una richiesta per Chensamurai

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Old Sad

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Buongiorno Chen.
Leggendo i vari thread sono venuta a conoscenza della tua attività di psicoterapeuta. A questo proposito vorrei chiederti qualche informazione sulla persona procrastinatrice, da un punto di vista psicologico.
Cosa porta una persona a procrastinare se questo meccanismo la fa soffrire e sentire di conseguenza incapace? Come si può aiutare questa persona nel quotidiano, senza essere uno psicoterapeuta? Grazie in anticipo se mi vorrai aiutare a comprendere.
 
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Old chensamurai

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Buongiorno Chen.
Leggendo i vari thread sono venuta a conoscenza della tua attività di psicoterapeuta. A questo proposito vorrei chiederti qualche informazione sulla persona procrastinatrice, da un punto di vista psicologico.
Cosa porta una persona a procrastinare se questo meccanismo la fa soffrire e sentire di conseguenza incapace? Come si può aiutare questa persona nel quotidiano, senza essere uno psicoterapeuta? Grazie in anticipo se mi vorrai aiutare a comprendere.
Ciao. Il ciclo dell'esperienza prevede una fase chiamata di "circospezione", durante la quale la persona valuta la situazione per poi decidere (prel-azione) e passare, quindi, all'azione. Il momento della circospezione può essere molto breve e, in questo caso, si hanno i quadri comportamentali caratterizzati dalla "impulsività". A volte, invece, può essere estremamente dilatato e in questo caso, generalmente, la persona teme di trovarsi in situazioni caratterizzate da ansia e colpa. Per questo pericolo, non decide. Quindi, un problema di "anticipazione". Detto questo, cosa si può fare per queste persone? Aiutarle ad elaborare l'"anticipazione", ovvero discutere con loro cosa accadrebbe se... si tratta di un lavoro molto tecnico ma ciò non escluda che anche una persona qualunque, non terapeuta, possa aiutare la persona ad elaborare i vari scenari "post scelta". Il problema è lì. La persona s'immagina lo scenario "post scelta" come estremamente pericoloso, carico d'ansia e di minaccia, quindi, giustamente, non sceglie. Non possono essere esclusi anche altri quadri legati ai vantaggi della situazione attuale oppure a fenomeni di de-responsabilizzazione: non scelgo perché dalla situazione attuale traggo dei vantaggi, oppure non scelgo per non assumermi responsabilità. In ogni caso, l'elaborazione deve sempre interessare gli scenari "post-scelta". Sono riuscito a spiegarmi bene?
 
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Old Sad

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Ciao. Il ciclo dell'esperienza prevede una fase chiamata di "circospezione", durante la quale la persona valuta la situazione per poi decidere (prel-azione) e passare, quindi, all'azione. Il momento della circospezione può essere molto breve e, in questo caso, si hanno i quadri comportamentali caratterizzati dalla "impulsività". A volte, invece, può essere estremamente dilatato e in questo caso, generalmente, la persona teme di trovarsi in situazioni caratterizzate da ansia e colpa. Per questo pericolo, non decide. Quindi, un problema di "anticipazione". Detto questo, cosa si può fare per queste persone? Aiutarle ad elaborare l'"anticipazione", ovvero discutere con loro cosa accadrebbe se... si tratta di un lavoro molto tecnico ma ciò non escluda che anche una persona qualunque, non terapeuta, possa aiutare la persona ad elaborare i vari scenari "post scelta". Il problema è lì. La persona s'immagina lo scenario "post scelta" come estremamente pericoloso, carico d'ansia e di minaccia, quindi, giustamente, non sceglie. Non possono essere esclusi anche altri quadri legati ai vantaggi della situazione attuale oppure a fenomeni di de-responsabilizzazione: non scelgo perché dalla situazione attuale traggo dei vantaggi, oppure non scelgo per non assumermi responsabilità. In ogni caso, l'elaborazione deve sempre interessare gli scenari "post-scelta". Sono riuscito a spiegarmi bene?
Ciao Chen e grazie per avermi risposto così prontamente.
La tua spiegazione è chiara e mi ha dato la possibilità di trovare dei riscontri nella situazione che ti ho posto. Quando mi dici che l'elaborazione deve interessare scenari post-scelta, capisco bene se ti rimando che è possibile aiutare la persona ad elaborare solo nel momento in cui però ha scelto di fare una determinata cosa? Se sì, come la si agevola a compierla? Scusa l'ignoranza.. un bacio. Sad
 
