Quando ne parlo con la mia amica tua coetanea infatti non comprende e dà giudizi di valore.
Mi è capitato di approfondire il discorso con una mamma 40enne e questo concetto è emerso lampante.
E' come se la prima fase della vita fosse dedicata, dopo la promiscuità dell'adolescenza, alla ricerca dell'uomo ideale, dell'amore eterno, della famiglia.
Nella seconda ci si rende conto che dopo tutta questa fatica, più in là non rimane che la vecchiaia, la malattia, la morte. E si cerca di contrastare questo pensiero che viene a galla comunque (la nostra è una civiltà di giovani che ripudia la vecchiaia), anche tradendo, innamorandosi ancora, ribaltando la propria vita nuovamente, in definitiva comunque ricercando emozioni e alimentando speranze di un futuro ancora da progettare. Non è una caratteristica solo femminile, anche l'uomo attraversa questa fase, anche se il senso di invecchiamento in lui è meno opprimente (non va in menopausa).
Poi ci sono le concause: con i figli non c'è più la dimensione della coppia. I bambini dominano gli spazi e occupano il tempo, e le coppie di trovano ad aver a che fare con una limitata intimità, andando in crisi. Ci sono i problemi, d lavoro, di condominio. I piccoli screzi per le diverse abitudini. La noia. Un certo invecchiamento fisico. Etc Etc. Vivere bene insieme a lungo non è facile.
Poi non capita a tutti di tradire, ma il desiderio di farlo, quello l'ho visto in molti, direi quasi in tutti.