Il minimo sindacale

spleen

utente ?
La sera a cena la tv è sontonizzata su rai1, sul giochino condotto da Frizzi, che non sarebbe nemmeno male se in modo massmediatico si pensassero a definire parole e curiosità culturali.
Quello che mi perplime (da distrattissimo telespettatore a cena) è come si facciano con apparente casualità ad accostare ed equiparare domande ogettivamente difficili e specialistiche (per me).
es: -Anno di nascita di Vivaldi? :confused: Ad altre che ogettivamente sono delle troiate galattiche- es: Se definiamo l'estremità inferiore della terra polo sud, come definiremo l'estremità superiore? :singleeye:

Ma non è nemmeno questo il problema, una trasmissione massmediatica si capisce che è un contenitore nel quale: tutto tutto niente niente, come dice il comico Albanese.:mrgreen:

La vera domanda è questa: come fanno concorrenti sedicenti laureati o spesso laureandi, persone che si definiscono colte o che dovrebbero esserlo, o che un minimo di cultura dovrebbero averla a toppare su domande come:
-Quali animali si allevano nelle arnie? :rolleyes: (Rispondendo cavalli !!!)
O peggio ancora ad ignorare domande basilari di storia patria del tipo:
-Quando furono promulgate in Italia le leggi razziali - (Rispondendo 1968!!!!) :(
-Quando fu firmato l'armistizio dall' Italia durante la seconda guerra mondiale? (Rispondendo 1971 !!!) :mad:

Non venitemi a dire che a scuola non si studia la storia contemporanea, certe cose dovrebbero essere note per semplice logica personale. Dare risposte così per me significa essere sulla luna.

Montanelli diceva che siamo un popolo di contemporanei senza memoria del passato, io credo che la cosa sia ben più grave, che si sia un popolo sostanzialmente di pretenziosi empiristi della cultura, incapaci di distinguere l'effimero dall' importante.

Quando Eco si spendeva sulla qualità dell'indirizzo e della formazione penso si riferisse a questo, alla scala di valore delle informazioni che dovrebbero indirizzare le persone alla comprensione della vita. La sorta di distacco che leggo mi sembra una fuga dal reale per rifugiarsi in un personalismo senza passato nè futuro.

Quale è per voi la soglia minima? Esiste un minimo sindacale di cultura da pretendere da tutti?
 
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Ioeimiei100rossetti

Utente di lunga data
Quale è per voi la soglia minima, esiste un minimo sindacale di cultura da pretendere da tutti?
Se tutti conoscessero quanto si dovrebbe apprendere nella scuola primaria, solo in quella, saremmo a cavallo: si parlerebbe e si scriverebbe in italiano, si saprebbero le nozioni base (e anche di più) di storia, geografia, logica etc. Ma il punto per me è che chi dice, sempre in quel gioco lì, che Hitler fu cancelliere nel 1979, ne RIDE. Ne ride, capisci. Così come altri che danno vivo Mussolini negli anni '60 etc. La gravità sta nella leggerezza con la quale si affronta l'ignoranza, il non rendersene conto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Se tutti conoscessero quanto si dovrebbe apprendere nella scuola primaria, solo in quella, saremmo a cavallo: si parlerebbe e si scriverebbe in italiano, si saprebbero le nozioni base (e anche di più) di storia, geografia, logica etc. Ma il punto per me è che chi dice, sempre in quel gioco lì, che Hitler fu cancelliere nel 1979, ne RIDE. Ne ride, capisci. Così come altri che danno vivo Mussolini negli anni '60 etc. La gravità sta nella leggerezza con la quale si affronta l'ignoranza, il non rendersene conto.
Infatti la gravità è che si considerano cose fondamentali alla stregua di cose che si possono anche dimenticare.
È il setaccio culturale che non funziona.
Probabilmente è anche la scuola che dà per scontato che ciò che è stato fatto prima sia acquisito. E se è vero che chi sa fare le divisioni conosce le altre tre operazioni, non è vero che chi sa un argomento di storia, o meglio sa esporre quello che raccontano le pagine del libro di testo, sappia cosa significano gli eventi precedenti a cui si fa riferimento.
E quindi succede che “ho già il voto di Storia perché sono stato interrogato su Giolitti, posso non studiare il fascismo” e pure quello che si è detto in quella interrogazione era un esporre senza senso perché isolato dal prima e dal dopo e perciò facilmente dimenticabile.
Forse, vedendo quella trasmissione, in tanti ci rendiamo conto che ci sono studi che vanno potenziati.
Due ore alla settimana di educazione fisica sembrano poche e ogni bambino e ragazzo fa sport in orario extra scolastico, ma a nessuno sembrano poche 2 ore di storia.
 
