Cuore2018
Utente di lunga data
:up:Certo certo
:up:Certo certo
Era ironico.
Idem.Era ironico.
Quello che mi rende più perplesso è il dovermi affidare alla giustizia italiana, ancora di stampo sabaudo, con le sue leggi belle sulla carta e piene di buoni propositi, ma nei fatti ingiuste e fuori dal tempo in cui viviamo.
Ma i giudici divorziano mai?
Fatti consigliare da un buon avvocatoQuello che mi rende più perplesso è il dovermi affidare alla giustizia italiana, ancora di stampo sabaudo, con le sue leggi belle sulla carta e piene di buoni propositi, ma nei fatti ingiuste e fuori dal tempo in cui viviamo.
Ma i giudici divorziano mai?
In effetti qualcosa si sta muovendo...ma siamo ancora anni luce indietro rispetto ad altri paesi.Veramente ultimamente sono cambiate le cose. Non mi fascerei la testa prima di romperla. A parte i figli,che giustamente vanno mantenuti, non e' detto che tu debba tirare fuori altri soldi.
Per stare dove si sta è utile pensare in teoria.In effetti qualcosa si sta muovendo...ma siamo ancora anni luce indietro rispetto ad altri paesi.
Ognuno fa i propri conti. Non vanno estesi a tutti.Il problema è che divorziare avendo un reddito oltre i 2500 euro risulta avere conseguenze ben diverse rispetto a chi ne guadagna 1200 o 1600 euro o ha un lavoro precario.
Possiamo stare a discutere tutto il tempo che si vuole ma la questione è sostanzialmente legata al reddito dei soggetti coinvolti.
3000 euro di reddito familiare sono una cifra sufficiente per vivere più che dignitosamente anche a Milano, la stessa cifra divisa per due produce rilevanti conseguenze sulla qualità di vita in specie per chi deve abbandonare la casa.
Pensare che serva un nuovo compagno o una nuova compagna per poter riavere un tetto sulla testa è proprio ciò che testimonia la presenza di un problema. Una persona dovrebbe avere la possibilità di essere economicamente indipendente anche dopo una separazione, non di dover cercare un nuovo partner per riavere una vita dignitosa.
Esattamente come è accaduto ai miei genitori, che hanno vissuto da soli per anni dopo la separazione, mantenendo una qualità di vita molto buona.
Nessuno di loro ha mai rinunciato neppure alle vacanze, per dire.
Altri tempi.
Una casa in affitto da me, uno dei quartieri più popolari alle porte di Milano, viene sulle 600 euro.
300 euro la stanza in condivisione. Da noi. Sempre che sudamericani o filippini ti accettino perché i loro annunci sono espressamente rivolti a connazionali. Le cifre son queste.
Io all'epoca andai a vedere una casa vicino alla mia.
60.000 euro. Bilocale senza balcone, le pareti verdi di muffa, casa senza ascensore.
Chiesi a mia moglie se mi dava i soldi della mia parte di casa per poter comprare qualcosa dove andare a vivere. Magari non quella, un 40 mq come quella dove vivevo da ragazzo mi sarebbe bastato, purché non avesse le pareti muffe. Lei rifiutò. Non voleva separarsi.
Io avevo credo un 1000 euro. Non bastavano neppure per un anticipo su un contratto l'affitto.
E per andarmene avrei dovuto aiutare mia moglie, che ha un reddito basso. Io con i miei 1800 euro al mese avrei dovuto mantenere figlia, casa, moglie.
Pagare l'avvocato.
La casa dove io sarei andato ad abitare...
Fatevi i conti.
Un paio di corna ha senso che costino così tanto?
Ma no....
Si fa esattamente come si faceva 50 anni fa.
Tutti i nostri progressi sono appannaggio ora solo di chi ha i soldi per sostenerli.
Sempre meno persone rispetto a un tempo.
Nel mio condominio sono già due le famiglie che vivono separate in casa da anni. In 75mq con i figli...
