Non sono d'accordo sul neretto, perché tu confondi libertà con possibilità di comprare anche il tempo. La libertà è una faccenda un po' più seria e un po' più complessa.Ribadisco che il denaro serve per vivere e la ricchezza per essere liberi. La felicità è un'altra questione. Si può essere felici anche senza possedere nulla, basta essere liberi dentro.
La libertà è partecipazione (cit)Non sono d'accordo sul neretto, perché tu confondi libertà con possibilità di comprare anche il tempo. La libertà è una faccenda un po' più seria e un po' più complessa.
Libero è chi possedendo poco o anche nulla, non sente di mancare di qualcosa; possedendo tanto, se perdesse tutto, non sentirebbe di mancare di qualcosa. Questo è un uomo libero.
Come sono lontani i tempi in cui valeva questa affermazione... Il denaro non c'è in nessuna delle frasi di quella canzone: c'è l'idea di libertà come oziosità, spazio libero, isolamento alla Barone Cosimo, ma nulla che richiami il denaro. Pensa come siamo caduti in basso...La libertà è partecipazione (cit)
Ci sono due tipi di libertà. Quella che ti permette di fare ciò che vuoi, e quella che non ti fa dipendere da cose/oggetti. La prima è data dalla disponibilità economica, la seconda dal carattere e dalla formazione ricevuta.Non sono d'accordo sul neretto, perché tu confondi libertà con possibilità di comprare anche il tempo. La libertà è una faccenda un po' più seria e un po' più complessa.
Libero è chi possedendo poco o anche nulla, non sente di mancare di qualcosa; possedendo tanto, se perdesse tutto, non sentirebbe di mancare di qualcosa. Questo è un uomo libero.
Alla radice infatti c'è la domanda: tu cosa vuoi? Se io rispondo "essere un uomo libero", è chiaro che il primo tipo di libertà dipende dal secondo (nel tuo ordine) e che il primo tipo di "libertà" è illusorio, o piuttosto è una forma di schiavitù, se "fare ciò che si vuole" dipende dal volere delle cose e non, per esempio, dei diritti.Ci sono due tipi di libertà. Quella che ti permette di fare ciò che vuoi, e quella che non ti fa dipendere da cose/oggetti. La prima è data dalla disponibilità economica, la seconda dal carattere e dalla formazione ricevuta.
Mi sa che confondiamo libertà con felicità. La felicità è uno stato d'animo a cui alcuni sono più portati di altri, e non dipende dalla ricchezza o dal denaro. Ad esempio per far felice un bambino basta poco, ed egli non sa nemmeno il senso della ricchezza e del denaro. La libertà è altra questione. Sei libero quando puoi gestire il tuo tempo senza impegni e non hai responsabilitá di cui rispondere. In teoria puoi essere libero anche se non hai niente, ma devi mangiare, vestirti, e se hai famiglia occupartene. La ricchezza ti rende libero perché puoi scegliere senza limiti. Ma non necessariamente ti rende felice visto che non ti permette di comprare la cosa più importante, che è l'amore, gli affetti, relazioni profonde. C'è chi dopo aver vinto il Superenalotto dopo pochi anni si è suicidato. Quindi ...Alla radice infatti c'è la domanda: tu cosa vuoi? Se io rispondo "essere un uomo libero", è chiaro che il primo tipo di libertà dipende dal secondo (nel tuo ordine) e che il primo tipo di "libertà" è illusorio, o piuttosto è una forma di schiavitù, se "fare ciò che si vuole" dipende dal volere delle cose e non, per esempio, dei diritti.