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Ioeimiei100rossetti

Utente di lunga data
Infatti la gravità è che si considerano cose fondamentali alla stregua di cose che si possono anche dimenticare.
È il setaccio culturale che non funziona.
Probabilmente è anche la scuola che dà per scontato che ciò che è stato fatto prima sia acquisito. E se è vero che chi sa fare le divisioni conosce le altre tre operazioni, non è vero che chi sa un argomento di storia, o meglio sa esporre quello che raccontano le pagine del libro di testo, sappia cosa significano gli eventi precedenti a cui si fa riferimento.
E quindi succede che “ho già il voto di Storia perché sono stato interrogato su Giolitti, posso non studiare il fascismo” e pure quello che si è detto in quella interrogazione era un esporre senza senso perché isolato dal prima e dal dopo e perciò facilmente dimenticabile.
Forse, vedendo quella trasmissione, in tanti ci rendiamo conto che ci sono studi che vanno potenziati.
Due ore alla settimana di educazione fisica sembrano poche e ogni bambino e ragazzo fa sport in orario extra scolastico, ma a nessuno sembrano poche 2 ore di storia.
Perfetto.
Certe volte ho pensato, riferendomi alle mie lacune, che avrei tanto voluto un docente di storia, ad esempio, ma vale anche per altre discipline, che mi avesse fatto uno schemone dagli uomini primitivi in poi a tutta parete :D nel quale io potessi camminare con la mente per poter collocare ogni evento che studiavo nel preciso contesto in cui accadeva, avendo ben presenti il prima e il dopo, per capirne le origini e valutarne le conseguenze alla luce proprio degli eventi e dei personaggi analizzati :singleeye:
Io sono anche perplessa sulla fusione di due discipline in una, geostoria. E' vero che tutto dev'essere collocato anche nello spazio, però forse, e dico forse, si finisce per striminzirle entrambe.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Perfetto.
Certe volte ho pensato, riferendomi alle mie lacune, che avrei tanto voluto un docente di storia, ad esempio, ma vale anche per altre discipline, che mi avesse fatto uno schemone dagli uomini primitivi in poi a tutta parete :D nel quale io potessi camminare con la mente per poter collocare ogni evento che studiavo nel preciso contesto in cui accadeva, avendo ben presenti il prima e il dopo, per capirne le origini e valutarne le conseguenze alla luce proprio degli eventi e dei personaggi analizzati :singleeye:
Io sono anche perplessa sulla fusione di due discipline in una, geostoria. E' vero che tutto dev'essere collocato anche nello spazio, però forse, e dico forse, si finisce per striminzirle entrambe.
Evidentemente gli eventi storici vanno collocati nello spazio, ma se le ore sono poche non si può che finire per trascurare le condizioni geografiche nel senso di risorse locali e possibilità di scambi materiali e culturali. Questo comporta l’idea che le diversità di sviluppo siano dipendenti dalle risorse delle popolazioni.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Perfetto.
Certe volte ho pensato, riferendomi alle mie lacune, che avrei tanto voluto un docente di storia, ad esempio, ma vale anche per altre discipline, che mi avesse fatto uno schemone dagli uomini primitivi in poi a tutta parete :D nel quale io potessi camminare con la mente per poter collocare ogni evento che studiavo nel preciso contesto in cui accadeva, avendo ben presenti il prima e il dopo, per capirne le origini e valutarne le conseguenze alla luce proprio degli eventi e dei personaggi analizzati :singleeye:
Io sono anche perplessa sulla fusione di due discipline in una, geostoria. E' vero che tutto dev'essere collocato anche nello spazio, però forse, e dico forse, si finisce per striminzirle entrambe.
La linea del tempo con gli eventi collocati in modo diacronico e sincronico è in quasi tutti i manuali, ma deve essere compresa.
L’abolizione dello studio ricorsivo è stato un errore (voluto?) gravissimo.
 

