Prospettive

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
mah se già si riesce a coinvolgere gli uomini senza addittarli preventivamente, è già un bel progresso
sarebbe interessante che i maschi si sentissero coinvolti

e non nell'antinomia principe salvatore/(p)orco orrifico (a cui poi corrispondono le categorie femminili) ma in quanto maschi.

O meglio, in quanto individui.

E che di quel coinvolgimento avessero coraggio. Da dentro.
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
Era Gandhi.

Ciao Busco :inlove::bacio:

Già, volevo sottolineare che si parla e si parla.
In questo periodo poi, si cavalca l'onda delle violenze per fare cassetto.
E avanti giornali, giornalisti, campagne mediatiche, dagli al cattivo (che è sempre qualcun altro).

Senza in realtà dire un cazzo.

A me piacerebbe che si aprisse davvero un dialogo fra maschi e femmine a riguardo, invece.
Senza che si sia reciprocamente nascosti dietro la mano, come le damine dell'ottocento che si coprivano la bocca anche per fare un semplice sorriso. (ma lo facevano quel sorriso...o se lo facevano).

E forse è pure utopico...che i due generi riescano a parlarsi senza dover ricorrere costantemente al politically correct.

A me piacerebbe però :)

Buonasera Donna di Poche Parole :D

È un discorso difficile da affrontare alle 23 di domenica sera.
Dico solo che io ho sempre più sfiducia nella capacità di confrontarsi in modo costruttivo della gente. È sempre più diffusa la volontà di imporre le proprie idee sugli altri, più che cercare un arricchimento vicendevole. Se poi a confrontarsi sono uomini e donne su temi come la violenza, i femminicidi e l'aborto, il risultato è paragonabile a una Conferenza di Pace fra palestinesi e israeliani.
In tutto ciò i mass media poi sono assolutamente colpevoli. Anche perché si preferisce il melodramma e il politically correct a una seria analisi. Ma alla fine il substrato sociale di questa generazione è proprio inadatto ad approfondire. Avend tutto alla portata di un clic, ci si fa un'idea superficiale su tutto senza effettivamente sapere una sega di niente ;)
E soprattutto manca totalmente l'empatia. Credo che il vero "bug" di questa epoca stia nel profondo egoismo generazionale, in nome del quale si giustificano le porcate più immonde. Basta che ci facciano stare meglio a noi.

Buscopann

Ps. Ah..quasi dimenticavo di abbracciare pure te. Si vede che son stanco eh? :carneval: :abbraccio:
 
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Skorpio

Utente di lunga data
Personalmente sono interessata alla parte maschile.
A come i maschi riconoscono o disconoscono il maschio violento che è in loro.

E mi incuriosisce molto quella parte femminile che sceglie l'immagine principesca del maschio.
Quella che non porta traccia di nulla di tutto ciò.

Uno degli impercettibili, ma irreversibili spostamenti di baricentro che derivano dalla mia elaborazione della violenza è una particolare sensibilità esattamente a quella parte, invece. Che è spesso nascosta.

E che io vedo comunque.

E quando ho paura per davvero, ho paura di quei maschi che la negano.
Che non la conoscono. Che non la abbracciano.
.
Io sarò ben lieto di partecipare a un 3d di questo tipo, senza vessilli alzati ad adombrare o scoraggiare esposizione

