È più come se qualcuno mi premesse una mano sul petto, o ci poggiasse un mattone, e spingesse fino a rompermi qualcosa. Devo riprenotare il controllo del pace-maker, giusto per stare sicuri. No, non ti preoccupare, so che scherzavi, comunque non è che ci faccia questi lunghi dialoghi a voce alta. Penso sia ansia di tante cose, fra cui il non poter più rivederla, la voglia di rivederla, l'averla cacciata quella sera e l'aver fatto passare un sacco di cose senza dirle "non mi puoi trattare come mi pare". E generica stanchezza per una vita che mi comincia a pesare, e che lei rendeva in qualche modo migliore, con tutti i difetti che poteva avere... anche se alcuni suoi atteggiamenti, col passare degli anni, hanno appesantito ancora di più. È più facile pensare che l'altro non sia normale, piuttosto che non ti ami più, ma penso sinceramente che lei sia su qualche spettro di disturbo bipolare o di narcisismo patologico... alla fine il suo cambio di vita in qualche modo me lo devo spiegare e mi chiedo come faccia io ad amarla lo stesso. Dal canto mio ho il sospetto di essere nel mezzo di un episodio depressivo, perché di solito sono una persona molto gioiosa, adesso non me ne frega più un cazzo, e penso che anche ai colloqui si veda che sotto l'iperefficienza e la parlantina svelta ci sia qualcosa che non va.