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Old chensamurai

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Ciao Chen e grazie per avermi risposto così prontamente.
La tua spiegazione è chiara e mi ha dato la possibilità di trovare dei riscontri nella situazione che ti ho posto. Quando mi dici che l'elaborazione deve interessare scenari post-scelta, capisco bene se ti rimando che è possibile aiutare la persona ad elaborare solo nel momento in cui però ha scelto di fare una determinata cosa? Se sì, come la si agevola a compierla? Scusa l'ignoranza.. un bacio. Sad
... no, la puoi e la devi aiutare PRIMA che scelga... la stimoli ad elaborare e a discutere di come IMMAGINA il dopo... le paure, i timori, gli aspetti positivi, quelli negativi... se l'elaborazione è "forte", favorisce la scelta...
 
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Old Sad

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Bene Chen

... no, la puoi e la devi aiutare PRIMA che scelga... la stimoli ad elaborare e a discutere di come IMMAGINA il dopo... le paure, i timori, gli aspetti positivi, quelli negativi... se l'elaborazione è "forte", favorisce la scelta...
nel caso preciso è quello che ho fatto, anzi abbiamo fatto.
Questa persona ha affermato di soffrire molto di più nel procrastinare che nel fare, ma ha difficoltà ad attivarsi in tal senso.
Un'ultima delucidazione Chen: nel momento in cui questa persona decide di "fare", affermando di volerci arrivare a piccoli passi - cosa che ritengo giusta - può comunque vivere un senso di paura per la progettazione futura o effettivamente si sente più serena? Questa è una mia paura: non vorrei che la persona si sentisse forzata... grazie ancora.
 

Verena67

Utente di lunga data
Ciao. Il ciclo dell'esperienza prevede una fase chiamata di "circospezione", durante la quale la persona valuta la situazione per poi decidere (prel-azione) e passare, quindi, all'azione. Il momento della circospezione può essere molto breve e, in questo caso, si hanno i quadri comportamentali caratterizzati dalla "impulsività". A volte, invece, può essere estremamente dilatato e in questo caso, generalmente, la persona teme di trovarsi in situazioni caratterizzate da ansia e colpa. Per questo pericolo, non decide. Quindi, un problema di "anticipazione". Detto questo, cosa si può fare per queste persone? Aiutarle ad elaborare l'"anticipazione", ovvero discutere con loro cosa accadrebbe se... si tratta di un lavoro molto tecnico ma ciò non escluda che anche una persona qualunque, non terapeuta, possa aiutare la persona ad elaborare i vari scenari "post scelta". Il problema è lì. La persona s'immagina lo scenario "post scelta" come estremamente pericoloso, carico d'ansia e di minaccia, quindi, giustamente, non sceglie. Non possono essere esclusi anche altri quadri legati ai vantaggi della situazione attuale oppure a fenomeni di de-responsabilizzazione: non scelgo perché dalla situazione attuale traggo dei vantaggi, oppure non scelgo per non assumermi responsabilità. In ogni caso, l'elaborazione deve sempre interessare gli scenari "post-scelta". Sono riuscito a spiegarmi bene?

cioé fenomenologia dell'amante (maschio) sposato standard?!


Bacio!
 
