No, parto da un presupposto molto più banale, e cioè che mi pare un discorso francamente un pò troppo di comodo (o ipocrita, o tutt'e due) quello che permette a taluni di non mettere minimamente in discussione certi propri e personalissimi codici 'morali' che consentono una perenne autoassoluzione.
Ma perchè parli di autoassoluzione?
Io, ovviamente parlo per me, non ho mai cercato di nascondermi dietro nessuna bandiera.
So quella che sono.
Non lo nascondo.
Più che latro non lo nascondo a me stessa.
Non ho mai avuto bisogno di scuse per essere quella che sono, anche se essendolo le definizioni di me ai miei stessi occhi non erano delle migliori. Ma ci facevo i conti e pagavo il mio prezzo.
Perchè era sempre e comunque nettamente inferiore a quello che avrei pagato (e ho pagato) per non essere me.
Ipocrita? Sì.
Se fossi rimasta nella mia vecchia relazione, tradendo oppure no, sarei stata una ipocrita.
Ma se le condizioni ,non per me (tanto che da sola me ne sono andata), fossero state diverse, mi sarei tenuta la mia bella parte di ipocrisia e avrei portato avanti l'impegno.
Non penso si sia totalmente esenti dall'ipocrisia. E dal basso valore morale.
Io perlomeno non mi considero esente.
Neanche tendo alla perfezione, ossia alla rappresentazione del Bene assoluto tramite me.
Ho imparato che a volte servono dei compromessi. Anche con se stessi e anche con la propria immagine di sè.
MA il fuclro non è in quei compromessi. Il fulcro è nel non raccontarsela a riguardo.
Io per esempio credo che il mio ex non si sia accorto del fatto che lo tradivo perchè non me la sono mai raccontata. Quell'altro era quell'altro.
Non era il mio nuovo amore.
Era il mio amante. In un confine ben definito e preciso. E lui sapeva bene che se avesse osato sconfinare non ne sarebbe uscito indenne. E non avrebbe ottenuto nulla di più di quel che aveva. Anzi, l'avrebbe perso.
Nessuna scusa, nessun fiocco.
Lui era la mia ora d'aria. E lo sapeva.
Mi sono assicurata che lo accettasse e che gli andasse bene.
Come io sono stata carne fresca quando ero l'amante.
E lo accettavo serenamente perchè combaciava con quel che volevo io.
Niente fiocchi. Niente assoluzioni.
Mentire non mi piace.
Lo evito se posso.
Ma se mento, non mi racconto che il mio mentire è diverso perchè è meglio. Che ha un buon motivo.
Resta mentire e io sono quella che mente, ossia che fa una cosa che non le piace. E lo ha pure deciso.
Quando ho dovuto scegliere fra diverse cose che non mi piacevano, le ho messe sulla bilancia e ho visto che mentire mi piaceva poco ma di più del tradire me stessa. E ho mentito.
Semplicemente e senza tanti fronzoli.
Mai cercato di essere assolta per quello che sono.
Non riguarda un codice morale tutta questa roba, secondo me.
Ad un certo livello di impegni assunti, riguarda quel che ci si può permettere, pragmaticamente e concretamente, o no.