Eccomi qua

Brunetta

Utente di lunga data
Mio fratello è separato. Ho portato il suo esempio ma mi dicono che dalle vostre parti i giudici di solito s'inchippettano il marito, che abbia torto o ragione...lo scrivete voi qui.
Ma chi lo scrive? Qualcuno che ha vissuto la separazione? No. Lo scrive chi ne è terrorizzato o usa il terrorismo con se stesso per stare dove sta ipocritamente.
 

Mat78

Utente di lunga data
Mio fratello è separato. Ho portato il suo esempio ma mi dicono che dalle vostre parti i giudici di solito s'inchippettano il marito, che abbia torto o ragione...lo scrivete voi qui.
Confermo, il marito viene in culato a sangue. Perde tutto altro che compromesso. Perde sopratutto i figli per non parlare del resto mentre lei si diverte alla grande.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Ancora con questo discorso?
Allora se non ricordo male le cose stanno così:
In assenza di consenso alla separazione e di accordi consensuali, si finisce con una giudiziale davanti a un giudice che stabilisce che la casa divenuta dimora dei figli venga assegnata al genitore prevalente, che nella stragrande maggioranza dei casi è la mamma (82,7%).
L'altro genitore deve pagare la parte a carico delle spese straordinarie condominiali, la parte a carico dell'eventuale mutuo, ma è esentato dal pagamento delle spese condominiali ordinarie.
il genitore che non risiede col figlio contribuisce alle spese e paga il mantenimento dei figli come stabilito dal giudice e l'eventuale mantenimento dell'altro genitore.
Il giudice stabilisce anche quando e come i due genitori debbano collaborare per l'educazione del figlio e i tempi e le modalità in cui possono vederlo.
Il tradimento entra in gioco solo per la questione dell'addebito, ovvero per il mantenimento ipotetico del tenore di vita del coniuge tradito da cui ci si separa.
Nella realtà, trattandosi di questioni economiche, se uno ha una discreta capacità economica può riuscire a ottenere vantaggi per sé a scapito dell'altro in una guerra spesso accesa. So, per conoscenza diretta, di avvocati che caldeggiano la denuncia a carico del coniuge di comportamenti che possono risultare determinanti per l'esito della giudiziale (problemi psichiatrici per le donne e molestie per gli uomini). Alla faccia del benessere dei figli...
Un mio amico mi ha detto che "devi lottare per la casa". Quando te la assegnano hai tutto.
Infatti è l'unico uomo che conosca che ha in affido prevalente le sue figlie, ma è anche vero che la madre non è molto interessata a loro, le frequenta raramente e l'esito è stato decisamente positivo per loro.
Nella maggior parte dei casi a soccombere economicamente è l'uomo per il semplice fatto che in una grande città la casa è un bene prezioso e molto costoso. Un divorzio quando si sta ancora pagando il mutuo, magari ventennale, è un bagno di sangue. Infatti sono a conoscenza di non poche case messe all'asta proprio per il mancato pagamento delle rate del mutuo e delle spese condominiali da parte di entrambi i coniugi. Avere la casa assegnata è una garanzia di sopravvivenza, altrimenti doversene cercare un'altra avendo alimenti e mutuo da pagare a Milano per esempio può essere impossibile. Secondo me, sarebbe più equo in una giudiziale costringere entrambi i coniugi alla dismissione e alla divisione al 50% del loro patrimonio, per ripartire entrambi alla pari, ma questo costituirebbe un problema per i figli costretti a vivere in case più piccoli o magari in altre zone più popolari o decentrate.
Il "cornuto e razziato" ha una sua logica: essere traditi dalla moglie non fornisce alcuna attenuante, in pratica.
Se non hai i soldi per un ottimo avvocato, la casa verrà quasi sicuramente assegnata a lei insieme ai figli.
Vi è una disparità di genere oltre che economica nel tradimento quindi: una donna rischia meno di un uomo a tradire, in quanto ha la quasi sicurezza di non dover abbandonare la casa.
Di sicuro queste guerre fanno male ai figli. Ci si rinuncia, spesso, per il bene loro.
 
