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Juanpalambrond

Utente di lunga data
Eccomi qua, sembra quasi che di tanto in tanto io venga su questo forum a fare il resoconto della mia storia, della mia vita. Come se in qualche modo senta il bisogno di fermarmi un attimo e chiedere (chiedermi?): “sto andando bene?”

La verità è che uno non lo sa mai se sta andando bene, il più delle volte si trova ad andare, e va. La strada è quella. Diritta, soleggiata e rassicurante. Perfettamente asfaltata, senza buche che possano farti correre il rischio di uscire dalla carreggiata o di dossi che nascondano quello che c’è davanti. Sei convinto che quella strada sia quella che ti porterà dove tu vuoi andare e sei contento di percorrerla. Guidare a velocità di crociera, con il pilota automatico inserito, ti mette un senso di tranquillità. E’ come una vocina che ti sussurra continuamente nella tua testa: “andrà tutto bene, sei dove sei sempre voluto essere, dove tutti si aspettano che tu sia in questo momento.” E non ti soffermi tanto a pensare a come ci sei arrivato su quella strada. Ormai ci sei, hai percorso tanti chilometri confortevolmente, pensi di poterne percorrere altrettanti e non ti interessa sapere cosa sarebbe successo se quella strada non l’avessi mai intrapresa. Non ti interessano le altre strade. Ormai non le vedi neanche, tanto che sono lontane. Arrivi anche a dubitare che esistano, le altre strade. Ogni tanto ti guardi intorno e vedi le persone che ti sono accanto, amici, parenti, conoscenti. Ognuno di loro segue la sua strada, a volte qualcuno lo vedi sbandare, lo vedi uscire fuori strada e rimettersi in carreggiata, oppure lo vedi schiantarsi definitivamente contro un muro. Ma lo guardi dal tuo finestrino, lo osservi come si osserva un’incidente occorso a qualcun altro mentre percorri l’autostrada. Ti tocca, ma non ti riguarda. A te non succederà, pensi, mentre sfili nel silenzio ovattato della tua vettura e ti rimetti alla tua velocità di crociera.

E invece poi succede. Tu sei lì, nella tua carrozza dorata e cominci a vedere il cielo sereno che si annuvola. Non ci badi, procedi alla tua velocità, come hai sempre fatto. Iniziano a comparire le prime goccioline di pioggia sul parabrezza, azioni i tergicristalli e ti sembra che non ci siano più. Fuori piove sempre più insistentemente e pensi: “alla fine me la sono sempre cavata, cosa potrà mai succedere di così terribile?”. E invece poi succede. Un fulmine squarcia il cielo, cade a pochi centimetri da te, apre una voragine nella tua strada. Freni di colpo, sbatti la testa sul volante. E ti ritrovi a pochi millimetri da un precipizio così profondo che non se ne vede la fine. Sei frastornato per la botta in testa. Non puoi andare avanti. Non puoi tornare indietro. La paura ti attanaglia. Scendi dalla macchina e guardi giù. Vertigini. Pensi: “e adesso, come farò ad andare avanti?”. La vita come la conoscevi non esiste più. La strada è interrotta e nessun cartello ti ha avvertito. Non sai che fare, sei spaesato, spaventato. Ti metti a passeggiare sull’orlo di quel precipizio. E vai avanti e indietro. Ogni tanto guardi di sotto ed è tutto nero, vertigini, nausea. E allora riprendi a passeggiare, quasi ti ci abitui a camminare in orizzontale invece che andare avanti. Intanto la ferita alla testa smette di sanguinare, ma tu sei sempre lì. Cammini avanti e indietro sull’orlo di quel baratro infinito, inizi a credere che la tua vita ormai debba procedere in direzione orizzontale. Aspetti, guardi indietro, ma non puoi tornare indietro e allora continui a passeggiare. Aspettando, come se qualcun altro o la vita stessa possa prendere le decisioni al tuo posto. Ma la vita non prende decisioni, la vita scorre alla sua velocità come scorreva la tua strada prima del fulmine. Solo che ora ti sei fermato e senti che la vita ti sta scorrendo sotto i piedi senza che tu possa fare niente.

