Aggiornamento Annina123 seconda parte - confusa

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Annina...perdonami...io continuo a leggere una comunicazione unidirezionale fra lui e te.

Lui ti parla, lui si sfoga, lui piange, lui si avvicina, lui si allontana, lui soffre, lui tentenna, lui pensa....

E' riuscito a trasformare un tuo malessere in un suo dramma personale (solo per questo io gli piscerei addosso!)

Ogni cosa che accade, da quel che descrivi, lo riporta solo a se stesso.

E tu...vorresti. Dire, fare....baciare lettera e testamento.

PErchè non passi al fare?

vuoi cura?
Chiedila.

O ti fa paura la delusione in cui potresti incappare?
 
Ultima modifica:

Mariben

Utente di lunga data
Questa per me è la prima volta così e mi sento di dargli il beneficio del dubbio.
La vedo come una crisi che non sa bene come gestire.
Quello che mi ha detto è che lui ha sempre gestito i suoi problemi "smazzandoseli" da solo, senza condividerli nè confrontarsi con altri ma che con me vuole essere diverso, non vuole escludermi. L'intento è "nobile " ma il risultato.. non so... ora è distaccato. Non lo assillerò. Sono serena. Io so quello che provo per lui e sono disposta a farmi da parte e sarà la cosa migliore per lui...
Forse mi sbaglio ma mi pareva di ricordare che quando vi eravate lasciati , o ti aveva lasciato, aveva frignato un bel pò.


Scusa ma no ! sarebbe " nobile" se ti coinvolgesse ,che ne so, su problemi di lavoro, se ti chiedesse un parere su come vestirsi per un occasione speciale ma non se quell'occasione fosse l'anniversario di matrimonio.

Non so a me da l'impressione di uno che " vorrei ma non posso" Mettendomi nei suoi panni provo anche ad immaginare l'angoscia nel non sapere/volere prendere una decisione così importante. Forse il paragone è eccessivo ma rende l'idea ; è come se il boia davanti al condannato a morte tentennasse e gli chiedesse, piangendo un consiglio del tipo " sono disperato ma devo ammazzarti! vorrei sapere se preferisci l'impiccagione o la decapitazione"
Comunque sia se a te fa male è sufficente per chiedergli di smetterla.
 

Annina123

Utente di lunga data
Annina...perdonami...io continuo a leggere una comunicazione unidirezionale fra lui e te.

Lui ti parla, lui si sfoga, lui piange, lui si avvicina, lui si allontana, lui soffre, lui tentenna, lui pensa....

E' riuscito a trasformare un tuo malessere in un suo dramma personale (solo per questo io gli piscerei addosso!)

Ogni cosa che accade, da quel che descrivi, lo riporta solo a se stesso.

E tu...vorresti. Dire, fare....baciare lettera e testamento.

PErchè non passi al fare?

vuoi cura?
Chiedila.

O ti fa paura la delusione in cui potresti incappare?
Cosa devo chiedere?
Certe cose non si chiedono...
Vediamo cosa gli viene da fare... è un modo per conoscersi anche questo.
 

Annina123

Utente di lunga data
Forse mi sbaglio ma mi pareva di ricordare che quando vi eravate lasciati , o ti aveva lasciato, aveva frignato un bel pò.


Scusa ma no ! sarebbe " nobile" se ti coinvolgesse ,che ne so, su problemi di lavoro, se ti chiedesse un parere su come vestirsi per un occasione speciale ma non se quell'occasione fosse l'anniversario di matrimonio.

Non so a me da l'impressione di uno che " vorrei ma non posso" Mettendomi nei suoi panni provo anche ad immaginare l'angoscia nel non sapere/volere prendere una decisione così importante. Forse il paragone è eccessivo ma rende l'idea ; è come se il boia davanti al condannato a morte tentennasse e gli chiedesse, piangendo un consiglio del tipo " sono disperato ma devo ammazzarti! vorrei sapere se preferisci l'impiccagione o la decapitazione"
Comunque sia se a te fa male è sufficente per chiedergli di smetterla.
Lo avevo lasciato io.
Ha "frignato" quando è tornato....
Ogni tanto lo vedo solo come un pover'uomo che cerca si rimanere a galla...
 

Annina123

Utente di lunga data
Stesse parole e stessa risposta: non sono affari tuoi! Decido io quello che è bene per me. Se per me è bene rimanere con una che odio, sono fatti miei. Il tuo giudizio di valore (sono migliore di te perché scelgo di lasciarlo) è autoreferenziale e non vale un fico secco.
E, scusa la presunzione, penso di aver parlato anche per lui.