D'accordo sul tempo, non sul fatto che le responsabilità rendano non liberi.Mi sa che confondiamo libertà con felicità. La felicità è uno stato d'animo a cui alcuni sono più portati di altri, e non dipende dalla ricchezza o dal denaro. Ad esempio per far felice un bambino basta poco, ed egli non sa nemmeno il senso della ricchezza e del denaro. La libertà è altra questione. Sei libero quando puoi gestire il tuo tempo senza impegni e non hai responsabilitá di cui rispondere. In teoria puoi essere libero anche se non hai niente, ma devi mangiare, vestirti, e se hai famiglia occupartene. La ricchezza ti rende libero perché puoi scegliere senza limiti. Ma non necessariamente ti rende felice visto che non ti permette di comprare la cosa più importante, che è l'amore, gli affetti, relazioni profonde. C'è chi dopo aver vinto il Superenalotto dopo pochi anni si è suicidato. Quindi ...
Mi stupisce molto l'esempio del dentifricio perchè ci pensavo proprio l'altro giorno ma per altre questioni legate al marketing della differenziazione del prodotto. Se hai lo stesso prodotto, ma uno ha una confezione nuova, un nome nuovo, un sapore diverso, molti lo preferiscono al solito vecchio dentifricio. E sono anche disposti a pagare tale senso di innovazione una percentuale in più del prezzo del solito dentifricio. Stessa cosa per gli spazzolini e tante altre cose.D'accordo sul tempo, non sul fatto che le responsabilità rendano non liberi.
Posto che l'uomo non è onnipotente, la libertà si esercità solo entro limiti. Se scegli la maggiore o minore quantità di denaro che hai a disposizione come misura del tuo limite alla libertà, tu assumi che possa esistere una libertà senza limiti, e infatti scrivi "la ricchezza ti rende libero perché puoi scegliere senza limiti", il che per me è appunto illusorio o schiavizzante, se ci credi. Il denaro può farti credere che avendolo non esistano limiti: la sua più raffinata forma di induzione alla schiavitù.
Facciamo l'esempio delle marche di dentifricio a disposizione al supermercato: sei più libero perché puoi scegliere tra venti marche invece che tra due? No. Sei ugualmente limitato dal fatto che scegli un dentifricio; la differenza sostanziale, è che se devi (devi) scegliere tra venti marche, ci metterai almeno il doppio del tempo che se tu dovessi scegliere tra due. E lì comincia la perversione per cui, volendo permettermi maggiore scelta, spreco tutto il mio tempo per accumulare possibilità di scelta, dinanzi alle quali poi alla fine, come chi ne ha meno di me, farò una scelta; solo che ci metterò molto tempo a accumulare le possibilità, molto tempo a scegliere, e lo stesso tempo di un altro che ha avuto meno possibilità di accumulo e meno scelta (ma più tempo) a consumare. Perché io, tu NON siamo illimitati.
di reciproca diffidenza. :singleeye:Che rapporto avete con il denaro?
Risposta deliziosa:bacissimo:di reciproca diffidenza. :singleeye:
Mi auguro che si capisca anche che il denaro e la disponibilità da sole non fanno la libertà. Ti danno più possibilità di sfuggire da alcuni bisogni ma non ti rendono automaticamente libero.D'accordo sul tempo, non sul fatto che le responsabilità rendano non liberi.
Posto che l'uomo non è onnipotente, la libertà si esercità solo entro limiti. Se scegli la maggiore o minore quantità di denaro che hai a disposizione come misura del tuo limite alla libertà, tu assumi che possa esistere una libertà senza limiti, e infatti scrivi "la ricchezza ti rende libero perché puoi scegliere senza limiti", il che per me è appunto illusorio o schiavizzante, se ci credi. Il denaro può farti credere che avendolo non esistano limiti: la sua più raffinata forma di induzione alla schiavitù.
Facciamo l'esempio delle marche di dentifricio a disposizione al supermercato: sei più libero perché puoi scegliere tra venti marche invece che tra due? No. Sei ugualmente limitato dal fatto che scegli un dentifricio; la differenza sostanziale, è che se devi (devi) scegliere tra venti marche, ci metterai almeno il doppio del tempo che se tu dovessi scegliere tra due. E lì comincia la perversione per cui, volendo permettermi maggiore scelta, spreco tutto il mio tempo per accumulare possibilità di scelta, dinanzi alle quali poi alla fine, come chi ne ha meno di me, farò una scelta; solo che ci metterò molto tempo a accumulare le possibilità, molto tempo a scegliere, e lo stesso tempo di un altro che ha avuto meno possibilità di accumulo e meno scelta (ma più tempo) a consumare. Perché io, tu NON siamo illimitati.