Brunetta

Utente di lunga data

ologramma

Utente di lunga data
La scuola? La politica ha fatto queste scelte.
il famoso sei politico :sonar: ,
non infierire lo so che io sono uno di quelli l'unica colpa mia era ed è stato l'italiano ma la storia e la geografia erano il mio forte
 

Brunetta

Utente di lunga data
il famoso sei politico :sonar: ,
non infierire lo so che io sono uno di quelli l'unica colpa mia era ed è stato l'italiano ma la storia e la geografia erano il mio forte
Che cosa c’entra il sei politico?
Ma la storia l’hai imparata dal Silvio?
 

spleen

utente ?
Questa sera una concorrente non ha saputo dire chi fu il personaggio storico che nacque ad Ajaccio e morì a Sant'Elena. E' una laureanda, credo. La faccenda sembra ben più grave di come appare. :mad:

A ben pensarci saranno i politici che ci vogliono ignoranti ma la colpa è nostra. Ben pochi tra i giovani ignorano chi sia Chiara Ferragni.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Questa sera una concorrente non ha saputo dire chi fu il personaggio storico che nacque ad Ajaccio e morì a Sant'Elena. E' una laureanda, credo. La faccenda sembra ben più grave di come appare. :mad:

A ben pensarci saranno i politici che ci vogliono ignoranti ma la colpa è nostra. Ben pochi tra i giovani ignorano chi sia Chiara Ferragni.
Infatti.
Si pensa proprio che la storia interessante sia solo quella recente e ci si ferma alle sintesi ripetute fino alla nausea da certi politici.
Ma i genitori come hanno vissuto? Cosa raccontano ai figli?

[video]https://video.repubblica.it/edizione/milano/piazza-fontana-sconosciuta-gli-universitari-non-superano-il-test-sulla-strage-del-12-dicembre-69/292015/292625[/video]

Non so perché non appaia l’anteprima.
 
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Ioeimiei100rossetti

Utente di lunga data
Questa sera una concorrente non ha saputo dire chi fu il personaggio storico che nacque ad Ajaccio e morì a Sant'Elena. E' una laureanda, credo. La faccenda sembra ben più grave di come appare. :mad:

A ben pensarci saranno i politici che ci vogliono ignoranti ma la colpa è nostra. Ben pochi tra i giovani ignorano chi sia Chiara Ferragni.
Navigare nei social richiede una corazza protettiva contro gli obbrobri linguistici a tutti i livelli. Alla maggioranza degli "scrittori" non interessano nè le h nè gli accenti e la punteggiatura è una sconosciuta; ed è il "vestito" col quale ci si pone al mondo. Se non importa la forma, figuriamoci la sostanza! Pare che comunicare alla meno peggio sia l'unica cosa che conti: tutto veloce, puntato, accorciato; un pensiero più lungo di 4-5 righe richiede troppo tempo per essere letto e anche scritto, via.. Il livello medio di attenzione alla forma è bassissimo e secondo me è un indice preciso di quanto anche la sostanza, a meno che riguardi un problema specifico personale, sia priva d'importanza. Si è sdoganata l'idea che tutti possono accedere a qualsiasi carica senza averne i requisiti di base, vedi l'esempio della politica in parecchi casi e che la cultura in fondo sia un optional: tanto con chi parli di cosa?

Personalmente non colpevolizzo la scuola più di tanto, si potrebbe fare di più e di meglio sicuramente, ma gli strumenti li offre e se non li si coglie puntando ad altro, sarà un problema della società e dell'individuo.

La mia estetista è una ragazza a dir poco bellissima, con la maturità classica. Punta parecchio sull'esteriorità tant'è che pur avendo una "base" fisica stupenda, mette in atto tutta una serie di altri accorgimenti tipo tatoo alle sopracciglia, ialuronico alle labbra etc che la rendono ancor più fata. Ma. Scrive su fb a cornice di una foto magnifica "vorrei che sarebbero etc etc". Ecco, se un po' delle energie spese per il fisico si usassero anche per soffermarsi su quello che si dice e si scrive, magari si diventerebbe persone più complete, e invece il trend è esattamente quello di investire tutto su ciò che si vede, non su quello che si è.
 

spleen

utente ?
Navigare nei social richiede una corazza protettiva contro gli obbrobri linguistici a tutti i livelli. Alla maggioranza degli "scrittori" non interessano nè le h nè gli accenti e la punteggiatura è una sconosciuta; ed è il "vestito" col quale ci si pone al mondo. Se non importa la forma, figuriamoci la sostanza! Pare che comunicare alla meno peggio sia l'unica cosa che conti: tutto veloce, puntato, accorciato; un pensiero più lungo di 4-5 righe richiede troppo tempo per essere letto e anche scritto, via.. Il livello medio di attenzione alla forma è bassissimo e secondo me è un indice preciso di quanto anche la sostanza, a meno che riguardi un problema specifico personale, sia priva d'importanza. Si è sdoganata l'idea che tutti possono accedere a qualsiasi carica senza averne i requisiti di base, vedi l'esempio della politica in parecchi casi e che la cultura in fondo sia un optional: tanto con chi parli di cosa?