Io ne conosco anche che semplicemente non hanno più trovato un lavoro quando l'hanno perso.Ognuno fa i propri conti. Non vanno estesi a tutti.
Avere la moglie casalinga, ad esempio, è una scelta che può essere motivata dal volere una dipendenza economica per creare una codipendenza relazionale.
Quotone [MENTION=5392]danny[/MENTION].Io ne conosco anche che semplicemente non hanno più trovato un lavoro quando l'hanno perso.
Non trovare più un lavoro non significa essere disoccupate, oggi.
Vuol dire andare a vanti a lavoretti a tempo determinato, spesso svolti in nero.
Non possiamo negare che esiste e sta crescendo un problema occupazionale e di reddito e che i diritti e le libertà acquisiti negli anni stanno in piedi solo per coloro che ancora possono permetterselo.
Gusrdando quanto scritto mi ritengo fortunato....primo perché il mio matrimonio va bene ed è senza ombre, secondo perché nel caso ci separassimo con mia moglie sarei io la parte debole economicamente parlandoLa soglia di povertà assoluta secondo Istat per una città del nord risulta essere 1422 euro per una famiglia di 3 persone, 817 per un singolo (aggiornamento 2016, tendenza all'aumento, calcoli effettuati sul loro sito, oggi probabilmente la cifra è superiore).
Lo stesso Istat rivela che vi è stato un considerevole aumento delle persone nella fascia di povertà assoluta dopo Monti e che quest'aumento ha coinvolto soprattutto le persone con il capofamiglia più giovane e la tendenza è al peggioramento.
1422 è lo stipendio medio di tante persone che conosco ma anche dove lavoro io c'è gente che prende meno, per non dire di chi conosco che vive con la sociale.
L'Istat in pratica ammette che uno stipendio solo per una famiglia oggi ti porta al nord a essere vicino alla soglia della povertà assoluta.
Ma... mio nonno faceva l'operaio e manteneva moglie e figlia, aveva la macchina, la tv, la radio e mandava moglie e figlia in vacanza per due mesi e ha pure messo via dei risparmi durante la sua vita.
Mia madre viveva da sola con uno stipendio da impiegata, uno stipendio normale di un'impiegata normale.
La stessa famiglia di mia moglie ha mandato 3 figli all'università col solo stipendio del capofamiglia.
Tutti sono cresciuti negli anni passati lavorando. E tutti i lavoratori sono arrivati ad avere una pensione, ovvero un reddito fisso.
Che è successo in questi anni?
Non doveva esserci finalmente la parità di genere e l'indipendenza per ogni persona, maschio o femmina che sia?
Qui oggi si deve lavorare in due per avere lo stesso potere d'acquisto di quando lavorava solo il capofamiglia.
Come al solito si punta l'attenzione su problemi di genere o sul razzismo, che sembrano ormai sempre più veicoli di distrazione, per non vedere che ci sono crescenti problemi economici e sociali.
Ovvio che la separazione non è un problema per chi ha un reddito, da uomo, di 3000 euro nette al mese.
Una casa in affitto a 800 euro non costituisce un problema insormontabile, così come gli alimenti. E la banca il mutuo te lo dà.
Lo diventa quando il tuo stipendio è di circa 1500 euro o meno. A quel punto avere una casa o non averla fa la differenza tra sopravvivere (ovviamente senza cercare aiuto dai genitori) alla meno peggio e vivere con dignità.
L'Istat anche per la donna che vive con un figlio in età da scuola dell'obbligo individua 1100 euro come soglia della povertà assoluta. Devo ammettere che non sono poche le donne che conosco che prendono meno.
Queste sono le ragioni per cui oggi non ci si separa. Le stesse di quando in famiglia entrava un solo stipendio, quello del padre di famiglia. Tanti anni di lotte per arrivare allo stesso punto di partenza, alla necessità di avere un legame per avere una vita dignitosa.
