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Brunetta

Utente di lunga data
Niente da fare non riesci a comprendere il vero punto. La questione non è solo nei figli, ma in ogni gestione dell'aspetto famigliare e di coppia dove spesso l'uomo viene rilegato a mera figura di presenza ( spesso ingombrante )che deve solo portare lo stipendio a casa a fine mese. Negare tutto questo è abastanza sconcertante ed i risultati si stanno vedendo.
Lo vedi?
Anche tu analizzi attraverso uno schema di potere.
Intendiamoci io non dico che a volte sia così.
Dico che impostare una relazione cercando di stabilire dove sta il potere è sbagliato.

Tra l’altro è evidente che il potere è di chi ha il potere economico. Non per nulla da sempre si è creata una divisione dei compiti in famiglia secondo la quale l’uomo detiene il potere economico e alla donna è lasciata la gestione della casa, nei limiti che il detentore del potere economico le concede.
Pure oggi, con le differenze di retribuzione tra uomini e donne, si ripropone l’asimmetria economica o anche creando le condizioni perché la donna lavori part-time o abbia comunque un lavoro sottopagato.

La vostra discussione dimostra che davvero voi (=coloro che hanno scritto queste pagine) volete o vorreste essere quello che ha l’ultima parola in famiglia per maggiore competenza (le scelte della madre sono determinate dal fatto che è sciocca o timorosa o incapace) e se questo non avviene il rapporto viene giudicato vessatorio per l’uomo.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Rileggiti: giochi di potere, su bischerate poi, detto da te.
Hai anche dato della cretina a quella che hai sposato tu.
Il colore della pista è irrilevante perché non ci doveva andare la madre (naturalmente anche in questo ridicolizzata perché non a livello di COMPETERE col marito) ma il bambino. Il dubbio che il bambino potesse avere timori e impacci non ti ha sfiorato, perché il figlio deve essere motivo di orgoglio.
Perché gli avrei dato della cretina?

Lei dava importanza a cose che io consideravo stronzate.

IO le consideravo stronzate, per cui con me non le applicavo

Lasciando liberissima lei di applicarle quando aveva il governo

Quello che con me non ha mai funzionato è impormi come "giusto" un modo che per me non lo è, è quando sono io a "fare" faccio di testa mia con i "miei parametri"
 

Brunetta

Utente di lunga data
L'argomento non era questo, quanto la difficoltà, o l'impossibilità di dialogare, che esiste in alcune coppie.
Tra adulti, un No non motivato come nell'esempio portato da Skorpio è indicativo per me di sfiducia e probabilmente anche di disistima di un elemento della coppia nei confronti dell'altro.
Che sia motivato o meno non ci è dato saperlo, ma è sicuramente un problema e una condizione che non fa bene al rapporto di coppia, che probabilmente quando arriva a quel punto è già compromesso.
Anche in un rapporto di coppia compromesso però non bisogna mai perdere di vista il proprio ruolo parentale, che deve continuare a funzionare cercando un equilibrio che permetta un confronto produttivo per entrambi i genitori.
A me non è mai capitato, dialogando con mia moglie su argomenti inerenti nostra figlia, di vedermi opporre un "no" come quello dell'esempio di Skorpio. Sia mia moglie che io ci confrontiamo e arriviamo insieme a una decisione sulla quale entrambi siamo d'accordo.
Non è da fighi quindi tentare di ristabilire un equilibrio di fronte a un "no" perentorio, ma una necessità per evitare un disequilibrio e una disarmonia delle figure parentali così palese. Entrambe le figure devono avere il loro ruolo definito che deve godere della medesima stima e fiducia da parte del figlio: ma se già una figura parentale getta un'ombra sull'altra figura il figlio apprenderà che, in questo caso, del padre non c'è da fidarsi. E questo è devastante, più di qualsiasi rischio che il bambino possa correre andando a sciare.
Sulla questione sesso: si è partiti da lì, dal solito dialogo che si consiglia alle coppie che vivono in un regime di castità problematica.
Dialogo che però anche in questi casi mostra i limiti e fallisce di fronte alle decisioni assolutamente non trattabili di un solo elemento della coppia.
Quando arrivati a frequenze ridicole dell'attività sessuale (una volta ogni mese o ogni due, tre mesi) si tenta di parlarne e dall'altra parte si ottengono risposte che non prevedono alcun tipo di volontà di ricercare una soluzione, il dialogo è sterile. E quando più avanti nel tempo si tenta ancora di comprendere dialetticamente cosa sta accadendo, e ci si vede opporre frasi come "ma tu pensi solo a quella cosa lì?" o "Ma sei un/a maniaco/a", ci s deve rendere conto che non vi sono soluzioni possibili da trovare col dialogo.
E che occorre pensare a sé, di cui l'altro non ha più alcuna intenzione di prendersi cura.
Disistima di lei che non ritiene il bambino non ancora in grado in grado di affrontare una pista da sci? È la disistima di lui che lonattribuisce alla incapacità di lei sia di sciare sia di (soprattutto eh ) la estrema capacità tecnica di lui che in forza della quale sarà in grado di far fare quello che lui ha deciso che vuole fare e può fare il figlio.

