Io un altro.
Lei è insoddisfatta (di natura, di carattere etc).
Di sè, della vita, del lavoro, del marito, della casa, di tutto, ma non può risolvere niente di tutto questo perché dipende economicamente dal marito.
In questo clima si trova un amante, ha la sua solita storia, che tiene come al solito all'oscuro del marito che ha i soliti sospetti, troppo pochi per poter intraprendere un confronto costruttivo, in cui lei negherebbe qualsiasi cosa.
Lui però comincia a non stare più tanto bene, è agitato, cerca una via di fuga che non c'è, che non trova.
Spera di staccarsi da questa sensazione opprimente di ansia che vive con lei ma non ce la fa.
Allora spera che intervenga un legame esterno a scindere il legame preesistente e a dargli la forza di fuggire.
Ma ovviamente è solo un'idea rassicurante per alimentare una speranza di cambiamento perché lui in realtà non ha alcun desiderio di una storia esterna.
Rivorrebbe il clima di prima, che non esiste più.
Lei vuole cambiare casa perché in questo lei condensa tutte le insoddisfazioni della sua vita, vuole riprendere le redini e il controllo di sé, godere di una temporanea botta di vita, poi a seguire ce ne sarà un'altra, poi un'altra ancora. E poi, se si separano, lei almeno si becca una casa nuova, come vuole lei.
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La sceneggiatura è perfetta!
La casa non è stata una punizione.....lei quando ha tradito già sapeva che di lì a pochi mesi ci saremmo andati.Forse voleva trovarsi un diversivo logisticamente vicino ai propri interessi,così da non destare sospetti quando si sarebbe vista con lui ,anche dopo il trasferimento? Ma le è andata male e,la casa nuova è diventato luogo di espiazione mio malgrado e senza che lo volessi....ma tant'è: chi è causa del suo mal....