Prospettive

Foglia

utente viva e vegeta
A me questi discorsi lasciano sempre molto perplesso. Il motivo per cui la violenza sulle donne fa più schifo rispetto alla violenza in generale, sta esattamente nella disparità di forza fisica tra i due. Se io mi confronto con una donna e Abbiamo entrambi una pistola carica in mano, non sta scritto da nessuna parte che io ne esca sano e lei no. Viceversa, se parliamo di violenza verbale molto spesso le donne per formazione sono molto meglio equipaggiate dei maschietti.
Aggiungerei che assimilare La minaccia alla violenza solo verbale è una stronzata. Le minacce fanno tanto più paura quanto più è credibile che vengano messe in pratica. Lo vedi già quando un bambino ha preso le misure ha un genitore e sa perfettamente che, nonostante magari minacce di morte urlare ai quattro venti, non gli torcerà un capello. Se poi vogliamo aprire un fronte di discussione un pelo più evoluto, Potremmo cominciare a ragionare del fatto che le ragazze almeno per la mia esperienza diretta, non vengono minimamente educate a reagire efficacemente ad una eventuale aggressione. E non serve un Kalashnikov basta una penna Bic...
No.
Non basta la penna bic. Sai cosa c'è spesso dietro quella biro? C'è autostima di sé talmente forte da vincere tanto, prima di tutto contro se stessi. Tu che combatti te stesso, prima dell'altro. Ha dei costi notevoli, anche all'esterno. Sia che si tratti di violenza -chiamiamola occasionale - sia che purtroppo in quelle occasioni ci hai mangiato e dormito sopra. Te lo possono dire in cento salse. Usa la bic, usa la parola. E ti posso confermare che l'uso della parola, proprio all'esterno, e' stato risolutivo. Sai quanto mi ci e' voluto? E non credo di non essere stata minimamente educata a reagire. Ne' di avere avuto esempi sbagliati in casa. Per quanto non fosse la famiglia del Mulino Bianco, mia madre e mio padre parlavano. E litigavano pure. Ma non ho mai visto certe mancanze di rispetto.

Aggiungi pure che so come si usa la bic. E anche che e' fin troppo facile darmi della scema.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Si .. vero.

Ma "violenza"... Volendo trovare un punto di partenza condiviso per ragionarne, come si può definire?

Per me è "qualsiasi iniziativa tesa a farti fare una cosa che non vorresti autonomamente fare"

Al netto dei mezzi impiegati, dal cazzotto al mazzo di fiori
Violenza per me è l'uso di una forza (la "vis") CONTRO l'altro, che presuppone che l'altro in un modo o nell'altro ti abbia messo nelle condizioni di usargliela contro.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
No.
Non basta la penna bic. Sai cosa c'è spesso dietro quella biro? C'è autostima di sé talmente forte da vincere tanto, prima di tutto contro se stessi. Tu che combatti te stesso, prima dell'altro. Ha dei costi notevoli, anche all'esterno. Sia che si tratti di violenza -chiamiamola occasionale - sia che purtroppo in quelle occasioni ci hai mangiato e dormito sopra. Te lo possono dire in cento salse. Usa la bic, usa la parola. E ti posso confermare che l'uso della parola, proprio all'esterno, e' stato risolutivo. Sai quanto mi ci e' voluto? E non credo di non essere stata minimamente educata a reagire. Ne' di avere avuto esempi sbagliati in casa. Per quanto non fosse la famiglia del Mulino Bianco, mia madre e mio padre parlavano. E litigavano pure. Ma non ho mai visto certe mancanze di rispetto.

Aggiungi pure che so come si usa la bic. E anche che e' fin troppo facile darmi della scema.
a mia figlia non ho insegnato a reagire, ho insegnato a valutare quando c'era mancanza di rispetto.
Per prima a capire che certi atteggiamenti non erano corretti. Aver il coraggio di allontanrsi subito, quando accadevano cose che la facevano star male dentro.
E ti dirò ha funzionato. Prendere le distanze da ciò che ci nuoce. All'inizio è stato difficile riconoscere "il bene dal male".
 

Skorpio

Utente di lunga data
Violenza per me è l'uso di una forza (la "vis") CONTRO l'altro, che presuppone che l'altro in un modo o nell'altro ti abbia messo nelle condizioni di usargliela contro.
Va bene anche così.

