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Cuore2018

Utente di lunga data
Non mi riferivo ai traditori o ai traditi in particolare.

Era un ragionamento sul fatto che sì, siamo anche la storia da cui proveniamo. Abbiamo radici.
Che ci condizionano profondamente. A volte senza che neanche ce ne rendiamo del tutto conto.
E radici che sono ben più lontane della famiglia di origine. E condizionano ancora più profondamente.

Ma abbiamo anche un daimon, come lo chiamavano gli antichi greci, che contraddistingue il nostro essere esseri irripetibili. Libero arbitrio. Anche.

E questo è sotto la nostra responsabilità.
Nutrirlo o affamarlo.
Affrontarlo o ignorarlo.
Conoscerlo o disconoscerlo.

Trovo deterministico non considerare questa parte essenziale che permette ad ognuno di decidere, almeno in parte, come rapportarsi alla vita.
E trovo giustificatorio utilizzare il vissuto come alibi del non prendersi esattamente la propria libertà di fare e anche di essere.
(si riferiva a questo l'esempio del tossico)

Mi sto riuscendo a spiegare?

Un figlio è un figlio. Ma non è soltanto un figlio.
E' anche un individuo.

Essere adulto significa assumersi, a mio parere, la responsabilità di scegliere fra le eredità dei genitori (e degli avi) cosa tenere e cosa lasciare.

Quindi io posso decidere di tenermi le eredità di rigidità e di giudizio per dire.
Ma l'ho deciso io, di non mettere in discussione le tavole della legge e aderire acriticamente a quelle che mi sono state date.

Oggi, più che in passato, io penso sia una scelta.
Tenere quelle tavole, modificarle o cambiarle.

Una scelta individuale.
E' uno degli effetti positivi della liquidità di questo tempo.
Siamo la nostra storia, siamo i nostri geni, siamo anche la storia che viviamo ogni giorno e le esperienze che facciamo e che ci capitano.
Personalmente credo che di libero arbitrio ce ne resti ben poco. Tanto quanto può essere libera la scelta di andare a destra, sinistra o sempre dritti all'interno di un grande e confortevole recinto.
 

Brunetta

Utente di lunga data

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Siamo la nostra storia, siamo i nostri geni, siamo anche la storia che viviamo ogni giorno e le esperienze che facciamo e che ci capitano.
Personalmente credo che di libero arbitrio ce ne resti ben poco. Tanto quanto può essere libera la scelta di andare a destra, sinistra o sempre dritti all'interno di un grande e confortevole recinto.
Io penso che il libero arbitrio, usando una definizione moderna, ma io preferisco quelle più antiche, sia l'uso che facciamo del grassetto.

A cui aggiungo anche la storia a cui apparteniamo. Quindi ben oltre la conoscenza propriamente storica della storia.
E questa è la parte razionale.

L'altro ingrediente, a mio parere, è dove si punta lo sguardo. E questa è la parte più spirituale (non religiosa).

Quindi, come dicevo, per quanto in parte io sia d'accordo, il determinismo non mi piace.

Anche per esperienza personale. :)

La storia dell'uomo è costellata esattamente da eventi che non si rintracciano nel recinto, ma esistono comunque.
Il recinto serve all'uomo per sentirsi al sicuro. Per sentirsi "padrone" (e potremmo perderci nella visione antropocentrica, e medievale da cui proveniamo, ma saremmo ampiamente OT).

E penso che non possa essere diversamente.
In fondo l'uomo non è il sistema. (anche se tende ad arrogarsi l'esserlo).
E' una minima parte di un sistema talmente complesso che neanche può essere sfiorato in termini di comprensione.

Lo sguardo umano, e questa è una delle caratteristiche che lo contraddistingue, ha la capacità di immaginare Oltre il recinto.
Ed è quando lo fa che l'umanità, a mio parere, si manifesta.
Anche nelle piccolissime cose.
Ma è la direzione dello sguardo a fare la differenza, anche quando si guarda un fiore...o la decomposizione di quello stesso fiore. (ed è in quella direzione che si manifesta la libertà, non come concetto assoluto ma come "fare" concreto e relativo, strettamente umano).

