entrare in una scuola media per vedere quanto i ragazzi seguano in modo armonico l'accelerazione tecnologica senza sforzo alcuno.
Giusto perchè so di star parlandone con qualcuno di competente, dissento. I "ragazzi" di cui parli sono fondamentalmente consumatori ossessivi. Mettiamoli a sviluppare, poi riparliamone. Ed è da quel punto di vista che andrebbe valutato il ritmo evolutivo della tecnologia di consumo in funzione delle nostre capacità di apprendimento e adattamento, altrimenti il problema non emerge.
 

Sbriciolata

Escluso
Giusto perchè so di star parlandone con qualcuno di competente, dissento. I "ragazzi" di cui parli sono fondamentalmente consumatori ossessivi. Mettiamoli a sviluppare, poi riparliamone. Ed è da quel punto di vista che andrebbe valutato il ritmo evolutivo della tecnologia di consumo in funzione delle nostre capacità di apprendimento e adattamento, altrimenti il problema non emerge.

Per apprendere basta comprendere non replicare o creare. Basti pensare all'arte. Ed il fatto di utilizzare é già indice di un certo grado di apprendimento. Ora io non riesco a pensare ad una tecnologia non progettata dall'uomo che è l'unica tecnologia che gli potrebbe essere incomprensibile. A parte certe branche della tecnologia in cui si possano verificare fenomeni di serendipità. Tipo le sperimentazioni che stanno facendo sui materiali di composizione batterica in Giappone.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Per apprendere basta comprendere non replicare o creare. Basti pensare all'arte. Ed il fatto di utilizzare é già indice di un certo grado di apprendimento. Ora io non riesco a pensare ad una tecnologia non progettata dall'uomo che è l'unica tecnologia che gli potrebbe essere incomprensibile. A parte certe branche della tecnologia in cui si possano verificare fenomeni di serendipità. Tipo le sperimentazioni che stanno facendo sui materiali di composizione batterica in Giappone.
Tu parli in termini quasi astratti, rispetto ai numeri del consumo tecnologico di massa. Non sempre l'innovazione condiziona direttamente le dinamiche sociali, purtroppo anche quando ci sarebbe molto da guadagnarci.

Io parlo di saperi che non possono essere approfonditi nè diffusi prima di diventare inutili, e quindi non più praticabili se non per pura esperienza personale. E ritengo che i giovanissimi abbiano una comprensione davvero marginale dell'evoluzione della tecnologie che come utenti padroneggiano.

In ambito professionale, poi, l'estrema specializzazione delle competenze tecniche e tecnologiche non rispecchia quasi mai i requisiti del mercato, il che rende spesso problematico e frustrante affrontare una carriera da ricercatore/sviluppatore.

Imho.
 

Sbriciolata

Escluso
Tu parli in termini quasi astratti, rispetto ai numeri del consumo tecnologico di massa. Non sempre l'innovazione condiziona direttamente le dinamiche sociali, purtroppo anche quando ci sarebbe molto da guadagnarci.

Io parlo di saperi che non possono essere approfonditi nè diffusi prima di diventare inutili, e quindi non più praticabili se non per pura esperienza personale. E ritengo che i giovanissimi abbiano una comprensione davvero marginale dell'evoluzione della tecnologie che come utenti padroneggiano.

In ambito professionale, poi, l'estrema specializzazione delle competenze tecniche e tecnologiche non rispecchia quasi mai i requisiti del mercato, il che rende spesso problematico e frustrante affrontare una carriera da ricercatore/sviluppatore.