Allora ti fermi al centro della strada, con le punte dei piedi che sporgono oltre il precipizio. Guardi giù e pensi: “Voglio essere una di quelle persone che lasciano che gli altri, gli eventi, la vita prendano le decisioni al posto suo? Voglio davvero ritrovarmi su un’altra strada, o sulla stessa, senza sapere bene come ci sono arrivato. Con il gomito fuori dal finestrino, rassicurato dal cielo sereno?”.

Ed è a quel punto che alzi lo sguardo. In lontananza si vede l’altra sponda del precipizio. Al di là di esso un bivio, senza segnaletica, illuminato da un unico, solitario raggio di sole che filtra tra le nuvole nere.

E tutto a un tratto hai capito. Come hai fatto a non arrivarci prima?

Devi saltare. Non importa quanto a lungo precipiterai ma alla fine vedrai il fondo di quel baratro nero. Accenderai un fiammifero, ti guarderai intorno e troverai un modo per risalire dall’altra parte. Aggrappandoti con le unghie e con i denti ad ogni roccia sporgente o ramoscello secco. Forse a metà strada ti fermerai e penserai di non farcela ma il pensiero di quell’unico raggio di sole ti darà la forza di risalire la china roccia dopo roccia, appiglio dopo appiglio. E quando la tua testa spunterà dall’altra parte e, con le ultime forze che ti restano in corpo, ti isserai sul ciglio della strada stremato, sarai pronto a fare la tua scelta.

Sarai pronto ad essere padrone della tua vita.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Eccomi qua, sembra quasi che di tanto in tanto io venga su questo forum a fare il resoconto della mia storia, della mia vita. Come se in qualche modo senta il bisogno di fermarmi un attimo e chiedere (chiedermi?): “sto andando bene?”

La verità è che uno non lo sa mai se sta andando bene, il più delle volte si trova ad andare, e va. La strada è quella. Diritta, soleggiata e rassicurante. Perfettamente asfaltata, senza buche che possano farti correre il rischio di uscire dalla carreggiata o di dossi che nascondano quello che c’è davanti. Sei convinto che quella strada sia quella che ti porterà dove tu vuoi andare e sei contento di percorrerla. Guidare a velocità di crociera, con il pilota automatico inserito, ti mette un senso di tranquillità. E’ come una vocina che ti sussurra continuamente nella tua testa: “andrà tutto bene, sei dove sei sempre voluto essere, dove tutti si aspettano che tu sia in questo momento.” E non ti soffermi tanto a pensare a come ci sei arrivato su quella strada. Ormai ci sei, hai percorso tanti chilometri confortevolmente, pensi di poterne percorrere altrettanti e non ti interessa sapere cosa sarebbe successo se quella strada non l’avessi mai intrapresa. Non ti interessano le altre strade. Ormai non le vedi neanche, tanto che sono lontane. Arrivi anche a dubitare che esistano, le altre strade. Ogni tanto ti guardi intorno e vedi le persone che ti sono accanto, amici, parenti, conoscenti. Ognuno di loro segue la sua strada, a volte qualcuno lo vedi sbandare, lo vedi uscire fuori strada e rimettersi in carreggiata, oppure lo vedi schiantarsi definitivamente contro un muro. Ma lo guardi dal tuo finestrino, lo osservi come si osserva un’incidente occorso a qualcun altro mentre percorri l’autostrada. Ti tocca, ma non ti riguarda. A te non succederà, pensi, mentre sfili nel silenzio ovattato della tua vettura e ti rimetti alla tua velocità di crociera.

