È tradimento?

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
X me li era quasi nievte confronto adesso Adolescenza bastarda
Uscite richieste casini uscite richieste liceo casini richieste liceo libri sport motorino orari di rientro...
La grande è stata via 3 mesi sarò stronza ma non è che mi mancasse così tanto anche se mi è rimasto l osso duro a casa..

Cmq chiaramente li amo alla follia ma che sia tutta sta figata anche no
:up::up::up::up::up:

Sul primo grassetto se sei stronza tu lo sono anche io
Quando vanno via e sono tranquilla di dove sono anche a me non mancano così tanto
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Vado un po' a braccio :)

Non ho timori riguardo i figli (è una questione che ho indagato e non poco con lo psyco, perchè lo scegliere, e non subire, di mettere al mondo oppure no una nuova vita fa comunque parte del ciclo vitale degli esseri viventi. Anche se la cosa non è così rigida neppure in natura in realtà).

Penso che sarei una madre sufficientemente buona, che è quel che basta per crescere vite adatte a vivere.
Penso che G. sarebbe un padre sufficientemente buono.
Nel senso che correrei il rischio di condividere con lui una nuova vita.

con lo psyco, ai tempi, quando si indagava questa cosa mi aveva chiesto "e se cambiasse idea, in futuro?"
Ci avevo riflettuto parecchio.
Non si può escludere una opzione di questo genere. Potrebbe essere che fra 5 anni sarò divorata (cit) dal desiderio di avere un figlio.
D'altro canto non posso neppure ignorare che nel presente in me quel desiderio non c'è.
E non c'è mai stato fino ad ora.
Quindi se scegliessi adesso di avere un figlio, sarebbe una scelta che discende dalla paura di un rimpianto futuro.
E sarebbe una scelta puramente razionale, di adesione ad un dover fare di cui comprendo la necessità ma che non comprende me.

Se un giorno mi troverò a fare i conti con il desiderio di un figlio e l'impossibilità di averlo, guarderò a questa me che ha preso posizioni e ci farò i conti. E' un rischio. Entra in gioco, a mio parere, la responsabilità di assumersi i rischi.
Che è poi il rovescio della medaglia dell'assumersi il rischio di avere un figlio investendo come minimo 20 anni nella cura di una vita.

Fare un figlio è una scelta di puro (nel senso di purezza) egoismo.
Ed è lo stesso egoismo che guida lo scegliere di non averne.

Nella comprensione che, per una donna in particolare, la maternità è una tappa non indifferente.

C'è poi la questione del tempo.
Vero che siamo abituati ormai a ragionare su una aspettativa di vita ben più lunga dei 40 anni.
Ma è altrettanto vero che il corpo, anche dal punto di vista della flessibilità cognitiva segue comunque una sua curva.
E io penso che l'aspettativa di vita prolungata crei l'illusione per cui "si è sempre a tempo" per far tutto.

Io non penso ci sia il tempo per farci star dentro tutto, in una vita.
Si fanno scelte. Che portano a conseguenze.
Accettare il tempo che passa, con quel che comporta in termini di decadimento, mi sembra il minimo.

Un bambino che ha un gap di 40 e rotti anni con i genitori si ritrova con genitori che vengono da un mondo diverso.
Che non comprendono i linguaggi e la velocità.
In particolare oggi, tempo in cui tutto va ad una velocità ben maggiore del tempo contadino.
Ho una visione romantica del rapporto genitori e figli.
Penso sia uno scambio. Nel tempo.
Io, genitore, ti introduco a questo mondo, ti insegno le sue leggi, le sue dinamiche, ti insegno la caccia e la raccolta. Faccio ciò che è in mio potere per permetterti di spiegare le ali e andare. E scoprire.
Ma è una fase.
Ad un certo punto è il figlio che spiega i meccanismo e le leggi ai genitori.
Che traduce un mondo a cui appartiene a chi viene dal mondo precedente.
E serve ascolto..ascolto che per esempio a 60 anni non c'è. O meglio, è parziale. A 60 anni si ascoltano cose che a 20 anni neppure si immaginano.
E non penso che un figlio possa donare la giovinezza. Per la verità mi sembra pure un furto premeditato. (estremizzo).

Un gap di 40 anni, in un mondo in cui in 40 anni accadono le cose che accadono oggi, non è una cosuccia da nulla.

Poi, a tutto c'è soluzione.
Ma sono soluzioni che non trovo interessanti.
La scienza permette anche a donne di 60 anni di avere figli.
Io ci vedo dentro la negazione della vita.
E un tipo di egoismo che supera l'individualismo più spinto.
Oltre che uno scollamento dalla realtà, dal decadimento, una corsa all'evitamento della morte e della decomposizione. Paura. In soldoni.