Mettiamo che mi metti in condizioni di sapere dove lavori e a che ora esci, e che io uso la forza della mia passione per te per aspettarti tutti i giorni e accompagnarti a casa

Un giorno porto i fiori, quello dopo una berlina, e quello dopo una carrozza coi cavalli bianchi

Quando tu mi hai detto che NON desideri che ti accompagni a casa

Sto avendo un "atteggiamento violento" oppure sono un bravissimo ragazzo che ce ne vorrebbero mille a ogni angolo Delle strade?

Secondo te?
 

Foglia

utente viva e vegeta
Va bene anche così.

Mettiamo che mi metti in condizioni di sapere dove lavori e a che ora esci, e che io uso la forza della mia passione per te per aspettarti tutti i giorni e accompagnarti a casa

Un giorno porto i fiori, quello dopo una berlina, e quello dopo una carrozza coi cavalli bianchi

Quando tu mi hai detto che NON desideri che ti accompagni a casa

Sto avendo un "atteggiamento violento" oppure sono un bravissimo ragazzo che ce ne vorrebbero mille a ogni angolo Delle strade?

Secondo te?
La pazienza, la perseveranza, l'insistenza, fino ad arrivare ai confini dello stalking.
Quale è il discrimine? :)

Quando e' violenza, e quando e' compromesso.

Dipende. La violenza e' un dialogo. Se ti dico a chiare lettere che non voglio trovarti sotto il mio ufficio, non accetterò i fiori, e non salirò sulla carrozza. Se la tua insistenza mi fa andare "oltre" la mia volontà, e magari accetto i fiori, il giorno dopo salgo sulla carrozza, o e' finta la mia resistenza (sicché contraccambio la tua passione, e magari passo sopra alla tua violenza) o la tua diventa violenza. Che magari non ti so segnalare. Al caso limite tu mi costringi a salire con te. O continui a pedinarmi malgrado ti abbia detto di non farlo.

La parola è il discrimine. E' chiaro che se sono già coinvolta con te diventa più difficile. La tua domanda ha milioni di risposte e di sfumature.

Ho imparato più che altro che nessuno si può sostituire alla mia volontà. Anche di accondiscendere.
 

Skorpio

Utente di lunga data
La pazienza, la perseveranza, l'insistenza, fino ad arrivare ai confini dello stalking.
Quale è il discrimine? :)

Quando e' violenza, e quando e' compromesso.

Dipende. La violenza e' un dialogo. Se ti dico a chiare lettere che non voglio trovarti sotto il mio ufficio, non accetterò i fiori, e non salirò sulla carrozza. Se la tua insistenza mi fa andare "oltre" la mia volontà, e magari accetto i fiori, il giorno dopo salgo sulla carrozza, o e' finta la mia resistenza (sicché contraccambio la tua passione, e magari passo sopra alla tua violenza) o la tua diventa violenza. Che magari non ti so segnalare. Al caso limite tu mi costringi a salire con te. O continui a pedinarmi malgrado ti abbia detto di non farlo.

La parola è il discrimine. E' chiaro che se sono già coinvolta con te diventa più difficile. La tua domanda ha milioni di risposte e di sfumature.

Ho imparato più che altro che nessuno si può sostituire alla mia volontà. Anche di accondiscendere.
Il discrimine può essere semplicemente il tuo dichiarato NO grazie.

E che io lo prenda con serietà..

Oppure dica tra me e me: "ma quale no... Vedrai quando porto il cavallo come salta sú bella felice"

Che se ben ci pensi, somiglia tanto a quando ti volessi trombare (dopo x anni e da sposati) e tu mi dici NO stasera no

E io dico tra me e me: " ma quale no.. vedrai quando ha l'uccello dentro come dice di no..."

La differenza è solo che nel secondo caso subentra l'aspetto fisico, ma il "ragionamento violento" rileggilo .... perché è esattamente il medesimo

Non dico che sia vietato accoglierlo

Dico che molti NON lo riconoscono.