E invece poi succede. Tu sei lì, nella tua carrozza dorata e cominci a vedere il cielo sereno che si annuvola. Non ci badi, procedi alla tua velocità, come hai sempre fatto. Iniziano a comparire le prime goccioline di pioggia sul parabrezza, azioni i tergicristalli e ti sembra che non ci siano più. Fuori piove sempre più insistentemente e pensi: “alla fine me la sono sempre cavata, cosa potrà mai succedere di così terribile?”. E invece poi succede. Un fulmine squarcia il cielo, cade a pochi centimetri da te, apre una voragine nella tua strada. Freni di colpo, sbatti la testa sul volante. E ti ritrovi a pochi millimetri da un precipizio così profondo che non se ne vede la fine. Sei frastornato per la botta in testa. Non puoi andare avanti. Non puoi tornare indietro. La paura ti attanaglia. Scendi dalla macchina e guardi giù. Vertigini. Pensi: “e adesso, come farò ad andare avanti?”. La vita come la conoscevi non esiste più. La strada è interrotta e nessun cartello ti ha avvertito. Non sai che fare, sei spaesato, spaventato. Ti metti a passeggiare sull’orlo di quel precipizio. E vai avanti e indietro. Ogni tanto guardi di sotto ed è tutto nero, vertigini, nausea. E allora riprendi a passeggiare, quasi ti ci abitui a camminare in orizzontale invece che andare avanti. Intanto la ferita alla testa smette di sanguinare, ma tu sei sempre lì. Cammini avanti e indietro sull’orlo di quel baratro infinito, inizi a credere che la tua vita ormai debba procedere in direzione orizzontale. Aspetti, guardi indietro, ma non puoi tornare indietro e allora continui a passeggiare. Aspettando, come se qualcun altro o la vita stessa possa prendere le decisioni al tuo posto. Ma la vita non prende decisioni, la vita scorre alla sua velocità come scorreva la tua strada prima del fulmine. Solo che ora ti sei fermato e senti che la vita ti sta scorrendo sotto i piedi senza che tu possa fare niente.

Allora ti fermi al centro della strada, con le punte dei piedi che sporgono oltre il precipizio. Guardi giù e pensi: “Voglio essere una di quelle persone che lasciano che gli altri, gli eventi, la vita prendano le decisioni al posto suo? Voglio davvero ritrovarmi su un’altra strada, o sulla stessa, senza sapere bene come ci sono arrivato. Con il gomito fuori dal finestrino, rassicurato dal cielo sereno?”.

Ed è a quel punto che alzi lo sguardo. In lontananza si vede l’altra sponda del precipizio. Al di là di esso un bivio, senza segnaletica, illuminato da un unico, solitario raggio di sole che filtra tra le nuvole nere.

E tutto a un tratto hai capito. Come hai fatto a non arrivarci prima?

Devi saltare. Non importa quanto a lungo precipiterai ma alla fine vedrai il fondo di quel baratro nero. Accenderai un fiammifero, ti guarderai intorno e troverai un modo per risalire dall’altra parte. Aggrappandoti con le unghie e con i denti ad ogni roccia sporgente o ramoscello secco. Forse a metà strada ti fermerai e penserai di non farcela ma il pensiero di quell’unico raggio di sole ti darà la forza di risalire la china roccia dopo roccia, appiglio dopo appiglio. E quando la tua testa spunterà dall’altra parte e, con le ultime forze che ti restano in corpo, ti isserai sul ciglio della strada stremato, sarai pronto a fare la tua scelta.

Sarai pronto ad essere padrone della tua vita.
Piacere di rileggerti...:)

Benvenuto al'inferno...:p:D

Poi ti leggo con calma, ma mi è piaciuto un sacco questo racconto...e anche il precipizio:up:
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
Piacere di rileggerti...:)

Benvenuto al'inferno...:p:D

Poi ti leggo con calma, ma mi è piaciuto un sacco questo racconto...e anche il precipizio:up:
Ciao :)
La verità è che mi sono successe molte cose nell'ultimo mese ed ero partito a scrivere per raccontarle. E poi invece scrivendo di getto è venuto fuori questo. Ed è stato molto meglio che fare uno sterile resoconto di una serie di fatti. Soltanto scrivendolo ho realizzato molte cose :D
 

spleen

utente ?
Ciao :)
La verità è che mi sono successe molte cose nell'ultimo mese ed ero partito a scrivere per raccontarle. E poi invece scrivendo di getto è venuto fuori questo. Ed è stato molto meglio che fare uno sterile resoconto di una serie di fatti. Soltanto scrivendolo ho realizzato molte cose :D
No.
Pur apprezzando di quello che hai scritto credo che sarebbe utile anche scendere sul pratico. :p
 

banshee

The Queen
ciao Juan, che piacere rileggerti.

