Beh...mi ricordo questa gatta. Bellissima.
I felini sono splendidamente accudenti coi cuccioli.
E' interessantissimo il meccanismo per cui spesso i maschi adulti temono i cuccioli. E' una protezione per i cuccioli stessi.
E' altrettanto interessante il fatto che il maschio tenti di uccidere la cucciolata per potersi ri-accoppiare con la femmina.
Questa gatta aveva avuto una cucciolata neanche troppo numerosa. Un 5 gattini, se non ricordo male.
E io, ero una piccoletta, andavo tutti i giorni a vedere i gattini crescere. Mi piaceva tantissimo mettermi lì in silenzio a scambiare occhi chiusi con la gatta e sentirla fusare mentre allattava.
Un giorno sono arrivata e come mio solito ho dato una sbirciata ai gattini.
Un fenomeno stranissimo. Perchè ricordo nettamente che i miei occhi vedevano un qualcosa che io non sapevo riconoscere. Ci ho messo un po'.
Dei gattini ne erano rimasti due.
Degli altri era rimasta una testolina, dei pezzetti di zampine e nient'altro.
Ero rimasta immobilizzata a guardare i due gattini ciucciare.
Mi è poi stato spiegato che probabilmente quei gattini li aveva uccisi e mangiati la gatta.
In Natura non si spreca nulla.
Le ipotesi molteplici. Non aveva abbastanza per nutrirli tutti. Erano malati.
Ci sono studi interessanti su questa cosa delle madri che uccidono i loro cuccioli.
Lo fanno a volte anche le madri umane.
Ecco.
Rientrando nella tua metafora, saper dare la vita significa anche saper dare la morte.
Ed è in entrambi i casi tenerezza.
Il sacrificio, intenso nel senso di rendere sacro, è nel saper dare la morte.
Saper rinunciare ad un qualcosa di molto prezioso per un bene altrettanto prezioso.
A volte è egoismo e paura allo stato puro quel lasciarsi sbranare la tetta sorridendo. Autocompiacimento.
Prendere e non saper dare il proprio dolore.
A prescindere dalla soglia di tolleranza.
Sono esattamente le difese, a mio parere, quando sono solide ad essere controproducenti e a rendere la tenerezza un qualcosa di molto più pericoloso e doloroso di un semplice atto reale di distacco.
Perchè in quelle difese è il proprio dolore ad essere sacrificato a prescindere dall'altro. (sempre nel significato di rendere sacro).
Ed è un meccanismo autoreferenziale.
Che è poi il motivo per cui la tenerezza, dal mio punto di vista, è un qualcosa da cui giro largo, e di cui mi fido molto poco. Anche e soprattutto in me.
Ovviamente è una mia opinione che deriva anche dal mio vissuto e dal modo in cui io desidero vengano trattati il mio dolore e i miei bisogni.
Io ho allattato nel modo in cui descrivi. Ho fatto male. Molto male. all'altro e anche a me.
E' un limite che sono ben attenta a non valicare. Il prezzo oltre ad essere troppo alto, porta ad uno spreco che in natura non è contemplato.
In Natura si persegue la Vita, anche attraverso la Morte.
Il dolore, sto imparando, non ha bisogno di essere tollerato...ha bisogno di essere accolto e abbracciato.