Personalmente non colpevolizzo la scuola più di tanto, si potrebbe fare di più e di meglio sicuramente, ma gli strumenti li offre e se non li si coglie puntando ad altro, sarà un problema della società e dell'individuo.

La mia estetista è una ragazza a dir poco bellissima, con la maturità classica. Punta parecchio sull'esteriorità tant'è che pur avendo una "base" fisica stupenda, mette in atto tutta una serie di altri accorgimenti tipo tatoo alle sopracciglia, ialuronico alle labbra etc che la rendono ancor più fata. Ma. Scrive su fb a cornice di una foto magnifica "vorrei che sarebbero etc etc". Ecco, se un po' delle energie spese per il fisico si usassero anche per soffermarsi su quello che si dice e si scrive, magari si diventerebbe persone più complete, e invece il trend è esattamente quello di investire tutto su ciò che si vede, non su quello che si è.
Quoto. A parte la forma mi rendo conto che comunque i contenuti languono sempre più. Ci stiamo trasformando in una società di creduloni.
 

spleen

utente ?
Infatti.
Si pensa proprio che la storia interessante sia solo quella recente e ci si ferma alle sintesi ripetute fino alla nausea da certi politici.
Ma i genitori come hanno vissuto? Cosa raccontano ai figli?

[video]https://video.repubblica.it/edizione/milano/piazza-fontana-sconosciuta-gli-universitari-non-superano-il-test-sulla-strage-del-12-dicembre-69/292015/292625[/video]

Non so perché non appaia l’anteprima.
I miei nonni avevano vissuto la grande guerra, i miei genitori la seconda, mio fratello ricorda molto bene gli anni 60. La mia infanzia è stat costellata di racconti, ho cercato di fare altrettanto con i miei figli.
Ma di cosa parla la gente oggigiorno quando non guarda la televisione?
 

Brunetta

Utente di lunga data
I miei nonni avevano vissuto la grande guerra, i miei genitori la seconda, mio fratello ricorda molto bene gli anni 60. La mia infanzia è stat costellata di racconti, ho cercato di fare altrettanto con i miei figli.
Ma di cosa parla la gente oggigiorno quando non guarda la televisione?
È quello che mi domando!
Forse la distruzione della cultura popolare, di cui parlava Pasolini, ha portato le persone a svalutare se stesse, la propria esperienza, la propria visione della realtà.
Oppure i vissuti possono essere talmente diversi da aver fatto percepire (per riferirirmi al video) a un ragazzino pugliese del tutto irrilevante una bomba in una banca a Milano, come noi siamo abbastanza indifferenti a quanto avviene in India o Nuova Zelanda e, di conseguenza, non passargli per la testa di considerarlo un fatto parte della propria storia e quindi mai ne avrà parlato.
 
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perplesso

Administrator
Staff Forum
Questa sera una concorrente non ha saputo dire chi fu il personaggio storico che nacque ad Ajaccio e morì a Sant'Elena. E' una laureanda, credo. La faccenda sembra ben più grave di come appare. :mad:

A ben pensarci saranno i politici che ci vogliono ignoranti ma la colpa è nostra. Ben pochi tra i giovani ignorano chi sia Chiara Ferragni.
chi controlla il passato, controlla il presente ed il futuro, diceva un tizio.

ridurre le ore e/o manipolare l'insegnamento della storia è funzionale a questo principio
 
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Ioeimiei100rossetti

Utente di lunga data
I miei nonni avevano vissuto la grande guerra, i miei genitori la seconda, mio fratello ricorda molto bene gli anni 60. La mia infanzia è stat costellata di racconti, ho cercato di fare altrettanto con i miei figli.
Ma di cosa parla la gente oggigiorno quando non guarda la televisione?
Noi abbiamo quasi smesso di uscire in compagnia; lo facciamo con poche persone scelte con le quali condividiamo il piacere di discutere degli argomenti più disparati che non comprendano però, come accadeva con qualche gruppo, le news dell'isola dei famosi, di uomini e donne o del grande fratello vip. Ci capitava, in quelle occasioni, di guardarci in faccia durante il tragitto di ritorno e dirci che sarebbe stato molto meglio starcene a casa: magari ci saremmo visti un film e sicuramente i commenti tra di noi sarebbero stati più divertenti e costruttivi che ascoltare le gesta di persone che neanche sapevamo chi fossero.
Il punto è che spesso, quando non si parla di cazzate, si parla di sè, anche troppo, come se si fosse il centro del mondo perdendo la visione d'insieme del contesto. Non so, è un mondo difficile :mexican:
 
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