cosa ti è successo in questo periodo?

molto bello il tuo scritto :) conosco il precipizio di cui parli. quando salti e ci cadi, è tanto buio e fa paura. e pensi che non risalirai mai, che rimarrai sempre lì, nel buio. che magari diventerai un simpatico uomo delle caverne con barba lunga e molto pallido :p

poi inizi a notare le corde :rolleyes:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao :)
La verità è che mi sono successe molte cose nell'ultimo mese ed ero partito a scrivere per raccontarle. E poi invece scrivendo di getto è venuto fuori questo. Ed è stato molto meglio che fare uno sterile resoconto di una serie di fatti. Soltanto scrivendolo ho realizzato molte cose :D
....no avevo dubbi sul fatto che sarebbe accaduto...ma adesso sono curiosissima!! Racconta essù!!!!:mad::mexican:

ora sono di corsa, non riesco a leggere con calma...però più tardi ti rileggo e mi ascolto, hai preso da qualche parte anche me e sono curiosa di scoprire dove...:)
 

spleen

utente ?
....no avevo dubbi sul fatto che sarebbe accaduto...ma adesso sono curiosissima!! Racconta essù!!!!:mad::mexican:

ora sono di corsa, non riesco a leggere con calma...però più tardi ti rileggo e mi ascolto, hai preso da qualche parte anche me e sono curiosa di scoprire dove...:)
Non vuole raccontare, mannaggia, non sa che qui siamo un branco di curiosi intrallazzatori.....:p
Se non racconda prometto che lo mando in mona....:D
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non vuole raccontare, mannaggia, non sa che qui siamo un branco di curiosi intrallazzatori.....:p
Se non racconda prometto che lo mando in mona....:D
fa il misterioso....trattiene le informazioni...suscita suspense...:p:carneval:

(e io ti seguo a ruota, ma la mia parte montanara anzichè in mona, potrebbe manifestarsi con ben altre esplicitazioni:cool:)
:D:D
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
ciao Juan, che piacere rileggerti.

cosa ti è successo in questo periodo?

molto bello il tuo scritto :) conosco il precipizio di cui parli. quando salti e ci cadi, è tanto buio e fa paura. e pensi che non risalirai mai, che rimarrai sempre lì, nel buio. che magari diventerai un simpatico uomo delle caverne con barba lunga e molto pallido :p

poi inizi a notare le corde :rolleyes:
Ahahhah la vostra curiosità sarà soddisfatta presto! :D

Riguardo al precipizio, il problema è che a volte qualcuno o qualcosa ti ci spinge, altre volte devi trovare il coraggio di saltare da solo. :unhappy:
 

oscuro

Utente di lunga data
Si

Eccomi qua, sembra quasi che di tanto in tanto io venga su questo forum a fare il resoconto della mia storia, della mia vita. Come se in qualche modo senta il bisogno di fermarmi un attimo e chiedere (chiedermi?): “sto andando bene?”

La verità è che uno non lo sa mai se sta andando bene, il più delle volte si trova ad andare, e va. La strada è quella. Diritta, soleggiata e rassicurante. Perfettamente asfaltata, senza buche che possano farti correre il rischio di uscire dalla carreggiata o di dossi che nascondano quello che c’è davanti. Sei convinto che quella strada sia quella che ti porterà dove tu vuoi andare e sei contento di percorrerla. Guidare a velocità di crociera, con il pilota automatico inserito, ti mette un senso di tranquillità. E’ come una vocina che ti sussurra continuamente nella tua testa: “andrà tutto bene, sei dove sei sempre voluto essere, dove tutti si aspettano che tu sia in questo momento.” E non ti soffermi tanto a pensare a come ci sei arrivato su quella strada. Ormai ci sei, hai percorso tanti chilometri confortevolmente, pensi di poterne percorrere altrettanti e non ti interessa sapere cosa sarebbe successo se quella strada non l’avessi mai intrapresa. Non ti interessano le altre strade. Ormai non le vedi neanche, tanto che sono lontane. Arrivi anche a dubitare che esistano, le altre strade. Ogni tanto ti guardi intorno e vedi le persone che ti sono accanto, amici, parenti, conoscenti. Ognuno di loro segue la sua strada, a volte qualcuno lo vedi sbandare, lo vedi uscire fuori strada e rimettersi in carreggiata, oppure lo vedi schiantarsi definitivamente contro un muro. Ma lo guardi dal tuo finestrino, lo osservi come si osserva un’incidente occorso a qualcun altro mentre percorri l’autostrada. Ti tocca, ma non ti riguarda. A te non succederà, pensi, mentre sfili nel silenzio ovattato della tua vettura e ti rimetti alla tua velocità di crociera.

