100 giorni e sono ancora qua ...

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Horny

Utente di lunga data
Qui stai semplificando troppo. Pur esistendo tante similitudini tra le storie ogni coppia o ogni famiglia hanno ragioni motivi cause diverse che l'hanno portata a una crisi e queste andrebbero esplorate se sussiste l'interesse o la necessità per un prosequio della relazione. Nel caso contrario si chiude ma con sufficienti motivazioni per non portarsi dietro tutta la vita quello che è accaduto. Senza rimpianti o rancori, insomma, o con una limitata influenza degli stessi sulla nostra vita. Non è il caso di Juan che si ritrova ad avere ora a che fare con un conflitto personale. Evidentemente la situazione non è risolta. Che lei cerchi il perdono è probabile. I sensi di colpa agiscono comunque.
Ma a me pare che la situazione non risolta riguardi
juan come persona, più che il suo ex rapporto di coppia.
 

Diletta

Utente di lunga data
Con una famiglia subentrano altre valutazioni.
Però per me il principio deve essere la considerazione di ciò che ha dimostrato il traditore. E su questo basare la scelta. Se ci si basa sul sentimento del tradito si diventa tappetini.

Con questo dici che qualsiasi tradimento porta ad una sola scelta, cioè il non restare.
Il traditore non può dimostrare altro che il peggio.
 

Horny

Utente di lunga data
Con questo dici che qualsiasi tradimento porta ad una sola scelta, cioè il non restare.
Il traditore non può dimostrare altro che il peggio.
Non mi pare che abbia scritto questo.
ad esempio se tu non ami più tuo marito e lui non ti ama,
potete stare pure assieme serenamente per un 1000 di motivi.
ci sono poi casi in cui si viene traditi ma è il tradito a non aver amato.
 

Diletta

Utente di lunga data
Una scelta comune a tante situazioni di coppia,
tradimenti con altri partner o meno.
domanda:
si può amare qualcuno che non ci ama?
(nel caso dei figli credo di si, ma un partner?)
e condividere la vita con qualcuno che non amiamo e non ci ama e' sano?
forse sopravvalutiamo l'amore?


Secondo me, si può stare insieme a chi non ci ama per motivi diversi da quelli sentimentali.
Stare insieme se si ama senza reciprocità, sarebbe una vita piena di dolore.
La situazione peggiore è quella di dover stare insieme "per forza" e continuare ad amare...
 

Diletta

Utente di lunga data
Non mi pare che abbia scritto questo.
ad esempio se tu non ami più tuo marito e lui non ti ama,
potete stare pure assieme serenamente per un 1000 di motivi.
ci sono poi casi in cui si viene traditi ma è il tradito a non aver amato.


Da quello che ho capito di Brunetta, lei non vede possibile stare insieme a chi ha tradito se si continua ad amare perché amare chi ha dimostrato col suo gesto di non amarci è umiliante e basta.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Una scelta comune a tante situazioni di coppia,
tradimenti con altri partner o meno.
domanda:
si può amare qualcuno che non ci ama?
(nel caso dei figli credo di si, ma un partner?)
e condividere la vita con qualcuno che non amiamo e non ci ama e' sano?
forse sopravvalutiamo l'amore?
Da quello che ho capito di Brunetta, lei non vede possibile stare insieme a chi ha tradito se si continua ad amare perché amare chi ha dimostrato col suo gesto di non amarci è umiliante e basta.
Sì penso che si sopravaluti un presunto potere dell'amore che spianerebbe le montagne, ma se una persona non ti ama dimostrarle amore incondizionato ti riduce a tappetino e non fa bene neanche all'oggetto d'amore. Se si pensa ai figli è chiaro che si amano, ma non si accetta tutto da loro.
Invece nel tradimento di coppia subentra la mitologia del passato vissuto insieme e della forza del perdono.
Ma chi tradisce dimostrando mancanza di rispetto non ci ama di quell'amore che vorremmo. Si può anche stare insieme ma sapendo che si tratta di una società con un socio di cui non ci si può fidare.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Invece nel tradimento di coppia subentra la mitologia del passato vissuto insieme e della forza del perdono.
Ma chi tradisce dimostrando mancanza di rispetto non ci ama di quell'amore che vorremmo. Si può anche stare insieme ma sapendo che si tratta di una società con un socio di cui non ci si può fidare.