Credo che si debba prendere atto che semplicemente il tempo va. Accettare la decadenza.
E quello che la decadenza comporta. A tutti i livelli.

Si può essere madri e padri in molti modi. :)
Non è necessaria la generazione.
E questo lo sa bene la natura. Pure quella umana.
Per quanto ci sia questa ode diffusa alla generazione diretta. Che io non condivido minimamente.
[MENTION=7039]stany[/MENTION], no. non ho timore di togliere attenzioni a G.
Per come è costruita la nostra relazione, dubito che in presenza di un figlio la dinamica di fondo cambierebbe molto.
Anzi, probabilmente un figlio sarebbe un ulteriore collante alla nostra alleanza. Sarebbe nutrimento. E arricchimento al nostro mondo.
G. mi dice che se dovesse decidere una madre, sceglierebbe me. Tanto quanto se io dovessi decidere un padre sceglierei lui.
E' una cosa importante.
Se non ci fosse il padre e la madre (a partire dal significato archetipico che hanno in termini relazionali in una coppia) non saremmo il noi che siamo.
Ma siamo concordi con il fatto che le scelte che ognuno ha fatto ci conducono qui.
Ad aver superato quello che per noi è il tempo massimo.
Ed è una responsabilità da assumersi pure questa.

rincorrere il tempo non è nei nostri progetti. :)
(un po' i salmoni di [MENTION=6817]Arcistufo[/MENTION].)
 

Moni

Utente di lunga data
Mai un solo momento in vita mia mi hanno pesato i problemi che mi hanno dato (come a tutti) i miei figli, e non sono mai stati nemmeno lontanamente tentato di metterli su una bilancia per sapere se ne valeva la pena o se no.... Vabbè, sarò fortunato.
Ma io li adoro ma ti sfiniscono
Sarà pure che sono separata
 

Skorpio

Utente di lunga data
X me li era quasi nievte confronto adesso Adolescenza bastarda
Uscite richieste casini uscite richieste liceo casini richieste liceo libri sport motorino orari di rientro...
La grande è stata via 3 mesi sarò stronza ma non è che mi mancasse così tanto anche se mi è rimasto l osso duro a casa..

Cmq chiaramente li amo alla follia ma che sia tutta sta figata anche no
Diciamo che va detto il bello ma pure il meno bello

Chi è genitore credo abbia la ricchezza e la fortuna di poterlo dire
 

Moni

Utente di lunga data
Ecco a me invece non dormire la notte (ora che sono grandi eh), pensare al loro futuro se non vengono confermati al lavoro, o pensare alla scuola e al loro andamento, o a chi frequentano, o a come crescono ecc ecc , pesa.
Ripeto tornassi indietro li rifarei quindi non metto nulla sul piatto della bilancia. Ho fatto una scelta che rifarei
Ciò non toglie che non penso che chi non fa la mia stessa scelta abbia una vita meno piena e serena.
Idem su tutto
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Vado un po' a braccio :)

Non ho timori riguardo i figli (è una questione che ho indagato e non poco con lo psyco, perchè lo scegliere, e non subire, di mettere al mondo oppure no una nuova vita fa comunque parte del ciclo vitale degli esseri viventi. Anche se la cosa non è così rigida neppure in natura in realtà).

Penso che sarei una madre sufficientemente buona, che è quel che basta per crescere vite adatte a vivere.
Penso che G. sarebbe un padre sufficientemente buono.
Nel senso che correrei il rischio di condividere con lui una nuova vita.

con lo psyco, ai tempi, quando si indagava questa cosa mi aveva chiesto "e se cambiasse idea, in futuro?"
Ci avevo riflettuto parecchio.
Non si può escludere una opzione di questo genere. Potrebbe essere che fra 5 anni sarò divorata (cit) dal desiderio di avere un figlio.
D'altro canto non posso neppure ignorare che nel presente in me quel desiderio non c'è.
E non c'è mai stato fino ad ora.
Quindi se scegliessi adesso di avere un figlio, sarebbe una scelta che discende dalla paura di un rimpianto futuro.
E sarebbe una scelta puramente razionale, di adesione ad un dover fare di cui comprendo la necessità ma che non comprende me.

Se un giorno mi troverò a fare i conti con il desiderio di un figlio e l'impossibilità di averlo, guarderò a questa me che ha preso posizioni e ci farò i conti. E' un rischio. Entra in gioco, a mio parere, la responsabilità di assumersi i rischi.
Che è poi il rovescio della medaglia dell'assumersi il rischio di avere un figlio investendo come minimo 20 anni nella cura di una vita.

