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Come descrivere questa inesorabile caduta verso la fine, mi ricorda tutti gli sforzi che ho fatto durante la malattia di mio padre e mio fratello, parlando con dottori, rincuorando, cercando di farli reagire in qualche modo, ma la fine è arrivata e mi sono reso conto che tutti i miei sforzi sono stati risibili.
Ora sono nella stessa situazione. Ho cercato di mediare, rassicurare mia moglie della mia presenza, fare tutto il possibile a casa e con mia figlia più di quanto abbia mai fatto - seppure sono stato sempre io ad averci passato più tempo. Sono stato un marito sempre ragionevole, le ho fatto fare magnifiche esperienze che molte avrebbero invidiato. Ho sempre pensato a tutto io dal punto di vista economico, compresa la casa in cui viviamo che prima diceva di voler lasciare ma che ora (su probabile consiglio di un avvocato) non vuole più lasciare. Negli ultimi anni però le tristi vicende familiari mi hanno travolto e mi sono trovato ad dover seguire così tanti impicci, in uno stato di profonda tristezza, che le miei attenzioni ne hanno inevitabilmente risentito. Prima invece lottavo per la carriera che volevo dedicare a lei, mia musa che mi dava le forze per affrontarla - ma che con la nascita di nostra figlia e mancati riconoscimenti ho poi dovuto mollare.
In tutto questo lei non parla, evita, e probabilmente continua a frequentare il suo lui - passando il tempo a ridere dei miei goffi tentativi. Poi arriva il mio inevitabile passo falso, per rabbia magari, più precisamente sono provocazioni che faccio nella speranza di avere da parte sua qualche segnale. A quel punto ottengo solo stronzaggini spietate in cambio.
E' più finita che mai. Credo sia rimasto solo far parlare gli avvocati. Lei si rifiuta di ragionare, di parlare. Io la chiamavo quando possibile, togliendo tempo a me e facendomi del male, ma ora basta.
Arriverà il momento per lei di realizzare le consequenze di ciò che ha fatto? Avrà una coscenza? Come fa a vivere tutta questa situazione con così tanta freddezza?
Affrontere questa fase più brutta. Rialzarsi in piedi cercando di non scivolare MAI! Guardarsi intorno quando ho azzerato la mia vita sociale per lei: non ho più amici, la mia famiglia d'origine e per gran parte in cielo.
E' veramente dura ragazzi ma ce la farò, riprenderò in mano la mia vita. Lasciando lei forse, a 43 anni, ancora sarò in tempo per trovare un briciolo di amore - magari una nuova famiglia - anche se non sarà mai l'amore spensierato dei vent'anni. Magari riuscirò a trovare le soddisfazione, visto che con lei ho sempre avuto un senso di oppressione e continua critica/inadeguatezza. Più ne facevo per lei annullandomi, più venivo fagocitato. Con il tradimento e le mie continue prostrazioni a mo di zerbino tutto questo ha raggiunto il livello di malignità inaudito.
Le consequenze per mia figlia saranno pesantissime. Io risentirò pesantemente delle consequenze economiche. Il timore di sbandare sempre in agguato. Ma la libertà non ha prezzo. Malgrado tutta la disonesta ricevuta - forse per essere stato troppo onesto anche quando non avrei dovuto - ho una dignità a cui aggrapparmi. La mia vita non è ancora finita.