Io vado al mercato ogni tanto a comprare abiti usati. E' il nuovo che avanza: non immaginate quanta gente conosco che lo fa. Non si può più comprare tutto nuovo, anche se i vari H&M etc hanno abbassato i prezzi (e la qualità) di molto. Qui si continua a parlare di divorzio come di un problema di genere, così come si affrontano tematiche sociali solo da punto di vista dell'immigrazione, ma l'Italia negli ultimi 10 anni è profondamente cambiata, anche se la politica - tutto i partiti di maggioranza - ha camuffato quanto è accaduto, anteponendo lotte per i diritti di categoria alle richieste del mantenimento del potere d'acquisto dei lavoratori (e non solo) e dei i loro diritti (anche al lavoro!), perché tutto il resto se non hai soldi per attuarlo diventa secondario.
Ho evitato di accennare all'amore volutamente. Nel mio caso come in altri c'erano i sentimenti.
Ma la parte economica in una famiglia non è mai secondaria.
Boh, allora mi saró separata fuori dalla legge. Quando mi è stata assegnata la casa, il mio ex marito aveva un reddito molto alto, lui mi pagava una cifra che non copriva nemmeno la rata del mutuo. Cioè, mi dava 150 euro al mese per ogni figlio e poco più di metà mutuo.
I figli li teneva 4 giorni ogni 2 settimane, ma andavano a pranzo da lui quasi ogni giorno.
Poi vabbè, le cose sono cambiate, io ho cambiato casa e ognuno per sé. Dividiamo solo le spese extra dei figli (mediche, sportive, scolastiche) e nessuno dá niente all'altro.
Abbiamo fatto tutto consensualmente, ma i rapporti erano pessimi, tanto che oggi non ci rivolgiamo nemmeno parola.
Per dire che a volte cercare un accordo è la cosa migliore, anche se si avrebbe voglia di cavare gon si può abli occhi alla nostra ex dolce metà.
Ma probabilmente, nonostante i nostri mille errori, siamo persone con un buonsenso oltre la media.
Buono a sapersi![]()
La soglia di povertà assoluta secondo Istat per una città del nord risulta essere 1422 euro per una famiglia di 3 persone, 817 per un singolo (aggiornamento 2016, tendenza all'aumento, calcoli effettuati sul loro sito, oggi probabilmente la cifra è superiore).
Lo stesso Istat rivela che vi è stato un considerevole aumento delle persone nella fascia di povertà assoluta dopo Monti e che quest'aumento ha coinvolto soprattutto le persone con il capofamiglia più giovane e la tendenza è al peggioramento.
1422 è lo stipendio medio di tante persone che conosco ma anche dove lavoro io c'è gente che prende meno, per non dire di chi conosco che vive con la sociale.
L'Istat in pratica ammette che uno stipendio solo per una famiglia oggi ti porta al nord a essere vicino alla soglia della povertà assoluta.
Ma... mio nonno faceva l'operaio e manteneva moglie e figlia, aveva la macchina, la tv, la radio e mandava moglie e figlia in vacanza per due mesi e ha pure messo via dei risparmi durante la sua vita.
Mia madre viveva da sola con uno stipendio da impiegata, uno stipendio normale di un'impiegata normale.
La stessa famiglia di mia moglie ha mandato 3 figli all'università col solo stipendio del capofamiglia.
Tutti sono cresciuti negli anni passati lavorando. E tutti i lavoratori sono arrivati ad avere una pensione, ovvero un reddito fisso.
Che è successo in questi anni?
Non doveva esserci finalmente la parità di genere e l'indipendenza per ogni persona, maschio o femmina che sia?
Qui oggi si deve lavorare in due per avere lo stesso potere d'acquisto di quando lavorava solo il capofamiglia.
Come al solito si punta l'attenzione su problemi di genere o sul razzismo, che sembrano ormai sempre più veicoli di distrazione, per non vedere che ci sono crescenti problemi economici e sociali.
Ovvio che la separazione non è un problema per chi ha un reddito, da uomo, di 3000 euro nette al mese.
Una casa in affitto a 800 euro non costituisce un problema insormontabile, così come gli alimenti. E la banca il mutuo te lo dà.