E invece poi succede. Tu sei lì, nella tua carrozza dorata e cominci a vedere il cielo sereno che si annuvola. Non ci badi, procedi alla tua velocità, come hai sempre fatto. Iniziano a comparire le prime goccioline di pioggia sul parabrezza, azioni i tergicristalli e ti sembra che non ci siano più. Fuori piove sempre più insistentemente e pensi: “alla fine me la sono sempre cavata, cosa potrà mai succedere di così terribile?”. E invece poi succede. Un fulmine squarcia il cielo, cade a pochi centimetri da te, apre una voragine nella tua strada. Freni di colpo, sbatti la testa sul volante. E ti ritrovi a pochi millimetri da un precipizio così profondo che non se ne vede la fine. Sei frastornato per la botta in testa. Non puoi andare avanti. Non puoi tornare indietro. La paura ti attanaglia. Scendi dalla macchina e guardi giù. Vertigini. Pensi: “e adesso, come farò ad andare avanti?”. La vita come la conoscevi non esiste più. La strada è interrotta e nessun cartello ti ha avvertito. Non sai che fare, sei spaesato, spaventato. Ti metti a passeggiare sull’orlo di quel precipizio. E vai avanti e indietro. Ogni tanto guardi di sotto ed è tutto nero, vertigini, nausea. E allora riprendi a passeggiare, quasi ti ci abitui a camminare in orizzontale invece che andare avanti. Intanto la ferita alla testa smette di sanguinare, ma tu sei sempre lì. Cammini avanti e indietro sull’orlo di quel baratro infinito, inizi a credere che la tua vita ormai debba procedere in direzione orizzontale. Aspetti, guardi indietro, ma non puoi tornare indietro e allora continui a passeggiare. Aspettando, come se qualcun altro o la vita stessa possa prendere le decisioni al tuo posto. Ma la vita non prende decisioni, la vita scorre alla sua velocità come scorreva la tua strada prima del fulmine. Solo che ora ti sei fermato e senti che la vita ti sta scorrendo sotto i piedi senza che tu possa fare niente.

Allora ti fermi al centro della strada, con le punte dei piedi che sporgono oltre il precipizio. Guardi giù e pensi: “Voglio essere una di quelle persone che lasciano che gli altri, gli eventi, la vita prendano le decisioni al posto suo? Voglio davvero ritrovarmi su un’altra strada, o sulla stessa, senza sapere bene come ci sono arrivato. Con il gomito fuori dal finestrino, rassicurato dal cielo sereno?”.

Ed è a quel punto che alzi lo sguardo. In lontananza si vede l’altra sponda del precipizio. Al di là di esso un bivio, senza segnaletica, illuminato da un unico, solitario raggio di sole che filtra tra le nuvole nere.

E tutto a un tratto hai capito. Come hai fatto a non arrivarci prima?

Devi saltare. Non importa quanto a lungo precipiterai ma alla fine vedrai il fondo di quel baratro nero. Accenderai un fiammifero, ti guarderai intorno e troverai un modo per risalire dall’altra parte. Aggrappandoti con le unghie e con i denti ad ogni roccia sporgente o ramoscello secco. Forse a metà strada ti fermerai e penserai di non farcela ma il pensiero di quell’unico raggio di sole ti darà la forza di risalire la china roccia dopo roccia, appiglio dopo appiglio. E quando la tua testa spunterà dall’altra parte e, con le ultime forze che ti restano in corpo, ti isserai sul ciglio della strada stremato, sarai pronto a fare la tua scelta.