Anche della violenza della femmina, forse meno fisica, ma a volte non meno di impatto di una cazzottata o di una penetrazione indesiderata, una forma di violenza molto spesso disconosciuta proprio perché assente di fisicità.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Ascoltare donne che subiscono maltrattamenti quotidiani è inverosimile.
Conoscere il maschio che le picchia e vedere come fuori dalla porta di casa si comporta come se nulla fosse successo.
Un ripetersi costante, le forze dell'ordine escono si ma alla fine vanno via lasciando la vittima al carnefice.
Da sole non riescono ad uscire, ma devono farlo loro.
Una serie di azioni che non riescono a mettere in pratica.
Piangono, tanto. Chiedono aiuto, inascoltato.
Tante parole spese in difesa della donna e contro le violenze che subiscono.
Non trovano nessuna sicurezza, temono di essere rintracciate. Sanno che sarà peggio.
Allora rimangono li, immobili, in attesa dell'altro pugno.
"Se scappo sono morta"
Questa è la realtà.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Ascoltare donne che subiscono maltrattamenti quotidiani è inverosimile.
Conoscere il maschio che le picchia e vedere come fuori dalla porta di casa si comporta come se nulla fosse successo.
Un ripetersi costante, le forze dell'ordine escono si ma alla fine vanno via lasciando la vittima al carnefice.
Da sole non riescono ad uscire, ma devono farlo loro.
Una serie di azioni che non riescono a mettere in pratica.
Piangono, tanto. Chiedono aiuto, inascoltato.
Tante parole spese in difesa della donna e contro le violenze che subiscono.
Non trovano nessuna sicurezza, temono di essere rintracciate. Sanno che sarà peggio.
Allora rimangono li, immobili, in attesa dell'altro pugno.
"Se scappo sono morta"
Questa è la realtà.
E' la soggezione.
 
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perplesso

Administrator
Staff Forum
sarebbe interessante che i maschi si sentissero coinvolti

e non nell'antinomia principe salvatore/(p)orco orrifico (a cui poi corrispondono le categorie femminili) ma in quanto maschi.

O meglio, in quanto individui.

E che di quel coinvolgimento avessero coraggio. Da dentro.
difficile sentirsi coinvolti in un'assise in cui sei considerato colpevole in partenza
 

Foglia

utente viva e vegeta
difficile sentirsi coinvolti in un'assise in cui sei considerato colpevole in partenza
Beh. Coinvolti si è coinvolti, nella misura in cui ciascuno di noi è portatore di violenza. Quanto all'essere considerati colpevoli credo sia dell'individuo, non del genere. Se poi ti senti colpevole in quanto maschio è un problema tuo. Io sostituirei la parola colpevole con consapevole. In effetti è meglio conoscerla, la propria violenza. Ma non solo. E' importante parlarne, non solo in un confronto aperto, ma anche e soprattutto nella coppia. Liberamente, e non avendo mai paura che siano stupidaggini. C'è tanto di cui parlare anche solo nel prendere la porta di casa e andare a farsi un giro per evitare di fare scenate.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Beh. Coinvolti si è coinvolti, nella misura in cui ciascuno di noi è portatore di violenza. Quanto all'essere considerati colpevoli credo sia dell'individuo, non del genere. Se poi ti senti colpevole in quanto maschio è un problema tuo. Io sostituirei la parola colpevole con consapevole. In effetti è meglio conoscerla, la propria violenza. Ma non solo. E' importante parlarne, non solo in un confronto aperto, ma anche e soprattutto nella coppia. Liberamente, e non avendo mai paura che siano stupidaggini. C'è tanto di cui parlare anche solo nel prendere la porta di casa e andare a farsi un giro per evitare di fare scenate.
direi che non c'è nemmeno bisogno di uscire da questo forum per sapere che c'è gente che sul principio del maschio sempre colpevole ci ha provato ad imbastire una scalata a Tradinet.

sul resto è vero, c'è tanto da parlare. però andrebbe riconosciuto che oggi ci sono anche tante donne che alzano le mani sui loro uomini e di casi ne conosco diversi.

forse sarebbe il caso di parlare del problema della normalità quotidiana della violenza, più che di una utopica eliminazione
 

Foglia

utente viva e vegeta
direi che non c'è nemmeno bisogno di uscire da questo forum per sapere che c'è gente che sul principio del maschio sempre colpevole ci ha provato ad imbastire una scalata a Tradinet.