Grazie sorella :carneval:
Nel momento in cui chiedi consiglio a me... cazzi tuoi se non ti piace il consiglio!

Io non dò giudizi di merito. Io farei e faccio così tu fai cosà. Per carità. Ma non vomitarlo addosso a me.
Semplice.

Tu eri diventato ostile anche con me........
Sembri una polveriera.
Responsabilità sociale... ;)
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
Nel momento in cui chiedi consiglio a me... cazzi tuoi se non ti piace il consiglio!

Io non dò giudizi di merito. Io farei e faccio così tu fai cosà. Per carità. Ma non vomitarlo addosso a me.
Semplice.

Tu eri diventato ostile anche con me........
Sembri una polveriera.
Responsabilità sociale... ;)
Sto solo accidentaccio cercando di farti capire di non aspettarti da lui quello che fai tu.
Aspettati da lui quello che faccio io.
 

robson

voltaire
Ciao!
Per chi si ricorda di me, un aggiornamento.

Dall’ultima volta in cui ho scritto di noi è tutto andato “a gonfie vele” per quanto possa andare una relazione extraconiugale come la nostra… cmq tutto bene, lui presentissimo, dolcissimo, presissimo.. Io abbastanza serena, alti e bassi che gestisco abbastanza, finchè non è successo un fatto che lo ha fatto crollare…..

In pratica sono finita all’ospedale, fortunatamente tutto sotto controllo alla fine, ma ho iniziato a stare male mentre eravamo insieme e lui poi è dovuto rientrare dalla sua famiglia lasciandomi da sola, ovviamente nessuno dei due pensava fosse qualcosa di grave.
Dopo un paio di giorni in cui stavo sempre peggio ma mi dicevo che sarebbe passato da solo, sono finita in ps e mi hanno ricoverata per 3 gg in cui ci siamo sentiti solo via wa e telefono.
Io ero piuttosto tranquilla dato che, consapevole della nostra situazione e senza più troppe illusioni, non mi aspettavo nulla di più.
Tra l’altro la solitudine e il riposo me li sono anche vagamente goduti… il che fa capire quanto relax abbia normalmente! ;)

Lui invece ha preso malissimo il fatto di non essermi stato vicino come avrebbe voluto.
Ho iniziato a sentirlo “pensieroso”, l’ho incontrato qualche giorno fa e è proprio entrato in crisi…

Mi ha detto che questo avvenimento lo ha distrutto, che si sentiva l’essere più infimo sulla faccia della terra, perchè mi aveva lasciata sola quando stavo male, che non si sarebbe mai perdonato se mi fosse successo qualcosa, che non può nemmeno pensarci. Che l’idea di me da sola in ospedale lo ha fatto riflettere, che merito un uomo che mi stia accanto e metta me al primo posto e lui non è nemmeno libero di vedermi o chiamarmi quando vuole, che gli pesa tantissimo il fatto di non poter condividere la sua vita con me… che fino a quell’episodio riusciva a prendere il bello godendosi i nostri momenti insieme ma ora sente che non gli bastano più e che a volte va via di testa a sapermi lontana e impazzisce al pensiero di non essere libero di stare con me. Che si è reso conto che lui per me agli occhi del mondo non è nessuno, che sono una donna cui vuole un bene infinito, che adora e che stima tantissimo e che non merito uno come lui che non è in grado di darmi tutto quello che merito, e cose simili. E mentre parlava piangeva…

Tutto ciò è amplificato dal fatto che negli ultimi mesi ci sono stati cambiamenti lavorativi nella sua vita che gli consentono meno flessibilità di orari e quindi ci vediamo meno. Questi cambiamenti lavorativi hanno inciso anche sulla nostra routine giornaliera… sono finite le nostre lunghe telefonate quotidiane dalle 17 alle 19 e cerchiamo di ritagliarci tutto il tempo possibile che cmq è molto meno…

Non mancano i sensi di colpa nei confronti di sua moglie, che definisce una brava donna che non merita questo, e dei suoi figli. Infine gli pesa tantissimo anche vivere nella menzogna.

Io nel frattempo sto parlando seriamente di separazione con mio marito e sembra che stiamo riuscendo ad affrontare le cose in maniera piuttosto serena, anche se il conto economico è davvero buio… ma sono abbastanza soddisfatta di come stiamo agendo insieme, volendoci sempre bene.

Non parliamo molto della mia separazione perchè non credo che sia l’interlocutore giusto, è più lui a chiedermi notizie a riguardo e a volte dice di invidiarmi perchè io in fondo ho intrapreso una strada mentre lui è sempre fermo nello stesso punto, bloccato, altre volte si sente di ribadire che lui in cuor suo crede che non si separerà mai perchè non vuole che la sua famiglia soffra per causa sua e che sente di dover mantenere fede all’impegno preso. Io gli rispondo solo che è un percorso molto molto difficile.