Ultima modifica:

Outdider

Utente di lunga data
Confermo, il marito viene in culato a sangue. Perde tutto altro che compromesso. Perde sopratutto i figli per non parlare del resto mentre lei si diverte alla grande.
Comunque, non so se sia stato fortunato o meno.
Entrambi funzionari della pubblica amministrazione, nessun assegno di mantenimento alla moglie, la casa è la sua e la moglie l'ha lasciata, affidamento congiunto della bambina, nessun assegno per la piccola perchè provvede direttamente alle sue esigenze. La cosa più bella è che la bambina sta più con lui che con la mamma. Con la moglie ha un buon rapporto.
 

Outdider

Utente di lunga data
Ancora con questo discorso?
Allora se non ricordo male le cose stanno così:
In assenza di consenso alla separazione e di accordi consensuali, si finisce con una giudiziale davanti a un giudice che stabilisce che la casa divenuta dimora dei figli venga assegnata al genitore prevalente, che nella stragrande maggioranza dei casi è la mamma (82,7%).
L'altro genitore deve pagare la parte a carico delle spese straordinarie condominiali, la parte a carico dell'eventuale mutuo, ma è esentato dal pagamento delle spese condominiali ordinarie.
il genitore che non risiede col figlio contribuisce alle spese e paga il mantenimento dei figli come stabilito dal giudice e l'eventuale mantenimento dell'altro genitore.
Il giudice stabilisce anche quando e come i due genitori debbano collaborare per l'educazione del figlio e i tempi e le modalità in cui possono vederlo.
Il tradimento entra in gioco solo per la questione dell'addebito, ovvero per il mantenimento ipotetico del tenore di vita del coniuge tradito da cui ci si separa.
Nella realtà, trattandosi di questioni economiche, se uno ha una discreta capacità economica può riuscire a ottenere vantaggi per sé a scapito dell'altro in una guerra spesso accesa. So, per conoscenza diretta, di avvocati che caldeggiano la denuncia a carico del coniuge di comportamenti che possono risultare determinanti per l'esito della giudiziale (problemi psichiatrici per le donne e molestie per gli uomini). Alla faccia del benessere dei figli...
Un mio amico mi ha detto che "devi lottare per la casa". Quando te la assegnano hai tutto.
Infatti è l'unico uomo che conosca che ha in affido prevalente le sue figlie, ma è anche vero che la madre non è molto interessata a loro, le frequenta raramente e l'esito è stato decisamente positivo per loro.
Nella maggior parte dei casi a soccombere economicamente è l'uomo per il semplice fatto che in una grande città la casa è un bene prezioso e molto costoso. Un divorzio quando si sta ancora pagando il mutuo, magari ventennale, è un bagno di sangue. Infatti sono a conoscenza di non poche case messe all'asta proprio per il mancato pagamento delle rate del mutuo e delle spese condominiali da parte di entrambi i coniugi. Avere la casa assegnata è una garanzia di sopravvivenza, altrimenti doversene cercare un'altra avendo alimenti e mutuo da pagare a Milano per esempio può essere impossibile. Secondo me, sarebbe più equo in una giudiziale costringere entrambi i coniugi alla dismissione e alla divisione al 50% del loro patrimonio, per ripartire entrambi alla pari, ma questo costituirebbe un problema per i figli costretti a vivere in case più piccoli o magari in altre zone più popolari o decentrate.
Il "cornuto e razziato" ha una sua logica: essere traditi dalla moglie non fornisce alcuna attenuante, in pratica.
Se non hai i soldi per un ottimo avvocato, la casa verrà quasi sicuramente assegnata a lei insieme ai figli.
Vi è una disparità di genere nel tradimento quindi: una donna rischia meno di un uomo a tradire, in quanto ha la quasi sicurezza di non dover abbandonare la casa.
Di sicuro queste guerre fanno male ai figli. Ci si rinuncia, spesso, per il bene loro.
Stai confermando quanto scritto da me e Mat
 

