premesso che ciascuno reagisce in modo differente, io non voglio affatto sminuire la questione, ma porre al centro del ragionamento una tendenza diffusa a non rinunciare ad un momento di piacere, posto per certo di non essere scoperti.
Credo che ciascuno di noi, o la maggior parte di noi, non vi rinuncerebbe.
La cazzatina come la chiami tu è tale se anche tu ne hai commesse e ti sei reso conto che nulla tolgono e nulla aggiungono alla tua relazione, se non il desiderio di trascorre 30 minuti fuori dagli schemi.
Poi a ciascuno fa male scoprire di essere stati traditi, ma ti chiedo, tu non hai mai tradito?
Certo che ho tradito, ma...che c'entra ?
Io mi riferivo al passaggio nel quale chiedevi se fosse sempre stato 'integerrimo', quasi che non esserlo sempre stato valga di per sè ad evitare il dolore di un tradimento subìto.
E mi riferivo inoltre alla domanda che ponevi in relazione agli amici che tradiscono.
Il tuo ragionamento razionalmente non fa una grinza, il problema è che la condotta dell'amico che tradisce (e che guardiamo con sostanziale bonomìa) non colpisce te. E finchè non colpisce te sono d'accordo con te sul considerarlo un 'momento di debolezza' (scusabile, mi par di capire).
Se lo subisci è diverso. Molto diverso.
Ed è praticamente impossibile guardare al tradimento che si è subìto con il distacco con il quale si guardano gli affari altrui.
Io ho tradito.
E sono stato tradito.
E benchè mi sia stato detto più volte che - avendo tradito - non potevo alla fine lamentarmi del tradimento subìto, beh, ci stavo male comunque.
Perchè purtroppo l'equazione 'lo hai fatto anche tu' non funziona. Neanche un pò.