Da figlia cui non è mai stato nascosto da mia madre il cattivo comportamento di suo padre (ed ero molto piccola, mia madre non si è mai permessa di scendere nei dettagli, ma io capivo benissimo lo stesso), mi permetto di dire la mia: il rispetto per un genitore non è innato. Il rispetto va guadagnato. Io i miei li ho sempre visti come esseri umani, e vi dirò, non ho mai smesso di amare mio padre: ho continuato ad amarlo di un amore smisurato, ma vedere mia madre uccidersi di dolore e sapere che era colpa sua mi ha dato la possibilità di non idolatrarlo, e soprattutto di non farne un santo una volta che è morto, dato che poco ci manca che il suo lato della famiglia gli faccia un altarino. Un po' di rancore gliel'ho sempre portato, certo, ma più per il suo modo di fare il padre. Era gistificato anche quello da tanti fattori, certo, ma se ti comporti da stronzo, ti comporti da stronzo. E se hai tirato su dei figli che non abbiano il quoziente intellettivo ed emozionale di un cespo di lattuga, vi assicuro che i figli riescono a separare. Certe volte, mia madre mi prende ancora oggi da parte e mi dice "mi dispiace di averti parlato male di tuo padre in passato, non meritavi." E io le ho sempre risposto: "Ma lui meritava sì, invece. Io gli voglio bene perché è mio padre, ma per te era tuo marito e ti ha oggettivamente trattata come il cazzo... poi vabbe', era destino che dovesse campar poco, e forse è meglio che si è tolto gli sfizi, se aveva qualcosa da pagare, l'ha pagata, e pure con dignità.".
Da un lato l'essere stata sempre trattata come una persona adulta un po' di peso me lo ha sempre messo, addosso, ma vuoi mettere l'essere trattato da adulto con l'essere trattato da deficiente? Sinceramente mi piace avere un'idea veritiera delle persone, che siano o meno genitori. E anche se uno dei due genitori dovesse venirti a dire del tradimento dell'altro per rabbia, perché si sente ferito, oppure umiliato... beh, è umano, comprensibile, se non, in certi casi, proprio legittimo.