danny

Utente di lunga data
In tutta sincerità e con un pizzico di cinismo:
non comprate casa se volete avere figli.
Andate in affitto.
Qualora non riusciste a pagare il canone non sarete comunque mai sfrattati in presenza di minori.
In caso di separazione invece ve la caverete alla grande, in quanto al contratto subentrerà il coniuge assegnatario.
La più grande fregatura è essere diventati tutti proprietari di casa.
Chi l'ha capito si è già adeguato.
 

Outdider

Utente di lunga data
In tutta sincerità e con un pizzico di cinismo:
non comprate casa se volete avere figli.
Andate in affitto.
Qualora non riusciste a pagare il canone non sarete comunque mai sfrattati in presenza di minori.
In caso di separazione invece ve la caverete alla grande, in quanto al contratto subentrerà il coniuge assegnatario.
La più grande fregatura è essere diventati tutti proprietari di casa.
Chi l'ha capito si è già adeguato.
Hai ragione, ma credo il giudice possa condannarti a pagare la pigione
 

Blaise53

Utente di lunga data
Ancora con questo discorso?
Allora se non ricordo male le cose stanno così:
In assenza di consenso alla separazione e di accordi consensuali, si finisce con una giudiziale davanti a un giudice che stabilisce che la casa divenuta dimora dei figli venga assegnata al genitore prevalente, che nella stragrande maggioranza dei casi è la mamma (82,7%).
L'altro genitore deve pagare la parte a carico delle spese straordinarie condominiali, la parte a carico dell'eventuale mutuo, ma è esentato dal pagamento delle spese condominiali ordinarie.
il genitore che non risiede col figlio contribuisce alle spese e paga il mantenimento dei figli come stabilito dal giudice e l'eventuale mantenimento dell'altro genitore.
Il giudice stabilisce anche quando e come i due genitori debbano collaborare per l'educazione del figlio e i tempi e le modalità in cui possono vederlo.
Il tradimento entra in gioco solo per la questione dell'addebito, ovvero per il mantenimento ipotetico del tenore di vita del coniuge tradito da cui ci si separa.
Nella realtà, trattandosi di questioni economiche, se uno ha una discreta capacità economica può riuscire a ottenere vantaggi per sé a scapito dell'altro in una guerra spesso accesa. So, per conoscenza diretta, di avvocati che caldeggiano la denuncia a carico del coniuge di comportamenti che possono risultare determinanti per l'esito della giudiziale (problemi psichiatrici per le donne e molestie per gli uomini). Alla faccia del benessere dei figli...
Un mio amico mi ha detto che "devi lottare per la casa". Quando te la assegnano hai tutto.
Infatti è l'unico uomo che conosca che ha in affido prevalente le sue figlie, ma è anche vero che la madre non è molto interessata a loro, le frequenta raramente e l'esito è stato decisamente positivo per loro.
Nella maggior parte dei casi a soccombere economicamente è l'uomo per il semplice fatto che in una grande città la casa è un bene prezioso e molto costoso. Un divorzio quando si sta ancora pagando il mutuo, magari ventennale, è un bagno di sangue. Infatti sono a conoscenza di non poche case messe all'asta proprio per il mancato pagamento delle rate del mutuo e delle spese condominiali da parte di entrambi i coniugi. Avere la casa assegnata è una garanzia di sopravvivenza, altrimenti doversene cercare un'altra avendo alimenti e mutuo da pagare a Milano per esempio può essere impossibile. Secondo me, sarebbe più equo in una giudiziale costringere entrambi i coniugi alla dismissione e alla divisione al 50% del loro patrimonio, per ripartire entrambi alla pari, ma questo costituirebbe un problema per i figli costretti a vivere in case più piccoli o magari in altre zone più popolari o decentrate.
Il "cornuto e razziato" ha una sua logica: essere traditi dalla moglie non fornisce alcuna attenuante, in pratica.
Se non hai i soldi per un ottimo avvocato, la casa verrà quasi sicuramente assegnata a lei insieme ai figli.
Vi è una disparità di genere oltre che economica nel tradimento quindi: una donna rischia meno di un uomo a tradire, in quanto ha la quasi sicurezza di non dover abbandonare la casa.
Di sicuro queste guerre fanno male ai figli. Ci si rinuncia, spesso, per il bene loro.