Fare un figlio è una scelta di puro (nel senso di purezza) egoismo.
Ed è lo stesso egoismo che guida lo scegliere di non averne.

Nella comprensione che, per una donna in particolare, la maternità è una tappa non indifferente.

C'è poi la questione del tempo.
Vero che siamo abituati ormai a ragionare su una aspettativa di vita ben più lunga dei 40 anni.
Ma è altrettanto vero che il corpo, anche dal punto di vista della flessibilità cognitiva segue comunque una sua curva.
E io penso che l'aspettativa di vita prolungata crei l'illusione per cui "si è sempre a tempo" per far tutto.

Io non penso ci sia il tempo per farci star dentro tutto, in una vita.
Si fanno scelte. Che portano a conseguenze.
Accettare il tempo che passa, con quel che comporta in termini di decadimento, mi sembra il minimo.

Un bambino che ha un gap di 40 e rotti anni con i genitori si ritrova con genitori che vengono da un mondo diverso.
Che non comprendono i linguaggi e la velocità.
In particolare oggi, tempo in cui tutto va ad una velocità ben maggiore del tempo contadino.
Ho una visione romantica del rapporto genitori e figli.
Penso sia uno scambio. Nel tempo.
Io, genitore, ti introduco a questo mondo, ti insegno le sue leggi, le sue dinamiche, ti insegno la caccia e la raccolta. Faccio ciò che è in mio potere per permetterti di spiegare le ali e andare. E scoprire.
Ma è una fase.
Ad un certo punto è il figlio che spiega i meccanismo e le leggi ai genitori.
Che traduce un mondo a cui appartiene a chi viene dal mondo precedente.
E serve ascolto..ascolto che per esempio a 60 anni non c'è. O meglio, è parziale. A 60 anni si ascoltano cose che a 20 anni neppure si immaginano.
E non penso che un figlio possa donare la giovinezza. Per la verità mi sembra pure un furto premeditato. (estremizzo).

Un gap di 40 anni, in un mondo in cui in 40 anni accadono le cose che accadono oggi, non è una cosuccia da nulla.

Poi, a tutto c'è soluzione.
Ma sono soluzioni che non trovo interessanti.
La scienza permette anche a donne di 60 anni di avere figli.
Io ci vedo dentro la negazione della vita.
E un tipo di egoismo che supera l'individualismo più spinto.
Oltre che uno scollamento dalla realtà, dal decadimento, una corsa all'evitamento della morte e della decomposizione. Paura. In soldoni.

Credo che si debba prendere atto che semplicemente il tempo va. Accettare la decadenza.
E quello che la decadenza comporta. A tutti i livelli.

Si può essere madri e padri in molti modi. :)
Non è necessaria la generazione.
E questo lo sa bene la natura. Pure quella umana.
Per quanto ci sia questa ode diffusa alla generazione diretta. Che io non condivido minimamente.
@stany, no. non ho timore di togliere attenzioni a G.
Per come è costruita la nostra relazione, dubito che in presenza di un figlio la dinamica di fondo cambierebbe molto.
Anzi, probabilmente un figlio sarebbe un ulteriore collante alla nostra alleanza. Sarebbe nutrimento. E arricchimento al nostro mondo.
G. mi dice che se dovesse decidere una madre, sceglierebbe me. Tanto quanto se io dovessi decidere un padre sceglierei lui.
E' una cosa importante.
Se non ci fosse il padre e la madre (a partire dal significato archetipico che hanno in termini relazionali in una coppia) non saremmo il noi che siamo.
Ma siamo concordi con il fatto che le scelte che ognuno ha fatto ci conducono qui.
Ad aver superato quello che per noi è il tempo massimo.
Ed è una responsabilità da assumersi pure questa.

rincorrere il tempo non è nei nostri progetti. :)
(un po' i salmoni di @Arcistufo.)
sul grassetto sono d'accordo, tanto che il terzo dopo i 40 mi avrebbe mandato seriamente in crisi.
Proprio perchè sapevo cosa mi avrebbe aspettato, proiettato su una nuova generazioni con parametri diversi anche dai precedenti. Non me la sentivo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mai un solo momento in vita mia mi hanno pesato i problemi che mi hanno dato (come a tutti) i miei figli, e non sono mai stati nemmeno lontanamente tentato di metterli su una bilancia per sapere se ne valeva la pena o se no.... Vabbè, sarò fortunato.
Non sei solo fortunato.
Hai avuto cura di te. Con le conseguenze che questo porta in una vita.
E questo è frutto di intelligenza e impegno. :)

Io penso che non sia la serenità ad essere in gioco.
Nel senso che c'è chi ha figli e non è sereno mai.
E chi non ne ha e non è sereno mai.
Oppure l'inverso.
Chi ha figli e sente di essere dove desidera essere e chi non ne ha e sente di essere dove desidera essere.