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Old chensamurai

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nel caso preciso è quello che ho fatto, anzi abbiamo fatto.
Questa persona ha affermato di soffrire molto di più nel procrastinare che nel fare, ma ha difficoltà ad attivarsi in tal senso.
Un'ultima delucidazione Chen: nel momento in cui questa persona decide di "fare", affermando di volerci arrivare a piccoli passi - cosa che ritengo giusta - può comunque vivere un senso di paura per la progettazione futura o effettivamente si sente più serena? Questa è una mia paura: non vorrei che la persona si sentisse forzata... grazie ancora.
... anche l'avvicinarsi allo scenario per piccoli passi è una strategia possibile... è una modalità per esorcizzare le paure e i timori, scoprendo gradualmente il "nuovo mondo"... l'inazione è tremenda... logorante... leggi l'Amleto... lui è il paradigma dell'uomo che non decide... vittima del "non fare"... e soffre...
 
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Old Sad

Guest
Grazie Chen

... anche l'avvicinarsi allo scenario per piccoli passi è una strategia possibile... è una modalità per esorcizzare le paure e i timori, scoprendo gradualmente il "nuovo mondo"... l'inazione è tremenda... logorante... leggi l'Amleto... lui è il paradigma dell'uomo che non decide... vittima del "non fare"... e soffre...
prendo in considerazione l'idea di leggerlo... non l'ho mai fatto. Volevo solo aggiungere una cosa per te: mi piace molto quando sei così accogliente. Mi hai fatto riflettere e stare bene. Grazie ancora
 
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Old horcus

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anche io ho una domanda per chensamurai

caro chensamurai, non ci conosciamo ma una domanda voglio fartela anch'io. premetto che se tu dici di essere psicoterapeuta, io ti credo, andando sulla fiducia. ma una domanda logica mi viene spontanea: quando ti occupi dei tuoi pazienti? sei perennemente connesso........ricevi per caso solo la sera dopo le 20? sono stato anch'io da un psicoterapeuta è mi riceveva (come riceveva tanti altri pazianti, sia di mattino che di pomeriggio: non notavo in lui questo innumerevole tempo libero da spendere stando incollato al computer. in questi giorni ci sono molte polemiche qui........la mia è SOLO una domanda
ciao
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
... anche l'avvicinarsi allo scenario per piccoli passi è una strategia possibile... è una modalità per esorcizzare le paure e i timori, scoprendo gradualmente il "nuovo mondo"... l'inazione è tremenda... logorante... leggi l'Amleto... lui è il paradigma dell'uomo che non decide... vittima del "non fare"... e soffre...
Ma...nelle sue anticipazioni una scelta comporterebbe la responsabilità sia nei confronti degli altri, sia nei confronti di se stesso...procrastinando spera che le circostanze, gli altri decidano per lui per potersi scaricare del peso della scelta e della possibile delusione.
Soffre a procrastinare...ma è sempre meglio che lavorare e decidere...
 
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Old chensamurai

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caro chensamurai, non ci conosciamo ma una domanda voglio fartela anch'io. premetto che se tu dici di essere psicoterapeuta, io ti credo, andando sulla fiducia. ma una domanda logica mi viene spontanea: quando ti occupi dei tuoi pazienti? sei perennemente connesso........ricevi per caso solo la sera dopo le 20? sono stato anch'io da un psicoterapeuta è mi riceveva (come riceveva tanti altri pazianti, sia di mattino che di pomeriggio: non notavo in lui questo innumerevole tempo libero da spendere stando incollato al computer. in questi giorni ci sono molte polemiche qui........la mia è SOLO una domanda
ciao
... c'è una spiegazione, ovviamente... io faccio lo psicoterapeuta a "tempo perso"... lavoro all'Università... insegno filosofia... ma ho anche uno studio di psicoterapia... io scelgo i miei pazienti... ho la possibilità di farlo... non vivo di psicoterapia... solitamente ricevo il sabato mattina e la sera dopo le 18.00... mi piacciono le psicoterapie brevi e mi piace lavorare con le persone molto elaborative... la psicoterapia, per me, è una passione, una sfida, un "divertimento"... non è il mio "lavoro"... capito?... aggiungo che io, quando scrivo qui, contemporaneamente lavoro... un lavoro che compio usando un secondo pc... preparo le mie lezioni... ricevo studenti... scrivo articoli...
 