Ovvero, lo riconoscono solo quando entra in gioco la imposizione fisica
 
Ultima modifica:

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
No.
Non basta la penna bic. Sai cosa c'è spesso dietro quella biro? C'è autostima di sé talmente forte da vincere tanto, prima di tutto contro se stessi. Tu che combatti te stesso, prima dell'altro. Ha dei costi notevoli, anche all'esterno. Sia che si tratti di violenza -chiamiamola occasionale - sia che purtroppo in quelle occasioni ci hai mangiato e dormito sopra. Te lo possono dire in cento salse. Usa la bic, usa la parola. E ti posso confermare che l'uso della parola, proprio all'esterno, e' stato risolutivo. Sai quanto mi ci e' voluto? E non credo di non essere stata minimamente educata a reagire. Ne' di avere avuto esempi sbagliati in casa. Per quanto non fosse la famiglia del Mulino Bianco, mia madre e mio padre parlavano. E litigavano pure. Ma non ho mai visto certe mancanze di rispetto.

Aggiungi pure che so come si usa la bic. E anche che e' fin troppo facile darmi della scema.
con la penna Bic si possono fare tante cose, Ad esempio infilarla in un occhio a qualcuno ;)
ma non hai la certezza che non si possa passare ai fatti. in linea di massima è una valutazione che si fa tendndo conto del tipo di persona che si ha davanti.

Sul discorso che non vengano educate le ragazze sono d'accordo.
Certo che hai la certezza. Adesso a cielo partirà un embolo perché si sentirà chiamata in causa, anche se non sto assolutamente parlando di lei, Ma alla violenza non ci arrivi mai on-off. Soprattutto in casa. È un percorso che parte dal primo sgarbo e dalla mancata risposta al primo sgarbo.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Va bene anche così.

Mettiamo che mi metti in condizioni di sapere dove lavori e a che ora esci, e che io uso la forza della mia passione per te per aspettarti tutti i giorni e accompagnarti a casa

Un giorno porto i fiori, quello dopo una berlina, e quello dopo una carrozza coi cavalli bianchi

Quando tu mi hai detto che NON desideri che ti accompagni a casa

Sto avendo un "atteggiamento violento" oppure sono un bravissimo ragazzo che ce ne vorrebbero mille a ogni angolo Delle strade?

Secondo te?
Fintanto che uno è libero di rifiutare le avance offerte, io non ci vedo nessun problema. Anche perché lì si gioca pulito. Nel momento in cui, invece, uno conta su dinamiche di imbarazzo e riprovazione sociale per far accettare qualcosa che altrimenti non verrebbe accettato qualcuno va sciolto nell'acido
 

Skorpio

Utente di lunga data
Fintanto che uno è libero di rifiutare le avance offerte, io non ci vedo nessun problema. Anche perché lì si gioca pulito. Nel momento in cui, invece, uno conta su dinamiche di imbarazzo e riprovazione sociale per far accettare qualcosa che altrimenti non verrebbe accettato qualcuno va sciolto nell'acido
Nemmeno io vedo problemi nel mantenimento della libertà di rifiutare..

Io parlo infatti di "riconoscimento" (o meno) di atteggiamento violento.

E di riconoscimento (o meno) di persona portatrice di atteggiamento violento, benché posto in atto magari con modalità da Lord
 

Foglia

utente viva e vegeta
Il discrimine può essere semplicemente il tuo dichiarato NO grazie.

E che io lo prenda con serietà..

Oppure dica tra me e me: "ma quale no... Vedrai quando porto il cavallo come salta sú bella felice"

Che se ben ci pensi, somiglia tanto a quando ti volessi trombare (dopo x anni e da sposati) e tu mi dici NO stasera no

E io dico tra me e me: " ma quale no.. vedrai quando ha l'uccello dentro come dice di no..."

La differenza è solo che nel secondo caso subentra l'aspetto fisico, ma il "ragionamento violento" rileggilo .... perché è esattamente il medesimo

Non dico che sia vietato accoglierlo

Dico che molti NON lo riconoscono.

Ovvero, lo riconoscono solo quando entra in gioco la imposizione fisica
Ogni cosa ha una gradazione. Se vado in Sicilia o in Puglia a mangiare ospite di qualcuno alla domanda "ne vuoi ancora?" ti voglio vedere a dire no. O a trovarti il piatto vuoto dopo aver detto no. No e' no. E sono d'accordo con te. Comunque. Poi diciamo che talvolta il contesto alleggerisce o appesantisce. Pure io che sono nordica non mi sento molto violenta nel rifilarti l'ennesima porzione di lasagna. Una volta all'anno. E tu sei pregato di subire.