Rivedere l'altro, e rivedere se stessi, alla luce accecante di un tradimento, può anche costituire il passaggio necessario per una qualità della relazione più confacente (di quanto non lo fosse prima-il subito prima, terreno sul quale si è potuto innestare il tradimento) ai due individui della coppia. Evolvere e crescere, migliorare anche, a volte significa attraversare certi deserti annichilenti e interfacciarsi con mostri sconosciuti, riconoscendoli come obbrobri che possono occultarsi anche dentro ognuno di noi. Il che non giustifica un bel nulla, ma cavalcare a vita la tigre dell'affidabilità e della "purezza", nel senso di farne un punto di forza nei confronti di lui, che già si autoflagella di suo, non mi sembra (a me) che possa portarmi molto lontano. Umilmente osservo come cambiamo. Forse non mi fiderò, come dici tu, mai più incondizionatamente, ma non lo vedo, questo eventuale passaggio, come una perdita incommensurabile generica. Perdita dell'innocenza si, e mi va bene; mi serve anche per altro nella vita, mi sta servendo davvero per riallineare altri pentagrammi storti di cui, sempre nell'innocenza, non riuscivo a cogliere le grosse, dannose, imperfezioni.
 

Spot

utente in roaming.
Rivedere l'altro, e rivedere se stessi, alla luce accecante di un tradimento, può anche costituire il passaggio necessario per una qualità della relazione più confacente (di quanto non lo fosse prima-il subito prima, terreno sul quale si è potuto innestare il tradimento) ai due individui della coppia. Evolvere e crescere, migliorare anche, a volte significa attraversare certi deserti annichilenti e interfacciarsi con mostri sconosciuti, riconoscendoli come obbrobri che possono occultarsi anche dentro ognuno di noi. Il che non giustifica un bel nulla, ma cavalcare a vita la tigre dell'affidabilità e della "purezza", nel senso di farne un punto di forza nei confronti di lui, che già si autoflagella di suo, non mi sembra (a me) che possa portarmi molto lontano. Umilmente osservo come cambiamo. Forse non mi fiderò, come dici tu, mai più incondizionatamente, ma non lo vedo, questo eventuale passaggio, come una perdita incommensurabile generica. Perdita dell'innocenza si, e mi va bene; mi serve anche per altro nella vita, mi sta servendo davvero per riallineare altri pentagrammi storti di cui, sempre nell'innocenza, non riuscivo a cogliere le grosse, dannose, imperfezioni.
Quoto.
Più che mitologia del perdono e dell'amore, secondo me si tratta di dover giocoforza ridimensionare i miti.
E ridimensionarsi.
I beni superiori non esistono. Esistono le persone.
 
Ultima modifica:

Horny

Utente di lunga data
Quoto.
Più che mitologia del perdono e dell'amore, secondo me si tratta di dover giocoforza ridimensionare i miti.
E ridimensionarsi.
I beni superiori non esistono. Esistono le persone.
ma questo ridimensionarsi nei rapporti affettivi lo vedo sino a un certo punto,
dato che si può stare pure soli.
non so, io per ora preferisco sola che con una persona di cui non riesco a fidarmi,
per dire.
Ma non per chissà quale etica.
sto meglio io, psicologicamente e fisicamente.
e starebbe meglio pure diletta, visto come si trascina da 5 anni a questa parte.
meglio è da intendersi magari come meno peggio.
 

Horny

Utente di lunga data
Secondo me, si può stare insieme a chi non ci ama per motivi diversi da quelli sentimentali.
Stare insieme se si ama senza reciprocità, sarebbe una vita piena di dolore.
La situazione peggiore è quella di dover stare insieme "per forza" e continuare ad amare...
e quindi scusa, ma perché tu vuoi vivere una vita piena di dolore?
perché non riesci a vincere le tue paure?
 

Spot

utente in roaming.
ma questo ridimensionarsi nei rapporti affettivi lo vedo sino a un certo punto,
dato che si può stare pure soli.
non so, io per ora preferisco sola che con una persona di cui non riesco a fidarmi,
per dire.
Ma non per chissà quale etica.
sto meglio io, psicologicamente e fisicamente.
e starebbe meglio pure diletta, visto come si trascina da 5 anni a questa parte.
meglio è da intendersi magari come meno peggio.
Ma infatti parlavo di miti e non di rapporti.
La situazione di Diletta non la conosco bene, quindi non m'intrometto nemmeno.
E la solitudine non è necessariamente negativa.
Anzi io l'ho scoperta come un'ottima occasione.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io non ci credo. Non dubito che ci sia chi ci crede nel rapporto migliore.
C'è anche chi crede nella metempsicosi.
 