sul resto è vero, c'è tanto da parlare. però andrebbe riconosciuto che oggi ci sono anche tante donne che alzano le mani sui loro uomini e di casi ne conosco diversi.

forse sarebbe il caso di parlare del problema della normalità quotidiana della violenza, più che di una utopica eliminazione
Concordo al cento per cento. E' un linguaggio, quello della violenza, che fa parte del quotidiano. Per me c'è violenza anche da parte del prete che insiste perché tu sia presente alla festa della parrocchia facendoti mandare milioni di sms per una conferma dopo che hai già risposto che probabilmente avrai un altro impegno :D

Ora il mio esempio è esagerato ed esasperato: anche l'insistenza e' violenza, comunque. E può generare risposte violente.
Quanto alle donne che (proprio forti della appartenenza al cd. sesso debole) che alzano le mani, ho già parlato della pericolosità. Ricordo non molto tempo fa una discussione avuta con [MENTION=7192]arula[/MENTION].

E no... Eliminare la violenza sarebbe come eliminare il sorriso, il dolore, la nascita e la morte. E' un elemento che ci appartiene, credo peraltro che abbia pure degli aspetti positivi. Di salvataggio. Non parlo di violenza pura, ma quale componente. Il poliziotto che blocca il rapinatore con un cazzotto. Ovviamente se controllata e conosciuta. La sto facendo semplice.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Ora il mio esempio è esagerato ed esasperato: anche l'insistenza e' violenza, comunque. E può generare risposte violente.
.
Infatti.

La prima cosa da mettere a fuoco sarebbe proprio il concetto di violenza.

Perché troppo spesso si identifica come tale solo quella con manifestazioni fisiche (botte/stupro/etc..)

E il risultato è che quando c'è manifestazione fisica si urla alla violenza, e quando questa manca, non esiste violenza, né tentata, né agìta

E chi non "alza le mani" è automaticamente un "non violento/a."

Mentre l'alzare le mani è solo una manifestazione fisica di una essenza violenta preesistente e potenzialmente ben identificabile.

Sia da chi la subisce, sia da chi (spesso inconsapevolmente) la agisce
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Infatti.

La prima cosa da mettere a fuoco sarebbe proprio il concetto di violenza.

Perché troppo spesso si identifica come tale solo quella con manifestazioni fisiche (botte/stupro/etc..)

E il risultato è che quando c'è manifestazione fisica si urla alla violenza, e quando questa manca, non esiste violenza, né tentata, né agìta

E chi non "alza le mani" è automaticamente un "non violento/a."

Mentre l'alzare le mani è solo una manifestazione fisica di una essenza violenta preesistente e potenzialmente ben identificabile.

Sia da chi la subisce, sia da chi (spesso inconsapevolmente) la agisce
l'aggressività è all'ordine del giorno. Non necessariamente la violenza è fatta di gesti fisici.

Spesso sono parole dette con estrema cattiveria, dove percepisci disprezzo. (anche solo un tono di voce).

Ecco io questo temo sempre,il degenerare, quanto l'altro riesca a controllare questa impulsività verbale.

Temo la trasformazione dalla parola al gesto. Anche se l'aggressività verbale non è cosa da poco.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ascoltare donne che subiscono maltrattamenti quotidiani è inverosimile.
Conoscere il maschio che le picchia e vedere come fuori dalla porta di casa si comporta come se nulla fosse successo.
Un ripetersi costante, le forze dell'ordine escono si ma alla fine vanno via lasciando la vittima al carnefice.
Da sole non riescono ad uscire, ma devono farlo loro.
Una serie di azioni che non riescono a mettere in pratica.
Piangono, tanto. Chiedono aiuto, inascoltato.
Tante parole spese in difesa della donna e contro le violenze che subiscono.
Non trovano nessuna sicurezza, temono di essere rintracciate. Sanno che sarà peggio.
Allora rimangono li, immobili, in attesa dell'altro pugno.
"Se scappo sono morta"
Questa è la realtà.
Questa è una delle mille possibili
 

Skorpio

Utente di lunga data
l'aggressività è all'ordine del giorno. Non necessariamente la violenza è fatta di gesti fisici.