Sarai pronto ad essere padrone della tua vita.

Questa similitudine per dirci cosa?
Anche quando l'autostrada è libera,c'è il sole,l'asfalto una tavola da biliardo,io so che può succedere qualsiasi cosa,e di certo non aspetto l'arrivo delle nuvole per prepararmi alla pioggia....
 

banshee

The Queen
Ahahhah la vostra curiosità sarà soddisfatta presto! :D

Riguardo al precipizio, il problema è che a volte qualcuno o qualcosa ti ci spinge, altre volte devi trovare il coraggio di saltare da solo. :unhappy:
presente! :eek: io ho saltato da sola. non so se conosci la mia storia, io ho lasciato spontaneamente e volontariamente il mio ex. Non per tradimento ma perchè era un amore malato. eravamo arrivati alle mani addosso, lasciamo stare :unhappy:

comunque, nonostante la convivenza, casa assieme, e li progetti, e le famiglie, e la data fissata del matrimonio (questo sabato tra l'altro :carneval: ) ho messo fine alla storia. stavo troppo male, eravamo entrati in una spirale di aggressività che ci stava distruggendo.
lo so, è molto diversa la mia storia dalla tua... tu non stavi male con lei :rolleyes: però ecco, la sensazione di dover saltare per forza la conosco molto bene..
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
presente! :eek: io ho saltato da sola. non so se conosci la mia storia, io ho lasciato spontaneamente e volontariamente il mio ex. Non per tradimento ma perchè era un amore malato. eravamo arrivati alle mani addosso, lasciamo stare :unhappy:

comunque, nonostante la convivenza, casa assieme, e li progetti, e le famiglie, e la data fissata del matrimonio (questo sabato tra l'altro :carneval: ) ho messo fine alla storia. stavo troppo male, eravamo entrati in una spirale di aggressività che ci stava distruggendo.
lo so, è molto diversa la mia storia dalla tua... tu non stavi male con lei :rolleyes: però ecco, la sensazione di dover saltare per forza la conosco molto bene..
Onore al merito allora, ci vuole davvero fegato a fare una cosa così. :cool:

Ecco, la convivenza, i progetti, le famiglie, anche gli amici comuni a volte, sono un grande ostacolo. Ti trovi a dover invertire il corso di un fiume a mani nude. E quando lo fai, perchè in preda alla rabbia del momento lo fermi il corso dell'acqua. Quando lo fai, è quasi quasi ancora più difficile rimetterlo in moto. E quindi stai lì, come a passeggiare sull'orlo del precipizio. :eek:
 

LTD

Utente di lunga data
buongiorno Juanpalambrond

sono nuova nel girone... spaventosamente sospesa sul precipizio, solo per un capello, sono ancora molto indietro rispetto a quanto ho intuito di te dal tuo racconto
curiosa anche io di conoscere la tua storia
 

banshee

The Queen
Onore al merito allora, ci vuole davvero fegato a fare una cosa così. :cool:

Ecco, la convivenza, i progetti, le famiglie, anche gli amici comuni a volte, sono un grande ostacolo. Ti trovi a dover invertire il corso di un fiume a mani nude. E quando lo fai, perchè in preda alla rabbia del momento lo fermi il corso dell'acqua. Quando lo fai, è quasi quasi ancora più difficile rimetterlo in moto. E quindi stai lì, come a passeggiare sull'orlo del precipizio. :eek:
eh lo sapevo, Juan. :rolleyes:
io ho capito che intendi. tu hai mandato tutto all'aria preso dalla rabbia. ora ci stai ripensando e trovi difficoltà nel ripristinare un equilibrio pre esistente dopo aver interrotto il corso dell'acqua.
ma gli altri non devono in alcun modo condizionarti.. nè tantomeno farti sentire "sbagliato" in quello che provi.

io sai perchè mi sono iscritta qui? ho googlato "separazione, lasciarsi" e ho trovato il forum. e sai perchè? perchè io ho chiuso le comunicazioni con il mio ambiente nella vita reale in merito alla mia relazione.