danny

Utente di lunga data
Secondo me, si può stare insieme a chi non ci ama per motivi diversi da quelli sentimentali.
Stare insieme se si ama senza reciprocità, sarebbe una vita piena di dolore.
La situazione peggiore è quella di dover stare insieme "per forza" e continuare ad amare...
Il mito dell'amore...
Intere generazioni di persone hanno vissuto la loro vita accanto a una persona che non amavano più.
Ancora oggi nel mondo è la norma...
Il mito del matrimonio (o della coppia) per amore è una convenzione (ormai) dell'era moderna, ma fino a qualche decennio fa era una rarità.
Ci si sposa per amore (giusto), e si divorzia perché non si ama più.
Il matrimonio a questo punto diventa un bene di consumo che deve dare sempre il massimo, altrimenti non è difficile gettarlo e andare alla ricerca ancora di questo amore sotto altre sembianze, della passione, di una vita sempre migliore degna di essere vissuta fino all'ultimo alla ricerca costante di une felicità.
Ma in fin dei conti anche questo è egoismo.
E' dare alla vita una visione egocentrica, il che forse non è male, ma possiamo considerarlo un valore fondante della società?
O forse la società, anche quella della famiglia, può essere considerata il frutto di compromessi adeguati - di quelli che non fanno male si intende, di quelli che non rendono infelici per la nostra limitata eternità?
Siamo sicuri che l'amore sia sufficiente per dare solidità a una coppia o a una famiglia?
Vi è evidentemente un conflitto tra sentimento e razionalità in questo.
Dal punto di vista razionale i sentimenti nella loro volubilità non possono costituire le fondamenta di una società.
L'etica sì, però, ma questa è frutto di un'analisi personale e di confronti necessari e men che meno deve essere vittima delle convenzioni o dell'irrazionale delle passioni.
In tutto questo processo necessariamente razionale non si deve arrivare a giustificare, ma ad acquisire piena consapevolezza di quello che si vuole e si può avere, senza inseguire miti.
La maturità di un'individuo sta proprio qui, nella cancellazione graduale dei miti dell'età giovanile: la felicità, la salute, l'immortalità, l'amore eterno, il credersi al centro del mondo.
Il che sottintende l'abbandono del sogno a favore della realtà, con la capacità conseguente di goderne appieno.
 
Ultima modifica:

Jim Cain

Utente di lunga data
La maturità di un'individuo sta proprio qui, nella cancellazione graduale dei miti dell'età giovanile: la felicità, la salute, l'immortalità, l'amore eterno, il credersi al centro del mondo.
Il che sottintende l'abbandono del sogno a favore della realtà, con la capacità conseguente di goderne appieno.
Scrivi un libro.
 

oscuro

Utente di lunga data
Ultima modifica:

Diletta

Utente di lunga data
Il mito dell'amore...
Intere generazioni di persone hanno vissuto la loro vita accanto a una persona che non amavano più.
Ancora oggi nel mondo è la norma...
Il mito del matrimonio (o della coppia) per amore è una convenzione (ormai) dell'era moderna, ma fino a qualche decennio fa era una rarità.
Ci si sposa per amore (giusto), e si divorzia perché non si ama più.
Il matrimonio a questo punto diventa un bene di consumo che deve dare sempre il massimo, altrimenti non è difficile gettarlo e andare alla ricerca ancora di questo amore sotto altre sembianze, della passione, di una vita sempre migliore degna di essere vissuta fino all'ultimo alla ricerca costante di une felicità.
Ma in fin dei conti anche questo è egoismo.
E' dare alla vita una visione egocentrica, il che forse non è male, ma possiamo considerarlo un valore fondante della società?
O forse la società, anche quella della famiglia, può essere considerata il frutto di compromessi adeguati - di quelli che non fanno male si intende, di quelli che non rendono infelici per la nostra limitata eternità?
Siamo sicuri che l'amore sia sufficiente per dare solidità a una coppia o a una famiglia?
Vi è evidentemente un conflitto tra sentimento e razionalità in questo.
Dal punto di vista razionale i sentimenti nella loro volubilità non possono costituire le fondamenta di una società.
L'etica sì, però, ma questa è frutto di un'analisi personale e di confronti necessari e men che meno deve essere vittima delle convenzioni o dell'irrazionale delle passioni.
In tutto questo processo necessariamente razionale non si deve arrivare a giustificare, ma ad acquisire piena consapevolezza di quello che si vuole e si può avere, senza inseguire miti.
La maturità di un'individuo sta proprio qui, nella cancellazione graduale dei miti dell'età giovanile: la felicità, la salute, l'immortalità, l'amore eterno, il credersi al centro del mondo.
Il che sottintende l'abbandono del sogno a favore della realtà, con la capacità conseguente di goderne appieno.


Danny: parli di mito dell'amore...ma l'amore non è un mito (se usi il termine col significato di leggenda, o comunque qualcosa di poco verosimile).
E non è un mito neanche quello dell'amore eterno, ossia dell'amore che può durare tutta la vita.
Esiste Danny, eccome se esiste e ne sono testimonianza tutte quelle coppie, che non saranno tantissime, ma neanche tanto rare, che si sono volute un ben di vita e che sono state sempre affiatate, per tutta la vita.
Chiamalo bene, o amore, fatto sta che è qualcosa di profondo che, anche se col tempo esaurisce la sua passionalità, com'è fisiologico che sia, diventa dolce e rassicurante.
Coppie datate che ancora camminano dandosi la mano e che si battibeccano e si stuzzicano anche, ma con ironia e fanno sorridere chi sta loro vicino.
Coppie che si rispettano.