Spesso sono parole dette con estrema cattiveria, dove percepisci disprezzo. (anche solo un tono di voce).

Ecco io questo temo sempre,il degenerare, quanto l'altro riesca a controllare questa impulsività verbale.

Temo la trasformazione dalla parola al gesto. Anche se l'aggressività verbale non è cosa da poco.
Temere è legittimo.

Però vorrei uscire dalle trappole del "temuto" e ragionare sulla violenza ripulita da tutto

Ad esempio, la famosa "testata di Ostia" di qualche settimana fa.

Un gesto violentissimo e fisico

Ma uscendo dalla fisicità.. e anche dalla legalità.. togliendo i buoni e i cattivi

Ripulendo tutto

Cosa è uscito fuori?
Che il giornalista si è posto in modo civile, nella legge, con rispetto, e quell'altro è un violento.

Che è vero.

Ma la violenza del giornalista?
Quella non l'ha notata nessuno?

Certo che no.. quello è stato bravo.

È lì che si annacqua tutto, perché anche il giornalista è stato violento, molto violento.

Sto parlando di violenza pura, ripulita da tutto, fisicità e legalità compresa

Quella che nel.nostro mondo occidentale non sappiamo (o non vogliamo) più riconoscere a tutti i livelli

Secondo me
 
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Foglia

utente viva e vegeta
Infatti.

La prima cosa da mettere a fuoco sarebbe proprio il concetto di violenza.

Perché troppo spesso si identifica come tale solo quella con manifestazioni fisiche (botte/stupro/etc..)

E il risultato è che quando c'è manifestazione fisica si urla alla violenza, e quando questa manca, non esiste violenza, né tentata, né agìta

E chi non "alza le mani" è automaticamente un "non violento/a."

Mentre l'alzare le mani è solo una manifestazione fisica di una essenza violenta preesistente e potenzialmente ben identificabile.

Sia da chi la subisce, sia da chi (spesso inconsapevolmente) la agisce
Inconsapevole lo puoi essere fino ad un certo punto. Ed è il punto in cui verosimilmente non sei in grado di entrare nella sensibilità dell'altro. Io ad esempio so di essere violenta nel guardare alla violenza altrui. Però c'è un però. Credo anche di conoscerla abbastanza per capire quando di violenza non si tratta. E' importante non equivocarla. Perché è anche tanto strumentalizzata.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
A me questi discorsi lasciano sempre molto perplesso. Il motivo per cui la violenza sulle donne fa più schifo rispetto alla violenza in generale, sta esattamente nella disparità di forza fisica tra i due. Se io mi confronto con una donna e Abbiamo entrambi una pistola carica in mano, non sta scritto da nessuna parte che io ne esca sano e lei no. Viceversa, se parliamo di violenza verbale molto spesso le donne per formazione sono molto meglio equipaggiate dei maschietti.
Aggiungerei che assimilare La minaccia alla violenza solo verbale è una stronzata. Le minacce fanno tanto più paura quanto più è credibile che vengano messe in pratica. Lo vedi già quando un bambino ha preso le misure ha un genitore e sa perfettamente che, nonostante magari minacce di morte urlare ai quattro venti, non gli torcerà un capello. Se poi vogliamo aprire un fronte di discussione un pelo più evoluto, Potremmo cominciare a ragionare del fatto che le ragazze almeno per la mia esperienza diretta, non vengono minimamente educate a reagire efficacemente ad una eventuale aggressione. E non serve un Kalashnikov basta una penna Bic...
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Temere è legittimo.

Però vorrei uscire dalle trappole del "temuto" e ragionare sulla violenza ripulita da tutto

Ad esempio, la famosa "testata di Ostia" di qualche settimana fa.