Credo che la serenità non sia influenzabile da variabili esterne. Credo sia il risultato del dialogo con se stessi.
Poi le variabili esterne sollecitano o spengono. Ma non sono le direttrici.

I figli, la loro percezione, discende da quello.

Mia madre per esempio ( [MENTION=6586]Skorpio[/MENTION]) oscilla costantemente fra il non volerne e il desiderarne.
Anche se ne ha due :D
E sulla base di quell'oscillazione sclera o riesce a respirare un po' più liberamente.
Ma, per quanto per una donna della sua generazione, avere figli fosse anche una questione di scelte di realizzazione personale (lei, sola, ha dovuto comunque rinunciare ai suoi progetti per aver cura di noi), il suo non riuscire a trovare stabilità riguarda essenzialmente se stessa. Il suo dialogo interiore. I suoi demoni con cui non riesce proprio a trovare un equilibrio.
Penso che se non avesse avuto noi, sarebbe finita in qualche manicomio.
Quindi le ha fatto pure bene, fare figli.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
sul grassetto sono d'accordo, tanto che il terzo dopo i 40 mi avrebbe mandato seriamente in crisi.
Proprio perchè sapevo cosa mi avrebbe aspettato, proiettato su una nuova generazioni con parametri diversi anche dai precedenti. Non me la sentivo.
Già. :)
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Discorso generale:
Pensa che io l'ego ipertrofico lo vedo in quelli che hanno il bisogno incontenibile di certificare quello che dico come balle....
Al netto di questo io ho sempre detto i problemi ce li ha chi mi percepisce come sto cazzo, io non ho mai detto di essere chissà chi.
Se vengo percepito in positivo come un dio sceso in terra oppure in negativo come diavolo, Il problema sta tutto dell'occhio dell'osservatore.
Anche questa cosa di darmi del cazzaro per smitizzare quello che dico secondo me è un punto d'osservazione bacato.
Ripeto, Io sono una persona normalissima. Il problema sta nel fatto che in questo posto sono concentrati un sacco di personaggi squallidi. Che ovviamente in perfetto stile "tanto peggio, tanto meglio" lavorano per creare l'illusione che la vita sia solo un susseguirsi di situazioni di merda in cui ci sono:
1) figli di puttana che devono usare delle povere rincoglionite come sborratoi.
2) pazze terminali che hanno bisogno di insidiare uomini impegnati per non morire di solitudine in mezzo ai gatti.
Così, in uno scenario del genere, le persone di merda si sentono un po' meno squallide.
Poi arrivo io, metto giù due cose prese della mia vita (che ripeto è normalissima), e guarda caso gli squallidoni danno di matto, perché un mondo in cui uno può tenere i piedi in due scarpe e far star bene tutti per loro è inconcepibile.
Però la verità è che non è inconcepibile, Sono loro che non sono capace a farlo stare in piedi.
Quali sarebbero le mie balle? Che sono innamorato della legittima? Che ho rapporti veri, pluriennali e di affetto con un sacco di amiche con cui spesso e volentieri finisco a letto? Che siccome mi so scegliere accanto ad ogni livello persone equilibrate la mia vita Tutto sommato regge alla grande? Che sono un padre invidiatissimo perché il padre lo so fare? Che ho un buon lavoro? Che siccome detto due milioni di pagine al giorno non ho nessun problema a scrivere una ventina di post a cazzo di cane? Dovresti vedere la mia pagina su linkedin, faccio uscire 3 articoli al giorno :D perché io altro non ho raccontato, se non che mi piace andare in barca a vela sabato e domenica, tutto il resto lo hanno detto gli altri di me, sparando stronzate sesquipedali a raffica per dimostrare non si è capito cosa.
Per cui, @Jim Cain, amico mio, basta con ste vigliaccate in cui per farmi un complimento devi per forza anteporre che secondo te sono un cazzaro. Che scrivo bene lo so da solo, visto che mi pagano per farlo e anche benino: se mi devi scrivere una cosa gentile scrivimi una cosa gentile, sennò evita che alla fine ti becchi pure più vaffanculo di quanti te ne meriti, in realtà.
Quanto ai vaffanculo, uno in più, uno in meno, cosa vuoi che sia.
Fai pure.
Quanto al resto, uno che dichiara d'aver seguito 64 pratiche di separazioni/divorzio in un anno (più, immagino, parecchie altre questioni) e sta qui spesso e volentieri qualche dubbio sul dove lo trovi il tempo ad una persona mediamente senziente lo fa venire.
Tutto qui.
Poi, se in pvt mi dai i tuoi estremi linkedin magari facciamo amicizia...:cool:
 