Lo diventa quando il tuo stipendio è di circa 1500 euro o meno. A quel punto avere una casa o non averla fa la differenza tra sopravvivere (ovviamente senza cercare aiuto dai genitori) alla meno peggio e vivere con dignità.
L'Istat anche per la donna che vive con un figlio in età da scuola dell'obbligo individua 1100 euro come soglia della povertà assoluta. Devo ammettere che non sono poche le donne che conosco che prendono meno.
Queste sono le ragioni per cui oggi non ci si separa. Le stesse di quando in famiglia entrava un solo stipendio, quello del padre di famiglia. Tanti anni di lotte per arrivare allo stesso punto di partenza, alla necessità di avere un legame per avere una vita dignitosa.
Io vado al mercato ogni tanto a comprare abiti usati. E' il nuovo che avanza: non immaginate quanta gente conosco che lo fa. Non si può più comprare tutto nuovo, anche se i vari H&M etc hanno abbassato i prezzi (e la qualità) di molto. Qui si continua a parlare di divorzio come di un problema di genere, così come si affrontano tematiche sociali solo da punto di vista dell'immigrazione, ma l'Italia negli ultimi 10 anni è profondamente cambiata, anche se la politica - tutto i partiti di maggioranza - ha camuffato quanto è accaduto, anteponendo lotte per i diritti di categoria alle richieste del mantenimento del potere d'acquisto dei lavoratori (e non solo) e dei i loro diritti (anche al lavoro!), perché tutto il resto se non hai soldi per attuarlo diventa secondario.
Ho evitato di accennare all'amore volutamente. Nel mio caso come in altri c'erano i sentimenti.
Ma la parte economica in una famiglia non è mai secondaria.
Ho la figlia di una mia amica che lavora per 300 euro al mese su 16 ore con orario flessibile 7 giorni su 7 programmato di settimana in settimana - giusto per non avere la possibilità di fare un secondo lavoro - in un ipermercato della città dove abito.Lo so che per molti questa è una bestemmia, ma io sono convinto che tu abbia pienamente ragione. Paghiamo le conseguenze di avere un solo partito che ci governa ininterrottamente da troppi anni. Cambiano nomi, simboli e bandiere, ma la sostanza resta sempre la stessa. Auchan propone stage di tre mesi in tre mesi, con stipendi che oscillano tra i 3 ed i 450 euro, senza ferie, senza malattie, senza maternità, sotto l'occhio benevolo dei sindacati che accettano quello che definiscono il male minore e delle Pubbliche Amministrazioni che accettano volentieri di stravolgere la viabilità urbana ed extraurbana pur di accontentarli. Ho scritto Auchan, ma potete scrivere anche Ipercoop, che ad esempio, un paio di anni fa scelse di restare aperta il anche 1 maggio...
Hai ragione anche tu. Io penso sempre che i figli siano un grande incentivo a usare il cervello, ma mi rendo conto che forse è un po' utopico sperare che funzioni così in automatico.Avete cercato e trovato una soluzione equa. Ma uno stato che si definisce "illuminato" non può sperare che due persone che stanno litigando trovino da sole una soluzione equa. Deve fornire strumenti giuridici affinchè la giusta soluzione diventi la regola e non l'eccezione. In pratica, non si può abdicare al potere decisionale e lasciare che il tutto sia affidato alla buona volontà delle parti in causa, spesso l'un contro l'altra armate.
Random quella non è un soluzione equa è la legge. Sono diritti e doveri che la legge sballata qui in Italia concede in una separazione.Avete cercato e trovato una soluzione equa. Ma uno stato che si definisce "illuminato" non può sperare che due persone che stanno litigando trovino da sole una soluzione equa. Deve fornire strumenti giuridici affinchè la giusta soluzione diventi la regola e non l'eccezione. In pratica, non si può abdicare al potere decisionale e lasciare che il tutto sia affidato alla buona volontà delle parti in causa, spesso l'un contro l'altra armate.