Sto alleggerendo io :)

Hai ragione: No e' no.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Ogni cosa ha una gradazione. Se vado in Sicilia o in Puglia a mangiare ospite di qualcuno alla domanda "ne vuoi ancora?" ti voglio vedere a dire no. O a trovarti il piatto vuoto dopo aver detto no. No e' no. E sono d'accordo con te. Comunque. Poi diciamo che talvolta il contesto alleggerisce o appesantisce. Pure io che sono nordica non mi sento molto violenta nel rifilarti l'ennesima porzione di lasagna. Una volta all'anno. E tu sei pregato di subire.

Sto alleggerendo io :)

Hai ragione: No e' no.
Ma certo! Per alleggerire bisogna appesantire :)

E riconoscere la propria violenza (che c'è) non è tabù

Io stesso so di essere una persona che SA essere molto violenta, e so bene quando lo sono.

Si parlava appunto di "riconoscimento"

Circa il discorso del mangiare, visto che vuoi alleggerire...

[video=youtube;kpmIeX6J2Yc]https://www.youtube.com/watch?v=kpmIeX6J2Yc[/video]
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
con la penna Bic si possono fare tante cose, Ad esempio infilarla in un occhio a qualcuno ;)


Certo che hai la certezza. Adesso a cielo partirà un embolo perché si sentirà chiamata in causa, anche se non sto assolutamente parlando di lei, Ma alla violenza non ci arrivi mai on-off. Soprattutto in casa. È un percorso che parte dal primo sgarbo e dalla mancata risposta al primo sgarbo.
difatti, a quello mi riferisco quando parlo di educare le ragazze.
 

Foglia

utente viva e vegeta
con la penna Bic si possono fare tante cose, Ad esempio infilarla in un occhio a qualcuno ;)


Certo che hai la certezza. Adesso a cielo partirà un embolo perché si sentirà chiamata in causa, anche se non sto assolutamente parlando di lei, Ma alla violenza non ci arrivi mai on-off. Soprattutto in casa. È un percorso che parte dal primo sgarbo e dalla mancata risposta al primo sgarbo.
Sulla penna Bic (anche nell'uso più immediato) continuo a non concordare, proprio in termini di fattibilità.

Sul resto sempre stata la prima, a dire che la violenza non occasionale e' un percorso al ribasso.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Ma certo! Per alleggerire bisogna appesantire :)

E riconoscere la propria violenza (che c'è) non è tabù

Io stesso so di essere una persona che SA essere molto violenta, e so bene quando lo sono.

Si parlava appunto di "riconoscimento"

Circa il discorso del mangiare, visto che vuoi alleggerire...

[video=youtube;kpmIeX6J2Yc]https://www.youtube.com/watch?v=kpmIeX6J2Yc[/video]
Bel rutto. Questa si che e' viuuleeeenza :)

Sul resto (e soprattutto sui "no", e sulla sensibilità che si ha nel recepirli, mi piacerebbe davvero anche a me, sentire qualche parere. Perché da come prendi i miei "no" capisco molto di te.

A volte ti dirò.... Io ho ancora paura di non sapere dire "no" come si deve.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Bel rutto. Questa si che e' viuuleeeenza :)

Sul resto (e soprattutto sui "no", e sulla sensibilità che si ha nel recepirli, mi piacerebbe davvero anche a me, sentire qualche parere. Perché da come prendi i miei "no" capisco molto di te.

A volte ti dirò.... Io ho ancora paura di non sapere dire "no" come si deve.
Ni, vengono scambiati per dei ni.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Bel rutto. Questa si che e' viuuleeeenza :)

Sul resto (e soprattutto sui "no", e sulla sensibilità che si ha nel recepirli, mi piacerebbe davvero anche a me, sentire qualche parere. Perché da come prendi i miei "no" capisco molto di te.

A volte ti dirò.... Io ho ancora paura di non sapere dire "no" come si deve.
Ni, vengono scambiati per dei ni.
Temo sia difficilissimo. Perché non c'è accordo fra generi (né mai ci sarà) e nemmeno tra persone dello stesso genere.

Io ricordo bene un aneddoto che mi racconto' un professionista tanti anni fa.

Era andato al cinema con una ragazza (anni prima) e durante il film aveva tentato di baciarla.

Lei lo respinse, lui si mise tranquillo a guardare il film.

A fine serata raccontò che lei, usciti dal cinema, gli disse delusa che non si sarebbe aspettata che si fosse arreso così presto :cool:
 
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brenin

Utente
Staff Forum
Parlo del dolore in termini generali. Non necessariamente legato e conseguenze al subire violenza.