spleen

utente ?
Vado un po' a braccio :) Non ho timori riguardo i figli (è una questione che ho indagato e non poco con lo psyco, perchè lo scegliere, e non subire, di mettere al mondo oppure no una nuova vita fa comunque parte del ciclo vitale degli esseri viventi. Anche se la cosa non è così rigida neppure in natura in realtà). Penso che sarei una madre sufficientemente buona, che è quel che basta per crescere vite adatte a vivere. Penso che G. sarebbe un padre sufficientemente buono. Nel senso che correrei il rischio di condividere con lui una nuova vita. con lo psyco, ai tempi, quando si indagava questa cosa mi aveva chiesto "e se cambiasse idea, in futuro?" Ci avevo riflettuto parecchio. Non si può escludere una opzione di questo genere. Potrebbe essere che fra 5 anni sarò divorata (cit) dal desiderio di avere un figlio. D'altro canto non posso neppure ignorare che nel presente in me quel desiderio non c'è. E non c'è mai stato fino ad ora. Quindi se scegliessi adesso di avere un figlio, sarebbe una scelta che discende dalla paura di un rimpianto futuro. E sarebbe una scelta puramente razionale, di adesione ad un dover fare di cui comprendo la necessità ma che non comprende me. Se un giorno mi troverò a fare i conti con il desiderio di un figlio e l'impossibilità di averlo, guarderò a questa me che ha preso posizioni e ci farò i conti. E' un rischio. Entra in gioco, a mio parere, la responsabilità di assumersi i rischi. Che è poi il rovescio della medaglia dell'assumersi il rischio di avere un figlio investendo come minimo 20 anni nella cura di una vita. Fare un figlio è una scelta di puro (nel senso di purezza) egoismo. Ed è lo stesso egoismo che guida lo scegliere di non averne. Nella comprensione che, per una donna in particolare, la maternità è una tappa non indifferente. C'è poi la questione del tempo. Vero che siamo abituati ormai a ragionare su una aspettativa di vita ben più lunga dei 40 anni. Ma è altrettanto vero che il corpo, anche dal punto di vista della flessibilità cognitiva segue comunque una sua curva. E io penso che l'aspettativa di vita prolungata crei l'illusione per cui "si è sempre a tempo" per far tutto. Io non penso ci sia il tempo per farci star dentro tutto, in una vita. Si fanno scelte. Che portano a conseguenze. Accettare il tempo che passa, con quel che comporta in termini di decadimento, mi sembra il minimo. Un bambino che ha un gap di 40 e rotti anni con i genitori si ritrova con genitori che vengono da un mondo diverso. Che non comprendono i linguaggi e la velocità. In particolare oggi, tempo in cui tutto va ad una velocità ben maggiore del tempo contadino. Ho una visione romantica del rapporto genitori e figli. Penso sia uno scambio. Nel tempo. Io, genitore, ti introduco a questo mondo, ti insegno le sue leggi, le sue dinamiche, ti insegno la caccia e la raccolta. Faccio ciò che è in mio potere per permetterti di spiegare le ali e andare. E scoprire. Ma è una fase. Ad un certo punto è il figlio che spiega i meccanismo e le leggi ai genitori. Che traduce un mondo a cui appartiene a chi viene dal mondo precedente. E serve ascolto..ascolto che per esempio a 60 anni non c'è. O meglio, è parziale. A 60 anni si ascoltano cose che a 20 anni neppure si immaginano. E non penso che un figlio possa donare la giovinezza. Per la verità mi sembra pure un furto premeditato. (estremizzo). Un gap di 40 anni, in un mondo in cui in 40 anni accadono le cose che accadono oggi, non è una cosuccia da nulla. Poi, a tutto c'è soluzione. Ma sono soluzioni che non trovo interessanti. La scienza permette anche a donne di 60 anni di avere figli. Io ci vedo dentro la negazione della vita. E un tipo di egoismo che supera l'individualismo più spinto. Oltre che uno scollamento dalla realtà, dal decadimento, una corsa all'evitamento della morte e della decomposizione. Paura. In soldoni. Credo che si debba prendere atto che semplicemente il tempo va. Accettare la decadenza. E quello che la decadenza comporta. A tutti i livelli. Si può essere madri e padri in molti modi. :) Non è necessaria la generazione. E