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Old Sad

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Buongiorno Chen, un altro aiuto...

prendo in considerazione l'idea di leggerlo... non l'ho mai fatto. Volevo solo aggiungere una cosa per te: mi piace molto quando sei così accogliente. Mi hai fatto riflettere e stare bene. Grazie ancora

sempre circa la questione che ti ho posto.
Puoi dirmi quali sono i meccanismi che portano una persona ad adottare questo stile e il momento in cui si verificano? In cosa si va ad incastrare la persona? Che modello segue? Scusa la raffica di domande. Spero di essere stata chiara... Un bacio
 
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Old chensamurai

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sempre circa la questione che ti ho posto.
Puoi dirmi quali sono i meccanismi che portano una persona ad adottare questo stile e il momento in cui si verificano? In cosa si va ad incastrare la persona? Che modello segue? Scusa la raffica di domande. Spero di essere stata chiara... Un bacio
Tutto pro-viene dall'esperienza. Ripetute esperienze di carattere negativo, legate ad anticipazioni, rivelatesi, poi, errate, possono condurre la persona a non fidarsi più delle proprie scelte e a temere, pesantemente, di non saper controllare le situazioni. Per queste persone, scegliere diventa, ogni volta, un azzardo, un salto nel buio, un evento da temere. Si tratta di soggetti che tendono al mantenimento dello status quo e delle situazioni in essere. Generalmente, non scegliendo, tendono a subire le situazioni e le scelte degli altri. Sono poco pro-attivi, essendo, per lo più, re-attivi e quindi re-agendo alle situazioni mano a mano che si presentano, senza operare delle vere e proprie scelte che, preferenzialmente, delegano ad altri. In generale, questo quadro, si associa a bassa autostima e alla convinzione di poco controllo sugli eventi della vita. Può esserci un'ideazione centrata sulla scarsa auto-efficacia di fronte alla vita.
 
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Old Sad

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Grazie Chen

Tutto pro-viene dall'esperienza. Ripetute esperienze di carattere negativo, legate ad anticipazioni, rivelatesi, poi, errate, possono condurre la persona a non fidarsi più delle proprie scelte e a temere, pesantemente, di non saper controllare le situazioni. Per queste persone, scegliere diventa, ogni volta, un azzardo, un salto nel buio, un evento da temere. Si tratta di soggetti che tendono al mantenimento dello status quo e delle situazioni in essere. Generalmente, non scegliendo, tendono a subire le situazioni e le scelte degli altri. Sono poco pro-attivi, essendo, per lo più, re-attivi e quindi re-agendo alle situazioni mano a mano che si presentano, senza operare delle vere e proprie scelte che, preferenzialmente, delegano ad altri. In generale, questo quadro, si associa a bassa autostima e alla convinzione di poco controllo sugli eventi della vita. Può esserci un'ideazione centrata sulla scarsa auto-efficacia di fronte alla vita.
veramente grazie di cuore per l'aiuto.
In quello che mi dici trovo molti riscontri.
 
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Old chensamurai

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ciao chen ... come va?
... ciao carissima... niente di speciale... questa mattina, un grande gruppo bancario, ha accettato di finaziare un mio progetto formativo... voglio insegnare filosofia all'uomo della strada... mi hanno dato 30.000 euro...
 

Mari'

Utente di lunga data
PPPPPRRRRRRRRRRRRR​
 

Sterminator

Utente di lunga data
... ciao carissima... niente di speciale... questa mattina, un grande gruppo bancario, ha accettato di finaziare un mio progetto formativo... voglio insegnare filosofia all'uomo della strada... mi hanno dato 30.000 euro...
kazzo t'hanno buttato fori?

Devi insegna' filosofia per strada???

Scommetto allo stesso angolo de mammina pe' sta' vivino vicino!

 
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