Beh, perfetto, Spleen. L'hai spiegato in termini più concreti e semplici dei miei:up:Mi auguro che si capisca anche che il denaro e la disponibilità da sole non fanno la libertà. Ti danno più possibilità di sfuggire da alcuni bisogni ma non ti rendono automaticamente libero.
Primariamente perchè la ricchezza ha bisogno di essere difesa ed incrementata, senza limiti, e questo comporta in una caterva di persone lo sforzo e l'impegno continuo per accumulare e speculare, in un circolo vizioso che asservisce il possessore al posseduto.
In secondo luogo perchè se la ricchezza garantisce possibilità illimitate, tanti ci si perdono, dentro queste possibilità e finiscono per rimanere schiacciati sotto il peso del proprio ego che senza limiti diventa smisurato e patologico. E' forse raro sentire parlare delle bizzarrie di riccastri mai contenti di nulla? A che mi serve avere tutto se rimango vittima di me stesso?
per essere liberi è essenziale avere un cervello che si accorga di quando non lo si è, infatti. Per quello dicevo che la libertà è una condizione innanzitutto mentale. Se io so di avere un condizionamento e cerco di circoscriverlo, sono ancora una persona libera, perchè aspiro alla libertà pur essendo vincolata. Ma se io non mi rendo conto di essere vincolata sarò schiava. Quel 'rendersi conto' passa dalla cultura, secondo me.Mi auguro che si capisca anche che il denaro e la disponibilità da sole non fanno la libertà. Ti danno più possibilità di sfuggire da alcuni bisogni ma non ti rendono automaticamente libero.
Primariamente perchè la ricchezza ha bisogno di essere difesa ed incrementata, senza limiti, e questo comporta in una caterva di persone lo sforzo e l'impegno continuo per accumulare e speculare, in un circolo vizioso che asservisce il possessore al posseduto.
In secondo luogo perchè se la ricchezza garantisce possibilità illimitate, tanti ci si perdono, dentro queste possibilità e finiscono per rimanere schiacciati sotto il peso del proprio ego che senza limiti diventa smisurato e patologico. E' forse raro sentire parlare delle bizzarrie di riccastri mai contenti di nulla? A che mi serve avere tutto se rimango vittima di me stesso?
Passa dalla consapevolezza. Che è incrementabile anche con la cultura, ma non solo, ho conosciuto persone non particolarmente colte ma molto libere nel loro pensiero e all' opposto persone molto colte, anche coltissime ma schiave di passioni distruttive e irrefrenabili. (Colte proprio, non solo istruite).per essere liberi è essenziale avere un cervello che si accorga di quando non lo si è, infatti. Per quello dicevo che la libertà è una condizione innanzitutto mentale. Se io so di avere un condizionamento e cerco di circoscriverlo, sono ancora una persona libera, perchè aspiro alla libertà pur essendo vincolata. Ma se io non mi rendo conto di essere vincolata sarò schiava. Quel 'rendersi conto' passa dalla cultura, secondo me.
prova un po' a dirlo ai miei vicini di casa che d'inverno non accendono il riscaldamento, va'.Bel topic,un po' in ritardo dico la mia.