questo lo sa bene la natura. Pure quella umana. Per quanto ci sia questa ode diffusa alla generazione diretta. Che io non condivido minimamente. [MENTION=7039]stany[/MENTION], no. non ho timore di togliere attenzioni a G. Per come è costruita la nostra relazione, dubito che in presenza di un figlio la dinamica di fondo cambierebbe molto. Anzi, probabilmente un figlio sarebbe un ulteriore collante alla nostra alleanza. Sarebbe nutrimento. E arricchimento al nostro mondo. G. mi dice che se dovesse decidere una madre, sceglierebbe me. Tanto quanto se io dovessi decidere un padre sceglierei lui. E' una cosa importante. Se non ci fosse il padre e la madre (a partire dal significato archetipico che hanno in termini relazionali in una coppia) non saremmo il noi che siamo. Ma siamo concordi con il fatto che le scelte che ognuno ha fatto ci conducono qui. Ad aver superato quello che per noi è il tempo massimo. Ed è una responsabilità da assumersi pure questa. rincorrere il tempo non è nei nostri progetti. :) (un po' i salmoni di [MENTION=6817]Arcistufo[/MENTION].)
Io non è che sia quello che critica chi non ha figli o che non desidera averne, uno dei miei più cari amici non ne ha voluti (o non sono arrivati) e ho sempre avuto il pudore di non chiedere nemmeno. Non mi sento la nonna che dopo che due si sono sposati martella i novelli sposi con la fatidica domanda sull'erede... :)) Semplicemente noto che i figli sono un amplificatore della vita, sia per le cose brutte, problematiche, sia, e direi soprattutto, per me almeno, per le cose belle..... finora. :)) E' giusto parlare di 40 anni d'impegno e che la genitorialità non debba essere nè improvvisata nè cieca, ma ho come l'impressione che se si dovesse pensare solo a questo non si metterebbero al mondo più figli (non che questo sia un problema insormontabile eh.) ma ho come l'impressione che per vivere un briciolo di fiducia nel domani e di irragionevolezza debba essere indispensabile. Quando decidemmo di averne i miei dubbi cessarono ripensando alla mia infanzia, i figli per fortuna non crescono solo grazie ai genitori ma diventano adulti - nonostante - loro. E' questo diventare che a me ha sempre restituito il senso di mistero e di positività verso la vita....... Eppoi scusa, senza figli ciascuno singolarmente mette fine ad una linea che dura da 4 miliardi di anni, ciascuno di noi è il prodotto irripetibile di una catena che dura da quattro miliardi di anni......pensa che responsabilità interromperla... (Sto scherzando ovviamente :)) ).
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io non è che sia quello che critica chi non ha figli o che non desidera averne, uno dei miei più cari amici non ne ha voluti (o non sono arrivati) e ho sempre avuto il pudore di non chiedere nemmeno. Non mi sento la nonna che dopo che due si sono sposati martella i novelli sposi con la fatidica domanda sull'erede... :)) Semplicemente noto che i figli sono un amplificatore della vita, sia per le cose brutte, problematiche, sia, e direi soprattutto, per me almeno, per le cose belle..... finora. :)) E' giusto parlare di 40 anni d'impegno e che la genitorialità non debba essere nè improvvisata nè cieca, ma ho come l'impressione che se si dovesse pensare solo a questo non si metterebbero al mondo più figli (non che questo sia un problema insormontabile eh.) ma ho come l'impressione che per vivere un briciolo di fiducia nel domani e di irragionevolezza debba essere indispensabile. Quando decidemmo di averne i miei dubbi cessarono ripensando alla mia infanzia, i figli per fortuna non crescono solo grazie ai genitori ma diventano adulti - nonostante - loro. E' questo diventare che a me ha sempre restituito il senso di mistero e di positività verso la vita....... Eppoi scusa, senza figli ciascuno singolarmente mette fine ad una linea che dura da 4 miliardi di anni, ciascuno di noi è il prodotto irripetibile di una catena che dura da quattro miliardi di anni......pensa che responsabilità interromperla... (Sto scherzando ovviamente :)) ).
Io ho capito quello che hai scritto, e sono d'accordo. :)