Questo è l'altro motivo per cui il determinismo non mi convince se non come tentativo rassicuratorio per spiegarsi alcune piccole banalità, in primis il male e di conseguenza il bene. ;):D
 
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danny

Utente di lunga data
Grazie per avermi risposto.
Come avrai capito non sono un tipo che si sbilancia molto nel raccontare cose proprie e molto probabilmente se avessi avessi passato io quello che hai passato tu non l'avrei raccontato o avrei omesso moltissime cose.
Non trovo molti riscontri in mia madre dei sintomi da te elencati, però come dici tu è soggettiva la cosa. Quello che ho notato è un cambiamento nella postura, ad esempio, da un po di tempo tende a piegare il collo quando ti guarda o fissa qualcosa. E' diventata un troppo emotiva, non che non lo sia mai stata, come ho detto in precedenza si commuove anche nei compleanni. Se soffre di attacchi di panico non l'ho mai notato, però è diventata un po più ansiosa. Io l'ho giustificato con in fatto che il lavoro sta sempre diventando più impegnativo ed in qualche modo io e mio padre riflettevamo in casa questo.
Infatti non è depressa.
 

danny

Utente di lunga data
Ciao la depressione è una malattia. esattamente come tante altre, ha sintomi e cure che devono essere tarate caso per caso. Io mi sentivo triste, demotivata, apatica, tutti i miei interessi, le mie passioni non avevano nessuna attrattiva, non più. Le mie giornate, dovere a parte e a fatica pure quello, erano scandite dall'immobilità e dall'ansia . Ogni piccolo problema ogni contrattempo erano fonte di angoscia, dormivo poco e male, mangiavo peggio ma sopratutto non ero più padrona di me stessa , della mia vita. Provavo a uscire al cinema o con gli amici ma quasi sempre venivo presa da attacchi di ansia se non di panico ( terrificanti quelli ). Passavo le giornate a letto o sul divano, spesso a piangere finchè mi addormentavo sfinita e tanto altro ma.... questi erano i MIEI sintomi. Quando non ce l'ho fatta più mi sono recata in un centro d'ascolto ( tipo consultorio ), da lì mi hanno indirizzata da uno psichiatra e grazie a lui, ai farmaci e a una serie di supporti psicologici piano piano ne sono uscita.
Tu... quello che puoi fare a mio avviso, una volta diagnosticata la malattia è starle vicino, tenendo sempre presente che un malato di depressione NON decide se e quando uscirne di sua volontà ma che al pari di un infartuato, ad esempio, ha bisogno di terapie, cure e dell'affetto dei suoi cari.

Il cane nero è una brutta bestia e va tenuto al guinzaglio , anche dopo la guarigione
Questa è depressione.
 

Mariben

Utente di lunga data
Grazie per avermi risposto.
Come avrai capito non sono un tipo che si sbilancia molto nel raccontare cose proprie e molto probabilmente se avessi avessi passato io quello che hai passato tu non l'avrei raccontato o avrei omesso moltissime cose.
Non trovo molti riscontri in mia madre dei sintomi da te elencati, però come dici tu è soggettiva la cosa. Quello che ho notato è un cambiamento nella postura, ad esempio, da un po di tempo tende a piegare il collo quando ti guarda o fissa qualcosa. E' diventata un troppo emotiva, non che non lo sia mai stata, come ho detto in precedenza si commuove anche nei compleanni. Se soffre di attacchi di panico non l'ho mai notato, però è diventata un po più ansiosa. Io l'ho giustificato con in fatto che il lavoro sta sempre diventando più impegnativo ed in qualche modo io e mio padre riflettevamo in casa questo.

Se avessi avuto la mia stessa esperienza probabilmente invece lo faresti
Uno dei motivi per cui tanta gente che ne soffre non chiede aiuto e non si cura è proprio perché la depressione
È circondata da false credenze e stereotipi
Comunque dal basso della mia ignoranza non vedo nei sintomi di tua mamma niente che possa ricondurre alla malattia... Ma lei che dice?
 

Figlio

Utente di lunga data
Se avessi avuto la mia stessa esperienza probabilmente invece lo faresti
Uno dei motivi per cui tanta gente che ne soffre non chiede aiuto e non si cura è proprio perché la depressione
È circondata da false credenze e stereotipi
Comunque dal basso della mia ignoranza non vedo nei sintomi di tua mamma niente che possa ricondurre alla malattia... Ma lei che dice?
Non dice è questo il problema, parla poco sopratutto con me. Se le chiedo qualcosa mi guarda e ci mette un po per rispondermi.
 

Mariben

Utente di lunga data
Non dice è questo il problema, parla poco sopratutto con me. Se le chiedo qualcosa mi guarda e ci mette un po per rispondermi.

Non saprei che dirti.... se non che probabilmente è travolta dagli eventi , magari si vergogna ad aprirsi con te visto il recentissimo pregresso. Sei stato molto duro con lei, almeno qui dentro, tuo padre, mi pare di capire, sa che lo ha tradito.... non è sicuramente, a torto o a ragione, nel momento più felice della sua vita , nessuno si sente a suo agio nell'occhio del ciclone.
Mettici pure la menopausa e la frittata è servita.
Sei ti va aggiornaci. Auguri
 

HP72

Utente di lunga data
...e sarebbe il minimo sindacale.
Il problema è che poi si passa per bruttibastarditraditori quando il problema è ovviamente a monte ma quello in 'difetto' sei tu che hai tradito non chi ti rifiuta e non ha le palle di chiudere una storia che, almeno per uno dei due, è morta.
Direi che in entrambi i casi, a chi si nega e a chi tradisce, manca il coraggio, la voglia o la possibilità (più raramente) di agire per porre rimedio o porre fine ad una storia problematica
Due errori non fanno una cosa giusta ...
 