Un altro episodio che mi ha colpito è che mi ha fatto un esempio della domenica precedente, era stato in gita in montagna con famiglia ed amici e ha definito la giornata come “perfetta” aggiungendo che in fondo non serve molto di più e che insomma… in famiglia non sta poi così male.… poi però ha aggiunto, piangendo, che mentre era con loro continuava a pensare anche a me, pensava che avrebbe voluto che fossi con lui, che avrebbe voluto vedere insieme a me il tramonto di cui mi ha mandato una foto. Che quando sta con la sua famiglia cerca di allontanare il pensiero di me, e io me ne accorgo e ci soffro, ma accetto come conseguenza fisiologica della nostra storia, ma non ci riesce e che deve esserci qualcosa che non va in lui….

Io lo ascoltavo e non sapevo bene cosa dire o fare, tutto quello che dice ha senso… dice che si arrovella per trovare delle soluzioni ma non ne trova… che le due notti passate insieme nell’ultimo anno non gli bastano, che mi sta dedicando dei ritagli di tempo ma vorrebbe molto di più…

Io ad un certo punto gli ho chiesto cosa vuole che faccia… io sono anche disposta a farmi da parte piuttosto che vederlo stare così… ma lui mi ha detto che non ce la fa, che quando lo avevo lasciato tempo fa ha resistito solo due settimane e poi continuava a pensare a me ogni giorno, ogni momento, che stava impazzendo e che è tornato perchè non era più vita. Io d’altronde non so nemmeno se ce la farei perchè quando avevo troncato l’ultima volta ero molto arrabbiata e motivata, sono stata malissimo ma poi me ne ero fatta una ragione vedendolo come un mostro ma ora non so se riuscirei ad essere così “altruista”.

Insomma… questo sfogo mi ha stupito. Io in pratica l’ho ascoltato, l’ho capito e consolato, e sono disposta a stargli vicino nel modo migliore, anche lasciandolo andare.Sto male anche io, ma al momento non credo abbia senso parlarne perchè non vedo soluzioni.
Tutto qui.
Ora che ho scritto il più mi chiedo come mai lo abbia fatto, forse solo per avere pareri su qualcosa che forse mi ha confuso.
il mio mantra è" quando una donna è innamorata farà e accetterà qualsiasi cosa " il problemi è trovarla una così..e lui l'ha trovata si che l'ha trovata!!! la mia mi stà facendo penare da 1 anno ma x ora non ci siamo ancora detti addio x sempre
 

flower7700

Gli unicorni hanno rotto
Concordo con perplesso

Uomini con le palle ne si legge e sente sempre meno è impressionante tra questa storia quella di francisca ecc

O tradiscono e tirano a campa così o tradiscono piangono ma tirano lo stesso a campa così

Un uomo che si prenda le palle in mano è raro......
Scusate maschietti davvero ma tira sta aria anche qui tra amiche....
Hai dimenticato gli uomini che tradiscono senza farsi nessun problema, e che ingannano moglie e amante :D
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Affetto e cura non si chiedono...
Si spiega il proprio punto di vista, si ama come si sa amare... quel che viene si valuta... non credi?
Capisco.

Intendiamoci su chiedere.

C'è un vecchio detto che recita "chiedere è lecito, rispondere è cortesia".
Non è un detto sciocco e neppure banale.

Se io desidero affetto, chiedo affetto.
Cioè affermo chiaramente ciò che attiene i miei bisogni.

LA risposta poi non è affar mio.
Nel senso che quella attiene alla sfera dell'altro.

Alla mia sfera attiene accettare o meno.
Accogliere o rifiutare.

Chiedere non significa veder soddisfatte le proprie richieste. Aspettarsi la risposta.

Chiedere è esplicitare se stessi. I propri bisogni.
Anche per dar modo all'altro di valutare chi si trova davanti.

Se no è un imbroglio. Mi mostro a te, togliendoti parti importanti di me.
Che ci sta eh. Ma è un modo per escludere. Non un modo per includere e creare condizioni di scelta libere. Per entrambi.

Io vorrei cura in un certo modo.
Ma siccome aspetto che a te esca la cura che voglio io, ci sto dentro in quella che proponi tu nell'attesa che tu faccia quello che io mi aspetto.
Quando ad un certo punto, inevitabilmente, mi rompo il cazzo di attendere, ciaone.
Magari pure dicendoti che tu non mi dai cura. O affetto.
Oppure non mi rompo il cazzo e mi lamento delle tue inadeguatezze. O ti vedo come un* povertt*.