I figli sono un amplificatore. E un proseguimento.
A me non piace la posizione adulta generale per cui i figli sono IL progetto da cui discende quel tipo di rapporto con i figli e con la società tale per cui la disconferma di quel progetto è un attacco.
E che quel progetto è un territorio da difendere, tutelare, tenere sottoprotezione come fosse una statua dorata del budda.

E mi dispiace per i bambini. Fondamentalmente.
Che vengono tarpati nel loro essere bambini, e non stupidi o piccoli adulti.

Detto questo il mio è un discorso in termini di energie legate all'avanzamento dell'età.
Oltre che di non desiderio.
Ma il desiderio, adesso e da adesso in avanti, è comunque sottoposto allo scorrere del tempo. Per quanto mi riguarda.

Oltre i 40 anni il gap è incolmabile.
Certo che non succede nulla, e che si cresce anche a prescindere dai genitori.

Ma personalmente, e non desidero certo imporre ad altre donne che si riscoprono in desiderio di maternità oltre quel limite, ho la netta sensazione che il tempo è scaduto. Sono fuori tempo.

Certo che la tecnologia moderna potrebbe sopperire.
Ma faccio molta fatica a legare i figli alla tecnologia (anche farmacologica).

E tendo ad essere piuttosto conservatrice.
Se naturalmente il picco riproduttivo per un corpo è intorno ai 20/30 anni ci sono motivi.

Poi certo...abbiamo parlato dell'eredità, no?
Credo sarò una splendida zia :)

(fra l'altro, nella mia genealogia, c'è per ogni generazione una zia senza figli.)
 

spleen

utente ?
Io ho capito quello che hai scritto, e sono d'accordo. :) I figli sono un amplificatore. E un proseguimento. A me non piace la posizione adulta generale per cui i figli sono IL progetto da cui discende quel tipo di rapporto con i figli e con la società tale per cui la disconferma di quel progetto è un attacco. E che quel progetto è un territorio da difendere, tutelare, tenere sottoprotezione come fosse una statua dorata del budda. E mi dispiace per i bambini. Fondamentalmente. Che vengono tarpati nel loro essere bambini, e non stupidi o piccoli adulti. Detto questo il mio è un discorso in termini di energie legate all'avanzamento dell'età. Oltre che di non desiderio. Ma il desiderio, adesso e da adesso in avanti, è comunque sottoposto allo scorrere del tempo. Per quanto mi riguarda. Oltre i 40 anni il gap è incolmabile. Certo che non succede nulla, e che si cresce anche a prescindere dai genitori. Ma personalmente, e non desidero certo imporre ad altre donne che si riscoprono in desiderio di maternità oltre quel limite, ho la netta sensazione che il tempo è scaduto. Sono fuori tempo. Certo che la tecnologia moderna potrebbe sopperire. Ma faccio molta fatica a legare i figli alla tecnologia (anche farmacologica). E tendo ad essere piuttosto conservatrice. Se naturalmente il picco riproduttivo per un corpo è intorno ai 20/30 anni ci sono motivi. Poi certo...abbiamo parlato dell'eredità, no? Credo sarò una splendida zia :) (fra l'altro, nella mia genealogia, c'è per ogni generazione una zia senza figli.)
Anche io ho avuto una zia senza figli, dolcissima e un po' matta.... Del resto non so se ti ricordi, ma io sono fautore dei molti padri e delle molte madri che come idea di fondo popolano la nostra vita. Ci sono molti modi per esserlo, ecco.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Anche io ho avuto una zia senza figli, dolcissima e un po' matta.... Del resto non so se ti ricordi, ma io sono fautore dei molti padri e delle molte madri che come idea di fondo popolano la nostra vita. Ci sono molti modi per esserlo, ecco.
:)

Anche io sono piuttosto convinta di quella tua teoria.
Prima di incontrarti li chiamavo "mentori". Ma il significato, al netto del significante, è lo stesso.

Credo sia legato ad un senso di appartenenza alla famiglia umana.
A sua volta appartenente ad un più ampio sistema naturale di viventi ed eventi.
Il tutto in interconnessione.

E sì, penso anche io che ci siano molti di modi attraverso cui esprimere maternità/paternità.
Non necessariamente legati al concetto di "possedere e essere posseduti" da una propria famiglia.

Tipo attraversare lo specchio e guardare la stessa cosa, ma dall'altra parte. :)
 

Moni

Utente di lunga data
Quanto ai vaffanculo, uno in più, uno in meno, cosa vuoi che sia.
Fai pure.
Quanto al resto, uno che dichiara d'aver seguito 64 pratiche di separazioni/divorzio in un anno (più, immagino, parecchie altre questioni) e sta qui spesso e volentieri qualche dubbio sul dove lo trovi il tempo ad una persona mediamente senziente lo fa venire.
Tutto qui.
Poi, se in pvt mi dai i tuoi estremi linkedin magari facciamo amicizia...:cool:
Ma anche a me fa strano poi amen dormo lo stesso ma amici avvocati si fanno certi culi che altroché sti monologhi ( anche solo x recuperare parcelle)
Cmq Poco importa magari arci è una donna incazzata ex avvocato che non pratica piu o un nonnetto in pensione perché francamente se vive qui sopra sti 64 divorzi e enne amiche ma dove troverebbe il tempo
Ma poi avessi sta vita fuori così intensa farebbe delle comparsate
Cmq apporta il suo Contributo e prendiamo x buono questo fa anche ridere spesso
 

Moni

Utente di lunga data
:)

Anche io sono piuttosto convinta di quella tua teoria.
Prima di incontrarti li chiamavo "mentori". Ma il significato, al netto del significante, è lo stesso.

