ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
(OT: il grassetto era una battuta di quelle che non capisco?Quandi Ipazia esplica il tradimento,quasi mi dispiace di non essere di nuovo nella schiera dei traditi.
A parte le "butad",c'è una cosa che sopporto poco.
Persone cosi erudite,quando si tratta di definire un tradimento,denunciano una povertà di termini disarmante.
Errore,agito non corretto,scelta sbagliata.
Ma allora chi invece di un cucchiaio di zucchero nel caffè ne mette due che fa?I luogotenenti di Hitler ?
Se errore è la quantità di zucchero sbagliata,infamia per l'eternità il genocidio,il tradimento lo definirei almeno un'azione fastidiosamente sporca,a voler essere magnanimi.Chi sbaglia taglia delle scarpe commette un errore,fa una scelta sbagliata,chi riversa la propria fogna interiore all'interno della coppia non è un povero sbadato....
Per quanto riguarda il resto...non so se ti riferisci a me...in erudita mi riconosco però, quindi rispondo anche io.
Agito è un qualcosa che separerei da errore, non corretto, scelta sbagliata.
L'agito è un passare al fare senza elaborazione.
Tipo: mi incazzo e do un pugno. Senza soluzione di continuità.
Raramente il tradimento è un agito. (anche se ti posso assicurare, per esperienza, che a volte lo è....ma questo sarebbe un discorso ancora più OT).
Errore, non corretto, scelta sbagliata...perchè no?
Se il ragionamento è con sè, onestamente sono questi i termini.
Perchè nel ragionamento interno non c'è spazio per il dolore dell'altro.
Specialmente se si sta viaggiando separati.
E quando si viaggia separati l'altro semplicemente non c'è. Non è toccato. Internamente.
Se penso a me...fra l'altro...il pensiero non è stato praticamente mai, ho sbagliato a tradire...quanto "ho sbagliato a stare con questo che ho tradito". E me ne andavo. Più o meno alla lunga. Perchè il dover andare a cercare fuori qualcosa che avrei disperatamente voluto trovare dentro feriva me. Innanzitutto.
E mi sentivo io di aver sbagliato, tutto.
Ho pure pensato alla fogna interiore, ad un certo punto. Quindi, seguendo i miei pregiudizi cristianeggianti, mi sono diretta per la via della redenzione e del vincolo morale e dell'amore.
Quasi ci lascio la salute mentale. Che non ero più in grado di uscire di casa chiudendomi la porta alle spalle.
La questione è che ci sono modi diversi di vivere le relazioni. Ma si esce da una specie di brodo in cui invece si è appreso che esiste un solo modo valido per tutti. O ti adegui o sei fuori.
E in un modo o nell'altro si prova ad adeguarsi...con quel che ne risulta.
E quando parlo di modi di viversi le relazioni, non intendo il bivio cazzuto del sono fedele/non sono fedele.
Faccio riferimento ai ruoli che si assumono nelle relazioni e ai dover essere che quei ruoli si portano dietro.
Non è giustificatorio.
Mentire, non tradire...è bastardo.
E da mentitrice so esattamente quel che comporta.
La questione però è che non è fogna. Sono modi che si incastrano o meno...e quando emergono gli incastri fallati, ognuno finisce nella sua propria fogna interiore...fatta di delusione, rabbia, nullità, dolore, sporcizia dell'anima...
e ci si confronta ognuno con i propri vuoti.
E con la propria sporcizia.
L'altro a quel punto è una passerella...
Se si vuol continuare insieme, ci si sporca entrambi...e essere arrivati a mentirsi, ha semplicemente svelato che ci si era sporcati ben prima. Mentendosi su altre cose, dando poca attenzione ai rispettivi stati d'animo, bisogni, pulsioni, esigenze, aspettative, progettualità.
Altrimenti si va. Doloranti ognuno. E ognuno per la sua strada.
Pensa che nella mia relazione vecchia, uno dei patti era l'uso del corpo come fatto individuale. Concordato da entrambi. Eppure la mia percezione è che ci siamo traditi profondamente. Reciprocamente. Anche se forse a trombare sono stata solo io.
E pensa che il tradimento non risiede nella scopata, dato che era permessa, il tradimento per me risiede nel fatto che io ho trovato fuori lo spazio che mi mancava dentro e quando ho provato a portarlo dentro mi è stato detto che potevo far quel che volevo, che quello che interessava era la relazione...e non è stato la scopata a rendere atto della fogna in cui entrambi eravamo immersi...è stato il rendermi conto che niente importava se non quella cazzo di relazione in cui non era rimasto praticamente niente di noi.