Imho.
aspetta però, forse parliamo di due cose diverse. La singolarità tecnologica da quello che so io è in soldoni la perdita di significato in parte o del tutto della tecnologia derivata da un'anomalia per la quale l'uomo non riesce a prevedere il suo evolversi.
Infatti propedeutici alla singolarità tecnologica sono tipicamente previsti o l'intervento di un'intelligenza aliena o il sopravanzare dell'intelligenza artificiale a quella umana.
 

giorgiocan

Utente prolisso
aspetta però, forse parliamo di due cose diverse. La singolarità tecnologica da quello che so io è in soldoni la perdita di significato in parte o del tutto della tecnologia derivata da un'anomalia per la quale l'uomo non riesce a prevedere il suo evolversi.
Infatti propedeutici alla singolarità tecnologica sono tipicamente previsti o l'intervento di un'intelligenza aliena o il sopravanzare dell'intelligenza artificiale a quella umana.
Credo che parliamo di cose diverse, in effetti. In quella di cui parlo io non è previsto l'intervento di un'intelligenza aliena. Semmai, che un giorno l'umanità si accorga che nessuno è più in grado di riparare un frigorifero, nè tanto meno di progettarne uno da zero (in soldoni e buttando il tutto un po' in vacca, che fa pure un po' P.K.Dick che ti piace assai!).
 

Sbriciolata

Escluso
Credo che parliamo di cose diverse, in effetti. In quella di cui parlo io non è previsto l'intervento di un'intelligenza aliena. Semmai, che un giorno l'umanità si accorga che nessuno è più in grado di riparare un frigorifero, nè tanto meno di progettarne uno da zero (in soldoni e buttando il tutto un po' in vacca, che fa pure un po' P.K.Dick che ti piace assai!).
ecco, quello che avevo capito io era più o meno il contrario. Credevo parlassi di questo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_dei_ritorni_acceleranti
 

feather

Utente tardo
Credo che parliamo di cose diverse, in effetti. In quella di cui parlo io non è previsto l'intervento di un'intelligenza aliena. Semmai, che un giorno l'umanità si accorga che nessuno è più in grado di riparare un frigorifero, nè tanto meno di progettarne uno da zero (in soldoni e buttando il tutto un po' in vacca, che fa pure un po' P.K.Dick che ti piace assai!).
Non mi pare sia possibile una cosa del genere. Se nessuno progetta frigoriferi, non avrai più frigoriferi da riparare.
A quel punto:
o non hai più bisogno di frigoriferi perché un'altra tecnologia ti risolve il problema
o se ci sarà un problema di come generare il freddo qualcuno che rispolvera o re-inventa il frigo ci sarà

Il frigo è stato inventato perché esisteva l'esigenza di una macchina che risolvesse il problema, finché ci sarà l'esigenza ci sarà qualcuno pronto a sfruttarla e farci dei soldi.

Non vedo proprio come possa andare persa una competenza del genere.
Tanto più che la tecnologia di un frigo è abbastanza banale e immutata da decenni.

Secondo me la società umana si sta solamente adattando a un mondo che offre tecnologie diverse, che risolvono un sacco di problemi e offrono un sacco di opportunità che vanno capite e sfruttate.

Ma il moriremo tutti proprio non riesco a capirlo.

L'umanità ha inventato il frigorifero, l'umanità lo ripara.

Quello di cui parli tu invece mi pare che sia altro. Che molte tecnologie sono abbastanza complesse per essere capite e studiate solo da una percentuale della popolazione.
Fino alle macchine a vapore bene o male tutti sapevano tutto quello che c'era da sapere.
Leonardo sapeva di tecniche pittoriche quanto di ingegneria. Ora non credo sarebbe possibile. C'è semplicemente troppo.
Ma da lì a dire che non ci sarà più nessuno a conoscere una determinata tecnologia.. non vedo perché.
 

spleen

utente ?
Non mi pare sia possibile una cosa del genere. Se nessuno progetta frigoriferi, non avrai più frigoriferi da riparare.
A quel punto:
o non hai più bisogno di frigoriferi perché un'altra tecnologia ti risolve il problema
o se ci sarà un problema di come generare il freddo qualcuno che rispolvera o re-inventa il frigo ci sarà

Il frigo è stato inventato perché esisteva l'esigenza di una macchina che risolvesse il problema, finché ci sarà l'esigenza ci sarà qualcuno pronto a sfruttarla e farci dei soldi.

Non vedo proprio come possa andare persa una competenza del genere.
Tanto più che la tecnologia di un frigo è abbastanza banale e immutata da decenni.

