O
Old atopos
Guest
cominciare a scrivere la propria storia. Costringe a pesare, a mettere in fila gli avvenimenti, a concretizzare i pensieri che si accavallano e ingombrano la mente. Io 45, lui 49, lei (l'altra) più o meno uguale. Siamo adulti e vaccinati eppure la storia sembra quella di tre adolescenti o quella delle peggiori soap opera di rete quattro.
Noi insieme da 15 anni, non sposati, non conviventi, ma uniti, innamorati, con tante cose in comune. 15 anni di felicità, data anche dalla consapevolezza di riconfermare ogni giorno la decisione di stare insieme, senza costrizioni, convenienze sociali ed economiche, ecc. Lui un matrimonio non proprio alle spalle, sempre presente. Non vive con la moglie ma lei ancora con la speranza che un qualche miracolo lo riporti lì. Un figlio che non conosco e non mi conosce. Viviamo in una grande città, in zone lontane, possibile condurre una vita nell'anonimato reciproco.
Fin qui tutto bene, mi piace, lo amo, non mi pesa nessuna situazione, mi sento pienamnete e completamnete amata.
Poi il fulmine a ciel sereno, lui conosce un'altra, nasce una storia che all'inizio lo coinvolge pesantemente, una fascinazione verso una donna molto diversa da noi, lontana dal nostro ambiente. Dopo pochi mesi me lo rivela, dice di amarmi, di non aver mai pensato di rinunciare a me, ma non sa rinunciare a lei. Cominciano le menzogne e i tira e molla. Io lo voglio, lei lo vuole, lui prova a dividersi. Si passa alle minacce e agli aut-aut. Lui ci prova ma continua a fallire, a non decidere, a chiedere tempo e ad essere il primo a non rispettare gli impegni reciproci. Non parlo di me, in tanti ci siete passati e sapete cosa si prova. Lui è distrutto, è incapace di affrontare realmente la situazione. Passano i mesi, fino a pochi giorni fa, all'ultima pressione cede, scappa, si nega, taglia fuori tutte e due dalla sua vita. Tutto questo è durato un anno...durissimo. Io lo amo totalmente e disperatamente, mi rendo conto di aver costruito su di lui la mia vita e le mie sicurezze. Sono grande, ho un buon lavoro, imprtante. Ma non serve a niente. Che fare, cercarlo, supplicarlo, accettare di dividerlo con un'altra (non so neanche se accetterebbe)...
Che fare?
Noi insieme da 15 anni, non sposati, non conviventi, ma uniti, innamorati, con tante cose in comune. 15 anni di felicità, data anche dalla consapevolezza di riconfermare ogni giorno la decisione di stare insieme, senza costrizioni, convenienze sociali ed economiche, ecc. Lui un matrimonio non proprio alle spalle, sempre presente. Non vive con la moglie ma lei ancora con la speranza che un qualche miracolo lo riporti lì. Un figlio che non conosco e non mi conosce. Viviamo in una grande città, in zone lontane, possibile condurre una vita nell'anonimato reciproco.
Fin qui tutto bene, mi piace, lo amo, non mi pesa nessuna situazione, mi sento pienamnete e completamnete amata.
Poi il fulmine a ciel sereno, lui conosce un'altra, nasce una storia che all'inizio lo coinvolge pesantemente, una fascinazione verso una donna molto diversa da noi, lontana dal nostro ambiente. Dopo pochi mesi me lo rivela, dice di amarmi, di non aver mai pensato di rinunciare a me, ma non sa rinunciare a lei. Cominciano le menzogne e i tira e molla. Io lo voglio, lei lo vuole, lui prova a dividersi. Si passa alle minacce e agli aut-aut. Lui ci prova ma continua a fallire, a non decidere, a chiedere tempo e ad essere il primo a non rispettare gli impegni reciproci. Non parlo di me, in tanti ci siete passati e sapete cosa si prova. Lui è distrutto, è incapace di affrontare realmente la situazione. Passano i mesi, fino a pochi giorni fa, all'ultima pressione cede, scappa, si nega, taglia fuori tutte e due dalla sua vita. Tutto questo è durato un anno...durissimo. Io lo amo totalmente e disperatamente, mi rendo conto di aver costruito su di lui la mia vita e le mie sicurezze. Sono grande, ho un buon lavoro, imprtante. Ma non serve a niente. Che fare, cercarlo, supplicarlo, accettare di dividerlo con un'altra (non so neanche se accetterebbe)...
Che fare?