Tu, giustamente, mi chiedi se sono imbecille o cosa altro.
Perchè col mio non chiedere, non esplicitare i miei bisogni, ho falsato la relazione.

Oltre che aver creato di mio pugno l'inevitabile delusione riguardo al fatto che l'altro non risponde alle aspettative che mi ero costruita, in modo del tutto autoreferenziale, nella testa. Senza dare all'altro la possibilità di decidere per se stesso.
E' una forma del tradimento. Di se stessi e pure dell'altro.

Mai vista da questa prospettiva?
 
Ultima modifica:

Annina123

Utente di lunga data
il mio mantra è" quando una donna è innamorata farà e accetterà qualsiasi cosa " il problemi è trovarla una così..e lui l'ha trovata si che l'ha trovata!!! la mia mi stà facendo penare da 1 anno ma x ora non ci siamo ancora detti addio x sempre
Ho risposto nell'altra discussione...
Cercare una donna innamorata a cui far ingoiare qlsiasi cosa non mi sembra così edificante....
Non conosco la tua storia ma partirei da quello che offri tu più che da lei...
 

Annina123

Utente di lunga data
Capisco.

Intendiamoci su chiedere.

C'è un vecchio detto che recita "chiedere è lecito, rispondere è cortesia".
Non è un detto sciocco e neppure banale.

Se io desidero affetto, chiedo affetto.
Cioè affermo chiaramente ciò che attiene i miei bisogni.

LA risposta poi non è affar mio.
Nel senso che quella attiene alla sfera dell'altro.

Alla mia sfera attiene accettare o meno.
Accogliere o rifiutare.

Chiedere non significa veder soddisfatte le proprie richieste. Aspettarsi la risposta.

Chiedere è esplicitare se stessi. I propri bisogni.
Anche per dar modo all'altro di valutare chi si trova davanti.

Se no è un imbroglio. Mi mostro a te, togliendoti parti importanti di me.
Che ci sta eh. Ma è un modo per escludere. Non un modo per includere e creare condizioni di scelta libere. Per entrambi.

Io vorrei cura in un certo modo.
Ma siccome aspetto che a te esca la cura che voglio io, ci sto dentro in quella che proponi tu nell'attesa che tu faccia quello che io mi aspetto.
Quando ad un certo punto, inevitabilmente, mi rompo il cazzo di attendere, ciaone.
Magari pure dicendoti che tu non mi dai cura. O affetto.
Oppure non mi rompo il cazzo e mi lamento delle tue inadeguatezze. O ti vedo come un* povertt*.

Tu, giustamente, mi chiedi se sono imbecille o cosa altro.
Perchè col mio non chiedere, non esplicitare i miei bisogni, ho falsato la relazione.

Oltre che aver creato di mio pugno l'inevitabile delusione riguardo al fatto che l'altro non risponde alle aspettative che mi ero costruita, in modo del tutto autoreferenziale, nella testa. Senza dare all'altro la possibilità di decidere per se stesso.
E' una forma del tradimento. Di se stessi e pure dell'altro.

Mai vista da questa prospettiva?
Ho capito.
Lui sa cosa vorrei e cosa mi aspetto.

A lui la palla.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ho capito.
Lui sa cosa vorrei e cosa mi aspetto.

A lui la palla.
Ok...se è così ritiro tutto.

Da come scrivi non si direbbe.
Ma lo scritto è fraintendibile :)

Posso chiederti come hai fatto a tollerare che il tuo finire in ospedale si sia trasformato in un suo dramma personale?
Io l'avrei atomizzato.
 

Annina123

Utente di lunga data
Ok...se è così ritiro tutto.

Da come scrivi non si direbbe.
Ma lo scritto è fraintendibile :)

Posso chiederti come hai fatto a tollerare che il tuo finire in ospedale si sia trasformato in un suo dramma personale?
Io l'avrei atomizzato.
Lui sa cosa mi aspetto e non ho intenzione di ripeterglielo ogni volta, ma fidati che lo sa.

Per quanto riguarda il suo dramma...
Ci credi se ti dico che sono ancora a bocca aperta..?
Capisco ma non condivido.
A me sembra che abbia scoperto ora cose che per me erano ovvie fin dall'inizio.

Ipazia! Illuminami tu! ;)
Cmq i tuoi scritti passati mi hanno aiutato tanto.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Lui sa cosa mi aspetto e non ho intenzione di ripeterglielo ogni volta, ma fidati che lo sa.

