Può essere, anche se ritengo davvero difficile che in un caso come quello del tradimento certe scelte non investano inevitabilmente anche chi di quel tradimento è vittima inconsapevole (poi, ce la possiamo sempre raccontare dicendo che la storia ufficile s'era modulata in un modo tale che ma è un discorsetto che facciamo allo specchio lontano da occhi indiscreti...)
Meglio sarebbe viversela alla luce del sole, una bella coppia 'aperta' dove entrambe le parti in causa sanno perfettamente quali sono le regole del gioco.
Non ti voglio convincere di niente Jim, lo sai
Nella mia esperienza, il mio tradimento non ha investito lui.
Nel senso che lui, mentre lo tradivo, non c'era.
Ti dico di più. A me non sembrava neppure di tradirlo. E lui si è trovato fra le mani esattamente la donna che voleva lui.
(mi ha pure detto, quando l'ho lasciato che sarebbe stato disposto anche ad accettare che avessi altri, purchè rimanessi con lui...e mi ha definitivamente persa.)
Lui voleva da me cose che gli stavo dando. E che non gli ho tolto.
Ma quelle cose non mi rappresentavano tutta. E quelle che mi rappresentavano tutta a lui non interessavano minimamente, anzi, non ne voleva neppure sentire parlare.
Ma quelle cose mi definiscono profondamente. Senza sono io a tradire me stessa.
Quella che tradiva, non solo lui non la voleva ma non aveva neppure spazio nella nostra relazione.
Non esisteva per lui.
Quindi no, non toglievo.
Paradossalmente davo. Il periodo in cui l'ho tradito è stato fra i più sereni degli ultimi anni. Perchè io stavo bene ed ero anche più disponibile con lui. Più accogliente e tollerante.
E riuscivo di nuovo, avendo ridato aria a me, ad avere uno sguardo amorevole su di lui. Lo comprendevo meglio.
Per dirla male, a pancia piena, si ragiona meglio.
E io con lui stavo morendo di fame. Sotto certi aspetti.
Quelli che c'erano non erano sufficientemente nutrienti per tenere insieme la relazione.
Se avessi avuto figli, probabilmente perchè non lo so con certezza, mi sarei fatta bastare lui e avrei cercato di non morire di fame completando la mia dieta.
Non è una questione che le lasagne alla lunga stufano.
E' questione che una dieta povera dei nutrienti fondamentali porta malattia.
Tu ragioni partendo dal presupposto, dimmi se sbaglio, di una relazione che vuoi completa in sè.
E quindi è dentro quella relazione che cerchi tutto.
Io avevo ragionato nei termini dell'accettazione di come era lui e della relazione che avevo con lui.
Sapevo che tutta una serie di cose, non è che non me le VOLEVA dare, non poteva.
Senza figli, ad un certo punto mi sono chiesta che senso avesse rimanere in una relazione che sapevo incompleta, PER ME.
Il mio ex manco se ne accorgeva, manco a dirglielo.
Se avessi avuto figli, avrei valutato dal punto di vista pragmatico e concreto la questione.
Se separarmi avesse significato mettere tutti nei guai, impoverire tutti ed in particolare i miei figli, probabilmente avrei scelto di rimanere nella relazione. E cercar fuori i miei spazi di completamento.
Se separarmi non avesse avuto contraccolpi significativi forse l'avrei presa in considerazione.
A volte credo che si mettano davanti le responsabilità assunte e quelle si portano avanti.
Si ingoia il rospo del proprio errore di valutazione dell'altro sotto certi aspetti e si riconosce il fatto che però tutto sommato quell'equilibrio è concretamente funzionale ad una buona qualità della vita. E si va per di lì.
Prendendosi ogni tanto quel che serve per rifiatare e non tradire se stessi, i propri bisogni, proprio fino al midollo.
Io non ci vedo tanto male morale in questo.
Credo che dipenda molto dai contesti in cui si sceglie una cosa , l'altra o quell'altra ancora.
Non so se sto riuscendo a spiegare la prospettiva.
Sul grassetto, d'accordo con te. Pienamente. Io ho lo spazio per farlo.
Perchè per una serie di fattori ho potuto correggere il tiro..ma non sempre correggre il tiro è possibile. A volte non si può che accettare che non si può, e si trovano compromessi soddisfacenti il più possibile per tutti. A volte anche decidendo per qualcun altro. Che non è robetta, se non ce la si racconta. Ma è quel che è.
E sai la cosa simpatica quale è? Che pur essendoci la possibilità dell'apertura di coppia, avendo concordato che quell'apertura è in condivisione ne sta uscendo più esclusività di quanta io ne abbia mai sperimentata nella vita relazionale (che non è propriamente breve e scarna di spunti di riflessione

).
Poi magari in futuro le fantasie di apertura diverranno realtà concrete...si vedrà.
Il punto non è aver voglia di scopare fuori dalla coppia o no. La fedeltà non è quello.
La fedeltà è poter permettere a se stessi innanzitutto di essere se stessi in relazione all'altro. E che l'altro abbia la stessa concessione. Ognun per sè e poi vicendevolmente.
Se non accade...ecco..poi si fa casino.
Secondo me ovviamente.