Mal di testa? oki
Mal di pancia? buscopan
Ansia? ansiolitico
etc etc

Per ogni dolore la sua cura. Sorridiamo.

Che non è poi cura, ma palliativo per mettere a tacere.

Per continuare a segnare presenza nel mondo dei belli, forti, sani, felici...il mulino bianco e il bianco che più bianco non si può.

Poi sono d'accordo. Anche l'ascolto del dolore è negato.
Ma per il semplice motivo che sentire il dolore altrui significa ascoltare, in pace, il proprio.

Non si nega l'ascolto all'altro, in realtà.

Si nega, attraverso l'altro, l'ascolto di sè.
L'altro è solo una delle conseguenze.

Ed è funzionale di solito, al permanere nel "tutto va bene". E' fuori di me.

Poi, se si è fortunati, si esplode...e si inizia a prendere contatto con sè...ma significa anche "perdere l'innocenza" per certi versi. Fare i conti col fatto che il mondo incantato non esiste, se non come produzione individuale.

Penso che per la violenza, funzioni suppergiù allo stesso modo.
Più è lontana, più è straniera, più ci si sente al sicuro.

Ma le ombre...sono in ognuno di noi. E a volte basta molto poco a risvegliarle.
E la storia è piena di esempi di ombre risvegliate in massa.

Più la massa si sente assolta...più gli individui sono pericolosi e si sentono in pericolo.

Questo, fra le altre cose, è negato, a mio parere, nel non ascolto a cui fai riferimento.
La sconfitta della ragione. È ciò di cui ci parla la nostra epoca. Probabilmente la cifra portante che ne riassume il disastro.
Se il sonno della ragione genera mostri, come sosteneva qualcuno, la sua sconfitta si rivela come qualcosa di ancora più radicale e irrimediabile, capace di generare soltanto quel nulla in cui prospera la barbarie.
Questa sconfitta è stata prodotta da un tempo, il nostro, in cui si è volutamente sminuito (fino a mortificarlo) il pensiero come facoltà con cui riusciamo a risalire alle cause prime di un fenomeno.
Individuare queste cause prime non significa soltanto comprenderlo, quel fenomeno, ma anche fornirsi di una bussola con cui individuare le strade per affrontarlo.
Perché il pensiero incide eccome sulla realtà. La teoria costruisce e implica l’azione pratica.
E un’azione pratica senza un pensiero adeguato che la sorregga, può facilmente generare una cattiva azione.

La reazione di opportuna denuncia e indignazione per un fenomeno efferato quale la violenza sulle donne, che però rinunci alla comprensione delle cause prime e, quindi, ad affrontarlo con cognizione di causa, non fa nulla per combattere fattivamente quello stesso fenomeno. Ancora in tantissimi casi il pregiudizio contro la donna è troppo diffuso, atavico e radicale per potersi illudere di affrontarlo senza le armi adeguate.

Tutti questi episodi di violenza mettono in chaira evidenza ilfallimento culturale vissuto dalla nostra epoca.
Ossia della vittoria di tutto ciò che non mette al centro l’essere umano in quanto tale e la sua crescita. Da quella tragica vittoria deriva la sconfitta della ragione.
Una società che rinuncia alla conoscenza e all’educazione come fattori determinanti della crescita personale, è una società che si autocondanna a essere popolata da barbari. Con il pericolo, visto che " l'essere umano " è incapace di mantenere una visione sempre "fresca" della sua percezione di quanto lo circonda: l'abitudine lo conduce ad automatizzare tutto ciò che si ripete e che si ripresenta alla sua coscienza. Questa processo di automatizzazione ha il vantaggio di servire per la sopravvivenza, ma è anche ciò che conduce a perdere la capacità di stupirsi, e quindi di riflettere ed agire su determinate ( tragiche ) realtà, cadendo pertanto in una deleteria " familiarizzazione" , che purtroppo mi sembra stia già accadendo.
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Nemmeno io vedo problemi nel mantenimento della libertà di rifiutare..

Io parlo infatti di "riconoscimento" (o meno) di atteggiamento violento.

E di riconoscimento (o meno) di persona portatrice di atteggiamento violento, benché posto in atto magari con modalità da Lord
Atteggiamento violento si concretizza nella creazione di condotte volte a limitare la libertà di scelta dall'altra parte. Per come la vedo io è violento pure quello che ti assume il marito per scopartisi al riparo da rappresaglie
difatti, a quello mi riferisco quando parlo di educare le ragazze.
Infatti. Mia figlia potrà uscire con chi vuole e tornare alle 5:00 di mattina. Ma mai disarmata.
Sulla penna Bic (anche nell'uso più immediato) continuo a non concordare, proprio in termini di fattibilità.