non volevo parlare con nessuno della mia sofferenza e del mio dolore, perchè nessuno ha mai apprezzato il mio ex e tutti hanno visto come una gigantesca liberazione (per me) la nostra separazione.

e sicuramente lo è stata è? ma io stavo malissimo. e avevo bisogno di sfogarmi :eek:
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
sono nuova nel girone... spaventosamente sospesa sul precipizio, solo per un capello, sono ancora molto indietro rispetto a quanto ho intuito di te dal tuo racconto
curiosa anche io di conoscere la tua storia
Ciao Eledriel, se sei qui è evidente che ci sia qualcosa che non va. Ma vedrai che le testimonianze i consigli e le parole di molte persone qui dentro ti saranno d'aiuto.
La mia storia la trovi qui http://www.tradimento.net/48-confessionale/22481-la-mia-storia

buona lettura :)

eh lo sapevo, Juan. :rolleyes:
io ho capito che intendi. tu hai mandato tutto all'aria preso dalla rabbia. ora ci stai ripensando e trovi difficoltà nel ripristinare un equilibrio pre esistente dopo aver interrotto il corso dell'acqua.
ma gli altri non devono in alcun modo condizionarti.. nè tantomeno farti sentire "sbagliato" in quello che provi.

io sai perchè mi sono iscritta qui? ho googlato "separazione, lasciarsi" e ho trovato il forum. e sai perchè? perchè io ho chiuso le comunicazioni con il mio ambiente nella vita reale in merito alla mia relazione.

non volevo parlare con nessuno della mia sofferenza e del mio dolore, perchè nessuno ha mai apprezzato il mio ex e tutti hanno visto come una gigantesca liberazione (per me) la nostra separazione.

e sicuramente lo è stata è? ma io stavo malissimo. e avevo bisogno di sfogarmi :eek:
Sulla prima parte hai ragione, il fatto è che io ho cercato di ripristinare gli equilibri per i motivi sbagliati. Ed è forse per questo che mi risultava così difficile. Solo ora sto iniziando a capire cosa provo, ed anche a capire meglio cosa provavo prima.

Riguardo alle comunicazioni, la mia esperienza è stata diametralmente opposta. Io ho parlato con tutti i miei amici più stretti, ne ho rivalutati molti. In base alle cose che mi dicevano ho capito molte cose, su di me e su di loro.
 

banshee

The Queen
Ciao Eledriel, se sei qui è evidente che ci sia qualcosa che non va. Ma vedrai che le testimonianze i consigli e le parole di molte persone qui dentro ti saranno d'aiuto.
La mia storia la trovi qui http://www.tradimento.net/48-confessionale/22481-la-mia-storia

buona lettura :)



Sulla prima parte hai ragione, il fatto è che io ho cercato di ripristinare gli equilibri per i motivi sbagliati. Ed è forse per questo che mi risultava così difficile. Solo ora sto iniziando a capire cosa provo, ed anche a capire meglio cosa provavo prima.

Riguardo alle comunicazioni, la mia esperienza è stata diametralmente opposta. Io ho parlato con tutti i miei amici più stretti, ne ho rivalutati molti. In base alle cose che mi dicevano ho capito molte cose, su di me e su di loro.
no, aspetta non fraintendermi.:) i miei amici e parenti sono stati la mia forza, ma durante gli anni della storia e ovviamente dopo, nel mio periodo di ricostruzione.

io ho smesso di parlare del dispiacere che avevo io..

ma tu cosa porvi? cosa è successo, cosa è cambiato... dai dai dicci :eek:
 

Juanpalambrond

Utente di lunga data
no, aspetta non fraintendermi.:) i miei amici e parenti sono stati la mia forza, ma durante gli anni della storia e ovviamente dopo, nel mio periodo di ricostruzione.

io ho smesso di parlare del dispiacere che avevo io..

ma tu cosa porvi? cosa è successo, cosa è cambiato... dai dai dicci :eek:
Non so ancora bene cosa provo, ma ho tentato un riavvicinamento e mi sono riscoperto molto più freddo di quanto avrei immaginato...
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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