[MENTION=4739]Brunetta[/MENTION] sono fantasie?
Dette da me si, ma dette dal tuo amico [MENTION=5392]danny[/MENTION] ?
 

Mat78

Utente di lunga data
Comunque, non so se sia stato fortunato o meno.
Entrambi funzionari della pubblica amministrazione, nessun assegno di mantenimento alla moglie, la casa è la sua e la moglie l'ha lasciata, affidamento congiunto della bambina, nessun assegno per la piccola perchè provvede direttamente alle sue esigenze. La cosa più bella è che la bambina sta più con lui che con la mamma. Con la moglie ha un buon rapporto.
Si è stato fortunato credimi, perché la moglie ha usato la testa. Quale persona lascerebbe una casa dove metà mutuo viene pagato dall'altro coniuge più extra? Comunque discorsi detti e ri-detti. Basta anche solo conoscere qualcuno o leggere i giornali.
 
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danny

Utente di lunga data
@Brunetta sono fantasie?
Dette da me si, ma dette dal tuo amico @danny ?
Non son opinioni. Sono percentuali.
Nella maggior parte dei casi va così, in alcuni va diversamente.
Se fossimo rimasti tutti come negli anni '70 o come in molte metropoli estere dove si prendono in affitto e non si comprano le abitazioni, i problemi economici alla separazione sarebbero minori.
Anche se il reddito medio di noi italiani fosse più decente e rapportato al costo effettivo della vita, che in città come Milano è molto elevato, sarebbe tutto più facile.
Il problema è che da noi si esce di casa solo quando ci si sposa e si parte già da subito accumulando debiti per l'acquisto della casa, dei mobili e spesso anche della macchina.
Quando ci si separa spesso ci si trova ancora con questi debiti sul collo.
Il problema, in cui la disparità di genere funziona come elemento distraente (come al solito) è principalmente economico.
 
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Mat78

Utente di lunga data
Non son opinioni. Sono percentuali.
Nella maggior parte dei casi va così, in alcuni va diversamente.
Se fossimo rimasti tutti come negli anni '70 o come in molte metropoli estere dove si prendono in affitto e non si comprano le abitazioni, i problemi economici alla separazione sarebbero minori.
Anche se il reddito medio di noi italiani fosse più decente e rapportato al costo effettivo della vita, che in città come Milano è molto elevato, sarebbe tutto più facile.
Il problema è che da noi si esce di casa solo quando ci si sposa e si parte già da subito accumulando debiti per l'acquisto della casa, dei mobili e spesso anche della macchina.
Quando ci si separa spesso ci si trova ancora con questi debiti sul collo.
Anche se hai finito di pagare la casa avresti comunque il problema. Non pagheresti più il mutuo ma regaleresti comunque l'immobile ad una persona che magari non intende venderla.
 

Mat78

Utente di lunga data
Per quel che mi ha detto si, ma a volte sembre dirmi le cose per farmi contento. Se lei se ne va bisogna contribuire all'affitto.

Sapresti dire cosa sai sulla questione in base alla tua esperienza?
La mia esperienza è identica a quella di praticamente 90 % degli uomini separati (forse anche una percentuale più alta ). Ti consiglio comunque di parlare con un avvocato e non far riferimento a noi su queste questioni.
 
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