Per quanto riguarda il suo dramma...
Ci credi se ti dico che sono ancora a bocca aperta..?
Capisco ma non condivido.
A me sembra che abbia scoperto ora cose che per me erano ovvie fin dall'inizio.

Ipazia! Illuminami tu! ;)
Cmq i tuoi scritti passati mi hanno aiutato tanto.
Continui a tenere il fulcro su di lui.

Se io mi rompo una gamba. G. è lì.

Anzichè bloccarmi la gamba e portarmi in pronto soccorso si mette a dirmi quanto è dispiaciuto. Che vorrebbe poter fare qualcosa per me, che gli piacerebbe aver studiato medicina per potermi steccare lui stesso la gamba e cucirmi la ferita. Che mi ama. Che fino a quel momento non si era accorto di quanto mi amasse. Che le situazioni critiche è proprio vero che rendono la realtà delle cose. E poi mi recita anche una poesia "ho sceso un milione di scale dandoti il braccio..."

Mentre sproloquia e vomita se stesso, gurdandosi nel suo personale specchio e rimirandosi....
io ho male alla gamba. La gamba resta rotta. Il male aumenta e non ci siamo mossi di mezzo metro.

Ma lui è fighissimo....ai suoi occhi.

La mia gamba?

Ma sì....passerà :)

Ecco. Te ti concentri sulla poesia.
Che romantico...

Parli di cura.
Dove la vedi la cura in una scena di questo tipo?

Cura dell'altro eh.
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
Ho capito.
Lui sa cosa vorrei e cosa mi aspetto.

A lui la palla.
Ok...se è così ritiro tutto.

Da come scrivi non si direbbe.
Ma lo scritto è fraintendibile :)

Posso chiederti come hai fatto a tollerare che il tuo finire in ospedale si sia trasformato in un suo dramma personale?
Io l'avrei atomizzato.
Quindi se lui sa cosa lei vuole, se lui sa che quello che vuole non può darglielo, vi sembra strano che sia sempre lì a ruotare intorno ad un certo argomento? :)
 

Annina123

Utente di lunga data
Continui a tenere il fulcro su di lui.

Se io mi rompo una gamba. G. è lì.

Anzichè bloccarmi la gamba e portarmi in pronto soccorso si mette a dirmi quanto è dispiaciuto. Che vorrebbe poter fare qualcosa per me, che gli piacerebbe aver studiato medicina per potermi steccare lui stesso la gamba e cucirmi la ferita. Che mi ama. Che fino a quel momento non si era accorto di quanto mi amasse. Che le situazioni critiche è proprio vero che rendono la realtà delle cose. E poi mi recita anche una poesia "ho sceso un milione di scale dandoti il braccio..."

Mentre sproloquia e vomita se stesso, gurdandosi nel suo personale specchio e rimirandosi....
io ho male alla gamba. La gamba resta rotta. Il male aumenta e non ci siamo mossi di mezzo metro.

Ma lui è fighissimo....ai suoi occhi.

La mia gamba?

Ma sì....passerà :)

Ecco. Te ti concentri sulla poesia.
Che romantico...

Parli di cura.
Dove la vedi la cura in una scena di questo tipo?

Cura dell'altro eh.
Da un uomo libero che frequento mi aspetto che sia in ospedale a tenermi la mano.
Da un uomo sposato che non si separerà mai no... so che me la smazzerò da sola e nemmeno muoio per questo.

Mi stupisce solo che lui si sia reso conto di non poterci essere, di non essere nessuno per il mondo, di non potermi vivere etc. Solo ora...
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
Continui a tenere il fulcro su di lui.

Se io mi rompo una gamba. G. è lì.

Anzichè bloccarmi la gamba e portarmi in pronto soccorso si mette a dirmi quanto è dispiaciuto. Che vorrebbe poter fare qualcosa per me, che gli piacerebbe aver studiato medicina per potermi steccare lui stesso la gamba e cucirmi la ferita. Che mi ama. Che fino a quel momento non si era accorto di quanto mi amasse. Che le situazioni critiche è proprio vero che rendono la realtà delle cose. E poi mi recita anche una poesia "ho sceso un milione di scale dandoti il braccio..."

Mentre sproloquia e vomita se stesso, gurdandosi nel suo personale specchio e rimirandosi....
io ho male alla gamba. La gamba resta rotta. Il male aumenta e non ci siamo mossi di mezzo metro.

Ma lui è fighissimo....ai suoi occhi.

La mia gamba?

Ma sì....passerà :)

Ecco. Te ti concentri sulla poesia.
Che romantico...

Parli di cura.
Dove la vedi la cura in una scena di questo tipo?

Cura dell'altro eh.
Letteratura...mi sono commosso, davvero...
 
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