Comunque sappi che se l'atteggiamento è di gioco di potere io non te la darei neanche se piangessi in cinese perché vivrei come una prova di potere anche il rapporto più dolce che puoi immaginare.
Fa ridere che pensiate di poter separare il letto da ciò che si crea fuori.
Poi avete anche il coraggio di parlare di potere sessuale della donna sull’uomo. Trasformare l’attrazione in potere è il vostro problema.
Date via un po’ di potere, rivedete le relazioni sfrondate dal braccio di ferro e magari troverete una diversa armonia.
 

Mat78

Utente di lunga data
Lo vedi?
Anche tu analizzi attraverso uno schema di potere.
Intendiamoci io non dico che a volte sia così.
Dico che impostare una relazione cercando di stabilire dove sta il potere è sbagliato.

Tra l’altro è evidente che il potere è di chi ha il potere economico. Non per nulla da sempre si è creata una divisione dei compiti in famiglia secondo la quale l’uomo detiene il potere economico e alla donna è lasciata la gestione della casa, nei limiti che il detentore del potere economico le concede.
Pure oggi, con le differenze di retribuzione tra uomini e donne, si ripropone l’asimmetria economica o anche creando le condizioni perché la donna lavori part-time o abbia comunque un lavoro sottopagato.

La vostra discussione dimostra che davvero voi (=coloro che hanno scritto queste pagine) volete o vorreste essere quello che ha l’ultima parola in famiglia per maggiore competenza (le scelte della madre sono determinate dal fatto che è sciocca o timorosa o incapace) e se questo non avviene il rapporto viene giudicato vessatorio per l’uomo.
Ti stai facendo il solito film in testa ogni volta che si toccano certi argomenti. Qui si parla di condivisione di comprensione reciproca all'interno di una coppia nella gestione di ogni aspetto familiare. Nessuno ha parlato di potere o altro. Si discute sul fatto che purtroppo e spesso è un discorso a senso unico dove la donna non ha voglia di ascoltare o ragionare. Non è un discorso sessista sia chiaro ma semplice visione oggettiva di quello che sempre più spesso accade. Ripeto è come molti mi accusano di essere un disco rotto, non lamentatevi se la situazione odierna è quella che è. Oggi ed io per primo è difficile che un uomo si costruisca una nuova famiglia, lo vedo io con la mia compagna, lo vedo nei discorsi delle amiche che si lamentano di non trovare un uomo che abbia voglia di condividere la vita insieme e lo sento dai discorsi dei miei amici. Oggi un uomo per evitare tutti questi casini e problemi preferisce stare da solo sopratutto se alle spalle ha avuto un matrimonio. Dovreste farvi due domande e darvi delle risposte.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Rileggiti: giochi di potere, su bischerate poi, detto da te.
Hai anche dato della cretina a quella che hai sposato tu.
Il colore della pista è irrilevante perché non ci doveva andare la madre (naturalmente anche in questo ridicolizzata perché non a livello di COMPETERE col marito) ma il bambino. Il dubbio che il bambino potesse avere timori e impacci non ti ha sfiorato, perché il figlio deve essere motivo di orgoglio.
Ma il figlio ci voleva andare mica veniva trascinato.
Non concordo su quello che hai scritto :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
.....si, le mamme sanno sempre cos'è il meglio per i pargoli
Sempre no. Ma magari qualche volta.
Ma io non stavo parlando di chi aveva ragione, non mi interessa il gioco, ma proprio della narrazione delle dinamiche delle relazioni famigliari come gioco di potere tra i due, da cui le reali esigenze del bambino vengono escluse, perché il focus è messo sul potere tra i due.
 