Sul resto sempre stata la prima, a dire che la violenza non occasionale e' un percorso al ribasso.
Ti stupiresti cosa conferma della Becca se hai la giusta disposizione mentale. ;)
Guarda che una delle cose su cui non ringrazierò mai abbastanza i peggiori bar di Caracas come questo, sta nel fatto che, visto che la mia realtà quotidiana é mille miglia lontana da certe situazioni, ho maturato sufficiente consapevolezza per rinforzare difese che di mio non avrei mai avuto bisogno di utilizzare.
La sconfitta della ragione. È ciò di cui ci parla la nostra epoca. Probabilmente la cifra portante che ne riassume il disastro.
Se il sonno della ragione genera mostri, come sosteneva qualcuno, la sua sconfitta si rivela come qualcosa di ancora più radicale e irrimediabile, capace di generare soltanto quel nulla in cui prospera la barbarie.
Questa sconfitta è stata prodotta da un tempo, il nostro, in cui si è volutamente sminuito (fino a mortificarlo) il pensiero come facoltà con cui riusciamo a risalire alle cause prime di un fenomeno.
Individuare queste cause prime non significa soltanto comprenderlo, quel fenomeno, ma anche fornirsi di una bussola con cui individuare le strade per affrontarlo.
Perché il pensiero incide eccome sulla realtà. La teoria costruisce e implica l’azione pratica.
E un’azione pratica senza un pensiero adeguato che la sorregga, può facilmente generare una cattiva azione.

La reazione di opportuna denuncia e indignazione per un fenomeno efferato quale la violenza sulle donne, che però rinunci alla comprensione delle cause prime e, quindi, ad affrontarlo con cognizione di causa, non fa nulla per combattere fattivamente quello stesso fenomeno. Ancora in tantissimi casi il pregiudizio contro la donna è troppo diffuso, atavico e radicale per potersi illudere di affrontarlo senza le armi adeguate.

Tutti questi episodi di violenza mettono in chaira evidenza ilfallimento culturale vissuto dalla nostra epoca.
Ossia della vittoria di tutto ciò che non mette al centro l’essere umano in quanto tale e la sua crescita. Da quella tragica vittoria deriva la sconfitta della ragione.
Una società che rinuncia alla conoscenza e all’educazione come fattori determinanti della crescita personale, è una società che si autocondanna a essere popolata da barbari. Con il pericolo, visto che " l'essere umano " è incapace di mantenere una visione sempre "fresca" della sua percezione di quanto lo circonda: l'abitudine lo conduce ad automatizzare tutto ciò che si ripete e che si ripresenta alla sua coscienza. Questa processo di automatizzazione ha il vantaggio di servire per la sopravvivenza, ma è anche ciò che conduce a perdere la capacità di stupirsi, e quindi di riflettere ed agire su determinate ( tragiche ) realtà, cadendo pertanto in una deleteria " familiarizzazione" , che purtroppo mi sembra stia già accadendo.
Sai che in questo discorso non mi ci trovo proprio? Non esiste la dimensione collettiva. Esiste la somma di migliaia di dimensioni individuali. Soprattutto in questi casi aggiornare caso per caso è un imperativo categorico.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Temo sia difficilissimo. Perché non c'è accordo fra generi (né mai ci sarà) e nemmeno tra persone dello stesso genere.

Io ricordo bene un aneddoto che mi racconto' un professionista tanti anni fa.

Era andato al cinema con una ragazza (anni prima) e durante il film aveva tentato di baciarla.

Lei lo respinse, lui si mise tranquillo a guardare il film.

A fine serata raccontò che lei, usciti dal cinema, gli disse delusa che non si sarebbe aspettata che si fosse arreso così presto :cool:
è relativo una giusta insistenza non disturba. Poi e importante valutare la reazione della donna in questione.Se fatto con la giusta discrezione non crea problemi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
è relativo una giusta insistenza non disturba. Poi e importante valutare la reazione della donna in questione.Se fatto con la giusta discrezione non crea problemi.
E quale sarebbe la giusta insistenza?

(fra sconosciuti, fra l'altro).
 
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