Concordo con la parte finale del tuo thread.
Non voglio affatto fare la Savonarola della situazione, perchè proprio non rispecchia il mio essere ma Vere, commettere un tradimento non è come una malattia o entrare in depressione.
Chi commette un tradimento sceglie di farlo: una malattia ti colpisce, nessuno di noi vorrebbe ammalarsi, ma succede, e nei casi peggiori non c'è neanche una motivazione ben chiara, ed il malato accetta alla meno peggio ciò che gli sta capitando.
Chi tradisce sa benissimo cosa sta facendo, e sa benissimo le conseguenze, eppure va avanti: che lo si faccia per carenze, per disagio, per amoralità, compie una scelta, di cui è consapevole.
Poi potrà pentirsi, potrà gridare al mondo di aver sbagliato, potrà giurare amore eterno al tradito, ma ha compiuto un gesto in cui io non ravviso insania mentale, anzi.
Io non penso che sia proprio così.
Tu omogeneizzi comportamenti molto diversi di caso in caso.
E parti dal presupposto - caro ai traditi - per cui chi tradisce lo faccia IN SPREGIO al tradito o in NEGAZIONE del loro amore.
Chi tradisce di solito al tradito non ci pensa proprio. Ha solo affetto per lui.
Il tradimento è spesso (tranne i casi piu' beceri....) un tradimento di se stessi, un cedimento esistenziale - emozionale, un cercare se stessi in nuove dimensioni al di fuori dell'idea acclarata di sé come risulta dalla coppia costituita...in questo senso io lo trovo un'esperienza davvero affine alla depressione o alla malattia....
Bacio!