danny

Utente di lunga data
Mia figlia è tornata da uno spettacolo circense affascinata dalle acrobazie con i nastri.
Le piacerebbe impararle, ma ha detto che teme di non essere in grado.
Io le ho risposto che è con lo studio e l'applicazione che potrà valutare la sua capacità nel misurarsi con questa disciplina e che comunque è già molto brava negli esercizi di ginnastica artistica, che richiedono altrettanto impegno e fatica.
Se una persona non prova non può sapere se è capace di fare una cosa o meno e la paura non può essere di ostacolo.
Ma prima di prendere una decisione in merito, mi sono riservato di discuterne con la "mamma".
Così ho parlato con mia moglie, che dal punto di vista atletico ha più conoscenza di me. Lei mi ha fatto un altro discorso, che riassumo a grandi linee: secondo lei è più importante che nostra figlia continui con ginnastica artistica, in quanto quel tipo di corso e quella conoscenza delle attività circensi sarebbero di utilità più per uno sbocco professionale, che non vede per vari motivi. Etc Etc, insomma, mi ha spiegato e motivato la sua posizione.
E' una risposta che trovo corretta e che mi ha fatto riflettere. Alla fine la decisione sarà frutto di una concertazione a tre, in cui ognuno avrà pari diritto di parola, portando la sua visione e la sua esperienza, senza opposizioni inutili.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma il figlio ci voleva andare mica veniva trascinato.
Non concordo su quello che hai scritto :)
Ma se non è una pista che ha provato che ne sa il bambino? Il bambino si fida del padre superman.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Perché gli avrei dato della cretina?

Lei dava importanza a cose che io consideravo stronzate.

IO le consideravo stronzate, per cui con me non le applicavo

Lasciando liberissima lei di applicarle quando aveva il governo

Quello che con me non ha mai funzionato è impormi come "giusto" un modo che per me non lo è, è quando sono io a "fare" faccio di testa mia con i "miei parametri"
Noooo non la definisco cretina nooooo
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mia figlia è tornata da uno spettacolo circense affascinata dalle acrobazie con i nastri.
Le piacerebbe impararle, ma ha detto che teme di non essere in grado.
Io le ho risposto che è con lo studio e l'applicazione che potrà valutare la sua capacità nel misurarsi con questa disciplina e che comunque è già molto brava negli esercizi di ginnastica artistica, che richiedono altrettanto impegno e fatica.
Se una persona non prova non può sapere se è capace di fare una cosa o meno e la paura non può essere di ostacolo.
Ma prima di prendere una decisione in merito, mi sono riservato di discuterne con la "mamma".
Così ho parlato con mia moglie, che dal punto di vista atletico ha più conoscenza di me. Lei mi ha fatto un altro discorso, che riassumo a grandi linee: secondo lei è più importante che nostra figlia continui con ginnastica artistica, in quanto quel tipo di corso e quella conoscenza delle attività circensi sarebbero di utilità più per uno sbocco professionale, che non vede per vari motivi. Etc Etc, insomma, mi ha spiegato e motivato la sua posizione.
E' una risposta che trovo corretta e che mi ha fatto riflettere. Alla fine la decisione sarà frutto di una concertazione a tre, in cui ognuno avrà pari diritto di parola, portando la sua visione e la sua esperienza, senza opposizioni inutili.
Evviva!
Ogni tanto a qualcuno non interessa il braccio di ferro.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ma se non è una pista che ha provato che ne sa il bambino? Il bambino si fida del padre superman.
Se non prova non lo sa. Ma se ha voglia di provare perché impedirglielo
Un conto è decidere che deve farla senza che a lui interessi provare un conto è che lui abbia voglia di farlo e impedirglielo per nostre paure
Mio figlio ha voluto lanciarsi con il paracadute. Non è che io non avessi mille dubbi e perplessità ma lui voleva farlo. Non poteva sapere se una volta il alto avrebbe avuto il coraggio di buttarsi o se gli sarebbe venuto un infarto in volo o si fosse schiantato. Voleva farlo. Il mio dovere era accettarmi che lo facesse nel modo più sicuro possibile di sicuro non era quello di riversare la mia paura o timore su di lui.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Noooo non la definisco cretina nooooo
No secondo me
Semllicemente un punto di vista diverso
Io vedo fare cose a delle mamme che a me non sarebbero mai venute in mente. Non penso mica che siano cretkne. Semplicemente non faccio come loro
Anche con mio marito in alcune cose eravamo in disaccordo. Non ho mai pensato che fosse cretino ma io mi comportavo diversamente
 

oriente70

Utente di lunga data
.....è il percorso che ho fatto io e sai com'è finita......
A posteriori penso che se ad un certo punto le avessi detto esplicitamente "guarda che mi sento libero di guardarmi in giro" magari lei si sarebbe data una svegliata e avrebbe provato a fare qualcosa quando magari c'era ancora una speranza di recupero....
Quando ci ha provato era decisamente troppo tardi.........
Parlare chiaro serve.
 

danny

Utente di lunga data
Disistima di lei che non ritiene il bambino non ancora in grado in grado di affrontare una pista da sci? È la disistima di lui che lonattribuisce alla incapacità di lei sia di sciare sia di (soprattutto eh ) la estrema capacità tecnica di lui che in forza della quale sarà in grado di far fare quello che lui ha deciso che vuole fare e può fare il figlio.