Credo sia legato ad un senso di appartenenza alla famiglia umana.
A sua volta appartenente ad un più ampio sistema naturale di viventi ed eventi.
Il tutto in interconnessione.

E sì, penso anche io che ci siano molti di modi attraverso cui esprimere maternità/paternità.
Non necessariamente legati al concetto di "possedere e essere posseduti" da una propria famiglia.

Tipo attraversare lo specchio e guardare la stessa cosa, ma dall'altra parte. :)
Bello 😊❤
 

stany

Utente di lunga data
Ci sta tutto quello che hai descritto e molto altro .Persino le montagne russe dell'adolescenza hanno il loro perchè. Sono scelte a volte dettate forse dall'individualismo ( non farli ) e dall'egoismo ( farli) salvo poi rendersi conto che le energie per seguire costantemente e amorevolmente i figli non bastano mai.
Sempre mia madre; un giorno che ero particolarmente preoccupata, oserei dire disperata, me ne uscìì con la fatidica frase " Se tornassi indietro mi prenderei 3 cani ) mi rispose " Ma và prima o poi a questi smetterai di pulirgli il culo, invece quelli che non hanno fatto figli, perchè non volevano impegni , li vedi in giro, da vecchi, a raccogliere la merda dei loro cani.
La merda dei cani la si raccoglie anche e soprattutto coi figli piccoli.....da vecchi senza figli può essere un atto d'amore e dedizione verso l'animale; da giovani , invece molto spesso è un'imposizione e una rottura di coglioni, stante che nella maggioranza dei casi si prendano i cani per i figli, i quali, dopo i primi tre giorni d'entusiasmo, lasciano l'incombenza ai genitori.
 

robson

voltaire
Io ho capito quello che hai scritto, e sono d'accordo. :)

I figli sono un amplificatore. E un proseguimento.
A me non piace la posizione adulta generale per cui i figli sono IL progetto da cui discende quel tipo di rapporto con i figli e con la società tale per cui la disconferma di quel progetto è un attacco.
E che quel progetto è un territorio da difendere, tutelare, tenere sottoprotezione come fosse una statua dorata del budda.

E mi dispiace per i bambini. Fondamentalmente.
Che vengono tarpati nel loro essere bambini, e non stupidi o piccoli adulti.

Detto questo il mio è un discorso in termini di energie legate all'avanzamento dell'età.
Oltre che di non desiderio.
Ma il desiderio, adesso e da adesso in avanti, è comunque sottoposto allo scorrere del tempo. Per quanto mi riguarda.

Oltre i 40 anni il gap è incolmabile.
Certo che non succede nulla, e che si cresce anche a prescindere dai genitori.

Ma personalmente, e non desidero certo imporre ad altre donne che si riscoprono in desiderio di maternità oltre quel limite, ho la netta sensazione che il tempo è scaduto. Sono fuori tempo.

Certo che la tecnologia moderna potrebbe sopperire.
Ma faccio molta fatica a legare i figli alla tecnologia (anche farmacologica).

E tendo ad essere piuttosto conservatrice.
Se naturalmente il picco riproduttivo per un corpo è intorno ai 20/30 anni ci sono motivi.

Poi certo...abbiamo parlato dell'eredità, no?
Credo sarò una splendida zia :)

(fra l'altro, nella mia genealogia, c'è per ogni generazione una zia senza figli.)
scrivi molto bene e piacevole da leggere. il mio handicap che non riesco a mettere nero su bianco tutto il mio sentimento in parole.:mad: d'accordo su quello che dici sui tempi sull'avventura del far nascere figli. mate temo che il futuro sarà sempre meno"romantico avventuroso come posso dire? fare una cosa sapendo cosa riceverai....si andrà verso la programmazione in laboratorio del figlio. occhi naso altezza...forse è un qualcosa che alla lunga banalizzerà tutto ....cosa ne pensate del futuro tecnologico che ci aspetta? ps scrivo male male è vero? sono come una ferrari che non riesce a scaricare i cavalli sull'asfalto
 
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