Secondo me la società umana si sta solamente adattando a un mondo che offre tecnologie diverse, che risolvono un sacco di problemi e offrono un sacco di opportunità che vanno capite e sfruttate.

Ma il moriremo tutti proprio non riesco a capirlo.

L'umanità ha inventato il frigorifero, l'umanità lo ripara.

Quello di cui parli tu invece mi pare che sia altro. Che molte tecnologie sono abbastanza complesse per essere capite e studiate solo da una percentuale della popolazione.
Fino alle macchine a vapore bene o male tutti sapevano tutto quello che c'era da sapere.
Leonardo sapeva di tecniche pittoriche quanto di ingegneria. Ora non credo sarebbe possibile. C'è semplicemente troppo.
Ma da lì a dire che non ci sarà più nessuno a conoscere una determinata tecnologia.. non vedo perché.
Due considerazioni:


- Le invenzioni non entrano automaticamente a far parte della cultura utilizzata e condivisa, si deve prima sentire il bisogno collettivo di una soluzione tecnologica, si devono venire a creare i presupposti nella società. Ad esempio la macchina a vapore era già nota in epoca ellenistica ma il suo utilizzo massivo fu possibile solo durante la rivoluzione industriale. La stampa come concetto di imprimere segni con punzoni con forma prefissata, era probabilmente già nota ai cretesi ( disco di Festos) ma l’esigenza di avere libri ad un costo accettabile verrà superata solo con Gutemberg.


- Umberto Eco teorizzò anni or sono, per la società contemporanea, una sorta di paradosso di “eccesso di informazioni” dove il vero problema non sta nella capacità di assimilazione individuale di informazioni e tecnologia ma nell’ acquisire la capacità di discernere -quali – informazioni siano veramente rilevanti ed importanti. (Dunque una questione qualitativa e non quantitativa). Spulciando in internet, dove confluiscono le info ma anche la merda dell’ informazionie mondiale, senza togliere nulla al mezzo, non posso che ammettere che aveva ragione. Ecco perché il ruolo della scuola oggi si è fatto più importante, a scuola si dovrebbe insegnare a distinguere la qualità delle informazioni che riceviamo.
 
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brenin

Utente
Staff Forum
Due considerazioni:


- Le invenzioni non entrano automaticamente a far parte della cultura utilizzata e condivisa, si deve prima sentire il bisogno collettivo di una soluzione tecnologica, si devono venire a creare i presupposti nella società. Ad esempio la macchina a vapore era già nota in epoca ellenistica ma il suo utilizzo massivo fu possibile solo durante la rivoluzione industriale. La stampa come concetto di imprimere segni con punzoni con forma prefissata, era probabilmente già nota ai cretesi ( disco di Festos) ma l’esigenza di avere libri ad un costo accettabile verrà superata solo con Gutemberg.


- Umberto Eco teorizzò anni or sono, per la società contemporanea, una sorta di paradosso di “eccesso di informazioni” dove il vero problema non sta nella capacità di assimilazione individuale di informazioni e tecnologia ma nell’ acquisire la capacità di discernere -quali – informazioni siano veramente rilevanti ed importanti. (Dunque una questione qualitativa e non quantitativa). Spulciando in internet, dove confluiscono le info ma anche la merda dell’ informazionie mondiale, senza togliere nulla al mezzo, non posso che ammettere che aveva ragione. Ecco perché il ruolo della scuola oggi si è fatto più importante, a scuola si dovrebbe insegnare a distinguere la qualità delle informazioni che riceviamo.
Penso che a scuola si debba pensare innanzitutto a "formare" gli studenti,in modo tale che poi - autonomamente - provvedano loro stessi a "filtrare" le informazioni da acquisire. Penso sia difficile insegnare a distinguere la qualità delle informazioni,essendo alla fine tutto basato sul metro di giudizio personale di uno o più insegnanti. In termini concreti penso - a mio modesto avviso - che resti un'utopia ( basti pensare ai condizionamenti "esterni" ) sin tanto che chi "richiede" informazioni abbia conoscenze di base tali da permettergli di approfondire e valutare il responso/risposta dal web.
 
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