E per risponderti:
sì, secondo me, quando c'è questo amore la coppia è solida e la famiglia è salva perché è protetta.
Quando c'è questo amore non ci sono tradimenti perché non ce ne è bisogno: la felicità è a portata di mano e non si manca di nulla.
 

Diletta

Utente di lunga data
e quindi scusa, ma perché tu vuoi vivere una vita piena di dolore?
perché non riesci a vincere le tue paure?


Ma io non amo più come prima, quindi anche il dolore è parecchio ridimensionato ora.
E' soprattutto la gestione del quotidiano e i vuoti di solitudine che mi spaventano, non certo i vuoti emotivi che già provo da tempo.
 

Diletta

Utente di lunga data
Rivedere l'altro, e rivedere se stessi, alla luce accecante di un tradimento, può anche costituire il passaggio necessario per una qualità della relazione più confacente (di quanto non lo fosse prima-il subito prima, terreno sul quale si è potuto innestare il tradimento) ai due individui della coppia. Evolvere e crescere, migliorare anche, a volte significa attraversare certi deserti annichilenti e interfacciarsi con mostri sconosciuti, riconoscendoli come obbrobri che possono occultarsi anche dentro ognuno di noi. Il che non giustifica un bel nulla, ma cavalcare a vita la tigre dell'affidabilità e della "purezza", nel senso di farne un punto di forza nei confronti di lui, che già si autoflagella di suo, non mi sembra (a me) che possa portarmi molto lontano. Umilmente osservo come cambiamo. Forse non mi fiderò, come dici tu, mai più incondizionatamente, ma non lo vedo, questo eventuale passaggio, come una perdita incommensurabile generica. Perdita dell'innocenza si, e mi va bene; mi serve anche per altro nella vita, mi sta servendo davvero per riallineare altri pentagrammi storti di cui, sempre nell'innocenza, non riuscivo a cogliere le grosse, dannose, imperfezioni.

Te l'ho già detto e più volte, ma ci tengo a ridirlo ancora:
voi ce la farete per la frase da te scritta:
"lui che si autoflagella di suo".
Credimi, questo è il vero punto di forza per entrambi.
Il mio, col suo atteggiamento indifferente che sta mostrando al peggio attualmente, causerà la fine di tutto e, più grave, sembra non rendersene neanche conto.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Te l'ho già detto e più volte, ma ci tengo a ridirlo ancora:
voi ce la farete per la frase da te scritta:
"lui che si autoflagella di suo".
Credimi, questo è il vero punto di forza per entrambi.
Il mio, col suo atteggiamento indifferente che sta mostrando al peggio attualmente, causerà la fine di tutto e, più grave, sembra non rendersene neanche conto.
si come no
Faccio in tempo a diventare bisnonna
Non è che non se ne rende conto, è che sa che tanto non lo molli
Lui ha questa certezza e nel frattempo continua a farsi i cazzi suoi
 

danny

Utente di lunga data
Danny: parli di mito dell'amore...ma l'amore non è un mito (se usi il termine col significato di leggenda, o comunque qualcosa di poco verosimile).
E non è un mito neanche quello dell'amore eterno, ossia dell'amore che può durare tutta la vita.
Esiste Danny, eccome se esiste e ne sono testimonianza tutte quelle coppie, che non saranno tantissime, ma neanche tanto rare, che si sono volute un ben di vita e che sono state sempre affiatate, per tutta la vita.
Chiamalo bene, o amore, fatto sta che è qualcosa di profondo che, anche se col tempo esaurisce la sua passionalità, com'è fisiologico che sia, diventa dolce e rassicurante.
Coppie datate che ancora camminano dandosi la mano e che si battibeccano e si stuzzicano anche, ma con ironia e fanno sorridere chi sta loro vicino.
Coppie che si rispettano.

E per risponderti:
sì, secondo me, quando c'è questo amore la coppia è solida e la famiglia è salva perché è protetta.
Quando c'è questo amore non ci sono tradimenti perché non ce ne è bisogno: la felicità è a portata di mano e non si manca di nulla.
Può esistere una vita senza dolore?
O è più realistica una vita serena con dei momenti di gioia che compensino le inevitabili tristezze?
L'altro giorno mia figlia ha scritto come compito per le vacanze scolastiche una fiaba in cui l'amore dei protagonisti trionfava grazie alla magica sparizione di una strega.
Ha concluso il pezzo con "E tutti vissero felici e contenti..."
"Tutti?"
"Sì"
"E la strega?"
"Già, è vero. Tutti vissero felici e contenti tranne la strega".
Non esiste solo il punto di vista delle principesse e dei principi azzurri.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top