Stasera ho rivisto il mio ex, che ho lasciato 3 mesi fa dopo 6 anni.
Così dato che non ho mai parlato di lui, voglio parlarne stasera.
Da premettere che stasera ho provato un immenso dispiacere, misto al fatto che quando lo vedo lo detesto, e la sua voce mi dà fastidio.
Che mi dispiace, da morire, ma
la sua presenza mi dà fastidio... Mi fa pensare alle mie ferite.
Quando l'ho conosciuto avevo 18 anni, il primo amore, la prima volta, il primo tutto.
Eravamo il giorno e la notte, due famiglie opposte.. Due educazione opposte, ma lo amavo... Ero innamorata persa di lui
Ho dei bei ricordi, le mie sere d'estate con lui, le nostre cene, cose semplici... Andare al cinema, restare sul divano a farci le coccole, uscire a fare shopping. Però quando ci penso sento come se avessi voluto di più da questa storia... Più passi avanti. E negli ultimi due anni, più concretezza.
Ma passati i primi anni, il peso delle differenze ha prevalso..
Io dovevo quasi sempre adattarmi a lui e al suo contesto, sono molto libera mentre lui mammone e trattato come un bambino, immaginate le mie difficoltà.
Sentivo di avere i pantaloni io, e non sopportavo più questa cosa.
Aveva un lavoro trovato grazie a dei contatti in comune che non lo soddisfaceva..
Allo stesso tempo non si impegnava a trovarne un altro, si lamentava e basta.
Ha avuto un problema legale legato a un incidente di auto, da li penso sia caduto in una chiusura totale
Ha nel mentre perso il lavoro e lo slancio per questa relazione... Mi trascurava troppo, mi faceva guidare da sola di notte sbattendosene altamente. La sua famiglia ha contribuito alla mia decisione di lasciarlo perché gli impediva troppe cose e lui ha permesso che influenzasse le nostre scelte.
Tanti comportamenti ridicoli e pieni di mancanza di rispetto, che se ci penso vorrei tornare indietro e salvarmi ogni volta che tralasciavo me stessa per salvaguardare lui, vorrei tornare indietro e dirmi di smetterla, che sto sbagliando a trascurarmi, che tanto non cambia, peggiora. Per tutte le volte in cui mi lasciava da sola perché le esigenze dei suoi genitori venivano prima di tutto. Non era cattivo, era fortemente irresponsabile e influenzato, e volubile... E fragile. Quando lho lasciato ricordo che eravamo in macchina e lui mi ha implorato di non scendere, di non uscire, piangeva, mi ripeteva che io ero la sua ancora, il suo unico appiglio
Ci rendiamo conto? La sua ancora?
Mi detesto pure io per come mi sono trattata
Quando lho lasciato ho ricevuto, dal nulla, pesanti parole e minacce da parte del padre di lui, immotivatamente e senza alcuna ragione... E lui non mi ha mai chiesto scusa.
Per questo non voglio più avere alcun saluto civile con lui, perché quando lo guardo mi sale tutto lo schifo che ho passato e vorrei solo prenderlo e spostarlo dalla mia vista.
In questi mesi ha provato a contattarmi, ma non ho mai risposto
E stasera l'ho visto a una cena, e il suono della sua voce mi infastidiva.
Mi tendeva cupa e infelice, mi spegneva.
Mi faceva sentire in colpa, come se si riaccendesse quel meccanismo che mi faceva sentire sempre in colpa con lui se non lo aiutavo. Assurdo.
Così ho pensato... Come si può arrivare a detestare una persona che in passato hai amato forse fin troppo?
Ma mi sale una rabbia, mista a indifferenza che mi sorprende.
Con affetto