Mari'
Utente di lunga data
Val d'aosta
Prof pedofilo "sorvegliato" in classe
L'insegnante, condannato a una pena di tre anni e a una multa di 3000 euro, è stato riammesso a scuola
AOSTA - È «controllato a vista» l’insegnante valdostano che, dopo la sentenza dei Tribunale del lavoro di Aosta, è stato riammesso a scuola. L’uomo, 45 anni, residente nella bassa Valle d'Aosta, sposato e con due figli, è stato condannato in primo grado a una pena di tre anni e a una multa di tremila euro per aver divulgato delle foto pedopornografiche con il computer dell'istituto scolastico in cui lavorava. «Sono personalmente preoccupato per la situazione che si è venuta a creare a seguito di questa decisione - commenta Laurent Vierin, assessore regionale all’istruzione e cultura - con mio decreto, avevamo sospeso in via cautelare l'insegnante in attesa di una pronuncia giudiziaria definitiva. Prendo atto con amarezza che ci troviamo obbligati a procedere al reintegro in servizio del docente, nonostante la nostra volontà di aspettare la conclusione giudiziaria della vicenda. Abbiamo anche provato a proporre una collocazione diversa, sempre all'interno dell’assessorato, in tutt'altro ambito lavorativo, ma ci è stato risposto che si accettava solamente una promozione: io spero che sia uno scherzo, sono indignato da un comportamento simile, che non merita neanche un commento».
LA SENTENZA - In Valle d'Aosta, infatti, gli insegnanti, seppur pagati ed inquadrati nell'Amministrazione regionale, mantengono lo status giuridico nazionale, e quindi è indispensabile avere il consenso del professore in causa per trovargli un altro lavoro all'interno della Regione: «Dopo la sentenza, l'ufficio legale della Regione ha contattato l'avvocato dell'insegnante - aggiunge il presidente della Valle d’Aosta, Luciano Caveri - segnalandogli al possibilità di trovare soluzioni diverse in tempi rapidi, ma il legale ha confermato la scelta del suo cliente di tornare al suo vecchio lavoro. L'impossibilità di spostarlo dalla scuola deriva dal contratto di lavoro degli insegnanti e da un regolamento nazionale che presenta dei malfunzionamenti».
LA FOTO - Secondo il giudice Eugenio Gramola, l'insegnante non può essere punito due volte per lo stesso reato, visto che era già stato sospeso dal servizio per sei mesi, all'inizio dell’inchiesta, quando un agente della polizia postale di Bari, infiltratosi tra i pedofili che inquinano il web, gli aveva chiesto una foto che lui gli aveva spedito dal computer della scuola: la condanna è arrivata il 28 febbraio del 2007 ed attualmente è in attesa dell'appello e l'Amministrazione regionale ha annunciato che presenterà ricorso contro la sentenza del Tribunale del lavoro. Nella mattinata di sabato, l'uomo si è presentato regolarmente al lavoro, alla scuola media "Carlo Viola" di Pont-Saint-Martin: durante le lezioni la dirigente scolastica, Silvana Vierin, o un collega rimane in classe con lui e l'orario è stato appositamente modificato per evitare che il professore possa restare da solo con gli alunni: «Mio marito è distrutto - spiega la moglie dell'insegnante - da sette anni siamo sotto l'attacco di un settimanale locale che, ogni tre mesi, tira fuori questa storia rovinandoci la vita. L'inchiesta presenta delle stranezze e mi auguro che l’appello possa chiarire la vicenda. Abbiamo due bambini che vanno tutelati ed una famiglia che va mantenuta: mio marito è una persona umile, non credo che abbia chiesto una promozione».
23 febbraio 2008
www.corriere.it
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MAH!
Mi sento smarrita ... cosa si puo' dire
Prof pedofilo "sorvegliato" in classe
L'insegnante, condannato a una pena di tre anni e a una multa di 3000 euro, è stato riammesso a scuola
AOSTA - È «controllato a vista» l’insegnante valdostano che, dopo la sentenza dei Tribunale del lavoro di Aosta, è stato riammesso a scuola. L’uomo, 45 anni, residente nella bassa Valle d'Aosta, sposato e con due figli, è stato condannato in primo grado a una pena di tre anni e a una multa di tremila euro per aver divulgato delle foto pedopornografiche con il computer dell'istituto scolastico in cui lavorava. «Sono personalmente preoccupato per la situazione che si è venuta a creare a seguito di questa decisione - commenta Laurent Vierin, assessore regionale all’istruzione e cultura - con mio decreto, avevamo sospeso in via cautelare l'insegnante in attesa di una pronuncia giudiziaria definitiva. Prendo atto con amarezza che ci troviamo obbligati a procedere al reintegro in servizio del docente, nonostante la nostra volontà di aspettare la conclusione giudiziaria della vicenda. Abbiamo anche provato a proporre una collocazione diversa, sempre all'interno dell’assessorato, in tutt'altro ambito lavorativo, ma ci è stato risposto che si accettava solamente una promozione: io spero che sia uno scherzo, sono indignato da un comportamento simile, che non merita neanche un commento».
LA SENTENZA - In Valle d'Aosta, infatti, gli insegnanti, seppur pagati ed inquadrati nell'Amministrazione regionale, mantengono lo status giuridico nazionale, e quindi è indispensabile avere il consenso del professore in causa per trovargli un altro lavoro all'interno della Regione: «Dopo la sentenza, l'ufficio legale della Regione ha contattato l'avvocato dell'insegnante - aggiunge il presidente della Valle d’Aosta, Luciano Caveri - segnalandogli al possibilità di trovare soluzioni diverse in tempi rapidi, ma il legale ha confermato la scelta del suo cliente di tornare al suo vecchio lavoro. L'impossibilità di spostarlo dalla scuola deriva dal contratto di lavoro degli insegnanti e da un regolamento nazionale che presenta dei malfunzionamenti».
LA FOTO - Secondo il giudice Eugenio Gramola, l'insegnante non può essere punito due volte per lo stesso reato, visto che era già stato sospeso dal servizio per sei mesi, all'inizio dell’inchiesta, quando un agente della polizia postale di Bari, infiltratosi tra i pedofili che inquinano il web, gli aveva chiesto una foto che lui gli aveva spedito dal computer della scuola: la condanna è arrivata il 28 febbraio del 2007 ed attualmente è in attesa dell'appello e l'Amministrazione regionale ha annunciato che presenterà ricorso contro la sentenza del Tribunale del lavoro. Nella mattinata di sabato, l'uomo si è presentato regolarmente al lavoro, alla scuola media "Carlo Viola" di Pont-Saint-Martin: durante le lezioni la dirigente scolastica, Silvana Vierin, o un collega rimane in classe con lui e l'orario è stato appositamente modificato per evitare che il professore possa restare da solo con gli alunni: «Mio marito è distrutto - spiega la moglie dell'insegnante - da sette anni siamo sotto l'attacco di un settimanale locale che, ogni tre mesi, tira fuori questa storia rovinandoci la vita. L'inchiesta presenta delle stranezze e mi auguro che l’appello possa chiarire la vicenda. Abbiamo due bambini che vanno tutelati ed una famiglia che va mantenuta: mio marito è una persona umile, non credo che abbia chiesto una promozione».
23 febbraio 2008
www.corriere.it
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MAH!
Mi sento smarrita ... cosa si puo' dire