Non mi sono mai mancati e poche volte in vita mia mi sono dovuto spaccare la schiena per guadagnarli. Si e' vero,per racimolare qualche spicciolo ho anche pulito cessi alle dipendenze di un uomo di colore ma sapevo benissimo che in tasca avevo le mie carte di credito. Cresciuto in una famiglia di lavoratori con mio padre dirigente di alto profilo prima ed imprenditore di successo dopo,per molto tempo mi sono potuto togliere qualche sfizio costoso. Poi mi e' capitata la separazione ed e' stata una bellissima lezione di vita. Improvvisamente mi sono accorto che i soldi non servono assolutamente a niente,che per troppo tempo ho vissuto comprando oggetti che servivano solo a compensare le mie carenze interiori e la mia infelicita'. Oggi sono discretamente piu' povero e un po' incerto sul futuro ma incredibilmente piu' felice. Ho ben altre priorita' e quello che per me fino a 3/4 anni fa era importante ( l'ultimo modello di questo o quello,il viaggio in Europa per fare shopping una o due volte l'anno) oggi mi sembrano solo sciocchezze. Insomma sembra roba da film e filosofia spicciola ma invece e' davvero cosi',solo che finche' non ci sbatti il muso sopra non lo capisci..
Secondo me questa è una sacrosanta verità. Ed è il fondamento del marketing. Le persone felici comprano molto meno delle infelici. Me ne sono resa conto io in prima persona, ma è proprio la base delle strategie di marketing.Bel topic,un po' in ritardo dico la mia.
Non mi sono mai mancati e poche volte in vita mia mi sono dovuto spaccare la schiena per guadagnarli. Si e' vero,per racimolare qualche spicciolo ho anche pulito cessi alle dipendenze di un uomo di colore ma sapevo benissimo che in tasca avevo le mie carte di credito. Cresciuto in una famiglia di lavoratori con mio padre dirigente di alto profilo prima ed imprenditore di successo dopo,per molto tempo mi sono potuto togliere qualche sfizio costoso. Poi mi e' capitata la separazione ed e' stata una bellissima lezione di vita. Improvvisamente mi sono accorto che i soldi non servono assolutamente a niente,che per troppo tempo ho vissuto comprando oggetti che servivano solo a compensare le mie carenze interiori e la mia infelicita'. Oggi sono discretamente piu' povero e un po' incerto sul futuro ma incredibilmente piu' felice. Ho ben altre priorita' e quello che per me fino a 3/4 anni fa era importante ( l'ultimo modello di questo o quello,il viaggio in Europa per fare shopping una o due volte l'anno) oggi mi sembrano solo sciocchezze. Insomma sembra roba da film e filosofia spicciola ma invece e' davvero cosi',solo che finche' non ci sbatti il muso sopra non lo capisci..
Si fa per dire ovviamente. E' per ricollegarmi all'insieme del mio discorso :up:prova un po' a dirlo ai miei vicini di casa che d'inverno non accendono il riscaldamento, va'.
ma ... a parte che avevo appena letto che TU eri vittima di razzismo...Bel topic,un po' in ritardo dico la mia.
Non mi sono mai mancati e poche volte in vita mia mi sono dovuto spaccare la schiena per guadagnarli. Si e' vero,per racimolare qualche spicciolo ho anche pulito cessi alle dipendenze di un uomo di colore ma sapevo benissimo che in tasca avevo le mie carte di credito. Cresciuto in una famiglia di lavoratori con mio padre dirigente di alto profilo prima ed imprenditore di successo dopo,per molto tempo mi sono potuto togliere qualche sfizio costoso. Poi mi e' capitata la separazione ed e' stata una bellissima lezione di vita. Improvvisamente mi sono accorto che i soldi non servono assolutamente a niente,che per troppo tempo ho vissuto comprando oggetti che servivano solo a compensare le mie carenze interiori e la mia infelicita'. Oggi sono discretamente piu' povero e un po' incerto sul futuro ma incredibilmente piu' felice. Ho ben altre priorita' e quello che per me fino a 3/4 anni fa era importante ( l'ultimo modello di questo o quello,il viaggio in Europa per fare shopping una o due volte l'anno) oggi mi sembrano solo sciocchezze. Insomma sembra roba da film e filosofia spicciola ma invece e' davvero cosi',solo che finche' non ci sbatti il muso sopra non lo capisci..