Comunque sappi che se l'atteggiamento è di gioco di potere io non te la darei neanche se piangessi in cinese perché vivrei come una prova di potere anche il rapporto più dolce che puoi immaginare.
Fa ridere che pensiate di poter separare il letto da ciò che si crea fuori.
Poi avete anche il coraggio di parlare di potere sessuale della donna sull’uomo. Trasformare l’attrazione in potere è il vostro problema.
Date via un po’ di potere, rivedete le relazioni sfrondate dal braccio di ferro e magari troverete una diversa armonia.
Brunetta, parli per pregiudizi senza conoscenza dei fatti.:) E questo è un tuo limite che noto spesso, come se la realtà fosse costituito solo da una visione e non da una complessità eterogenea.
In casa mia chi da sempre ha più potere, caratteriale, in quanto poco accomodante su molti aspetti e esigente su altri che riguardano la sua persona, è mia moglie, tanto che fino al tradimento era arrivata a gestire lei anche i soldi che guadagnavo io, riservandomi una mancetta di 50 euro a settimana. Altro che potere economico...
E fare l'amore non è un premio o un modo per gestire gli equilibri di un rapporto di coppia, ma un piacere che deve valere per entrambi. Quando viene meno non c'è un ricatto come evidenzi tu, ma la mancanza di un'attrazione verso l'altro che può avere varie ragioni.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Evviva!
Ogni tanto a qualcuno non interessa il braccio di ferro.
Ma perché mia moglie ed io parliamo.
Se mia moglie mi avesse detto "No" e basta, non sarebbe stata la stessa cosa.
Ma non sarebbe neppure stata mia moglie.
I suo no riguardano altro, ma sono una sua forma di protezione e di limite che si è data e di cui è consapevole.
 
Ultima modifica:

patroclo

Utente di lunga data
Sempre no. Ma magari qualche volta.
Ma io non stavo parlando di chi aveva ragione, non mi interessa il gioco, ma proprio della narrazione delle dinamiche delle relazioni famigliari come gioco di potere tra i due, da cui le reali esigenze del bambino vengono escluse, perché il focus è messo sul potere tra i due.
Ho sempre idealizzato le dinamiche di coppia come uno scambio paritetico in termini di gestione.
Quindi nessun potere esercitato ma riconoscimento di ruoli in base alle caratteristiche dei singoli, senza dimenticare che necessariamente i ruoli s'intrecciano, si scambiano, si collabora.....
Poi non so se sono riuscito effettivamente a comportarmi sempre così.

Mi ricordo che Moni Ovaida nei suoi spettacoli raccontava spesso storielle con protagoniste mamme Yddish e mamme italiane dove era una gara a quale delle due sapeva sapeva qual'era il meglio per il proprio bambino .... per me la realtà alla fine dei conti non è molto distante, naturalmente senza generalizzare, ma se un argomento diventa parte di una barzelletta un fondamento c'è
 

insane

Utente di lunga data
tanto che fino al tradimento era arrivata a gestire lei anche i soldi che guadagnavo io, riservandomi una mancetta di 50 euro a settimana. Altro che potere economico...
:eek:

Ma sul serio? Scusa danny ma letta cosi' tua moglie mi pare veramente una dittatrice affamata di potere e desiderosa di continue conferme che e' lei quella che comanda
 

danny

Utente di lunga data
:eek:

Ma sul serio? Scusa danny ma letta cosi' tua moglie mi pare veramente una dittatrice affamata di potere e desiderosa di continue conferme che e' lei quella che comanda
Ha necessità di controllo per motivi di ansia.
Comunque sono tante le coppie in cui una persona gestisce il conto assegnando un tot all'altra.
Anche mia madre lo fa, dando una mancetta al marito, e altre sue amiche.
A me la cosa infastidiva, anche se le motivazioni iniziali erano economiche e comprensibili in quel periodo.
Ovviamente ora sono ritornato a avere il mio conto, scelto nella banca che ho voluto io e non accetto da parte di lei obiezioni su cosa faccio dei miei soldi, esattamente come io non controllo i suoi.
 
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