Un gesto violentissimo e fisico

Ma uscendo dalla fisicità.. e anche dalla legalità.. togliendo i buoni e i cattivi

Ripulendo tutto

Cosa è uscito fuori?
Che il giornalista si è posto in modo civile, nella legge, con rispetto, e quell'altro è un violento.

Che è vero.

Ma la violenza del giornalista?
Quella non l'ha notata nessuno?

Certo che no.. quello è stato bravo.

È lì che si annacqua tutto, perché anche il giornalista è stato violento, molto violento.

Sto parlando di violenza pura, ripulita da tutto, fisicità e legalità compresa

Quella che nel.nostro mondo occidentale non sappiamo (o non vogliamo) più riconoscere a tutti i livelli

Secondo me
perchè viene visto e giudicato peggiore il gesto fisico e non quello verbale.

violenza=pugno ( ti devi controllare)

parole=istigazione (concesso è l'altro che deve dimostrare superiorità)

a quanto pare questa è civiltà
 

Skorpio

Utente di lunga data
Inconsapevole lo puoi essere fino ad un certo punto. Ed è il punto in cui verosimilmente non sei in grado di entrare nella sensibilità dell'altro. Io ad esempio so di essere violenta nel guardare alla violenza altrui. Però c'è un però. Credo anche di conoscerla abbastanza per capire quando di violenza non si tratta. E' importante non equivocarla. Perché è anche tanto strumentalizzata.
Si .. vero.

Ma "violenza"... Volendo trovare un punto di partenza condiviso per ragionarne, come si può definire?

Per me è "qualsiasi iniziativa tesa a farti fare una cosa che non vorresti autonomamente fare"

Al netto dei mezzi impiegati, dal cazzotto al mazzo di fiori
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
A me questi discorsi lasciano sempre molto perplesso. Il motivo per cui la violenza sulle donne fa più schifo rispetto alla violenza in generale, sta esattamente nella disparità di forza fisica tra i due. Se io mi confronto con una donna e Abbiamo entrambi una pistola carica in mano, non sta scritto da nessuna parte che io ne esca sano e lei no. Viceversa, se parliamo di violenza verbale molto spesso le donne per formazione sono molto meglio equipaggiate dei maschietti.
Aggiungerei che assimilare La minaccia alla violenza solo verbale è una stronzata. Le minacce fanno tanto più paura quanto più è credibile che vengano messe in pratica. Lo vedi già quando un bambino ha preso le misure ha un genitore e sa perfettamente che, nonostante magari minacce di morte urlare ai quattro venti, non gli torcerà un capello. Se poi vogliamo aprire un fronte di discussione un pelo più evoluto, Potremmo cominciare a ragionare del fatto che le ragazze almeno per la mia esperienza diretta, non vengono minimamente educate a reagire efficacemente ad una eventuale aggressione. E non serve un Kalashnikov basta una penna Bic...
ma non hai la certezza che non si possa passare ai fatti. in linea di massima è una valutazione che si fa tendndo conto del tipo di persona che si ha davanti.

Sul discorso che non vengano educate le ragazze sono d'accordo.
 

Skorpio

Utente di lunga data
perchè viene visto e giudicato peggiore il gesto fisico e non quello verbale.

violenza=pugno ( ti devi controllare)

parole=istigazione (concesso è l'altro che deve dimostrare superiorità)

a quanto pare questa è civiltà
È questo l'aspetto che a me intriga. (Negativamente)

Se non c'è manifestazione fisica, nn si ha a che fare con una persona violenta o che sta tentando violenza.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
È questo l'aspetto che a me intriga. (Negativamente)

Se non c'è manifestazione fisica, nn si ha a che fare con una persona violenta o che sta tentando violenza.
non si vuol vedere altro.

Siamo una società civile, l'importante è non nuocere fisicamente. Il resto è concesso. Evoluzione della specie.
 
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