Mariben

Utente di lunga data
La mamma ha tradito perché depressa ed in menopausa.
Ci siamo alzati in preda al sarcasmo,?
Ma non eri tu quello che consigliava Figlio di fare la spia che voleva punire la fedifraga,?
Mi pare che puoi ritenerti soddisfatto
Sono tutti più sereni ora no?
Empatia ne abbiamo?
 

Mat78

Utente di lunga data
Ci siamo alzati in preda al sarcasmo,?
Ma non eri tu quello che consigliava Figlio di fare la spia che voleva punire la fedifraga,?
Mi pare che puoi ritenerti soddisfatto
Sono tutti più sereni ora no?
Empatia ne abbiamo?
Messa così sminuisci tutto il mio discorso cambiando il significato. Nessun sarcasmo ho riassunto in 2 parole le tue tesi. Comunque tranquilla che figlio non mi ha mai calcolato, e da più retta a chi gli da giustificazioni.
 

danny

Utente di lunga data
Ma per chi ti rifiuta la storia non è chiusa. Perché dovrebbe chiedere la separazione. Mica sta male con te
Se lo guardi dal loro punto di vista no
Mi nego ma mi nego con chiunque. Se non ti sta bene e non capisco perché visto che si può vivere sereni senza sesso chiedi la separazione e vai a scopare con chi vuoi
Oh ma guarda che io sto messa come te
Ti sto solo dando l’altro punto di vista
La cosa giusta è separarsi. Poi si può non farlo e farsi là propria vita sapendo che il rischio è passare dalla parte del torto
Ti sei mai data una motivazione sul perché si formano questi equilibri?
Io per esempio credo che la negazione che fanno i nostri partner sia frutto di una loro repressione agente sulla sfera sessuale.
Nel mio caso ritengo che alla scoperta del tradimento la perdita di controllo conseguente su tutta la situazione familiare, oltre ai vari problemi di salute coincidenti, abbiano fatto reprimere tutta la sfera sessuale, avvertita come foriera di instabilità e devastazioni.
Alla base c'è una importante componente ansiosa.
E' naturale che a queste condizioni non sia accettabile la scoperta di un mio eventuale tradimento, perché porrebbe le stesse condizioni di instabilità.
In pratica si baratta la tranquillità e la sicurezza date da un ménage familiare piacevole e rassicurante con la soddisfazione dei piaceri. Non è cosa rara, io credo, comunque, in molte famiglie. Giusto per consolarci un po'.
 
Ultima modifica:

Mariben

Utente di lunga data
Messa così sminuisci tutto il mio discorso cambiando il significato. Nessun sarcasmo ho riassunto in 2 parole le tue tesi. Comunque tranquilla che figlio non mi ha mai calcolato, e da più retta a chi gli da giustificazioni.
Non è la mia tesi ma una timida deduzione di quel poco che racconta Figlio e non si riferiva al tradimento in se ma allo stato di salute della mamma, di questo si sta preoccupando ora lui
 

Mat78

Utente di lunga data
Ti sei mai data una motivazione sul perché si formano questi equilibri?
Io per esempio credo che la negazione che fanno i nostri partner sia frutto di una loro repressione agente sulla sfera sessuale.
Nel mio caso ritengo che alla scoperta del tradimento la perdita di controllo conseguente su tutta la situazione familiare, oltre ai vari problemi di salute coincidenti, abbiano fatto reprimere tutta la sfera sessuale, avvertita come foriera di instabilità e devastazioni.
Alla base c'è una importante componente ansiosa.
E' naturale che a queste condizioni non sia accettabile la scoperta di un mio eventuale tradimento, perché porrebbe le stesse condizioni di instabilità.
In pratica si baratta la tranquillità e la sicurezza date da un ménage familiare piacevole e rassicurante con la soddisfazione dei piaceri. Non è cosa rara, io credo, comunque, in molte famiglie. Giusto per consolarci un po'.
Sinceramente io non capisco determinati discorsi. Tua moglie ti ha tradito ripetutamente e per tanto tempo, segno che non gli manca l'appetito sessuale, ma caso strano a te non la fa mai vedere. Solo a me sembra strana questa cosa? Stai sviscerato e facendo ipotesi assurde ma continui a vivere in una storia dove oggettivamente stai soffrendo (continuando ad importi scelte sue senza nessun riguardo sul tuo punto di vista). L'unica cosa che devi fare è accettare la situazione ed appenderlo al muro, salutandolo una volta al giorno, ricordandosi dei bei tempi andati. Io se fossi in te starei in guardia, e smetterei di giustificarla.
 
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